Speciale Disney Digicomics

I fumetti Disney arrivano, in formato digitale, anche su PSP

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Quando un sole gelido stilla le sue pigre gocce di luce sulle vetrate di uno dei più evocativi palazzi di Milano, e a parlare si presenta chi da sempre dà forma ai sogni, l’interesse non può che essere altissimo. Quando poi ci si trova tra le mani quello che può essere il futuro del fumetto e dell’editoria in generale non si può che ammutolire e cercare qualche flebile obiezione, giusto per aggrapparsi alle consuetudini, consci però a prima vista delle ottime potenzialità del progetto: il fumetto digitale firmato Disney.

Disney si è contraddistinta negli ultimi anni per la capacità di fluttuare tra tradizione e innovazione, mostrandosi in grado di assoggettare le tecniche più moderne alla magia di cui si ammanta fin dalla nascita: dal primordiale e fischiettante topolino all’animazione digitale, dai videogiochi alla creazione di un universo editoriale sfaccettato, pronto ad aprirsi a forme nuove come il manga, ogni prodotto emana un calore che trascende il mezzo e parla al cuore. E il cuore Disney è senza dubbio il fumetto, che viene trainato in una nuova generazione grazie a DigiComics, un progetto tanto attuale quanto semplice, come tutte le idee rivoluzionarie: rendere fruibile sui nuovi supporti di uso comune, dai cellulari alle console portatili, l’esperienza di lettura made in Burbank. Ovviamente, con tutti i vantaggi conseguenti, dalla possibilità di sprofondarsi nelle vignette ovunque, dal tram al noioso ricevimento in casa dei parenti, fino all’opportunità di recuperare fiabe mai dimenticate della propria infanzia senza rovistare in cantine umide e maleodoranti.

DigiComics è infatti la più ambiziosa e pionieristica iniziativa nell’emergente mondo del fumetto digitale, e si presenta come piattaforma multiformato da cui sarà possibile il download e la lettura su schermo di tutto lo sterminato archivio di storie Disney, una sorta di Itunes di avventure illustrate. Per ora presente su Ipod Touch, Iphone, Psp e Psp GO!, il progetto brilla da subito per la cura con cui è stato creato: come applicazione scaricabile nella versione Apple (DigiComics Player), o come sezione del futuro marketplace Sony, il servizio offre un’interfaccia semplice e chiara, che non si perde in barocchismi ma punta diretta sulla fruibilità. Dalla homepage si può accedere al catalogo di racconti già acquistati e allo store, entrambi fluidi e immediati nell’utilizzo, forti di un sistema di ricerca capace di filtrare ogni storia secondo numerosissimi parametri, dall’autore ai personaggi, fino ai voti dei lettori. Il coinvolgimento di questi ultimi rientra inoltre nell’ottica di favorire la crescita di una community virtuale, cui ammiccano insistentemente anche i servizi a latere, quali la possibilità di condividere su facebook le fiabe preferite, postare su twitter o approfittare dei consigli sugli acquisti per affinità con i propri interessi.

“Ciò che chiamiamo rosa, con qualsiasi altro nome avrebbe lo stesso profumo”

Ma il cuore della questione, il fumetto, rimane tale senza la carta stampata? Sorprendentemente sì. Il matrimonio tra pagina e schermo, dopo un brevissimo momento di assestamento, si offre efficace, funzionale e soprattutto rispettoso della natura stessa della storia illustrata, ad indicare la devozione assoluta che questa azienda ripone nei confronti degli appassionati di quest’arte, con il dichiarato intento di non snaturarne l’essenza. Alla prova con mano risulta evidente come il digitale sia effettivamente solo un nuovo canale in cui immettere sogni, ed è lodevole notare come la cura e la passione Disney abbiano consentito alle vignette di resistere alle facili lusinghe del nuovo, per difende il piacere dello storytelling e dell’esercizio della fantasia: l’obiettivo è raccontare una storia, divertire e stimolare l’immaginazione, e ogni mezzo viene piegato a queste esigenze. Per questo sono stati tagliati i tanti possibili orpelli in grado di sfruttare le peculiarità dei diversi apparecchi, come ad esempio l’animazione, il doppiaggio, o altre feature interattive, che avrebbero stravolto il linguaggio classico del fumetto. Le uniche concessioni all’immersione digitale sono i rarissimi contenuti audio di cornice all’illustrazione (il gocciolare della doccia, ad esempio), e gli effetti grafici di scorrimento da scena a scena, assolutamente non invasivi e utili a stemperare la frenesia di chi si ritrova lo schermo tra le mani ed è abituato ad interagire. Da scena a scena, si è detto, perché l’unica enorme differenza tra cartaceo e digitale è l’impostazione dell’immagine: le tavole sono state disgregate in favore della singola vignetta, che d’ora in poi sarà protagonista a schermo in solitudine. Se i puristi del genere possono mostrarsi scettici, venendosi a perdere l’equilibrio della tavola completa, è bene sottolineare come un percorso del genere sia già stato compiuto nel passaggio dalle strisce alle pagine, modificando solo in minima parte la composizione e lo sviluppo della narrazione. Inoltre la suddivisione in singoli sketch risponde a pieno al bisogno di velocità che gli apparecchi moderni impongono: la smania di premere tasti, tipica nel maneggiare una Psp, viene veicolata nel rapido scostamento dei fotogrammi, facendo cadere nell’oblio la voluta mancanza di interattività. Se l’interfaccia non cambia a seconda del mezzo utilizzato, le opzioni grafiche invece mostrano sottili differenze nelle versioni testate, ovvero Iphone e Psp. Per l’evidente superiorità dimensionale, sullo schermo Sony è possibile la visione della storia anche nella tipica struttura a tavole, e si può sfruttare un effetto cinematografico, che (in maniera opzionale) offre, nelle vignette più complesse e estese, uno scorrimento automatico del quadro con ingradimento dei punti chiave. Le frecce permettono la navigazione e i grilletti muovono le funzioni di zoom (limitate invece a poche vignette sulla controparte Apple), in un sistema di controllo talmente immediato da risultare naturale. Su Iphone invece le vignette risultano maggiormente statiche, ma l’immersione data dal touchscreen è ovviamente più marcata.

