Final Fantasy XV: Missioni Secondarie e EndGame

Oltre la campagna: uno sguardo alle missioni secondarie, alle attività extra e ai minigiochi di Final Fantasy XV.

speciale Final Fantasy XV: Missioni Secondarie e EndGame
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Bisogna prima di tutto chiarire un concetto fondamentale quando si parla dell'Endgame di Final Fantasy XV. Ovvero che per come è strutturato gioco, quasi tutti i contenuti possono essere affrontati prima di concludere il viaggio di Noctis e dei suoi compagni. Prima di abbandonare Lucis e correre verso il finale del racconto, imbattendosi in quella parte di gioco lineare, pilotata e a tratti molto meno convincente di quella open-world (per via dei problemi che abbiamo abbondantemente trattato nella recensione), è dunque possibile attardarsi nella regione esplorabile di Eos, correre con la Regalia per le strade di Duscae, accettare le quest secondarie al mercato di Lestallum ed eliminare i vari "ricercati" imbarcandoci nelle molte battute di caccia. Salvo fatto per qualche specifica area raggiungibile soltanto dopo aver visto i titoli di coda ed essere poi tornati nel passato grazie all'aiuto del cane Umbra, insomma, Final Fantasy XV si può anche "esaurire" prima di chiudere la storia.
Il gioco sembra in ogni caso caldeggiare un diverso approccio, invitando Noctis a partire per Altissia nel momento in cui avrà superato il livello quaranta (a noi sono servite poco meno di 25 ore di gioco), e poi a tornare a Lucis dopo aver fatto i conti con l'impero di Niflheim (per chiudere il racconto abbiamo impiegato poco più di trenta ore). A quel punto, in ogni caso, ci siamo trovati poco sopra il livello 50, e davanti a noi se ne stavano ancora una quarantina abbondante di ore di gioco. Dal punto di vista dell'estensione e della quantità di stimoli, avrete capito, Final Fantasy XV non ha nulla da invidiare ai capitoli migliori del brand, rivelandosi un prodotto eccezionalmente vasto.

Nota Bene: questo articolo si riferisce a sezioni avanzate del gioco, e alcuni dei contenuti trattati potrebbero quindi essere considerati degli spoiler, in ogni caso non legati alla componente narrativa

Cosa faccio adesso?

Qualsiasi sia il vostro approccio (se decidete cioè di esplorare Lucis prima di salpare da Capo Caem oppure alla fine della storia), una delle prime attività a cui vorrete dedicarvi sarà la raccolta di tutte le tredici armi ancestrali. Nonostante inizialmente il racconto vi porti a scovarne un paio, infatti, recuperare le armi appartenute agli avi di Noctis non è necessario per terminare il gioco. Anche solo questo compito vi porterà ad esplorare il mondo di gioco con ritrovato entusiasmo, spulciando la mappa alla ricerca di quelli che potrebbero essere dei mausolei in bella vista. Quasi tutte le armi si trovano però alla fine dei dungeon: per completare il Set vi infilerete nelle miniere sulla strada per il Molo di Galdin, oppure vi troverete a scalare il Ravatogh, immenso vulcano che svetta nella parte meridionale della regione di Cleigne.

C'è un dungeon in particolare che vi farà sudare sette camicie, dandovi il primo assaggio di quanto impegnativo possa essere il postgame di Final Fantasy XV. Si tratta della Torre di Castlemark, verso cui potrebbe indirizzarvi sia l'orafo/giornalista Dino, sia qualche indizio trovato all'interno di un mausoleo razziato dai contrabbandieri. L'accesso alla torre si apre soltanto di notte, e quello che vi aspetta al suo interno è una serie estenuante di combattimenti feroci e violenti. Il dungeon è tutto sommato lineare, ma una volta raggiunta la base è necessario esplorare con metodo e un'area abbastanza intricata, prima di poter affrontare una battaglia finale altrettanto impegnativa.
Un altro dungeon molto interessante è quello che si estende sotto le fogne nella strada che riporta verso Insomnia. Qui non troverete armi ancestrali, ma un oggetto che permetterà a Cindy di montare sulla Regalia dei fari speciali, che durante la notte tengono a bada i Daemon. Oltre a proporre un'impegnativa sfida con un serpente mitologico, questo sarà il dungeon più intricato e quello da esplorare con più attenzione, alla ricerca di quattro interruttori per aprire l'accesso all'ultima sala.
Proprio il potenziamento della Regalia può rappresentare un'altra sfida dell'endgame. Per ottenere i pezzi che vi permetteranno di aggiornarla dovrete per esempio liberare dall'occupazione imperiale anche la regione di Leide, distruggendo le truppe di stanza in una base vicina all'accampamento dei cacciatori. Farlo prevede una serie di scontri estenuanti con le guardie dell'impero, culminante in una battaglia con due mech particolarmente aggressivi. Ne vale la pena, però, perché in questa maniera è possibile ottenere la Regalia TYPE-F, versione volante del principesco mezzo di Noctis.
A conti fatti la possibilità di decollare si ottiene troppo avanti nell'avventura, quando ormai il fast travel ci permetterà di raggiungere qualsiasi area di Lucis; e la difficoltà nel far atterrare l'auto, rischiando di romperla o addirittura di incappare in un Game Over, sarà un deterrente sufficiente a farvi svolazzare ben poco sui cieli del regno. Librarsi in volo sarà però l'unico modo per raggiungere quello che è il dungeon più stravagante e impegnativo del titolo: per avvicinarlo dovrete sfruttare una rozza pista d'atterraggio posizionata al lato del vulcano, e rappresentata sulla mappa da una piccola striscia dorata. Una volta schivati Basilischi e Coccatrici, arriverete a delle rovine a cui solo Noctis avrà accesso. E qui succederà qualcosa che nessuno si sarebbe aspettato.

