Speciale Everyeye Awards 2012

La redazione elegge i migliori giochi del 2012

speciale Everyeye Awards 2012
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Eleggere il gioco dell'anno non è mai una cosa semplice. La premiazione è, in definitiva, un forte messaggio anche e soprattutto critico, dal momento che dimostra quale sia il punto di vista della redazione su tutto il mercato videoludico.
Eleggere il gioco dell'anno significa scegliere quali sono i valori più rappresentativi del nostro medium, e gli elementi che più lo caratterizzano. Significa insomma decidere che cosa salvare: cosa sia meritevole di esser consegnato alla storia, ed al contempo trascinato nel nostro futuro.
Per questo motivo quando chiudiamo ogni edizione degli Everyeye Awards la redazione è in fermento. Dibattiti e telefonate affollano le nostre mattine, tormentate riflessioni sui “grandi esclusi” ci colgono alla sera. Quest'anno però la redazione è stata abbstanza concorde nel decidere quali sono stati i titoli che, oltre le prime venti nomination, sono arrivati alla fase finale. Fra i cinque candidati ideali, dunque, ecco le nostre scelte.
A seguire, ovviamente, tutti i premi di categoria, quelli per i meriti artistici e le menzioni speciali.

Game of the Year - Dishonored

Dishonored è il nostro Game of the Year. Perché rappresenta, in fondo, tanti dei valori positivi che crediamo indispensabili per lo sviluppo del videogioco moderno. E', prima di tutto, un brand nuovo, che concretizza con coraggio una splendida visione creativa, senza la “rete di sicurezza” di un prequel di successo. In un anno dominato da seguiti (fotocopia?) e prodotti mainstream fortemente standardizzati, il prodotto Arkhane Studio decide invece di proporre qualcosa di veramente nuovo. E lo fa esibendo anzitutto una ricerca stilistica e artistica con pochi pari. I meccanismi perfetti che animano la società malata di Dunwall, e la sua realizzazione digitale e architettonica che così bene fa riecheggiare il senso di smarrimento sociale e politico, rappresentano un'eccellenza non da poco.
Ma ben al di là dei pregi della direzione artistica, quello che di Dishonored vogliamo salvare è il gameplay. Troppo spesso l'illusione della libertà decisionale è stata nascosta dietro a rapide scelte morali, incasellata in una progressione fortemente lineare. Dishonored invece riscopre il senso stesso della libera interpretazione, concedendo ai giocatori più attenti gli strumenti per interagire con l'ambiente in maniera sempre diversa, curiosa e divertita. Poco male se per godere appieno dei pregi di questo capolavoro è richiesta pazienza e dedizione: sappiamo che gli utenti più “corrivi” non stimeranno neppure un briciolo la produzione. Ed anche questo è importante, al giorno d'oggi, nello sviluppo videoludico: bisogna avere il coraggio di scegliere. Di scegliere quale sia la propria “nicchia”, il proprio pubblico di riferimento, accettando la semplice realtà che quello che accontenta tutti, rischia semplicemente di essere mediocre.
Dishonored non è un titolo privo di difetti. Nell'alveo chiuso di generi particolari, ci sono titoli che aderiscono con più esemplare compostezza alle regole della categoria. Ma non è questo che importa, quando si elegge il gioco dell'anno. Dishonored è bello, affascinante, coraggioso. Dishonored è nuovo, rispettoso della tradizione, felicemente proteso ad esplorare la modernità. Dishonored è bellissimo.

Secondo Classificato - The Walking Dead

Secondo classificato per il titolo di Gioco dell'Anno, il The Walking Dead di TellTale. Noi come tanti altri giocatori ci siamo avvicinati con sospetto alla produzione, figlia di un tempo in cui le avventure grafiche hanno perso la verve enigmistica per trasformarsi in sofisticati laser game. E l'impatto con The Walking Dead è stato devastante. Pur riconoscendo questa progressiva disgregazione dell'impianto propriamente ludico, il titolo riesce ad illuminare la narrazione in una maniera che è complementare e parallela rispetto a quella del testo, del cinema e dell'immagine. Complementare e profondamente originale. L'apporto del giocatore, la tensione ora sottile ora terribile che si prova di fronte alle scelte ed alle situazioni critiche, lavorano in sinergia con la sceneggiatura per costruire personaggi e situazioni che si attaccano con violenza ai ricordi del giocatore. The Walking Dead utilizza in maniera brillante i cliffhanger, dosa i colpi di scena, alterna sequenze più attive a momenti più rilassati, e resta uno dei prodotti più brillanti dell'anno.

