E3 2014

Speciale Conferenza Ubisoft

Dal Far Cry himalayano alla grande Rivoluzione, passando per una gradita sorpresa

speciale Conferenza Ubisoft
Articolo a cura di
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Chiunque segua da qualche anno l'Electronic and Entertainment Expo sa ormai molto bene cosa aspettarsi di fronte ad una conferenza targata Ubisoft. Il publisher e sviluppatore francese vanta una vera e propria tradizione per i suoi showcase, che vedono l'ottima conduzione affidata a Aisha Tyler, volto noto per partecipazioni a serie televisive quali Ghost Whisperer, CSI e Friends, e un ritmo piuttosto serrato quanto a sequenze di gameplay. Sebbene in parte carente quanto a quest'ultimo aspetto, la conferenza di questo E3 2014 non si è discostata da questa formula ormai più che navigata, ospitata nella suggestiva cornice dell'Orpheum Teathre, la cui costruzione risalente al 1926 è ancora oggi evidente. Tra i lampadari liberty e gli stucchi dorati abbiamo assistito a un'efficace sintesi della ricca line up che accompagnerà i giocatori di qui sino a fine 2015, coronata da un'inattesa sorpresa conclusiva.

Dall'Himalaya alla fine del mondo

Sebbene si sia presentato solo in forma di un'estesa cinematica realizzata con il motore di gioco, di Far Cry 4 abbiamo avuto modo di comprendere diversi aspetti. Innanzitutto, si tratta di un gioco che non fa mistero del voler seguire da vicino le orme del diretto predecessore, che con grande successo ha tracciato un nuovo sentiero per la saga sparatutto free roaming. Una formula tanto aderente da basare una parte del proprio indiscusso fascino sulla figura dell'antagonista, chiaramente intenzionato a rubare la scena all'eccezionale Vaas di Far Cry 3. Sebbene la narrativa sia ridotta all'osso, proprio come nel predecessore ci si trova da subito trascinati nella finzione: poco importa il motivo per il quale ci troviamo in una remota regione dell'Himalaya, e nemmeno ha senso chiedersi perché già a pochi istanti dall'incipit una non meglio precisata milizia ci stia sparando addosso. L'immersione è quella di sempre, immediata e tagliente, e funziona soprattutto grazie alle decine di piccoli dettagli che impreziosiscono ogni inquadratura. Quando entra in scena il nuovo villain avvertiamo una forte sensazione di già visto, quella sorta di malato elogio alla follia pronunciato da Vaas che ancora ci rimbomba nelle orecchie. Ma, in fondo, poco importa. Sappiamo che questa nuova, montuosa ambientazione saprà offrirci molte nuove chance di gameplay, e tanto ci basta. E proprio di sequenze di gioco è carente la presentazione, un vuoto colmato solo successivamente durante la conferenza Sony.
Giusto il tempo di tirare il fiato con Just Dance 2015, e una versione mobile nota come Now basata su un sistema di controllo touch, e Aisha già introduceva il nuovo trailer di The Division. Accompagnato da una poderosa colonna sonora e arricchito da una regia di prim'ordine, il trailer ha letteralmente ammaliato la platea grazie a un azzeccato time lapse, dipingendo con tratti piuttosto forti una lotta tra sopravvissuti che ci ha ricordato in più di un aspetto i temi affrontati da The Walking Dead. Anche in questo caso, sono mancate ulteriori sequenze di gameplay, sebbene la conferenza Microsoft avesse già provveduto a mostrare una sessione di gioco inedita.