Nonostante queste piccole variazioni non si può non apprezzare come l’esperienza di lettura rimanga affascinante e piacevole, e soprattutto non si discosti troppo dalla tradizione: La cura riposta in questo progetto emerge tanto più potente in quanto ci si dimentica di avere in mano una psp o uno smartphone (sensazione di cui invece si nutrono per sopravvivere quasi tutte le applicazioni esistenti), per guardare invece al vero protagonista del servizio che è il fumetto, cui il mezzo è asservito per garantire una fruizione comoda, on demand e sempre a disposizione.

Se Maometto non va alla montagna..

La filosofia alla base del progetto intende infatti onorare quel patto di sangue tra Topolino e lettori che si mantiene saldo nelle generazioni, per accompagnare i nuovi teenagers e i vecchi aficionados in un mondo che è cambiato ma non vuole abbandonare le buone tradizioni di sempre: se la pigrizia imperante ha reso obsoleta l’edicola, è Disney ad andare incontro ai suoi potenziali clienti, penetrando nel loro mondo. E la rivoluzione ha tutti i crismi per riuscire, perché poggia su una struttura di grande prospettiva: DigiComics non è solo un prodotto stand-alone, ma uno standard proprietario che consente la trasposizione dei fumetti in un formato digitale leggibile dalla maggior parte dei device esistenti o futuri, grazie ad un player aggiornabile, in grado quindi di coprire tutte le piattaforme mantenendo qualità inalterata e riconoscibile. A differenza infatti di Kindle (l’e-book, commercializzato da Amazon), si adagia sugli oggetti che ormai ci sono familiari, di facile utilizzo anche per bambini e adolescenti, e che sempre più spesso si accomodano nelle nostre tasche per accompagnarci nelle attività quotidiane. Così in Italia entro fine Dicembre sarà agibile sugli apparecchi Apple, e in primavera sul marketplace Sony, ed entro il 2010 verrà reso disponibile anche per gli smartphone in commercio e su Nintendo DS. Purtroppo, a causa dei marketplace proprietari dei singoli produttori di device, non sarà possibile un’esperienza integrata, grazie a cui trasferire le storie scaricate da cellulare a console e viceversa.

Per i feticisti dell’albo, inoltre, è bene premettere che cartaceo e digitale non si faranno concorrenza: l’edizione settimanale di Topolino continuerà ad offrire storie originali, mentre il servizio DigiComics consentirà la fruizione digitale delle oltre 50 mila avventure che compongono l’archivio storico (40 alla partenza del progetto, integrate di 5 classici ogni settimana).

Ei fu, siccome immobile

A fronte di qualche esperienza già introdotta timidamente da Diabolik o da Marvel (ora nel gruppo di Burbank), Disney sbarca nel fumetto digitale in grande stile, con un progetto oggettivamente completo e curato sotto ogni dettaglio, dimostrando un lavoro non solo tecnico ma anche filosofico: con DigiComics infatti la casa di Topolino dimostra di aver ragionato profondamente sul connubio mezzo-contenuto, e sulla necessità/opportunità di evolversi per inseguire la tecnologia ad ogni costo, dimostrando sia consapevolezza nella propria tradizione, su cui non è disposta a transigere, sia una verve innovativa entusiasmante. E’ evidente che non cerca di stravolgere un prodotto che piace, ma solo di renderlo accessibile nella stessa forma su un mezzo diverso, che risponde alle esigenze moderne di mobilità, e l’esperimento pare decisamente riuscito, anche se rischia inizialmente di scontrarsi con lo scetticismo degli appassionati. Non è l’evoluzione di un genere, che rimane fedele a sé stesso, ma solo (solo?) una rivoluzione copernicana, che spinge i fumetti verso il lettore e non viceversa, per riempire di svago disimpegnato i momenti vuoti, o per sradicare le barriere sociali di chi si vergogna a chiedere Topolino all’edicolante superati i 14 anni. Un possibile ostacolo alla diffusione, oltre alla resistenza dei puristi, risulta il costo, piuttosto elevato: per il momento è possibile solo l’acquisto di singole storie, con range di prezzo che variano da 0,79 € a 2,39 € per Apple e da 0,99 € a salire per Sony, mentre in futuro verranno sviluppati pacchetti o abbonamenti, che potrebbero invogliare maggiormente gli eventuali clienti.

Digicomics DigiComics è un servizio che permetterà il download e la visione in digitale dei classici fumetti Disney su Iphone, Psp, Nintendo DS e su tutti i maggiori device tecnologici portatili futuri. Il progetto appare decisamente positivo, curato nell’offerta ma soprattutto rispettoso di quella che è l’esperienza del fumetto, che non verrà stravolta ma solo “trasferita” su un mezzo diverso, con una passione che ammicca alla deferenza. Non va a sopprimere il cartaceo, non attenta alla dignità dell’arte illustrata, ma offre una valida ed appagante alternativa nelle situazioni in cui si cerca uno svago immediato e di qualità e le edicole sono chiuse. Ed eccorre precisare, con orgoglio tutto italiano, come questo prodotto sia stato ideato e creato totalmente negli uffici di Milano, che oltre a sviluppare ormai il 70% della produzione mondiale Disney a fumetti si permette di mostrare i muscoli anche a livello tecnologico. Chapeau.