Speciale CVG Festival 2010

Una manifestazione all'insegna della cross-medialità

speciale CVG Festival 2010
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Roma, al di là di crisi economiche e morali che ultimamente hanno colpito e colpiscono il nostro stato, è sempre un’esperienza dal sapore particolare, prima che una città culturalmente dal peso specifico irraggiungibile. Vagare per le sue strade, imbattersi casualmente in edificio storico, godere di queste prime, tardive e timide giornate primaverili è un piacere tanto per il turista casuale, quanto per il romano doc, quello che rinnova ogni giorno l’amore per la propria città.
E’ in questa particolare e splendida cornice che è andato in scena l’ennesimo evento italiano dedicato ai videogiochi. L’uso della parola “ennesimo” sottende un’indubbia quanto volontaria iperbole, ma è comunque discriminante di una tendenza che finalmente pare prendere piede anche in Italia. Con Cartoons On The Bay, evento tenutosi a Rapallo a metà Aprile, i videogiochi sono finalmente entrati nel circuito dei prodotti multimediali degni di essere notati e persino premiati. Con la IVDC dello scorso ottobre invece, sviluppatori italiani e non, hanno avuto modo di renderci partecipi del loro lavoro, affermando ancora una volta come anche a livello lavorativo il videogioco in Italia ha molto da offrire.
Questa volta è toccato alla CVG Fest 2010 ricordarci come il nostro passatempo preferito stia lentamente guadagnandosi la notorietà che merita. Tenutosi dal 7 al 9 maggio 2010 presso Villa Torlonia a Roma, il festival era dedicato agli amanti del cinema e dei videogiochi. Una manifestazione all'insegna della multimedialità, dunque, organizzato da AIOMI (Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive) in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e all'Assessorato alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del comune di Roma.
E' importante il riconoscimento di festival culturale, oltre che ludico, da parte delle autorità, in quanto restituisce dignità e attribuisce valore formativo e culturale non solo al cinema ma anche al medium videoludico, qui studiato ed esposto inoltre nei suoi aspetti crossmediali.
La cornice della manifestazione è stata la Technotown, il museo-ludoteca sito all’interno di Villa Torlonia dove solitamente grandi e piccini possono scoprire, tramite attrazioni interattive, scienza e natura.

Attrazioni interattive e retrogaming

Durante i tre giorni del festival, al di là delle varie conferenze che si sono alternate, sono sempre rimaste disponibili alcune attrazioni, proprio per sottolineare che il videogioco, prima di tutto, va vissuto e sperimentato in prima persona.
Era così possibile provare il Pavimento Interattivo, con i suoi tanti giochi, tra cui Sbong, un vero e proprio “Pong umano” che mette il giocatore fisicamente al centro del videogioco come “racchetta umana”. O ancora il Virtual Set, che permette di scoprire come si realizzano effetti speciali utilizzati al cinema e soprattutto in televisione, in un vero studio attrezzato all'uopo, o ancora lo Scultorobot, che realizza, sculture in polistirolo tagliate al laser sul momento a partire da fotografie scattate dagli utenti. Come non parlare, inoltre, dell'esposizione storica dedicata al retrogaming, con tantissime console dei tempi che furono, gran parte delle quali giocabili? Contando sulla collaborazione di GamesCollection, gli stessi che ogni anno a Monza organizzano il Videogame History, era possibile mettere le mani su un nutrito numero di console del passato. Tra una impagabile partita al Neo Geo e la riscoperta del più grande insuccesso Nintendo, il Virtual Boy, c'è tempo per ammirare console perlopiù sconosciute alle nuove generazioni, come l'Atari Jaguar o il PC Engine della NEC.
Al di là degli interventi insomma c’era molto da fare al Festival in pieno rispetto della filosofia che sorregge Technotown secondo la quale imparare significa anche sperimentare.