Terzo Classificato - Journey

Journey non è un videogioco. E' un viaggio. Attraverso i bioritmi e le emozioni della nostra vita, alla scoperta del senso straniante delle nostre solitudini. L'opera più imponente di Jenova Chen e del piccolo studio thatgamecompany condensa così tanti significati in poche ore di gioco che è difficile raccontarli tutti. Journey è meraviglioso dal punto di vista artistico, perchè ci conduce attraverso ambienti di una bellezza rarefatta, trascinandoci in un deserto inaspettatamente vario, in cui sorgono le rovine di un'antica civiltà perduta. E Journey è splendido anche perchè riesce ad evocare sentimenti preziosi, trattando temi malinconiosi con la leggerezza di un soffio di vento. Il gioco parla a pochi utenti, schifa la logica di genere, rifugge le categorie per diventare un oggetto infinitamente più plastico del semplice videogame: software. Premiarlo significa accettare che nell'anno che verrà vogliamo conservare la capacità di superare i confini, rinnovando la sfida ai limiti del medium e della nostra mente.

ESCLUSIVE PER PIATTAFORMA

MIGLIOR ESCLUSIVA WII U - ZombiU

Scegliere la miglior esclusiva per Wii U può sembrare facile: i titoli da vagliare sono pochi, quelli veramente meritevoli si contano sulle dita di una mano. Eppure, non è semplice capire quale sia il prodotto più rappresentato delle nuova console Nintendo. Che poi è rappresentato anche di una nuova filosofia, in verità. Dopo molte riflessioni, abbiamo deciso che ZombiU, nonostante l'accoglienza non lusinghiera che gli è stata purtroppo riservata in terra d'America, è il prodotto più interessante e identificativo della pur scarna line-up di esclusive. Fermamente convinti che si tratti dell'unico vero Survival Horror dell'anno, riteniamo le scelte di design di ZombiU lungimirante e rispettose delle specificità della console, e ben più creative rispetto a quelle di Mario o Nintendo Land.

MIGLIOR ESCLUSIVA PC - Guild Wars 2

Il premio a miglior esclusiva PC va a Guild Wars 2, il titolo di ArenaNet che ha saputo riaccendere la fiamma degli MMO fantasy in un panorama più congestionato che mai. Guild Wars 2 ha dato prova di poter offrire un MMO adatto a tutti, dagli hardcore gamers in cerca di un'esperienza completa e competitiva - grazie a tornei e ladder - così come ai giocatori occasionali in cerca di qualcosa di nuovo. A questo si agginge un supporto da parte di ArenaNet senza precedenti, con una serie di aggiornamenti e di eventi tematici di rara qualità e bellezza. Un vasto mondo tutto da esplorare, dynamic quest e un comparto tecnico che non ha eguali nel panorama del massive game: come chiedere di più?

MIGLIOR ESCLUSIVA PS3 - Journey

Il 2012 non è stato un anno felicissimo per Playstation 3, che ha prodotto, nel corso dei 12 mesi, una serie di esclusive non sempre all’altezza del marchio Sony o delle aspettative del pubblico, tra un Little Big Planet Karting ed un Playstation All-Stars Battle Royale. Ma nell'annata di Sony c'è anche lo strepitoso Journey, un vero e proprio viaggio alla riscoperta delle emozioni che una forma d’arte alternativa come il videogioco può dare. Il titolo thatgamecompany non ha grandi pretese dal punto di vista ludico, ma cattura immediatamente il videoplayer grazie ad un connubio di visual e sound design semplicemente inarrivabile. Un’esperienza indimenticabile, che risveglia emozioni non comuni. Una storia delicata che ragiona sul senso della vita, sulla sua ciclicità, e sull'incomunicabilità dei tenui sommovimenti che spesso scuotono le nostre anime.

MIGLIOR ESCLUSIVA XBOX 360 - Forza Horizon

Anche Xbox 360, bisogna dirlo, non ha brillato nel corso dell’anno, riprendendo una marcia accettabile solo sul finire del 2012, quando sul mercato sono approdati titoli del calibro di Halo 4 e Forza Horizon. Ed è proprio quest’ultimo, secondo la Redazione di Everyeye, a vincere il premio come miglior esclusiva Xbox 360. Sottovalutato sin dal suo annuncio, bistrattato in continuazione, ha saputo mettere tutti a tacere mostrandosi il miglior ibrido arcade/sim dell’intera generazione. Le centinaia di eventi (molto vari) a delinearne l’esoschelerto, un’ambientazione open world estremamente piacevole da esplorare, i tanti (e potenti) veicoli e l’alternanza tra asfalto e sterrato hanno fatto il resto, incorniciando un quadro da ricordare.

