Speciale Destiny - Quale futuro?

Mentre le gare sugli Astori arrivano a sconvolgere la routine dei Guardiani, Bungie conferma il cambiamento integrale delle politiche su DLC ed espansioni. Un buon modo per lasciar morire un grande progetto.

speciale Destiny - Quale futuro?
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Annunciate a sorpresa durante la PlayStation Experience di San Francisco, si sono aperte su Destiny le gare della Sparrow Racing League, atipiche competizioni a bordo degli Astori. Recandosi sulla torre dal Nostromo Amanda Holliday nel corso delle tre settimane in cui si terrà l'evento, riceveremo la prima di una serie di imprese che ci imporranno di esibire le nostri doti di piloti sui due circuiti approntati per l'occasione, ambientati rispettivamente su Venere e su Marte. Richieste a gran voce dal pubblico fin da quando Destiny si è mostrato in versione Alpha, le prove di velocità della Sparrow Racing League potevano sembrare un bel sistema per vivacizzare il tempo speso sui server di gioco, che a tre mesi dal lancio di The Taken King si sta drasticamente riducendo anche per gli appassionati della prima ora. Del resto, nonostante l'arrivo delle Sfide nel Raid, ormai questa maxi-espansione ha davvero detto tutto quel che aveva da dire, e c'era bisogno di qualche bella novità per "rianimare" la community. Ma la verità è purtroppo un'altra: questo secondo "evento a tema", dopo la Festa delle Anime Perdute pensata per celebrare Halloween, è un tentativo misero e fallimentare di allungare la vita di un contenuto agonizzante: una proposta imbarazzante a livello quantitativo, accompagnata da due fattori molto preoccupanti. Da una parte, infatti, ci sono le dichiarazioni di Bungie secondo cui buona parte dell'anno-due del suo sparatutto dovrebbe essere caratterizzata da eventi di questo tipo; dall'altra, un'attenzione morbosa per le microtransazioni, indice di una politica commerciale tutt'altro che rispettosa e davvero poco lungimirante.

Un incidente di percorso?

Per rendersi conto che le Gare sugli Astori non possono rappresentare un contenuto davvero interessante per il pubblico, basta spendere circa mezz'ora sulle due piste messe a disposizione da Bungie. L'emozione della prima volta è avvertibile, palpabile, e quando si parte a tutta velocità dando qualche spintone agli avversari, è facile lasciarsi trasportare dall'entusiasmo. Nonostante la guidabilità dei mezzi sia molto particolare, ed in certi casi gli avvallamenti della pista possano generare reazioni davvero incontrollabili, pilotare gli Sparrow è un'operazione tutto sommato piacevole. L'obiettivo principale del pilota è quello di passare attraverso speciali porte disseminate sul tracciato: oltre a garantire una rapida accelerata, prendere le porte significa aumentare la velocità massima di crociera delle "moto spaziali". Mancando più porte in sequenza, insomma, si vedrà il nostro Astore rallentare inesorabilmente, fino a compromettere la competizione. Ciò non toglie che in certi punti specifici del circuito, mancare una porta per tagliare una curva non possa essere una strategia vantaggiosa. Il problema vero è che per memorizzare le due piste (estratte a sorte durante in matchmaking) bastano poche decine di minuti, e ben presto il fantasma antipatico della noia si fa strada nel salotto del giocatore. Dopo aver riscattato qualche taglia, si capisce inoltre che le gare sono generalmente poco entusiasmanti. Purtroppo anche alla massima velocità sono lontane le emozioni regalate dalle adrenaliniche corse di Wipeout, ed il fatto che manichino power-up, armi e bonus di sorta rende le sfide davvero troppo statiche. Il fatto che il drop sia ancora casuale e non legato al posizionamento comincia a farsi difficile da sopportare: da che mondo è mondo la griglia d'arrivo ha sempre avuto l'ultima parola quando si gareggia in pista, mentre gli oggetti leggendari capitano facilmente anche nelle mani degli ultimi. La varietà delle taglie di Amanda Hollyday, infine, non sembra particolarmente lodevole, e le imprese principali sono ugualmente ripetitive e poco ispirate. Insomma: il divertimento con le gare della Sparrow Racing League può durare al massimo un paio di pomeriggi, e pensare che un evento del genere possa stuzzicare la community per tre settimane è pura utopia. Dispiace inoltre trovare delle microtransazioni veramente poco opportune. Diciamo la verità: il prezzo delle "emote" è sembrato a tutti esagerato fin da subito, ma in molti sono stati disposti a spendere qualche euro, anche solo come "tributo" ad un titolo che ha tenuti incollati i fan per più di un anno. Stavolta, però, il gioco ci propone una sorta di "libretto" in cui tener traccia dei tempi migliori sulle due piste di gioco e di altre inservibili statistiche. Il prezzo per questa "rarità" è di ben dieci euro. Dieci euro, insomma, che fanno leva sul senso di completezza e sulla voglia di conservare una "memoria storica" dell'evento a tempo: due elementi che ogni titolo persistente deve garantire, non far pagare.

