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Far Cry Primal - Sopravvivenza

L'ultima patch di Far Cry Primal porta in dote la nuova modalità Sopravvivenza, capace di rendere ben più pericolose le peregrinazioni nelle terre di Oros. Ecco le nostre impressioni su questa gradita novità.

speciale Far Cry Primal - Sopravvivenza
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

È scoppiata da qualche anno la mania dei survival. Soprattutto su Steam se ne vedono di tutti i colori, passando dai panorami tropicali di The Forest a quelli "burtoniani" di Don't Starve, per finire ovviamente nella science-fiction preistorica del recente Ark: Survival Evolved. È forse per cavalcare questa trascinante passione per il survivalismo che Ubisoft ha deciso di aggiungere, con l'ultimo update gratuito del suo Far Cry Primal, una modalità "Sopravvivenza", capace di rendere ben più pericolose le peregrinazioni nelle terre di Oros. Si tratta di un aggiornamento distribuito un po' a sorpresa, lanciato a molte settimane dall'uscita e totalmente slegato dalle logiche di DLC e Season Pass. Una strategia virtuosa, che dimostra amore per il prodotto e voglia di stupire la community. Anche se le meccaniche di gioco non sono raffinatissime, bastano a cambiare in maniera percepibile l'approccio all'avventura, invogliando gli appassionati di un realismo più estremo a tornare nel Mesolitico di Ubisoft.

Survival of the Fittest

Le due novità più importanti della modalità sopravvivenza sono l'introduzione di una barra della stamina e le modifiche alla gestione dei compagni animali. La prima è un indicatore che si consuma progressivamente, e sulla base delle nostre azioni. Correre come forsennati e combattere ci farà stancare molto presto, riducendo progressivamente la velocità dei nostri movimenti e quella di recupero dell'energia. Rimanere senza stamina significa essere impossibilitati a curarsi manualmente, ad effettuare viaggi rapidi, e sostanzialmente restare in balia del primo predatore aggressivo che decida di attaccarci.

Meglio quindi tenere d'occhio la barra: è possibile riempirla parzialmente consumando una razione di cibo, oppure completamente riposandosi presso i bivacchi. La necessità di dormire e di procurarsi il cibo con la caccia basta a rendere la progressione molto più attenta, ponderata e persino più immersiva, anche se si nota che si tratta di un'aggiunta in qualche modo "posticcia". Purtroppo a livello di organizzazione dell'interfaccia e dei menù tutte queste novità non sono integrate al meglio con il resto delle feature del prodotto, e sarebbe stato interessante avere animazioni specifiche per l'accumulo ed il consumo di risorse alimentari. Per quel che riguarda i compagni animali, è stata finalmente inserita la morte permanente delle bestiole che avremo addomesticato. Anche dopo aver domato tigri e lupi leggendari, insomma, dovremo stare ben attenti a come utilizzarli, se non vorremo vederli perire sotto i colpi delle tribù rivali o incornati da un mammuth. Meglio forse usare animali meno rari, sapendo che alla loro morte bisognerà comunque cercare un nuovo esemplare. Tutte le bestie sono state rese meno efficaci in combattimento, in modo che possano rappresentare un valido diversivo, ma non ripulire in autonomia gli accampamenti (come poteva succedere invece nel gioco originale). Quest'ultima modifica è in linea con un generalizzato e percepibile aumento della difficoltà: adesso durante la notte si incontrano predatori più aggressivi e feroci, e la progressione del sistema di crafting è stata ritoccata. Si possono portare meno oggetti, e la creazione di frecce e lance richiede molto più tempo, così che non si possano approntare nuove armi durante un combattimento. Insomma: la modalità sopravvivenza cambia non poco i ritmi di gioco, impone di avanzare con cautela e riduce le sicurezze del giocatore. Per rendere le cose ancora più estreme, potrete poi attivare il permadeath, e giocare tutto a livello di difficoltà Estremo. Una scelta che estrema lo è davvero, dal momento che certe battaglie della main quest sono davvero molto complesse e potrebbero vanificare in un soffio ore di attenta preparazione. Crediamo che la morte permanente si adatti più facilmente a Survival senza una spiccata progressione narrativa (come ad esempio Don't Starve), in cui le difficoltà sono "diluite" esclusivamente nell'ambiente di gioco ed in cui è il giocatore a dettare il passo dell'avanzamento. Questo sembra saperlo anche Ubisoft, che ha aggiunto quella che rappresenta probabilmente l'opzione più interessante: si chiama "Seconda Occasione", e vi concede una singola vita extra, che tuttavia viene recuperata dopo certi eventi particolari.

Si tratta anche in questo caso di un sistema pensato per risolvere i piccoli "conflitti" nati in seguito all'aggiunta di una modalità Survival in un gioco che non aveva questa sfumatura nel concept originale. È una trovata intelligente e ben pensata, ma ovviamente limita un po' il realismo, e non sarà ben vista dai giocatori più estremi o intransigenti. Ma non preoccupatevi: si può scegliere se attivarla o meno, in linea con la "scalabilità" generale dell'esperienza di gioco. Da questo punto di vista Ubisoft ha fatto davvero un ottimo lavoro, lasciando agli utenti non solo le opzioni necessarie a modellare la difficoltà, ma anche la possibilità di agire sull'interfaccia, per ridurre al minimo indicatori ed aiuti, e stuzzicare gli appassionati di un'immersione integrale.

Far Cry Primal L'aggiunta della Modalità Sopravvivenza in Far Cry Primal è un eccezionale tocco di classe da parte di Ubisoft, che continua ad aggiornare il suo prodotto dimostrando di aver capito come costruire e far crescere il rapporto con la propria community. Ci sono ovviamente degli spigoli, ma va bene così: l'idea del Survivor Mode è nata probabilmente dopo l'uscita del gioco, o in fase molto avanzata, e siamo contenti che il team abbia avuto il coraggio di portarla avanti, accettando magari qualche piccolo compromesso. La modalità Sopravvivenza, per altro, non è adatta solo ai giocatori più duri e intransigenti: attivarla a livello di difficoltà medio e senza permadeath significa comunque andare a risolvere alcuni dei problemi che affliggevano il gioco originale. La revisione del sistema di addomesticamento delle bestie e della loro efficacia, ma anche l'allungamento dei tempi di crafting (che impedisce la costruzione di oggetti durante uno scontro), rendono l'esperienza di base molto più piacevole e bilanciata. Fermi restando i problemi legati al combattimento corpo a corpo, insomma, se Far Cry Primal vi aveva fatto gola al tempo dell'uscita ma avevate deciso di lasciarlo sugli scaffali, potrebbe essere arrivato il momento di riconsiderare questa scelta.

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