MIGLIOR ESCLUSIVA 3DS - Resident Evil Revelations

Anche in questa categoria dobbiamo generalmente concordare con l'utenza, eleggendo come miglior esclusiva per 3DS Resident Evil Revelation. Un titolo che dimostra che un'altra via dell'horror è possibile: un percorso di congiunzione fra la tensione e l'atmosfera che hanno caratterizzato i grandi classici delle scorse generazioni, ed un dinamismo del gameplay che non scada mai nell'accessibilità spicciola degli action e degli shooter. Revelations ha un carattere tutto suo, una buonissima concentrazione narrativa, ed un'ambientazione interessante. Anche se Kid Icarus si è avvicinato al primo gradino del podio (dal momento che rappresenta, anch'esso, un titolo molto identificativo), la spunta alla fine il capolavoro portatile targato Capcom.

MIGLIOR ESCLUSIVA PSVITA - Uncharted Golden Abyss

In questa categoria siamo stati un po' più tradizionalisti. Lo sperimentalismo anche ludico di Gravity Rush ci ha colpito notevolmente, ma come miglior esclusiva PsVita eleggiamo Uncharted: l'Abisso d'Oro. Si tratta in fondo un action adventure solido e longevo come pochi, che recupera in toto la formula dei capitoli per home console, adattandola felicemente ad un contesto portatile. Una discreta varietà delle ambientazioni, un control scheme perfetto e tempi narrativi studiati meticolosamente ne fanno un prodotto esemplare. Ed in più c'è il colpo d'occhio, ancora imbattuto su console. Insomma, nonostante l'amore viscerale per le forme nuove ci abbia portato a considerare spesso il titolo Japan Studio, alla fine crediamo che per rappresentare la portatile Sony sia più indicato quell'enorme blockbuster che resta purtroppo un caso quasi isolato.

Premi Speciali

SORPRESA DEL 2012 - The Walking Dead

Se dodici mesi fa ci avessero detto che avremmo letteralmente adorato un’avventura grafica TellTale Games basata sul popolare The Walking Dead di Robert Kirkmann, probabilmente saremmo esplosi in una risata (considerando i fasti non eccelsi di Back to the Future e -soprattutto- Jurassick Park). La formula produttiva dei ragazzi statunitensi, invece, ha finalmente dato i suoi frutti, sfociando in un titolo che sfiora anche il premio di Gioco dell’Anno. The Walking Dead, pur non presentando una complessa struttura ludica, fonda il suo successo su un impianto narrativo incredibile: forse il migliore di questa generazione. I personaggi perfettamente caratterizzati, il peso delle scelte del videoplayer e le fortissime sensazioni che ognuno dei cinque episodi riescono a risvegliare sono un toccasana per ogni stanco videogiocatore, che si ritroverà letteralmente rapito all’interno dello schermo: un must have assoluto!

DELUSIONE DEL 2012 - Kingdoms of Amalur: Reckoning

Dopo Skyrim, sentire che Ken Rolston (designer di Morrowind ed Oblivion) e Todd McFarlane avrebbero lavorato assieme ad un nuovo RPG, aveva mandato letteralmente in visibilio ogni giocatore sulla faccia della Terra. Solo pochi mesi dopo ci accorgevamo del peggior scherzo che l’hype targato 2012 ci potesse fare. Il risultato di tale sfavillante collaborazione è stato infatti Kingdoms of Amalur: Reckoning, uno tra i titoli più sopravvalutati di questa generazione. Il titolo non solo si limitava a scopiazzare Skyrim qua e là, affiancandovi qualche “novità” (a livello ruolistico) spesso abozzata, ma presentava un design (dai personaggi alle ambientazioni) quasi totalmente privo di personalità. Quest ripetitive ed un comparto narrativo non all’altezza dei nomi coinvolti hanno segnato il definitivo punto di rottura, almeno per noi di Everyeye, che etichettiamo questa come la più grande delusione del 2012.

