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Speciale Final Fantasy VII Remake

Il remake del capolavoro di Squaresoft potrebbe arrivare in una inaspettata forma episodica: un profondo cambio di prospettiva, oppure un modello commerciale ancora da capire fino in fondo?

speciale Final Fantasy VII Remake
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

È arrivata durante la notte, come uno di quegli incubi da cui ti svegli in preda all'agitazione. È la notizia che il remake di Final Fantasy VII potrebbe essere pubblicato ad episodi. Un'informazione che se ne stava nascosta in un laconico comunicato stampa di Square Enix, come se fosse una sciocchezza, un nonnulla: "Final Fantasy VII Remake will be told across a multi-part series, with each entry providing its own unique experience." (letteralmente, "Final Fantasy VII Remake arriverà sotto forma di una serie in più parti, con ogni capitolo in grado di proporre un'esperienza ben identificata"). È una frase che andrebbe contestualizzata, spiegata, ma che comunque identifica una strategia commerciale abbastanza diversa da quella che ci aspettavamo, e che sarebbe stato bene discutere fin da subito. Ve l'immaginate, tutte le aspettative costruite grazie all'annuncio ed ai trailer, smontate in un attimo dalla conferma che il Remake di Final Fantasy VII non sarà un gioco fatto e finito, autosufficiente e smisurato, ma una serie di capitoletti pensati per far rivivere ai fan di vecchia data i momenti più significativi della storia di Cloud e Sephirot?

Una questione complessa

Il comunicato non accenna soltanto ad una pubblicazione episodica (che già di per sé sarebbe abbastanza terribile per un J-RPG d'ampio respiro), ma lascia intendere chiaramente che ognuna delle "puntate" avrà in qualche modo una sua specifica identità, rappresentando un'esperienza unica e scissa da quelle precedenti. La prospettiva è veramente terribile, e se davvero Square-Enix si è messa in testa di fare una sorta di Life is Strange ambientato a Midgar, sarebbe una delle più clamorose truffe comunicative della storia dei videogiochi. Sia chiaro: potrebbe uscirne un progetto persino interessante, ma il gioco avrebbe dovuto essere presentato fin da subito in una determinata maniera, senza invece far leva su aspettative e speranze degli appassionati. E pensare che pure di fronte al trailer della PlayStation Experience, il primo a mostrare qualche scampolo di gameplay, un po' di dubbi e paure si erano comunque affollate nella mia mente. Mi chiedevo se la software house avrebbe avuto davvero il coraggio di mantenere intatta la struttura di un titolo concepito con gli standard di altri tempi, caratterizzato da una libertà che in confronto a quella degli ultimi capitoli regolari del franchise appare smisurata. Le corse sui Chocobo, il casinò, gli scontri opzionali con le Weapon, e ancora la presenza di due personaggi completamente opzionali: sono elementi che non esistono più nei GDR della compagnia nipponica, e sarebbe servito un bel coraggio per vederli tornare senza stravolgimenti nella struttura e nella progressione. Se davvero la risposta a questi dubbi si nasconde tra le parole del comunicato infame, allora diventa superfluo persino arrovellarsi su come sarà trasformato il sistema di crescita del personaggio, su come il meccanismo delle Materie possa essere ammodernato senza sacrificarne la profondità. Sono queste le domande che hanno cominciato a vorticare nella testa dei fan subito dopo la presentazione dell'E3, e per il momento bisogna mettere tutto da parte, aspettando chiarimenti da parte della casa madre.

Dobbiamo comunque dire che il trailer mostrato qui a San Francisco non ci aveva del tutto rassicurato sulle prospettive del progetto. Da una parte - è vero! - ci sono una direzione artistica ed un character design strepitosi: i personaggi simili per certi versi a quelli dell'Advent Children di Nomura, eppure in qualche modo più fedeli agli originali: nell'equipaggiamento, nei cromatismi, nella personalità. E ancora il profilo del Reattore Mako, la silhouette dell'enorme scorpione meccanico che si precipita sul treno per ostacolare Cloud e Barret; e le note indimenticabili di Bombing Mission, che parevano rappresentare una limpida dichiarazione d'intenti. Sul fronte tecnico e artistico tutto sembra andare alla grande, e la rilettura di un immaginario così profondamente radicato nell'immaginario dei giocatori pare eccezionalmente rispettosa e ispirata. Sostenuta per altro da una grafica appariscente e spettacolare, valorizzata dall'ottimo utilizzo di animazioni, illuminazione ed effetti speciali. D'altro canto, però, i frammenti di gameplay che si sono visti non sono sembrati particolarmente impressionanti, con sequenze davvero molto lineari inframezzate da combattimenti dinamici di cui si è capito veramente poco. L'interfaccia di gioco, coi i comandi molto simili a quelli di un Kingdom Hearts, sembrava quasi "appiccicata" sullo schermo, come se ancora le meccaniche di gioco non fossero state definite per davvero.

La brutta impressione è che il remake, indipendentemente da quella che finirà per essere la sua struttura, sia in una fase embrionale: in questo caso sarebbe stato certamente meglio non mostrarlo in un'occasione così delicata come la conferenza della PlayStation Experience, senza per altro il tempo necessario per chiarire quale sia lo stato di avanzamento dei lavori. Per il momento, in ogni caso, avanzare ipotesi sulla strada intrapresa dal team di sviluppo è decisamente prematuro, e tutte le aspettative andrebbero accantonate, in attesa di dichiarazioni e chiarimenti ufficiali. Per altro, sulla rete corre voce che il gioco non sia in sviluppo presso gli studi interni di Square-Enix, bensì affidato ad un team esterno. Alcuni sembrano considerare possibile una collaborazione con i Platinum Games, ma lo scenario più plausibile è che siano invece coinvolti i ragazzi di Cyber Connect 2 (Naruto, Asura's Wrath). In questo momento di totale incertezza sul futuro del remake, in ogni caso, è bene usare qualsiasi cautela possibile, schivando le trappole dell'hype. Bisogna farlo soprattutto per non restare scottati in caso arrivino conferme poco piacevoli. La speranza, di contro, è che tutto vada per il verso giusto, e che Final Fantasy VII torni sul mercato in una forma più simile possibile a quella che conoscevamo, ma con un look da capogiro.

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