Speciale Diablo III - Terza Stagione

Scopriamo tutte le novità della nuova stagione dell'Hack'n'Slash Blizzard: le modifiche al bilanciamento, le nuove build per i Varchi Maggiori, e le prospettive per il futuro della produzione.

speciale Diablo III - Terza Stagione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

Quasi 3 mesi fa avevamo fatto il punto della situazione su Diablo 3, e i risultati della pianificazione stagionale operata da Blizzard non ci avevano convinti fino in fondo. Stagioni troppo dilatate, aggiornamenti poco convincenti e una gestione generale da titolo di "seconda categoria" provocarono non pochi dubbi sul futuro delle terre di Sanctuarium: almeno fino a qualche settimana fa, all'apertura di una tanto inaspettata, quanto benvoluta, terza stagione (abbinata alla nuova patch 2.2). Se già si era avverata la nostra prospettiva di alcune microtransazioni per sostenere i costi di sviluppo, vedere ascoltato anche il nostro desiderio di stagioni più brevi e supportate da patch di rilievo ci è sembrato davvero un sogno. Oggi, dopo più di 400 livelli di Paragon, un varco maggiore di livello 50 concluso e una generale distruzione che i servitori di Diablo ricorderanno per un bel pezzo, possiamo finalmente raccontarvi di come l'hack ‘n slash di Blizzard sembri essere risorto dalle proprie ceneri. Di nuovo.

NON SOLO NUMERI

Col senno di poi appare chiaro che la Stagione 2 sia stata un mero pretesto per tenere a bada i giocatori, nell'attesa di una patch che apportasse modifiche sostanziali a un titolo che, se abbandonato a sé stesso, rischia di trovarsi ben presto troppo stagnante. Il ritmo sembra quello giusto e, anche mantenendo una politica di alternanza stagionale tra patch maggiori (2.1/2.2/2.3) e patch minori (2.1.1/2.2.1/2.3.1), sembra proprio questa la chiave per mantenere alto il livello d'interesse degli utenti.
È stata questa la volta di un aggiornamento piuttosto corposo, che ha apportato modifiche alle abilità, aggiornato dei set e incluso cambiamenti al gameplay che sembreranno marginali, ma che sul lungo periodo producono enormi vantaggi.
Il Barbaro è stato aggiornato per basare le proprie build di alto livello principalmente sul caos e sulla velocità: non sarà difficile combinare assieme Berserk, Antichi e Turbine (set del Re Immortale) per muoversi rapidamente sulla mappa e riempire lo schermo di micidiali tornado in grado di arare anche il più folto dei gruppi. Tendenzialmente una combinazione che funziona molto bene in singolo, ma meno nei Varchi Maggiori in co-op, in cui gli altri giocatori tendono a rimanere indietro per terminare i nemici che (spesso) il Barbaro si lascia alle spalle. I team più ambiziosi sono avvisati!
Il Cacciatore di Demoni si è visto recapitare un nuovo set (Essenza Sconsacrata) che ha preso il posto dell'abusato "Predone" tra i preferiti delle classifiche: ora ogni punto disciplina a disposizione aumenta i danni di certe abilità del 15%. Proviamo a pensare il risultato con 80 punti e avremo un'idea più chiara sul perché di tale predilezione. Troviamo parallelamente il ben più tecnico set di Natalya, che, basandosi su Pioggia Vendicativa e Assalto Dinamico, consente un farming senza pari a Tormento VI. Devastante a prescindere la combinazione tra Arco dell'Angoscia e la faretra Dardi Precisi, che a quanto pare sembra essere l'unico modo di generare il danno sufficiente a sfondare la barriera dei più difficili Varchi Maggiori (50+).
Il Mago è tornato alle origini e grazie alla revisione dello storico set di Tal Rasha può scatenare una vera e propria pioggia di meteore, semplicemente lanciando magie di elementi sempre differenti, con un'irruenza esplosiva senza pari e un gameplay a dir poco dinamico. Inoltre accumulare più attacchi elementali differenti tra loro ora aumenta le resistenze del personaggio e ne moltiplica i danni per un breve periodo, obbligando i giocatori a dei ritmi molto sostenuti e normalmente poco vicini all'esperienza di tipo "magico".
Per quanto riguarda gli oggetti divenuti un must per alcune build segnaliamo gli sconvolgenti Focus e Vincolo, anelli che in coppia permettono un raddoppio netto (si, avete letto bene) del danno generale, a patto che si continuino ad alternare attacchi che rigenerano e che consumano la risorsa primaria. Sicuramente una pratica non troppo difficile da mettere in atto, specialmente con una ricompensa così golosa. Sul versante opposto segnaliamo come, sempre in riferimento ad altissimi livelli di difficoltà, gli amuleti difensivi si rivelano una scelta quasi obbligatoria per tutti, basti pensare all'Amuleto Xephiriano per gli Sciamani perma-fear (o perma-pork) o al Cameo della Contessa Julia per i ranged a rischio one-shot con l'effetto Carceriere. A tal proposito, citiamo che tuttora permangono una serie di problemi riguardo determinati affissi dei nemici élite, che nei Varchi Maggiori raggiungono valori fuori scala, al punto da rendere fin troppo casuale l'esito del livello, in cui determinati tipi di nemici finiscono per essere saltati a priori. Stiamo parlando in primis dell'odiatissimo Danno Riflesso, ineludibile con certe build, ma soprattutto fonte di un vero e proprio arresto del team, che è costretto a prendere/perdere tempo e, molto spesso, a sforare il tempo massimo nel caso in cui non vi sia il suddetto Sciamano supporto in grado di tenere permanentemente bloccati interi gruppi di mostri.
Seguono inevitabilmente il Carceriere, impossibile da evitare e fonte di morte istantanea per chi non si concentra sulla Tempra, il Congelante, che facilmente invade un'area intera e infligge danni ridicolmente elevati, e Tempesta, semplice da evitare negli spazi aperti, ma morte certa praticamente in tutti i corridoi. È vero che in questi ultimi casi è possibile aggirare un affisso con gli amuleti, ma ciò diventa estremamente limitante ad alti livelli e si scontra con la volontà di Blizzard di far concentrare i team più sul danno che sulla difesa. Confidiamo in alcune modifiche strutturali a questi affissi, che seguono una progressione che nei varchi superiori al 45 diventa inadeguata per garantire una competizione basata realmente sull'abilità e non sulla fortuna con il generatore casuale di dungeon.
D'altro canto Blizzard rimane comunque attenta al feedback della community e segnaliamo alcuni interventi già effettuati volti a rendere le sessioni di gioco meno faticose e stimolanti. Innanzitutto i materiali e le gemme ora si raccolgono "a schermo" con un semplice click del mouse, con i nostri indici che tireranno un sospiro di sollievo ad ogni boss di fine varco sconfitto. Raggiungere record in solitaria nei Varchi Maggiori avrà un peso fondamentale, perché aumenterà il numero massimo di frammenti del sangue che potremo accumulare prima di fare visita alla tanto odiata Kadala (che -facciamo presente- continua a droppare un po' poco in relazione all'elevato numero di frammenti che le si offrono). Ottime notizie anche per gli amanti delle pietre preziose: le gemme ora potranno essere create in grandi quantità con un solo click, evitando quell'attesa ormai di rito in cui osservare ancora e ancora una barra del progresso in loop per interi minuti.

