Speciale DriveClub

E' passata una settimana dal lancio del racing game di Evolution Studio, e la situazione è sempre disastrosa...

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Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Domenico Musicò Domenico Musicò ha un motto: "È più facile spegnere la luce dentro se stessi che disperdere le tenebre tutt'intorno". Col tempo ha capito di avere ragione, ma è disponibile a cambiare ancora idea. Chiedetegli consigli sulla musica prog, l'horror e tutto ciò che vi passa per la testa su Facebook e Google Plus.

Facciamo finta che non abbia nessuna opinione su DriveClub e che non l’abbia giocato per cinque giorni di fila prima della sua uscita; non teniamo conto che mi trovavo col pad in mano lo scorso novembre, quando durante il lancio italiano di PS4 provavo la versione alpha del gioco; non diamo nemmeno peso al fatto che allo scorso E3 accettavo una lunga sfida lanciata da altri quattro colleghi, mentre osservavo con occhio clinico gli evidenti miglioramenti rispetto all’ultima volta, pur rimanendo dubbioso su alcuni aspetti che ancora poco mi convincevano. Facciamo finta, insomma, che sia uno di quegli utenti non troppo informati sulla genesi, lo sviluppo e la maturazione finale dell’opera di Evolution studios. O che abbia più o meno seguito tutto l’iter attraverso gli articoli letti sui siti specializzati, per poi decidere infine di fare mio DriveClub al day one. Visto come sono andate le cose, come avrei dovuto reagire?

Anno sabbatico

I problemi nello sviluppo, i ritardi, le situazioni che si complicano in corso d’opera e gli imprevisti, in questo settore ci sono sempre stati. Forse adesso sono aumentati, ma a onor del vero DriveClub non è il primo gioco con dei problemi - anche molto gravi - a proporsi sul mercato non esattamente come sarebbe dovuto arrivare. Dopo aver saltato la finestra di lancio lo scorso anno, aver subito diversi rinvii e fatto subodorare un po’ a tutti che qualcosa non andasse, DriveClub è arrivato l’8 ottobre e, come se non fosse già bastata la lunga attesa, non era affatto pronto. I suoi server non potevano (e tuttora non possono) accogliere tutti gli utenti, e l’edizione per PS Plus è stata congelata fino a data da destinarsi. In uno scenario di assoluto imbarazzo, dove i programmatori continuano a scusarsi e chiedere ancora del tempo, Sony fa finta di nulla, e i giocatori che hanno già pagato un gioco praticamente inutilizzabile online cercano di capire se verranno in qualche modo risarciti del danno subito, Evolution Studios ne esce semplicemente con le ossa spezzate e perde gran parte di quella credibilità che si era costruita negli anni.

Senza una costante connessione ai server dedicati, DriveClub non ha motivo di esistere e di essere acquistato, perché si tratta di un titolo ideato appositamente per vivere la competizione attraverso la rivalità fra club, le sfide in multiplayer e l’attenzione costantemente rivolta alle classifiche globali. La modalità Tour, sebbene ben strutturata, non dà minimamente idea di quale sia la differenza tra DriveClub e tutti gli altri titoli automobilistici in cui è stata inserita una semplice e ormai scontata modalità carriera. Le funzionalità social hanno un'importanza tale rispetto a tutto il resto, da trasformarsi nel reale valore aggiunto del gioco, che però non può essere colto per via del mancato funzionamento dell’infrastruttura su cui si poggia tutto il progetto. Si tratta dunque, a oggi, di un acquisto sulla fiducia. Sulla fiducia che i problemi possano essere risolti, nonostante sia stato dichiarato che questi non sono propriamente dovuti a una cattiva gestione dei server, ma che risiedono proprio nel codice di gioco. E questo i redattori non potevano saperlo, così come tutti gli altri.

È pronto. No, non ancora.

DriveClub sa dunque di beffa anche per i giornalisti di settore, che hanno valutato il gioco potendo mettere mano - talvolta a singhiozzo - su tutte le sue funzionalità. In sede di review ci sono stati in effetti dei momenti in cui la comunicazione coi server era assente, ma nessuno avrebbe potuto davvero immaginare che le problematiche fossero talmente gravi da trasformare la settimana di lancio in una settimana di buio. Evolution Studios si è dimostrata totalmente impreparata e non ha davvero scusanti, perché trattandosi di un gioco offerto anche agli abbonati Plus, che sono davvero tanti considerata la base installata di console, era impossibile non essere in grado di prevedere un’eccezionale affluenza di giocatori. In questi casi, è sempre difficile valutare l’entità del danno procurato alla community (e all’immagine di Sony), pertanto risulta anche difficile riuscire a capire fino a che punto dovrebbero estendersi le scuse di chi ha portato un prodotto privato della sua componente di rilievo nelle case dei consumatori. Oltretutto, bisognerebbe anche rivalutare pesantemente il trattamento riservato agli abbonati PlayStation Plus, ancora in attesa di una versione castrata che dovrebbe convincere l’utenza ad acquistare il pacchetto completo.

Considerando il ritardo di un anno, i rinvii e una versione “slim” di cui ancora non si conosce l’esito, la soluzione più giusta sarebbe quella di offrire a tutti il gioco completo. Ciò ovviamente non accadrà, ma bisogna fare attenzione, perché l’abbonato non è un utente di serie B a cui può essere riservato il dovere dell’attesa, è anzi un privilegiato che ha pagato affinché possa godere di benefici che allo stato attuale latitano pericolosamente. Nel momento in cui viene scritto questo articolo è arrivata una patch che dovrebbe in qualche modo riuscire a limitare i danni e rendere intermittente il servizio; tuttavia, i tempi di attesa per la corretta funzionalità del gioco sono ancora un grosso interrogativo a cui nessuno - e a quanto pare nemmeno gli sviluppatori - sono in grado di dare una risposta. E mentre i giocatori si scandalizzano per una situazione che è evidentemente sfuggita di mano, per quanto riguarda il giornalismo di settore si è creato un precedente abbastanza complesso da valutare. Oltreoceano c’è chi ha cambiato la valutazione al gioco, anziché limitarsi a integrare una recensione scritta nel momento in cui tutto, grossomodo, funzionava. E questo, oltre a essere pericoloso per la credibilità di una testata, è anche terribilmente fuorviante. Evitando di entrare nello specifico della questione, ciò che rimane da condannare è la gestione e la gestazione di DriveClub, un titolo nato sotto una cattiva stella, che rischia di trasformarsi nel primo caso in cui la negligenza pesa più del valore stesso dell’opera.

DriveClub Oltre alla rabbia degli abbonati, lasciati a galleggiare nel limbo dell’incertezza, e alle lamentele spazientite degli acquirenti, che possono usufruire di un antipasto che non rappresenta minimamente l’idea originale alla base del progetto di Evolution Studios, su DriveClub si allunga un’ombra preoccupante che ha tutti i connotati di una cattiva gestione assolutamente da colpevolizzare. Col tempo la situazione potrebbe tornare a regime, ma la fila dello scontento è lunga e il senso di insoddisfazione per il trattamento subito difficilmente potrà essere lavato via.

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