Il bello della Rivoluzione e la grande sorpresa

Molto avaro di gameplay anche lo spazio concesso a The Crew: un suggestivo trailer realizzato con sequenze di gioco accelerate, ma nessuna vera novità in termini di contenuti. Forse era anche la fretta di arrivare al piatto forte della conferenza, ossia Assassin's Creed Unity. Dopo un trailer più che ispirato, accompagnato da una cover dei Tears for Fears che sottolinea come sempre gli ottimi gusti di Ubisoft in fatto di sottofondi musicali, si è passati ad un gameplay giocato dal vivo di discreta durata, che ha messo in luce diversi elementi interessanti. Ubisoft sembra aver lavorato molto sulla dinamica delle folle, ottimizzando il motore grafico per supportare un numero impressionante di NPC a schermo. Sebbene alcune imprecisioni negli spostamenti dei singoli fossero ancora piuttosto evidenti, il risultato d'insieme era decisamente impressionante. Più tradizionali, per contro, le sequenze di combattimento, che sono apparse ancora ancorate in maniera decisa alla consueta formula che vede i nemici attaccare uno alla volta. Novità invece sotto il profilo del parkour, che vede ora un set di animazioni molto più naturale e completo, e soprattutto l'integrazione di un sistema che funziona anche in discesa, permettendo al protagonista di tornare al suolo senza lanciarsi forzatamente in un Balzo della Fede. Interessante anche la breve sequenza di stealth in interni, che ha visto l'implementazione di un sistema di coperture, utilizzato non per il combattimento, bensì per passare inosservati anche al chiuso. La speranza è che soluzioni di questo tipo, con missioni ambientate più spesso in ambientazioni interne, possano trovare il giusto spazio. Meno entusiasmanti, almeno per quanto è stato mostrato, i riferimenti alla cooperativa online per quattro giocatori, che durante la demo si sono limitati ad una sorta di massacro in compagnia. Naturalmente, anche dato il tempo molto limitato, è possibile che altri risvolti vengano svelati in futuro. Nel complesso, il principale punto di forza di Unity, al momento, sembrano essere l'atmosfera eccezionale che si respira per le vie della Parigi in piena Rivoluzione, e il level design come sempre ispirato. Maggiori dettagli arriveranno, ben presto, dalle nostre prove a porte chiuse.
Dopo una simpatica parentesi dedicata a Shape Up, esclusiva Xbox One a base di Kinect che invita i giocatori a tenersi in forma con una serie di bizzarri minigiochi a base di realtà aumentata, e un bel trailer dell'imminente Valiant Hearts: The Great War, il CEO di Ubisoft Yves Guillemot ha raggiunto Aisha sul palco per salutare i presenti con un'ultima sorpresa. Pochi istanti di gioco sono bastati per comprendere quale fosse la serie di riferimento: Rainbox Six: Siege ha riportato i nostri orologi biologici indietro di dieci anni, e qualcosina di più. Rivedere sul grande schermo quello stesso gameplay di attenta pianificazione che caratterizzava i primi capitoli della saga, naturalmente abbellito da una grafica al passo con i tempi e arricchito da un comparto online cooperativo/competitivo, ci ha regalato una certa emozione. Complice un'accentuata distruttibilità degli ambienti e la divisione dei giocatori in due team, ossia i Rainbow e i rapitori, il gioco ci è apparso molto promettente, e in grado di riportare a galla una formula di gameplay considerata da molti troppo arcaica per funzionare ancora oggi.

Ubisoft Come da tradizione, Ubisoft non si è persa in inutili chiacchere, e ha sfruttato ogni minuto della conferenza per mostrare la sua visione del mercato videoludico dei prossimi mesi. La line up è solida e molto varia, e, sebbene sia Assassin's Creed Unity sia Far Cry 4 si siano dimostrati molto conservativi in alcuni aspetti, l'atmosfera che si respira in entrambi è in grado di catturare in pochi istanti. The Division e l'inaspettato Rainbow Six: Siege hanno invece dimostrato come Ubisoft sappia anche diversificare, con una nuova, promettentissima proprietà intellettuale, e il riavvio di una serie che conta milioni di nostalgici in tutto il mondo. Inutile ironizzare sulle brevissime parentesi dedicate ai prodotti casual: prendendo in prestito una catchphrase pronunciata da Aisha durante la conferenza, Ubisoft è partita forte, e ha retto fino in fondo.