GIOCO PIU' ATTESO DEL 2013 - The Last of Us

Per quanto i titoli in arrivo nel 2013 siano a dir poco devastanti (GTA V e Bioshock Infinite, per dirne due) la Redazione non ha alcun dubbio nell’esprimere il suo personalissimo più atteso: The Last of Us. Per quanto non si sia mai potuto provare con mano, il prodotto Naughty Dog promette un’esperienza in grado di cambiare la concezione stessa degli action/adventure. La produzione presenta dinamiche d’interazione (con l’ambiente e con gli altri personaggi) che appaiono rivoluzionarie, abbandonando -si suppone- gli script. Qualcosa di veramente incredibile, che si è palesato in azione mostrando risvolti totalmente differenti rigiocando in maniera sensibilmente diversa uno stesso quadro. Non bastasse, grazie al full perfomance capture ed alla profonda conoscenza del sistema Playstation 3, i designer Naughty Dog sembrano essere riusciti ad innalzare ulteriormente l’asticella dal punto di vista qualitativo. Impossibile resistere sino al 7 Maggio!

MIGLIOR SISTEMA DI GIOCO - Personal Computer

Spesso sottovalutato per la sua natura non proprio “plug and play”, il Personal Computer è per Everyeye.it il sistema di gioco dell’anno. Non si tratta solo dell’elevata modulabilità capace di offrire una potenza bruta che ha dimostrato più volte di poter cambiare radicalmente (e non solo a livello visivo) alcune produzioni multipiattaforma (si vedano Borderlands 2 o Far Cry 3), ma anche del carattere pioneristico della piattaforma. Su PC è nato e cresciuto il Digital Delivery (oggi affermato come strumento primario e molto più economico di distribuzione), su PC si sono sviluppati i primi giochi indipendenti, giunti oggi a livelli qualitativi anche maggiori di tante produzioni più blasonate. Una piattaforma di gioco poliedrica ed in continua evoluzione, che nel 2012 ha sicuramente primeggiato. L'importanza di una piattaforma come Steam, e la nascita di tanti altri servizi (da GOG a Desura) rende la scena PC più ricca e sfaccettata che mai.

Generi videoludici

MIGLIOR FPS - Far Cry 3

Giunto per riscattare i non buoni risultati del predecessore, Far Cry 3 si è dimostrato ben più che un “come avrebbe dovuto essere”. Il ritorno all’ambientazione tropicale, una location open world tra le più vaste in uno shooter, tante nuove meccaniche di gioco e le routine comportamentali nemiche completamente riviste fanno del titolo Ubisoft il miglior FPS del 2012. Una vera e propria ventata d’aria fresca in un panorama fatto oramai di guerre più o meno plausibili, corsa all’armamento futuristico o futuribile e progressione lineare. Un FPS che ha dimostrato di saper coinvolgere anche dal punto di vista narrativo, mostrando uno sviluppo non certo innovativo ma caratterizzato da una strutturazione solida e da un character design di alto livello. E non si dimentichi infine l’aspetto “longevità”, oltremodo elevata per uno shooter.

MIGLIOR THIRD PERSON SHOOTER - Mass Effect 3

Il panorama dei Third Person Shooter è forse quello in maggiore espansione oggi come oggi, con produzioni che travalicano continuamente i suoi confini, ed altre che ne riprendono gli stilemi inserendoli tra una meccanica e l’altra, giusto per arricchirsi o per mutare la propria struttura di capitolo in capitolo. E’ questo il caso di quello che, per Everyeye.it, è stato il miglior third person shooter del 2012, ovvero Mass Effect 3. Nonostante le innumerevoli critiche, il terzo capitolo della saga ha saputo proseguire con coerenza la strada voluta dal team di sviluppo, mostrando la giusta dinamicità per interpretare la battaglia finale contro i Razziatori. Ma le collaudate dinamiche sono solo un aspetto marginale di Mass Effect 3, che è stato la summa di tutte le decisioni prese dal videoplayer, mostrando le sue carte vincenti soprattutto sotto l’aspetto narrativo e coinvolgendo il giocatore in un epigolo (?) drammatico. O lo si ama o lo si odia, ma il titolo BioWare ha letteralmente segnato una generazione.

