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Nintendo NX, le nostre aspettative per la nuova console

Nintendo a breve annuncerà la nuova console NX.Ragioniamo sulle caratteristiche tecniche, il software, l'integrazione portatile-casalinga ed il controller.

speciale Nintendo NX, le nostre aspettative per la nuova console
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Praticamente ogni giorno potrebbe essere il giorno buono per l'annuncio di Nintendo NX. Stando ad alcune voci sembrerebbe proprio che la grande N annuncerà finalmente entro fine mese il proprio prossimo hardware. Ottobre sembra il mese ideale per attirare l'attenzione su di sé (i tripla A normalmente arrivano nei negozi e non vengono annunciati in questo mese), tant'è che da un momento all'altro potrebbe arrivare comunicazione di un Nintendo Direct dedicato a "nuove e scoppiettanti novità sugli hardware di Nintendo". Vogliamo credere fino in fondo che NX, o qualunque sarà il nome finale sulla scatola, sia tanto nuovo quanto scoppiettante. Che proponga una maniera inedita di approcciarsi al gioco alla maniera del Wii, senza dimenticare ovviamente i fan storici, quelli che, nonostante tutto, non hanno voltato le spalle a Wii U. Qualcosa di appetibile a tutti come fu con Wii Sports, sorretto a sua volta da un titolo hardcore duro e puro. Il massimo sarebbe coniugare i due universi, quello de neofiti (o meglio digiuni dai tempi di Wii Sports, Fit e Brain Training) e quello dei masochisti di Dark Souls (o giocatori since '80), ma nessuno ci è mai riuscito, nemmeno ai tempi di Wii dove il gettito fiscale permetteva a Nintendo di sperimentare le idee più assurde. Ma cosa è esattamente Nintendo NX? Cosa bolle nel pentolone della casa di Kyoto? Quali giochi sono in sviluppo? Risposta ovvia... Quali le sfide più complesse? Quali gli spazi di manovra?

Integrazione hardware e software

2013, Gennaio. Iwata è ancora il Presidente indiscusso di Nintendo. La parola d'ordine per lui è integrazione, tanto software quanto hardware. Basta sigle e nomi, capi di qui e capi di là. Tutti gli studi di sviluppo in quel di Kyoto vanno a confluire dentro EAD, un nome rispettato da tutti, mentre è giusto che non ci siano spaccature tra gli ingegneri che lavorano sulle console casalinghe e quelle portatili. Conoscenze, risultati, esperimenti, visioni che vanno condivise, specie perché dal cavo Gamecube-Game Boy Advance per Nintendo era cosa buona e giusta che hardware portatili e casalinghi parlassero tra di loro...sia mai che qualche appassionato di handheld volesse fare propria anche la macchina sotto il televisore marchiata Nintendo.
A inizio 2013 si formò la Nintendo Integrated Research & Development, IRD per gli amici. Wii U e Nintendo 3DS erano già realtà sugli scaffali dei negozi, motivo per cui la nuovissima divisione iniziò a lavorare su qualcosa di inedito. I successori di entrambe le console oppure qualcosa di completamente differente, che unisse portatili e casalinghi? Pensateci, quest'ultima idea non è affatto folle e, come nella migliore delle storie, gli indizi Nintendo li ha seminati nel corso degli ultimi anni. Cosa è Wii U se non un due schermi senza cerniera, dove sulla TV si vede il gioco e sul gamepad la mappa oppure si inviano input tattili? Gli sviluppatori di videogiochi non sono forse abituati da anni a proporre le saghe principali prima su portatile e poi sulla console casalinga? Mario Kart, New Super Mario Bros, Mario 3D Land e poi Mario 3D World, Zelda, Animal Crossing, Paper Mario e così via hanno subito tutti la stessa evoluzione. L'agilità che Nintendo chiede ai suoi developer è quella di passare da un'esperienza in mobilità ad una sdraiati sul divano e deve essere pretesa anche da chi lavora con l'hardware. La mancanza di un annuncio del successore di Nintendo 3DS (A.D. 2011), unita alla tradizione che il nuovo hardware portatile anticipi di circa un annetto quello casalingo, è la ciliegina sulla torta di un piano perfetto, che dopo diversi anni fatti di ripensamenti e passi in avanti potrà essere svelato: l'integrazione tra piattaforme portatili e casalinghe...

