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Speciale Console Wars

Un libro racconta la guerra tra Sega e Nintendo per impadronirsi del mercato americano negli anni ’90. Ne parliamo con l’autore.

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Articolo a cura di
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Se oggi i videogame non sono più considerati una cosa per bambini, se sono diventati cool, adulti, parte della nostra cultura e società, il merito, oltre che di Sony e della sua PlayStation, è di Sega. Se non ci fosse stato il Mega Drive probabilmente oggi PlayStation non esisterebbe”. Blake J Harris pesa bene ogni parola mentre chiacchieriamo su Skype. Blake è appena tornato dalla presentazione del suo libro, che negli Stati Uniti è uscito a metà maggio. Si chiama Console Wars e racconta della guerra tra Nintendo e Sega in Nord America durante gli anni ’90, del passaggio dalle console a 8bit a quelle a 16bit e soprattutto di Tom Kalinske, geniale amministratore delegato di Sega of America che riuscì a compiere il miracolo: superare la Nintendo e diventare il numero 1 dell’industria. In Italia arriverà nel 2015, in primavera, grazie a Multiplayer Edizioni.

Davide contro Golia

Era un tempo in cui Nintendo dominava incontrastata con circa il 90% del mercato, agli altri, compreso il Sega Master System, rimanevano solo le briciole”, racconta Harris. Console Wars racconta di una Nintendo che si è inserita in un mercato in cui nessuno voleva più entrare dopo il famoso crack dell’Atari. L’assenza di concorrenti ha di fatto permesso a Miyamoto e soci di creare un monopolio, in cui era la grande N a dettare termini e condizioni. Gli sviluppatori, ad esempio, erano limitati da accordi di esclusiva (se un gioco usciva sul NES, non poteva uscire su altre piattaforme), dovevano versare una cospicua percentuale dei guadagni a Nintendo e acquistare le cartucce solo da loro. Contratti a dir poco rigidi che fecero la fortuna di Nintendo, che in pochi anni arrivò a creare un mercato, solo negli Stati Uniti, da 4 miliardi di dollari all’anno. “Nintendo imponeva anche contratti di esclusiva ai vari negozianti, così era molto difficile per gli altri concorrenti trovare spazio”, continua Blake.

Per la forza di Greyskull

Qui entra in esca Tom Kalinske, un passato in Mattel dove salva Barbie dal fallimento inventandosi decine di versioni della bionda bambolina, poi Ken, macchina cabrio, casa al mare e altri mille accessori; quindi crea He-Man and the Masters of the Universe (solo per questo avrà la mia eterna gratitudine), una serie di action figure di guerrieri che combattono per il dominio dell’universo, diventato poi anche un fortunatissimo cartone animato. Tom viene raggiunto dall’allora presidente di Sega of Japan, Hayao Nakayama, mentre è in vacanza con la famiglia alle Hawaii. Raggiunto letteralmente, nel senso che Nakayama va in spiaggia a parlargli. Da questo primo incontro si capisce subito che la storia di Kalinske è speciale. Blake J Harris ha deciso di raccontarla in un documentario. “Sono tre anni che ci lavoro, ho intervistato oltre 250 persone. Io sono un regista, il progetto è partito come un documentario. Il libro è venuto dopo, come una naturale conseguenza del lavoro fatto”, spiega. Console Wars è un libro avvincente, che parla di un visionario, un genio, un Davide che si ritrova a combattere contro Golia, ma senza fionda. E’ la classica storia del sogno americano, di una vittoria impossibile, di un eroe che riesce dove tutti gli altri prima di lui avevano fallito. Kalinske liberalizza il mercato, favorisce la concorrenza, dà un contributo fondamentale alla creazione del personaggio di Sonic. “Senza di lui, Sonic non avrebbe mai avuto il successo che ha avuto. Anche se il gioco era eccezionale, probabilmente lo avremmo dimenticato in fretta. Se invece Sonic ha saputo tenere testa a Super Mario, il merito è anche di Kalinske e del suo team”, spiega Harris. In effetti la prima versione di Sonic era molto diversa, non si chiamava Sonic, indossava pattini a rotelle e aveva una chitarra perché secondo i giapponesi, ai tempi, avere una chitarra era figo. Kalinske ne ha smussato il design, lo ha arrotondato e l’ha reso più normale, più adatto ai gusti degli americani: e quando si trattava di creare nuovi personaggi (vedi Barbie, Ken e He-Man), nessuno era migliore di lui e per fortuna in Giappone gli diedero ascolto.

L’onore delle armi

Il libro è pieno di storie appassionanti, di momenti difficili, di intuizioni geniali: è raccontato come un romanzo, con dialoghi “liberamente” scritti da Harris. “Ho scelto questa formula perché penso sia più adatta a raccontare una storia, a coinvolgere maggiormente il lettore”, spiega l’autore. “Ma tutto quello che leggerete nel libro è successo davvero ed è il risultato delle testimonianze delle persone direttamente coinvolte in quegli eventi”. Lungo i suoi sei anni di “regno”, Kalinske ha portato il Mega Drive a prendersi il 55% del mercato americano, combattendo il Super Nintendo colpo su colpo, portando titoli come Mortal Kombat sulla sua console, incurante delle polemiche per l’eccessiva violenza. A lui si deve l’Electronic Entertainment Expo, a lui si deve l’intuizione di inserire Sonic in bundle con la console. Quando Kalinske lascerà Sega, stremato dalla lotta interna con Sega of Japan e dalla scelta, secondo lui errata, di far uscire subito il Saturn, riceverà una lettera dal presidente di Nintendo of America. Una accorata manifestazione di rispetto e gratitudine, per una delle più belle battaglie che la storia dei videogame ricordi. L’onore delle armi. E’ una lettura che vi consigliamo, uno di quei rari libri in cui la forza culturale del videogame appare luminosa, dirompente, come in Masters of Doom e, soprattutto, in Game Over di David Sheff (libro che racconta la storia della Nintendo e che, per ragioni a me sconosciute, incredibilmente non è ancora arrivato in Italia). Console Wars, insomma, entra di diritto nella libreria dei volumi imprescindibili per ogni appassionato di videogame che si rispetti, non importa se sia un fan di Sega o meno. Un libro avvincente, che ha già catturato l’attenzione di Hollywood. “Da subito mi sono innamorato di questa storia, come detto io sono un regista, lavoro più con la macchina da presa che con la tastiera del computer. Così cercavo qualcuno a Los Angeles che potesse essere interessato al mio lavoro, e ho scritto a Seth Rogen”, racconta Blake. Seth Rogen, attore canadese protagonista di Superbad, Green Hornet, This is the End e Neighbors, è entusiasta del libro. Blake lo va a incontrare a Los Angeles e dopo poche settimane i diritti di Console Wars vengono venduti alla Sony, che ora vuole farne un film. “Siamo ancora alle prime fasi, non so come andranno avanti le cose. Spero che tutto vada per il verso giusto, questa è una storia che merita di essere raccontata a più persone possibile”, conclude Harris. Se conoscete l’inglese o più semplicemente cercate un buon libro per imparare la lingua durante le vacanze estive, lasciate perdere Charles Dickens e acquistate Console Wars, lo potete ordinare facilmente da Amazon. Altrimenti, aspettate qualche mese e presto arriverà anche in italiano. Qualunque sia la vostra scelta, l’importante è che lo leggiate. Oppure vi meritate Sonic con i pattini e la chitarra.

Si ringrazia Blake J Harris per le immagini


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