MIGLIOR STRATEGICO - XCOM: Enemy Unknown

Everyeye è assolutamente d’accordo con i suoi lettori nell’eleggere XCOM: Enemy Unknown come miglior strategico del 2012. Il titolo, chiaramente ispirato a UFO: Enemy Unknown, riesce a riportarne in auge buona parte delle meccaniche, riscrivendole in parte per adattarle ad un gaming moderno e dinamico. A livello ludico si tratta di uno strategico senza fronzoli, capace di attirare lo zoccolo duro di appassionati così come i “novellini”, grazie soprattutto all’intuitività del sistema di controllo. Una gestione accurata ed estremamente approfondita delle risorse umane e tecnologiche rimandano infine al glorioso passato del brand, rispolverandone la gloria in maniera convincente.

MIGLIOR GIOCO DI RUOLO - Diablo III

Quello del Role Play Game è, oggi, un genere totalmente discontinuo: annate in cui si annoverano tantissime grandi produzioni, occidentali come orientali, si accostano costantemente ad altre dove la quantità ma soprattutto la qualità degli stessi appare misera. Il 2012 si pone nel mezzo, annoverando nella sua lineup ruolistica ottimi JRPG come The Last Story e produzioni occidentali più votate alle dinamiche dell’hack’n’slash come Torchlight 2 o Diablo 3. Ed è proprio il titolo Blizzard a vincere, secondo Everyeye, il premio come miglior RPG del 2012. Diablo 3, più che un semplice videogioco, è un vero e proprio fenomeno generazionale che ha coinvolto milioni di giocatori e mandato letteralmente in tilt i server di gioco nei primissimi giorni di lancio, a causa delle innumerevoli connessioni. Un gioco dall’aura potente che ha saputo stregare anche i non appassionati, immergendoli in un mondo assuefacente, fatto di contenuti in continua evoluzione e grindig sfrenato del personaggio.

MIGLIOR ADVENTURE GAME - Dishonored

Già eletto Gioco dell’Anno, Dishonored fa incetta di premi, vincendo a parere della Redazione di Everyeye anche quello di adventure game del 2012. La vicenda di Corvo non è tra le più entusiasmanti, va detto; tuttavia a livello ludico la produzione Arkane Studios è una ventata d’aria fresca in questa stanca generazione. I game designer stessi hanno ammesso di aver implementato i poteri del protagonista in ottica di lasciarne sperimentare le combinazioni al videoplayer, all’interno di una struttura simil-sandbox che ha dimostrato di funzionare alla grande. L’articolato level design dei quadri, in unione alle tantissime possibilità offerte al giocatore, appronta una pluralità di approcci davvero fenomenale, sia nella risoluzione delle quest che nella navigazione stessa negli scenari. Il titolo presenta poi meccaniche stealth raffinate e concrete, che non si vedevano da anni, inscrivendo il tutto in un contesto socio-culturale tra i più convincenti dai tempi di Bioshock. Da spolpare fino allo sfinimento.

MIGLIOR RACING GAME - Forza Horizon

Quello dei racing, tra arcade (soprattutto) e simulazioni, è stato un 2012 scoppiettante, con nuove IP, sorprese e riconferme. La Redazione, tuttavia, concorda con i lettori nel definire Forza Horizon il Racing Game dell’anno. Accompagnato da sospetti e critiche per una direzione più casual rispetto al Forza capostipite, veicolata anche dalla decisione di Microsoft di affidarne la realizzazione a Playground Games, Forza Horizon ha saputo riscattarsi sin dal day one, dimostrandosi uno degli ibridi più riusciti di sempre. Le strade del Colorado, l’immensa ambientazione open world, si sono aperte alle centinaia di giocatori festanti che, grazie ad un vasto parco auto da scatenare su asfalto e sterrato senza troppe preoccupazioni, hanno sperimentato un divertimento davvero raro in questa generazione di continui cloni.

MIGLIOR PLATFORM - New Super Mario Bros U

C'è poca storia, in questa categoria. Lo hanno accusato di essere “sempre uguale a se stesso”, ma Super Mario supera a mani basse tutti gli altri platform usciti quest'anno. Quello per WiiU è un capitolo della saga decisamente coraggioso, che rivaluta l'importanza della minimappa, e spinge sul pedale della difficoltà, soprattutto per i completisti che vogliono scovare uscite segrete e monete stella. Ma quello che, come ogni volta, stupisce, è questa spericolata artigianalità del leve design, che si compone di soluzioni nuove, intriganti, funzionale come un meccanismo praticamente perfetto.