Tutto dipende dal controller

Ma quali conseguenze può avere tutto ciò? Come stanno reagendo gli sviluppatori? Come hanno affrontato la sfida gli ingegneri?
Sagge questioni. Per EAD, tanto per fare un esempio, significa anzitutto rilasciare un videogioco soltanto anziché due: un solo Mario Kart da giocare tanto a casa quanto sull'autobus può significare l'unione di due stili di gioco differenti, ma anche la possibilità di risparmiare tempo perché si lavora ad una sola release finale, dando così la possibilità di sfornare un nuovo brand o franchise. Qualcosa di sperimentale insomma...
Le difficoltà all'orizzonte non mancano: se ultimamente Nintendo ha chiesto di lavorare su due schermi, dividendo le informazioni e talvolta il gioco, con NX chiede che si pensi invece con un solo schermo ma variabile, che può essere il circa 7" portatile oppure il minimo 40" casalingo. Un bel grattacapo...
E che ne sarà del game design? Zelda Breath of the Wild così free roaming e di ampio respiro ci azzecca veramente poco su un'esperienza di gioco portatile dove le partite durano poco, non c'è tempo per impressionare con tramonti e scalate panoramiche e dove il genere che va per la maggiore sono i puzzle game. Sono problematiche che sicuramente avrà affrontato in sede di definizione delle caratteristiche hardware. Anzitutto che potenza avrà la console che stringeremo tra le mani/collegheremo al televisore? Nintendo 3DS è un 128 bit, mentre Wii U è paragonabile a Playstation 3: il costo dei chip è ormai abbastanza basso per fare sì che entrambi gli hardware compiano un salto in avanti, ma dal momento che di hardware ce ne sarà uno solo è evidente come si dovrà trovare un compromesso.
Nintendo giocherà al ribasso ed adeguerà la famiglia portatile al Wii U, rinunciando così ad un upgrade tecnologico come fece nel passaggio tra Gamecube e Wii U oppure Game Boy e Game Boy Color? Oppure si farà forza ed andrà ad insidiare Playstation 4 ed Xbox One, come suggerisce il prezzo tra 350-400 euro? Scordatevi naturalmente l'upgrade ad insidiare Xbox Scorpio!E ancora...come si collegherà la console alla TV? Ci sarà solamente un ricevitore HDMI minimale in stile Chromecast oppure un box che riceverà il segnale, ma che fungerà anche da dock station per la ricarica, offrendo un boost di potenza computazionale ed anche alcune porte USB, sd-card e così via?
Ma la questione più spinosa risiede senz'altro nel controller. Fino ad ora i mock-up falsissimi circolati in rete volevano che NX fosse soltanto un upgrade di Wii U, con un gamepad troppo simile a quello attuale. E' evidente che Nintendo prima ancora di vendere una console unica, integrazione tra casalingo e portatile, deve vendere un controller semplice ed amichevole, familiare e con pochi pulsanti. Qualcosa che sia empatico fin da subito ed assomigli ad un oggetto di tutti i giorni, piuttosto che un ingombrante concentrato di leve e tastini. Wii ed il suo telecomando sono un esempio troppo perfetto perché Nintendo non ne prenda nota ed, udite udite, il pubblico delle famiglie non è poi cambiato molto dal 2006 ad oggi.

"Se Nintendo azzecca la forma del controller allora è praticamente fatta. I bambini gireranno con Pokémon ed una volta giunti a casa appoggeranno la console vicino al televisore mettendola a disposizione di papà e mamma, pronti a litigare tra il giocare al nuovo Zelda che fa tanto ritornare all'adolescenza insieme al NES oppure guardare un melodramma rosa via Netflix."

Mentre Microsoft e Sony si danno battaglia per conquistare il trentenne geek ed appassionato, agli over-40 con bambini non sembra guardare più nessuno e questa è una occasione irripetibile per Nintendo: se Wii fosse stato lanciato questo Natale anziché 10 anni fa probabilmente farebbe ancora il botto, perché smartphone e Candy Crush a parte, c'è ancora un mondo di potenziali giocatori là fuori, che non seguono gli Youtuber, non aspettano le 17 per un live su Twitch di Everyeye, non riproducono le ambientazioni dei film dello Studio Ghibli su Minecraft, non scrivono FAQ su Dark Souls, non trollano quindicenni su Call of Duty, non setacciano il circondario in cerca di Blastoise con Pokémon Go e altri comportamenti tipici del giocatore moderno.Se Nintendo azzecca la forma del controller, allora è praticamente fatta. I bambini gireranno con Pokémon ed una volta giunti a casa appoggeranno la console vicino al televisore mettendola a disposizione di papà e mamma, pronti a litigare tra il giocare al nuovo Zelda che fa tanto ritornare all'adolescenza insieme al NES oppure guardare un melodramma rosa via Netflix.