In questo dungeon non ci sono nemici, ma solo un'interminabile sequenza di enigmi ambientali e complesse sessioni platform. Noctis si troverà quindi impegnato a saltare da una sporgenza all'altra, cercando di raggiungere degli interruttori, di aprire immensi portoni bronzei, interagire con strane statue demoniache immerse in un buio denso e colloso. Sarà un'impresa titanica, folle, dolorosa, che vi chiederà di investire più di due ore del vostro tempo: ricompensandovi non solo con alcune sequenze "di rottura" (come quelle in cui lo scorrimento diventa "bidimensionale"), ma anche con un Cappuccio Nero che vi permetterà di schivare automaticamente tutti gli attacchi in arrivo. Insomma, una di quelle fasi che tendono a diventare in qualche modo leggendarie, proprio come la quest per recuperare la summon dei Knights of the Round!
La vostra permanenza nei Dungeon, tuttavia, sarà ancora finita. All'interno di molti labirinti c'è infatti una porta segreta, chiusa da una chiave che potrete recuperare da un NPC. In queste aree aggiuntive vi aspettano altre sfide, nuove armi, e ovviamente le battaglie estenuanti.
Il brivido della lotta sarà garantito anche dalle richieste del Fabbro di Lestallum, che vi chiederà di uccidere nemici leggendari per ottenere le materie prime con cui forgiare nuovo equipaggiamento. E poi ovviamente ci sono le Battute di Caccia, i Ricercati: anche qui si può arrivare fino alle sfide di livello 99, con una menzione particolare per l'Adamanhart, titanica creatura che si cela all'interno di una montagna. La battaglia può essere affrontata relativamente presto nell'avventura, e non rappresenta particolari complessità, se non quella legata alla resistenza del mostro: per abbatterlo, attorno al livello 70, potreste impiegare addirittura un paio d'ore. Una sfida di logoramento, insomma.
L'aspetto più riuscito dell'endgame di Final Fantasy XV, in ogni caso, è la capacità delle quest di fondersi e intrecciarsi. Per recuperare l'ingrediente di un piatto prelibato, richiestovi dal ristoratore di Hammerhead, potrebbe ad esempio essere necessario avviare una battuta di caccia a Duscae, affrontando così l'enorme Catoblepas (sapevate che questa creatura mitologica è stata descritta da Catone?). Oppure, alla ricerca di uno scatto particolare per la rivista Meteor (divertita citazione al settimo capitolo), sarete spediti ad Altissia, alla ricerca di un quadro maledetto.

L'unico rammarico riguarda l'assenza di minigiochi davvero interessanti: King's Knight non è infatti giocabile all'interno di Final Fantasy XV (nonostante i personaggi ne parlino in continuazione), e Justice Monster V è davvero noioso (anche perché -inspiegabilmente- non si porta dietro il sistema di progressione presente nella versione Mobile). Resta la pesca di Noctis, legata anche ad alcune quest interessanti, oppure il Totomostro: una serie di scommesse nell'arena di Altissia, in cui puntare gettoni sulle squadre di mostri coinvolti nella sfida, e fare il tifo con le Gridante, squillanti trombette in grado di potenziare la squadra che stiamo supportando. Fra i premi che è possibile recuperare c'è persino un vascello Magitek!

Quanto attendi: Final Fantasy XV

Media Hype Utenti
Voti Hype totali: 340
84%
nd