MIGLIOR SPORTIVO - NBA 2K13

Decidere il miglior titolo sportivo, quando da anni ogni produzione non fa che aggiungere solo qualcosina ad una struttura oramai collaudata, non è semplice. Everyeye, tuttavia, è sicura di non sbagliare assegnando l’onorificenza targata 2012 ad NBA 2K13. Visual Concept, pur lasciando aperto qualche spiraglio alle critiche dei più esigenti, ha saputo nuovamente superare se stessa. Le modalità di gioco ricoprono ogni esigenza e a livello ludico si tratta senza dubbio della simulazione cestistica più accurata mai realizzata. Animazioni sopraffine ed un contorno di grande valore (pur senza le linceze ESPN) fanno della produzione statunitense un vero must buy per appassionati e non.

MIGLIOR PICCHIADURO - Soul Calibur V

In molti se lo sono dimenticato, probabilmente perchè è uscito nel primo periodo dell'anno, ma Soul Calibur V è un signor picchiaduro. Una ripartenza molto fresca per una saga che con il quarto capitolo aveva perso un po' della sua verve. Ristrutturando i sistema di guard impact e la gestione dei movimenti, rivisitando i moveset e giocando molto sulla varietà degli stili, Namco ha ravvivato non poco la formula di gioco, proponendo scontri tecnici e altamente spettacolari. Dodici mesi dopo la sua commercializzazione, dunque, il titolo supera sia la concorrenza interna di Tekken Tag Tournament 2 che quella del cross over di Capcom (mal bilanciato). Si difende bene anche il quinto capitolo di Dead or Alive, mandando in solluchero la sua nicchia di appassionati, ma scivolando un attimo sul fronte delle modalità di gioco e su un netcode che ha vissuto di alti e bassi.

MIGLIOR MMO - Guild Wars 2

Il titolo di ArenaNet ha saputo portare freschezza e innovazione laddove c'era solo una schiera di titoli fin troppo uguali tra loro. Parliamo di un fantasy di matrice classica occidentale, presentato con piccoli elementi di contorno che richiamano un'intera generazione di videogame massivi, a partire da Lineage. Abbiamo scelto Guild Wars 2 come miglior MMO dell'anno 2012 perché ha saputo soddisfare non solo le esigenze e le richieste dei fan del franchise, ma anche catturare l'attenzione degli appassionati del genere che fino a quel momento erano vincolati ad un sistema a canone classico, ormai destinato ad un lento ed inesorabile declino a vantaggio dei formati free-to-play e similari. Doppio award per Guild Wars 2 quindi, che si porta a casa due meritatissime medaglie.

MIGLIOR INDIE GAME - Hotline Miami

In un mondo eterogeneo come quello dell'industria indipendente, è stato difficile trovare un vincitore. Noi di Everyeye.it abbiamo scelto Hotline Miami. A sorreggere le fondamenta del titolo trova spazio una storia a tinte noire ben congegnata e ottimamente esposta, allucinata quanto basta per confondere il giocatore. Tra il folle e il visionario, Hotline Miami riesce a stupire con il suo incedere capace di travolge il giocatore, attore e complice sul palco di gioco. La semplicità grafica è uno dei più grandi pregi di questo piccolo, grande titolo, forte di un ritmo incalzante e un'azione velocissima e sempre divertente. Ma è soprattutto la psichedelia della colonna sonora, infilata a martellate nel cervello del giocatore, che spinge l'utente in un'ipnotica spirale di violenza, che si destreggia fra tradizione (le prospettive dei prime GTA) e modernità.

MIGLIOR FREE TO PLAY - Planetside 2

Sul fronte dei Free-to-Play abbiamo davvero l'imbarazzo della scelta, per un anno all'insegna del gioco fremium. Planetside 2 si è dimostrato innovativo e pieno di grinta non solo nell'ambito dei giochi free-to-play, ma anche sotto il profilo degli MMO, per un'azione in prima persona fortemente cooperativa e ad alto contenuto strategico. Ci voleva proprio uno shooter online in prima persona di questo calibro e Sony Online Entertainment è riuscita a regalarci un grande titolo, che siamo sicuri lascerà il segno anche nel 2013.

