Destiny - I Libri del Dolore - Seconda Parte

Dopo avervi raccontato le origini di Oryx, continuiamo la scoperta delle memorie del Re dei Corrotti: finalmente si entra nel vivo, toccando alcuni argomenti fondamentali della mitologia.

speciale Destiny - I Libri del Dolore - Seconda Parte
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo aver disotterrato una parte delle informazioni contenute nei Libri del Dolore, continuiamo con la seconda e ultima parte del nostro speciale, dove finalmente vengono introdotti alcuni temi molto importanti per la mitologia di Destiny, come l'avvento dei Vex, l'ascesa di Oryx e di suo figlio Crota, il significato delle Corti, la creazione delle Tavole della Rovina. Naturalmente, non l'aveste già fatto, prima di procedere vi invitiamo a recuperare la prima parte, essenziale per comprendere quanto segue.

La logica della Spada

Sono passati centinaia d'anni dalla terribile sconfitta subita dal Leviatano e dal croma-ammiraglio Rafiit, un lungo periodo in cui Auryx e le sue sorelle non hanno fatto altro che compiere il volere dei vermi, spazzando via decine e decine di civiltà, accrescendo costantemente il proprio potere e la fame dei vermi stessi. In questo circolo vizioso, l'unica logica che vale è quella insegnata alle sorelle dalle entità incontrate nel Profondo: il valore di ogni cosa è dettato solo ed esclusivamente dalla sua capacità di esistere e perdurare. Se una civiltà non è in grado di difendersi, allora non ha valore, e deve essere annientata. Se un re non sa proteggere il proprio trono, allora non è un sovrano degno, ed è giusto tradirlo e assassinarlo. La logica della spada, come la ribattezza Auryx stesso, è perfetta, e non ammette esitazioni. Eppure, nella vasta mente del futuro Re dei Corrotti comincia a farsi strada un dubbio: ad ogni civiltà annientata egli sente la fame dei vermi crescere, così come il proprio potere, il quale gli dà occasione di sfidare popolazioni sempre più numerose e potenti. Eppure, quanto può durare questo perpetuo sterminio? Quanto manca perché la fame dei vermi diventi insaziabile, e questi comincino a divorare la stessa Auryx e le sue sorelle? I vermi hanno sempre più fame.

E dunque Auryx, d'accordo con le sorelle, attua l'unico piano rimastogli: le uccide entrambe sul loro trono, assorbendone il potere secondo la logica della Spada, e si dirige nel Profondo, sino a incontrare Akka, il verme dei segreti. Lo fa a pezzi con la sua furia inarrestabile, e impara da esso il segreto per comunicare col Profondo stesso, scrivendolo su una serie di tavole di pietra, le Tavole della Rovina, delle quali si cinge la vita. Nessuno conosce i contenuti del successivo dialogo tra Auryx e il Profondo, ma da esso il sovrano torna cambiato. Si incorona come Oryx, Il Re dei Corrotti.
Ormai inarrestabile, Oryx muove guerra alle civiltà dell'Ecumene, e dal sangue della loro sconfitta riesce a far risorgere Savathun e Xivu Arath, le sue sorelle predilette. Oryx procede dunque a scolpire sulle Tavole della Rovina la propria legge, atta a garantire la propria perpetuazione e a difendere le sorelle dalla fame insaziabile dei vermi. Nasce così l'Alveare, il quale ha un unico scopo: distruggere, accumulare un tributo, e passarlo al gradino superiore della scala gerarchica. Solo così, una volta giunto ai vertici rappresentati da Auryx, Savathun e Xivu Arash il tributo sarà sufficiente da mantenere i vermi sazi. Citando direttamente dal Grimorio, "... dalla maliarda si genera la progenie, dalla progenie gli schiavi, dai sopravvissuti gli accoliti, i quali lottano. Se lottano bene il loro verme è nutrito, dai vermi ben nutriti si generano i cavalieri e le maliarde e i principi". Una catena perfetta, i cui ultimi anelli si legano ai primi, come in un cerchio: la distruzione sazia i vermi, i quali garantiscono così sempre maggior potere alle sorelle, e i tributi sono sufficienti a mantenere i vermi sempre ben pasciuti. Un equilibrio sembrerebbe finalmente essere stato trovato e raggiunto, eppure Oryx è tormentato. Sogni terribili lo tengono costantemente in ansia, e lo portano a convincersi della gelosia delle sorelle, del fatto che vogliano sottrargli le Tavole per imparare il segreto della comunicazione col Profondo. Del resto, la logica dei vermi non lascia scampo: chi non sa difendersi deve essere tradito e ucciso.