Presente, passato e futuro della cross-medialità al CVG Fest

I visitatori hanno inoltre potuto esplorare vari aspetti dei medium filmici e videoludici, analizzando le interconnessioni fra loro, scoprendo alcuni aspetti poco conosciuti e dando uno sguardo alla fervente realtà italiana, spesso poco sotto i riflettori ma in realtà attiva e propositiva anche sul mercato internazionale.
Venerdì ha visto la presenza, restando in ambito videoludico, di grandi nomi della scena italiana: Marco Accordi Rickards (Presidente di AIOMI e Direttore Artistico del Festival), Bonaventura di Bello (storica firma del giornalismo videoludico italiano, nonché curatore del ViGaMus, il Museo del Videogioco di Roma), Federico Salerno (fondatore di Games Collection.it e organizzatore di Video Games History di Monza), tra gli altri, per quanto riguarda i cultori e gli storici del videogioco, e Giovanni Caturano (SpinVector), Massimiliano Di Monda (Raylight), Fabrizio Kalì (Kalicanthus), Simone Bechini (Milestone) come rappresentanti delle più importanti software house italiane, per un dibattito tra storia ed evoluzione del videogioco.
Proprio su quest’ultimo concetto sono state svolte in particolar modo due conferenze. La prima era incentrata maggiormente sul retrogaming e sull’evoluzione dei generi in relazione all’hardware a disposizione. Oltre agli interventi del già citato Bonaventura di Bello, la conferenza ha visto prendere la parola Carlo Sant’Agostino, altra figura storia dell’industria videoludica italiana, Simone “Akira” Trimarchi, figura poliedrica e difficilmente inquadrabile in un unico ambito, Federico Salerno, membro fondatore di GamesCollection e il bravissimo Gianpaolo “Mossgarden” Iglio, redattore storico di Game Republic. L’intervento, piuttosto lungo e interessante, tra le tante altre cose, ha messo in luce come in passato il genere platform sia stato il più gettonato non solo per il successo riscontrato commercialmente parlando, ma anche perché gli hardware dell’epoca non avevano mezzi migliori per restituire l’esperienza videoludica. Allo stesso modo oggi gli FPS rappresenterebbero il modo migliore per vivere al massimo dell’immersione il nostro hobby, spiegando così antropologicamente la loro attuale ascesa.
L’altra conferenza, invece riguardava la presentazione del libro Le Professioni Del Videogioco scritto a quattro mani da Marco Accordi Rickards e Paola Frignani di Milestone e edito da Tunué, uscito proprio in questi giorni in tutte le librerie d’Italia. Sfruttando l’esperienza di uno dei più conosciuti giornalisti videoludici d’Italia e quella di un’insider della maggior software house tricolore, il libro intende mettere in luce pro e contro di ciascuna professione esistente nel mercato. Dai PR agli sviluppatori, il quadro generale che è emerso anche durante la conferenza di presentazione del libro è sconfortante, ma al tempo stesso pieno di speranze per il futuro. Tra il classico scollamento tra il settore accademico e ciò che il mondo del lavoro realmente chiede e tra il quasi totale disinteressamento delle istituzioni al fiorente settore dei videogiochi, sicuramente la situazione odierna non è delle più rosee. Tuttavia il libro intende anche essere un vademecum per tutti coloro che comunque vogliono “sporcarsi le mani” con i videogiochi anche per cambiare il futuro. Il consiglio dei due autori insomma, è stato quello di non scoraggiarsi ma di studiare e dare sempre il massimo.
Il sabato ha avuto invece come protagonista la crossmedialità, con gli interventi di Riccardo Cangini, fondatore e CEO di Artematica, la presentazione dell'ultimo romanzo di Roberto Genovesi, La Legione occulta dell'Impero Romano, e lo speciale Horrorock! In cui si è discusso del legame fra musica e cinema, in particolare rock e horror, che si è chiuso, inoltre, col concerto della power metal band Kaledon e l'anteprima del nuovo film di Ivan Zuccon, Colour from the Dark.
Il giorno clou, naturalmente, è stato domenica, con una interessante tavola rotonda dal titolo Cinema e Videogiochi visti da Oriente, che ha visto gli interventi di Enrico Azzano, fondatore di Cine Clandestino, Enrico Gandolfi, giornalista e scrittore, e Domenico Musicò e Letizia Geron di CVG. A seguire, Crossmedia Storytelling, con Max Giovagnoli di Cross-media.it, Roberto Genovesi di Rai Trade ed esperto crossmediale e Alessandro Risuleo di Enhanced Press, che hanno esplorato le nuove frontiere della narrazione digitale, finanche alle nuove soluzioni interattive che permettono, ad esempio, gli I-Pad Apple.
Il pomeriggio è stato poi ravvivato dalla sfilata competitiva dei coloratissimi cosplayer, a cura dell'Associazione Culturale Satyrnet: in gara una trentina di costumi tratti da videogiochi, cinema e fumetti, che ha regalato spettacolo ed emozioni al pubblico, in particolare quello più giovane, affascinato dalle versioni “in carne ed ossa” dei loro beniamini televisivi e ludici.
Al cosplay è seguita, a cura di Universal, la presentazione del Robin Hood di Ridley Scott, tramite esclusive featurette che hanno permesso agli astanti di scoprire l'accuratezza storica e l'epicità della nuova pellicola del regista di Alien, Blade Runner e Il Gladiatore.
Ultimo evento della manifestazione, infine, la presentazione al pubblico del film Shadow da parte di Federico Zampaglione, musicista che per la seconda volta si presta al cinema, stavolta con un horror autoriale presentato qui in anteprima insieme alla proiezione della sua precedente opera, Nero Bifamiliare.

CVG Fest Il CVG Festival è stata, dunque, un'opportunità proficua di incontro e confronto, sia per il pubblico che per gli addetti ai lavori: all'insegna del divertimento ma con la voglia di impegnare culturalmente gli avventori alla scoperta di una realtà, quella cross-mediale, che rappresenta probabilmente il futuro delle opere della fantasia e dell'ingegno umano, che oramai non possono esimersi da una qualche forma di multimedialità. La più che discreta affluenza all’evento ha confermato la bontà di quest’evento giunto ormai alla terza edizione. Ci aspettiamo insomma di tornare anche il prossimo anno a Roma per perderci ancora in questa splendida città, magari con un pad sempre stretto tra le mani. Ringraziamo il Direttore della Manifestazione Marco Accordi Rickards e tutto il suo staff per la collaborazione.