Riconoscimenti artistici

MIGLIOR ACCOMPAGNAMENTO MUSICALE - Journey

L’abbiamo già detto e lo ribadiamo: l’accompagnamento musicale è parte importantissima di una produzione videoludica, specialmente qualora fosse improntata a stimolare le corde emotive del giocatore. In questo senso, dunque, non potevamo che premiare Journey - un titolo basato quasi completamente sulle sognanti melodie composte da Austin Wintory, nominate anche ai prestigiosi Grammy Awards. Ed è infatti anche grazie all’accompagnamento sonoro che Journey è il capolavoro che la critica tutta ha più volte decantato: coinvolgente, poetico ed assolutamente meraviglioso.

MIGLIOR GRAFICA - Far Cry 3

Sempre più importante, specialmente in una generazione agli sgoccioli, il comparto grafico è la misura tangibile dell’immediata meraviglia provata inserendo un gioco nel tray delle proprie console o PC. E, non a caso, è proprio una delle produzioni che da il meglio di se su Personal Computer a vincere il premio come miglior grafica. Si tratta di Far Cry 3, che eccelle in particolare nella gestione della fisica particellare e dell’illuminazione, immergendo il giocatore in un’ambientazione tropicale che è una vera e propria gioia per gli occhi.

MIGLIOR DIREZIONE ARTISTICA - Journey

Quello per la miglior direzione artistica è un premio che assegna l’encomio alla produzione che maggiormente ha saputo solleticare le corde emozionali del videoplayer. Una categoria, dunque, dove non poteva che trionfare Journey, votato dai nostri lettori ed anche dalla redazione a furor di popolo. Poche sono le parole da spendere per il capolavoro thatgamecompany, aldilà delle uniche capaci di descrivere genuinamente il prodotto: poesia in movimento. Il lavoro del team di sviluppo è di quelli rari e preziosi, perchè riesce a "ragionare" sul senso si solitudine e sull'assenza, infondendo però un'enorme varietà cromatica e strutturale alle architetture di gioco. Un viaggio attraverso ambienti che sottolineano le inusuali emozioni risvegliate da Journey.

MIGLIOR AMBIENTAZIONE - Dishonored

Di pari passo con la direzione artistica va lo studio dell’ambientazione, fondamentale se si vuole rendere il giocatore protagonista assoluto di una produzione videoludica. A farlo meglio di tutti, nel 2012, sono senza ombra di dubbio i ragazzi di Arkane Studios con Dishonored. Dunwall non è solo una città fatta di edifici e strade, ma un vero e proprio spaccato culturale di una civiltà controversa ed affascinante, in un contesto da post-prima rivoluzione industriale che rende plausibili quasi tutti gli strambi apparati tencologici creati dai game designer. Un mondo da esplorare da cima a fondo, da discutere con gli amici e nel quale immergersi come in un buon libro.

MIGLIOR MULTIPLAYER ONLINE - Borderlands 2

Francamente saturi della pletura di sparatutto competitivi che inondano anno dopo anno il mercato videoludico, noi di Everyeye abbiamo voluto conferire a Borderlands 2 (un FPS esclusivamente cooperativo) lo scettro di miglior multiplayer online. Si tratta, è bene sottolinearlo, di una scelta tutt’altro che “di ripiego”: la concezione ludica della produzione Gearbox è pensata appositamente per valorizzare il gioco in cooperativa, massimizzando il loot ed il numero di nemici incontrati. Scorrazzare nella lande di Pandora a bordo di uno dei folli mezzi di locomozione ed avere a che fare assieme a tre amici con i bizzarri personaggi che occupano l’universo di Borderlands 2 è un’esperienza semplicemente impareggiabile.

MIGLIOR PERSONAGGIO - Lee Everett (The Walking Dead)

Il premio per questa categoria è, in verità, assegnato ad una coppia: perchè al centro della scena di The Walking Dead non c'è solo Lee Everett, ma anche la piccola Clementine, uno dei personaggi più irresistibili e delicati di sempre. Ed è proprio grazie al rapporto fra i due che emerge con forza la personalità del protagonista, dal misterioso passato. Lee, bypassando senza colpo ferire il cliché dell’afroamericano finito nei guai per “fortuite circostanze”, riesce a disfarsi immediatamente di qualsiasi stereotipo legato alle sue origini o alla sua particolare inflessione dialettale. Si tratta di un protagonista a tutto tondo, che evolve nel corso dell’avventura parallelamente alla “concezione morale” del videoplayer, messo alle strette dalle devastanti situazioni proposte in game. Una caratterizzazione capace (grazie al supporto di Clementine) di un tale grado d’immedesimazione non si vedeva da tanto tempo: Lee Everett rimarrà sempre nei nostri “cuori videoludici”.