Speciale FragFX Shark

Un controller wireless pensato quasi per migliorare le prestazioni con gli FPS

Articolo a cura di
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Le gioie degli amanti del PC gaming sono via via diminuite negli anni. Se tempo fa i fieri sostenitori del Personal Computer potevano vantare quintali di titoli in esclusiva, prestazioni grafiche irraggiungibili dalle console e sistemi di controllo adattabili a qualsiasi situazione, le cose oggi sono profondamente cambiate. Se piattaforme come Steam e prodotti come The Witcher sono tutt’ora baluardi incrollabili della "resistenza", è innegabile che il gap nei confronti delle home console sia largamente diminuito, se non addirittura eliminato completamente.
Cosa resta allora? Restano, ad esempio, gli sparatutto. Che, senza mouse e tastiera, sembrano ancora dover scendere a qualche compromesso con i Front Button del Pad.
La SplitFish Ltd., tuttavia, si è data da fare per ovviare anche a questa lacuna, lanciando il qui preso in esame FragFX Shark. Di cosa si tratta? Vale la pena acquistarlo? Continuate a leggere per scoprirlo.

Mouse e Fragchuk

La SplitFish Ltd. non è nuova a proposte simili. Circa un anno fa, ci aveva già provato con l’imperfetto Dual SFX Frag Pro. La periferica era molto simile a quella di quest’anno nella forma e nelle intenzioni, ma era minata da una cronica mancanza di semplicità d’uso e da una certa imprecisione di fondo che vanificava completamente i vantaggi che, teoricamente, avrebbe dovuto portare al videogiocatore.
Il FragFX Shark è un controller wireless formato da due parti distinte: un mouse, che raggiunge i 1750 DPI, e un pod molto simile al Nunchuk del Wiimote, chiamato Fragchuk. L’add-on funziona tanto su PC che su PS3, piattaforma per la quale è stato principalmente pensato.
Entrambe le periferiche sono prive di un vero e proprio software da installare e a cui fare riferimento per settaggi e opzioni varie. L'installazione avviene in maniera abbastanza intuitiva ed immediata sin dal primo utilizzo: basta inserire la penna usb per cominciare immediatamente ad utilizzarlo senza il minimo problema di compatibilità o senza la necessitò di passare per lunghi e tediosi settaggi.
La periferica, per la presenza del Mouse, può essere anzitutto utilizzata nella normale navigazione nel proprio sistema operativo o su internet. Oltre al Mouse Ottico, i pulsanti del Fragchuk possono essere utilizzati per richiamare funzioni predefinite, che potete assegnare ai tasti con estrema facilità. Fortunatamente, il FragFX Shark si dimostra in questi frangenti uno strumento discretamente preciso. Tuttavia l'eventuale interesse per la periferica non sarà certo dovuto alla necessità di sostituirla al vostro fedele mouse.
Il FragFX Shark è stato concepito infatti per l'uso coi videogiochi, FPS in testa. Come se la cava in questo ambito?

Settaggi, Ergonomia, Dotazione

Oltre ai due componenti principali ed alla penna usb necessaria per collegarli alla piattaforma di turno, all’interno della confezione troverete anche un tappetino per il mouse. L’oggetto in questione è tutt’altro che secondario per l'utilizzo della periferica. Nelle varie prove effettuate, la conclusione in merito alla sua qualità è stata positiva, ma con qualche riserva. Indubbiamente il tappetino offre un sufficiente attrito e una perfetta scorrevolezza del mouse, ma la mancanza di un poggia polsi e la presenza sul mercato di prodotti simili ancor più funzionali lo rendono non sempre adatto a lunghe sessioni di gioco, e facilmente i giocatori più esigenti potranno sostituirlo con qualche MousePad più performante.
Passando a parlare dei controller invece, il mouse si presenta con una forma piuttosto classica. Al di là dei due classici pulsanti dorsali e della rotella, che può scorrere anche in orizzontale, sono presenti i tasti ereditati direttamente dal Dualshock 3 della PS3. Al centro troviamo infatti lo Start, mentre sul fianco sinistro si trova il classico quartetto dei front button. Purtroppo la periferica, alla prova dei fatti, non si rivela molto ergonomica. Per mani normali o piccole, infatti, sarà molto difficile arrivare facilmente tanto ai pulsanti dorsali quanto a quelli posti sul fianco. Naturalmente abituandosi alla forma del mouse, le cose migliorano, ma capiterà qualche volta di avere un istante di esitazione di troppo. Ed i più esigenti in fatto di "Frag" sanno bene quanto conti rapidità e prontezza di riflessi.
Anche il Fragchuk -come vedremo- mostra qualche imperfezione, ma fortunatamente propone funzioni molto interessanti, certamente apprezzate da chi vive a "Pane ed FPS". Oltre all’analogico e alla croce direzionale, il Pad presenta il tasto Select e tre trigger. Se i primi due fanno le veci di L1 e L2, il terzo serve per rallentare la corsa del mouse. Questa possibilità diventa estremamente utile quando, per esempio, dovrete mirare a un target in lontananza o quando, in generale, vi servirà, ma solo per un attimo, un po’ di precisione in più. Un'introduzione che sarà certamente apprezzata dai patiti del cecchinaggio più estremo, in grado persino di migliorare prestazioni e statistiche.
E' poi presente, sul fianco destro, un indicatore utile per variare la sensibilità del mouse. La feature si rivela, oltre che molto utile, anche estremamente funzionale. Chiunque, con un po’ di pazienza, potrà trovare il livello di sensibilità adatto per un determinato videogioco o per una determinata sessione. Gli amanti dei settaggi estremi resteranno insomma più che soddisfatti.
Un’altra particolarità risiede nella presenza di un accelerometro. Questo non solo sostituisce quello presente nel Dualshock 3, ma, come tutti gli altri tasti presenti sul FragFX Shark, sarà editabile. Ciò significa che volendo potrete decidere di ricaricare l'arma o lanciare una granata con semplice un gesto del braccio. Purtroppo, come già anticipato, anche il Fragchuk presenta un piccolo difetto. Se l’analogico gode di una precisione altissima e anche la croce direzionale fa il suo lavoro più che degnamente, i tre trigger hanno una pessima ergonomia. Anche in questo caso non siamo di fronte a una situazione che vi impedirà di godervi appieno l’esperienza videoludica, ma le dita potrebbero affaticarsi nelle sezioni più prolungate. Dopo playtest più approfonditi, potreste superare con più agilità questi problemi: in tal caso, l'ottima gamma di personalizzazioni ed un controllo della sensibilità eccellente resteranno buoni incentivi all'utilizzo continuato.

