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Speciale Difendere il Web

Attacchi, arresti e ritorsioni. E' questo che vogliamo per difendere il nostro web?

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Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Dopo due giornate di proclami, polemiche e proteste, nella nottata di oggi, 20 Gennaio, si è infervorato quello che sembra uno scenario piuttosto inquietante. Dopo le decise proteste anti-SOPA e in seguito anche all'annuncio della finora neutrale Microsoft nella condanna tout-court di PIPA e SOPA, e soprattutto dopo le dure parole del presidente Obama, è seguito un fuggi-fuggi tragicomico dalla corrente favorevole alle proposte, tra senatori e altre aziende che hanno rivisto nettamente le loro posizioni. Nonostante abbia negato piuttosto goffamente una correlazione, l'FBI ha attaccato e spento l'enorme portale Megaupload e tutti i siti satellite del network, mettendo agli arresti il CEO e altri 6 membri dello staff dirigenziale del famoso sito digital locker. Una mossa totalmente slegata dagli eventi SOPA / PIPA e dalle proteste -stando al governo USA-, ma che certamente nelle tempistiche è stata portata a termine nel momento più caldo possibile.
Quindici minuti dopo gli eventi di Megaupload, affiliati di Anonymous hanno "tirato giù" il sito del ministero della difesa USA e quello dell'FBI.


Aggiornamento del 23/01/12, 10:57: come ormai molti già sapranno, durante questo week-end la vicenda SOPA / PIPA si è momentaneamente conclusa con una notizia che ci rende davvero felici: le due proposte di legge sono state ritirate e non verranno più votate in Febbraio. Per i commenti, vi lasciamo ai nostri forum, dove le discussioni infiammano. Noi siamo davvero felici di questa notizia e non possiamo che gioire di fronte ad un così corale successo in cui anche i nostri Lettori insieme a noi han potuto farsi sentire.

Tango Down e libertà d'espressione

Insieme a quelli di cui sopra, sono spariti altri siti governativi legati alla gestione del copyright (riaa.org, copyright.gov) e a quelli dei due maggiori sostenitori delle proposte di legge (Universal e Warner). Un attacco senza precedenti che sicuramente farà discutere nei prossimi giorni. Ma tornando a noi, abbiamo già chiarito le nostre posizioni che sosteniamo in quanto sito d'informazione online in merito alla questione SOPA / PIPA, ma di fronte ai nuovi sviluppi non possiamo che soffermarci e far presente ai nostri lettori come in realtà tutto questo non debba spostare l'attenzione dagli intenti originari dei circa 75.000 siti che hanno aderito al net-strike del 18. E' il diritto alla libera espressione in rete il protagonista di queste giornate così importanti per il futuro del web, di certo non le azioni di un gruppo estremista, nè i magheggi da legal thriller di bassa lega degli enti governativi USA.
In merito agli eventi in corso, grazie alle parole di Mike McGuire di Gartner's media distribution ci chiediamo anche noi a cosa servano SOPA e PIPA se gli enti preposti sono già in grado di bloccare, perseguire e arrestare i presunti criminali colpevoli di copyright infringement (per un totale dichiarato dall'accusa di 500 milioni di dollari di perdite). Soprattutto se consideriamo anche la recentissima notizia dell'arresto immediato di ben 16 sospettati hacker di Anonymous sempre da parte dell'FBI, o meglio, hacker in generale, dato che da quanto riportato, i capi d'accusa per molti di essi sembrano piuttosto vaghi. Capi d'accusa slegati dagli attacchi di stanotte e dunque in divenire d'arresto già da tempo. Questo è senz'ombra di dubbio il giro di vite in risposta proprio alla violenta presa di posizione denominata #opmegaupload (nome con cui Anonymous ha annunciato le ritorsioni via twitter), ma non fa che confermare la scarsa necessità di leggi così invasive che rasentano la censura, se non addirittura legittimandola.
Sono altri i fatti da seguire e per cui combattere nel rispetto dell'altrui persona, chiunque essa sia, (quali altri disagi colletareali avrà portato alla gente comune un simile attacco informatico verso i siti governativi?) per garantire a tutti un uso del web per come è concepito e per come a nostro giudizio deve essere usato. Usato liberamente, senza restrizioni per i singoli individui e con regolamentazioni che tutelino il diritto insindacabile di ciascuno di noi di potersi esprimere, pur combattendo nei giusti termini e mezzi contro la pirateria e le illibertà. Non basta una maschera di Guy Fawkes per giustificare degli attacchi così pesanti, come non bisogna rimanere in silenzio di fronte alle ripercussioni che quella maschera scatena da parte dei governi. Bisogna reagire come una società civile, mantenendo ben chiari in mente gli intenti delle persone che stanno protestando e continueranno a protestare per mantenere libera e genuina la piattaforma che negli ultimi vent'anni ha cambiato così radicalmente la nostra vita. Senza World Wide Web le iniziative sopite e i volti nascosti del mondo intero non avrebbero più una valvola di sfogo né una vetrina per farsi sentire. Come -nel nostro piccolo- non avremmo più la piattaforma per eccellenza di condivisione e divertimento così come noi la conosciamo e come noi vorremmo che fosse. Per questo si continua a combattere per le istituzioni e per i principi di base su cui si fondano. Tutte entità che, al di là degli eventi delle ultime ore, garantiscono comunque la nostra esistenza in quanto società, sebbene a volte -o fin troppo spesso- vadano certamente scosse e modificate laddove necessario. Ma sempre nel deciso e comune accordom imprescindibile dal reciproco rispetto.

La protesta del 18 ha fatto sì che il voto al Senato USA su SOPA e PIPA fosse rinviato a Febbraio, finchè non si sarà trovato un consenso comune bipartisan.

Fight against Protect IP Unitevi alla protesta che conta, senza farvi abbagliare da chi, anche per buoni motivi, percorre la rischiosa via di questa specie di terrorismo online. Una via che non sta facendo nient'altro che infiammare ritorsioni su ritorsioni. Sia quindi ben chiaro: tutelare non è ritorcere. In questo particolare momento, combattere non è azzuffarsi. Ma farsi sentire proprio grazie allo strumento che nella poliedrica terra del self-made man sta venendo affossato da scellerate iniziative politiche, che danno adito alle dietrologie persecuzioniste più -e meno- fantasiose. Senza trascinarlo in una pericolosa spirale, proteggiamo Internet. Proteggiamolo proprio grazie a quei diritti che -prorompenti- stiamo tutti imparando ad esercitare. Per discutere di tutto questo, vi segnaliamo i nostri topic di riferimento sul nostro forum di discussione: - SOPA e PIPA: la morte del videogiocatore libero - Oscurati Megaupload e Megavideo

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