Ma non si tratta solo di paure e gelosie fratricide: Oryx rispetta la logica della Spada, ma comincia a soffrire del fatto che il suo regno sia così indissolubilmente legato al concetto di distruzione. E così decide di creare una sua stirpe, da amare e da plasmare a propria somiglianza. Insemina una maliarda e genera Crota, suo primogenito, il divoratore della speranza. Dividendo in due una larva con la sua spada dà invece luce a due altre maliarde, Ir Anuk e Ir Halak, il cui canto uccide chiunque lo ascolti. L'intelligenza delle due sorelle appena nate si rivela da subito incredibile: poco tempo è sufficiente perché, studiando gli squarci dimensionali tra i mondi, elaborino il concetto di Superanima, un metodo molto efficace di resistere alla morte. Su richiesta di Oryx, Crota si unisce alle sorelle nei loro studi, cercando di imparare il più possibile. Ed è proprio sperimentando con gli squarci e le Superanime che, inavvertitamente, il primogenito apre un varco verso un mondo sconosciuto, dal quale emergono i Vex. Mentre il sovrano è ignaro di tutto e continua i suoi dialoghi con il Profondo, lontano dal proprio trono, la civiltà ignota invade il mondo di Oryx, e ben presto scoppia il caos. Quria, il più potente e acuto tra i Vex, intuisce la logica della Spada, e tenta di diventare sufficientemente potente da sconfiggere Crota. Il caos continua sino a quando è lo stesso verme di Oryx, Eir, ad ammonirlo su quanto sta accadendo nei pressi del suo trono, e ad intimargli di rimettere ordine nel proprio regno. Oryx fa ritorno alla sua corte e infetta i Vex con il potere del Profondo, mettendoli gli uni contro gli altri, e respingendo ben presto la minaccia. Ma la sua rabbia nei confronti del figlio è potente: afferra Crota e lo getta nello squarcio da lui stesso aperto, intimandogli di non fare ritorno se non da conquistatore dei Vex.

L'astrocorazzata

Tuttavia, il cedimento non è sfuggito a Xivu Arath e a Savathun, le quali interpretano l'indebolimento del regno di Oryx come un segno che sia giunto il momento di tradirlo e ucciderlo, secondo l'incrollabile logica della spada. Ma prima che possano troppo tramare, Oryx intuisce, e decide di spostare la sua corte e il suo trono su un'immensa Astrocorazzata, così da mantenersi in costante movimento e proteggersi meglio dagli agguati. Utilizzando parte della carcassa del verme Akka, il martello sottratto a Xivu Arath e lo scalpello rubato a Savathun Oryx costruisce l'ipernave, e sposta il suo trono proprio nel cuore del vascello. L'Astrocorazzata salpa, e finalmente Oryx può ritenersi ragionevolmente al sicuro da attacchi imprevisti. Anche il successivo confronto con Quria conferma la sua potenza inarrestabile: il Vex non riesce a comprendere fino in fondo la logica di Oryx: la sua mente non è in grado di elaborare un concetto sfuggente come quello del Profondo, né le simulazioni possono aiutarlo, in quanto non sufficientemente aderenti alla vera forma del Re dei Corrotti. Eppure, ormai definitivamente sconfitto, Quria raccoglie un gran numero di dati su Oryx, cercando di carpire il più possibile la sua essenza, e invia il flusso di conoscenza alle menti Vex, sperando che in futuro questo possa contribuire alla sua sconfitta. Oryx fa dono di Quria, suo prigioniero, a Savathun, pensando che a quest'ultima possa fare piacere studiare un po' meglio i Vex, i quali temporaneamente non rappresentano una minaccia per l'Alveare, ma in futuro potrebbero tornare in forze. Poi si rivolge al peggior nemico del Profondo: il Viaggiatore. Prende di mira l'Albero Consacrato, eretto da quest'ultimo come vessillo della Luce, e decide di divorarlo, così da assorbirne l'immenso potere. Insieme alle sorelle, Oryx combatte per centinaia d'anni contro il popolo dell'Armonia, che cerca strenuamente di difendere l'Albero, e infine ha la meglio. Lo fa a pezzi e se ne nutre, accrescendo ulteriormente la sua devastante potenza. Accecate da questa forza inarrestabile, e forse impaurite da essa, Xivu Arath e Savathun decidono di abbandonare Oryx: con poche parole prendono commiato, e fanno rotta per altri mondi. Rimasto solo sull'Astrocorazzata, il Re dei Corrotti riflette sulla sua millenaria e incredibile vita, e da questa lunga riflessione nascono i Libri del Dolore.

Una storia di solitudine, di conquista, di fame insaziabile. Nelle ultime cinque carte Grimorio, Oryx riflette in prima persona sulla legge della Spada, ammonendo tutte le civiltà dell'universo: chiunque non si prepari alla difesa, chiunque pensi di poter vivere un'esistenza tranquilla basata sulla pace e sulla speranza, è destinato ad essere spazzato via dall'Alveare. "La guerra è salute, la pace è malattia". E ancora: "Questo è il mio patrimonio: l'immortalità, l'infinito, l'intero universo sotto alla mia spada. Questo è ciò che comando: l'eternità e una spada". Eppure, in mezzo a queste incrollabili certezze, Oryx avverte la propria fragilità: a dargli potere è il verme, e la sua fame è sempre viva. Se Crota e le sue sorelle dovessero venire meno, il tributo andrebbe perso, e con esso ogni possibilità di tenere a bada la l'ingordigia di Eir.
Infine, all'apice del suo immenso potere e del suo vasto dominio, Oryx comprende l'unica verità: di essere, in fondo, cibo per vermi.

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