Prova su strada

I titoli con cui abbiamo provato il FragFX Shark sono stati per lo più FPS. Da Killzone 2 a Call Of Duty Black Ops la periferica ha risposto in modo egregio. Nonostante un iniziale periodo di adattamento alle dimensioni del mouse, è innegabile che muoversi, mirare ed esibirsi in HeadShot da antologia sia discretamente più facile di quanto non lo sia con il pad. Soddisfatti dell’esperienza abbiamo voluto sottoporre l’add-on anche alla prova di un RTS quale può essere R.U.S.E. su console o Starcraft 2. Anche in questo caso il FragFX Shark si è dimostrato all’altezza. Se il mouse veniva utilizzato per le funzioni piuttosto classiche, la possibilità di mappare completamente i controlli ci ha permesso, con un po’ di pazienza, di richiamare rapidamente diversi comandi sfruttando i pulsanti del Fragchuk.
Certamente, al di fuori della sua sfera di competenza il FragShark risulta poco funzionale: non avvicinatevi a questa periferica nel caso vogliate provarla con l'ultimo action game in commercio, perchè i generi a cui si adatta sono sostanzialmente quelli citati. Soltanto chi cerca la precisione di un mouse professionale anche su console, ed una programmabilità dei pulsanti che permetta di assegnare come meglio si crede le funzioni basilari di First Person Shooter e Strategici, troverà interessante l'offerta di Splitfish.
Prima di concludere, non ci resta che commentare due fattori. Il primo è la durata delle batterie. I produttori hanno assicurato almeno 50 ore d’utilizzo con due semplici batterie in formato AA. Purtroppo non possiamo confermarvi questo dato, ma la prova diretta ha dimostrato un consumo ridottissimo, tanto che le ore di gioco complessive accumulate con il FragShark hanno superato abbondantemente la trentina.
Il secondo, e ultimo, fattore da tenere in considerazione è il prezzo. Per portarvi a casa il FragFX Shark comprensivo di tappetino avrete bisogno di 80 euro circa. Il prezzo, facendo un paio di conti, è sicuramente competitivo, visto anche che potrete usare la periferica non solo sulla PS3, ma anche su PC e Mac (nonostante, quasi sicuramente, i "PC Gamers" più incalliti abbiano già un add-on ben più performante e avanzato con cui abbattere a suon di head shot i propri avversari).

FragFX Shark Il FragFX Shark è un controller wireless che funziona. Certo, giocando su PS3 dovrete assicurarvi di avere nelle vicinanze un supporto su cui poggiare tappetino e mouse, cosa che non è richiesta dal pad, ma i vantaggi prestazionali che porta sono evidenti. I difetti sono tutti legati ad un’ergonomia non sempre perfetta, ma per quello che riguarda configurabilità e impostazioni legate alla sensibilità, ci sono ben pochi concorrenti in grado di rivaleggiare con il Frag Shark. Ovviamente, la periferica è pensata soprattutto per chi vuole dedicarsi al "Gaming Professionale" anche sulla console di casa Sony: in ambito PC si trovano oggetti molto competitivi, ed anche se i costi potrebbero aumentare, un MousePad più comodo e qualche tasto in più potrebbero sempre far gola ai videogamer più convinti. Ma per chi utilizza soltanto il "monolite nero" e non vuole farsi mancare niente in termini di precisione, aumentando considerevolmente il suo Kill Rate, allora il prezzo è sicuramente giustificato. Ricordate però che la periferica si adatta soltanto ad FPS e Strategici, ed è dedicata ad un pubblico molto particolare.