Dieci euro preoccupanti anche perché potrebbero diventare chissà quanti: sul libretto campeggia la scritta "Volume 1": magari la prossima volta, chi vorrà avere tutti i memorabilia della propria esperienza su Destiny, dovrà pagare altrettanto per conservare le statistiche di due nuove piste, sulla Terra e sulla Luna? Chiudiamo un occhio sul prezzo ugualmente esorbitante degli astori rari: si tratta di elementi solo estetici che i giocatori possono decidere o meno di acquistare. Ma per il resto, Bungie sta facendo leva in maniera un po' insensibile sugli istinti di collezionismo del suo pubblico. A fronte di ciò, il consiglio è di interrompere immediatamente qualsiasi investimento. E, badate bene, è un consiglio che arriva da chi ha acquistato più di un pacchetto di maschere di Halloween. Ma se in quell'occasione si pensava che la Festa delle Anime Perdute fosse solo un modo per celebrare la più americana delle festività, adesso le cose sono ben diverse. Adesso Bungie conferma che la politica dei DLC non era sostenibile, e che è stata sostituita quasi integralmente da questi eventi a tema, la cui portata ludica e contenutistica ci sembra francamente risibile.

Siamo stati i primi a lodare l'idea di nuove imprese e nuove attività che si aggiungessero gradualmente a quelle del pacchetto di base, ma questo tipo di supporto deve fare il paio con pubblicazioni cadenzate di contenuti forti: forti dal punto di vista narrativo e ludico. Nuovi Raid, nuove storie, ed un graduale innalzamento del Level Cap sono davvero l'unico modo per tenere alta l'attenzione del pubblico. The Taken King è stata un'ottima espansione, dalla tenuta infinitamente superiore rispetto a quella dei vecchi DLC e persino del Destiny originale, uscito nel 2014. Si pensava che il team di Seattle avesse individuato la strada giusta, ad esempio grazie ad un Livello di Luce a tre cifre che può essere gestito in maniera molto più dinamica, con scatti progressivi verso l'alto. E invece niente: la direzione da prendere è tutt'altro che netta. L'abbandono dei vecchi contenuti è un altro esempio: perché non aggiornare la Volta di Vetro con l'arrivo dei Corrotti? Magari spedendo i Guardiani alla ricerca del Cronosettatore, il misterioso oggetto che avrebbe permesso di giocare due assalti Cala la Notte a settimana. Forse perché ormai i Cala la Notte non servono più a niente, esattamente come le Playlist Avanguardia,la cui difficoltà non è stata più aggiornata. Persino le Prigioni degli Anziani, che avrebbero potuto ospitare i nuovi modificatori inseriti con The Taken King, nuovi nemici e nuovi boss, sono lì, dimenticate completamente. Che senso ha, adesso, continuare a vendere Il Casato dei Lupi, se per metà i suoi contenuti sono inservibili, e l'altra metà (le Prove di Osiride) è stata "riciclata" dal Re dei Corrotti? Bungie temporeggia, non risponde da mesi a domande come queste, si vanta degli ottimi incassi ottenuti con la prima mandata di Emote, e ci dice che il 2016 sarà un grande anno. Vorrà perdonarci se al momento, da grandi appassionati di Destiny, abbiamo qualche dubbio.

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