Per quanto riguarda la modalità Avventura sono praticamente scomparse le missioni in cui uccidere un qualsiasi boss dell'Atto, mentre sono state introdotte delle nuove bounty in cui cercare 5 punti di controllo da distruggere/liberare che, purtroppo, alle volte allungano non di poco le intensive sessioni di farming delle Provviste Horadriche (chi ha detto "Anello della Magnificenza Regale"?). Conclude questo breve elenco un nuovo boss di fine varco, Hamelin, il re dei ratti, un nemico estremamente ostico in grado di lanciarvi addosso la sua immortale prole, evitabile solo attraverso la fuga, e di creare uno scudo di energia che vi costringerà a fuggire all'istante per non rimanere intrappolati e fare la fine... del topo.
Molti elementi che arricchiscono l'esperienza dunque, ma che forse dovranno bastarci per parecchio tempo, in quanto il PTR, il regno di test per le patch che verranno, sta attualmente offrendo ai giocatori una fantomatica versione 2.2.1 che ad oggi non differisce quasi per nulla con il gioco principale. La speranza è che, ovviamente, questa sia distribuita internamente alla Stagione 3, in funzione di qualcosa di più corposo in arrivo per l'inizio dell'autunno. Purtroppo, ad esser cinici, questa previsione è fin troppo ottimistica e non è da escludere che potremmo ritrovarci in una Stagione 4 che sia la riproposizione precisa di quanto già visto in questi giorni. Si tratta solo di congetture, ma che danno ancora una volta da pensare sulla gestione di un titolo che, volenti o nolenti, non sembra riuscire a liberarsi dall'ombra degli errori del passato, nonostante la bontà e la costanza degli aggiornamenti che via via sono usciti negli ultimi 3 anni.

Diablo III La terza stagione di Diablo 3: Reaper of Souls (e di riflesso la patch 2.2) ci ha coinvolti parecchio, andando oltre i già ottimi livelli della prima e cancellando il mezzo disastro della seconda, stimolandoci tuttora a dare il meglio di noi stessi nell’infinita caccia ai Varchi Maggiori. Non ci troviamo di fronte a un contenuto epocale, ma quanto svolto da Blizzard è interessante al punto da risvegliare la voglia di loot sopita in noi, alla ricerca della build definitiva e del leggendario antico “rollato” perfettamente. Rimangono alcuni problemi di bilanciamento delle classi, con alcune formazioni che escono vincitrici nelle squadre a 4 (sciamano, crociato, cacciatore, cacciatore) e che, indirettamente, costringono i team che vogliano raggiungere livelli elevatissimi a giocare determinati personaggi (altrimenti diventa fisicamente impossibile raggiungere la classifica). Tutto questo, abbinato a un limitatissimo numero di build da vero endgame, potrebbe scoraggiare alcuni giocatori più dediti alla creatività e alla personalizzazione delle proprie strategie. Certo è che molti dei giudizi proposti in questo articolo riguardano situazioni che molti combattenti non mirano nemmeno a raggiungere: cogliamo quindi l’occasione per ricordare come, a livelli più “umani”, il gioco funzioni alla perfezione e sia in grado di divertire senza problema alcuno. In definitiva ci sentiamo di consigliare a chiunque abbia una copia di Diablo 3: Reaper of Souls di dare un’altra chance all’arcinoto hack ‘n slash di Blizzard, perché grazie alla Stagione 3 potrebbe ritrovare il gusto per il loot compulsivo proprio come l’abbiamo riscoperto noi. Del resto è bene tenersi in allentamento, poiché inizia a diventare plausibile l’annuncio imminente della tanto agognata seconda espansione, e chissà che la Blizzcon di quest’anno non sia l’occasione giusta per sistemare qualche altro signore dell’Inferno.

Che voto dai a: Diablo III

Media Voto Utenti
Voti totali: 374
8
nd