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Speciale Game Maker Studio

Avete sempre voluto realizzare il vostro videogame?

speciale Game Maker Studio
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Era il 15 Novembre 1999 quando il professor Markus Hendrik Overmars, responsabile del “Center for Geometry, Imaging, and Virtual Environments” presso l'Università di Utrecht (Olanda) e docente di programmazione, rese pubblica la versione 1.1 del software “Animo”, programma in Delphi specializzato nell'animazione bidimensionale e successivamente sfociato in quello che tutti conoscono come Game Maker. Ma cos'è esattamente Game Maker? Come dice il nome stesso, si tratta nientemeno che di un interessante tool per lo sviluppo di videogiochi, dedicato in particolar modo - ma non solo - a coloro che sono a digiuno di linguaggi di programmazione alla stregua di C++ o Java. Attraverso un comodo editor visuale con sistema di icone “drag&drop”, infatti, il software permette anche ai principianti di realizzare le proprie idee, tuttavia è solo grazie all'integrazione del linguaggio proprietario GML (Game Maker Language) e delle Dynamic-link library (DLL) che è possibile ottenere i risultati più intriganti ed avanzati. Nel corso di questi lunghi anni il software, passato sotto le ali protettive di YoYo Games ma sempre diretto dal suo creatore, ha subito notevoli modifiche sia dal punto di vista del codice che dell'interfaccia - integrando ad esempio il supporto alle DirectX, alla grafica 3D ed alla fisica - giungendo fino all'odierna versione denominata Studio. Disponibile in differenti pacchetti e scaricabile anche su Steam, l'opera del professor Overmars si è integrata alla perfezione con Steam Workshop ed ha ulteriormente ampliato la community di appassionati, che rilasciano costantemente i propri progetti sia sulla piattaforma Valve che nel sito ufficiale di Game Maker. Oggetto della nostra recensione è la versione Professional, acquistabile per 80 Euro su Steam (100 dollari nello store YoYo Games) e dotata della modularità necessaria per essere ampliata con i pacchetti Android, iOS, HTML5 ed il recentissimo Window Phone 8.

Giochi per tutti

L'iniziale finalità didattica del software è ben evidente nella sua struttura e nell'impostazione dei tutorial, scritti in un inglese scolastico e che seguono l'utente passo per passo, sino alla realizzazione di una determinata funzione o di un semplice gioco di prova vero e proprio. Del resto il professor Overmars sviluppò Animo per i propri studenti, e non è un caso che la versione “Lite” di Game Maker Studio sia distribuita gratuitamente, pur essendo limitata nel numero di risorse e di caratteristiche utilizzabili, come ad esempio il numero di sprites (20), di suoni (10) o di scripts (20) . La prima versione a pagamento è la cosiddetta Standard (40 Euro su Steam) ed offre risorse illimitate, oltre che l'esportazione gratuita dei progetti per Windows 8 ed alcune funzioni in più.

E' solo con la versione Professional, tuttavia, che si sbloccano le funzioni complete, la possibilità di avere un contatto diretto con gli sviluppatori attraverso il DSP (Developer Portal Services) e soprattutto la modularità del software, che permette l'aggiunta di costosi pacchetti (da 80 a 170 Euro) in grado di esportare con un semplice click le proprie applicazioni in Android, iOS, HTML5 e Windows Phone 8. La versione definitiva di Game Maker Studio è la Master, che comprende tutti i moduli di esportazione ed attualmente viene venduta a 370 Euro su Steam col 18% di sconto. Il software, sebbene non visto di buon occhio da molti programmatori esperti (come del resto la maggior parte degli editor visuali), viene utilizzato da tantissimi sviluppatori anche per il processo di prototipazione, ovvero la creazione di progetti a scopo illustrativo, grazie alla rapidità di esecuzione che caratterizza Game Maker.

Sviluppatore per caso

Una volta installato Game Maker Studio su Steam è possibile avviarlo dalla sezione Software della piattaforma, aggiunta di recente ed inaugurata da un primo lotto di programmi tra i quali vi era anche l'opera di Markus Overmars. Il primo menù che si incontra è suddiviso in due sezioni principali: Play e Make. Selezionando Play è possibile giocare alle proprie creazioni e a quelle degli altri utenti. La completa integrazione con Steam Workshop permette di scorrere una libreria sterminata di progetti ed è sufficiente sottoscriverne uno (basta un click) per trovarselo tra i download della sezione. Make rappresenta invece il cuore pulsante dell'opera e l'editor vero e proprio, dove è possibile esercitarsi con una decina di tutorial, testare demo, importare progetti, scorrere le news e naturalmente gettarsi a capofitto nella realizzazione dei propri giochi. Chiunque abbia testato Game Maker ha sicuramente realizzato una copia di “Catch the Clown”, semplicistico gioco d'azione in cui giocatore deve cliccare col mouse sul clown (libero di muoversi nella stanza di gioco e sempre più velocemente) per accumulare punti. In questo primo tutorial vengono spiegati i concetti basilari delle funzionalità e delle intuitive dinamiche di Game Maker Studio, approfondite nei “compiti” successivi ed attraverso lo sviluppo di generi diversi. Tra gli esercizi proposti vi sono quelli per realizzare sparatutto a scorrimento, grafica isometrica, fisica, particelle, scripting, salvataggi, connessione a Facebook e via discorrendo. Un'ottima base per stimolare la creatività dell'utente e spingerlo a sperimentare soluzioni ed approcci personali al “problema”.

Uno dei tutorial più intriganti è quello relativo al “coding”, ovvero all'integrazione del Game Maker Language (dotato di una sintassi peculiare ma intuitiva che riassume C++, Pascal, Delphi ed altri linguaggi) al sistema di icone drag&drop. Questo tutorial, dedicato alla creazione di un clone di Breakdown/Arkanoid, mostra con efficacia una fetta importante delle potenzialità del programma, sebbene offra una panoramica limitata dei comandi precompilati in GML realmente disponibili.
Tra i progetti più interessanti su Steam Workshop citiamo il SivModeler dell'utente The Sivart per realizzare modelli 3D da includere nei propri progetti (sottolineiamo che Game Maker Studio è particolarmente indicato per giochi bidimensionali), la beta dell'Adventure “The Light Collector” che mostra buone animazioni, il simpatico puzzle Sokoban Palace e lo sparatutto Death Ray Manta. Nella maggior parte dei casi si tratta comunque di giochini in fase embrionale o di semplici test caricati dagli utenti senza nessuna pretesa. Col tempo sicuramente si troveranno anche progetti più profondi e meglio ottimizzati.

Interfaccia

Come già sottolineato, l'intuitiva interfaccia di Game Maker Studio è ideata secondo i canoni del classico editor visuale, con un sistema di icone drag&drop suddiviso in numerosi menù a tendina e finestre. A grandissime linee il processo di creazione prevede il caricamento dei vari elementi precedentemente realizzati (ad esempio sprites e suoni), la successiva trasformazione dei suddetti in “oggetti” avanzati che interagiscono fra loro attraverso lo sviluppo degli “eventi”, ed infine l'inserimento nelle Game Rooms, nient'altro che i livelli del gioco completamente personalizzabili. Le funzioni associabili a ciascun oggetto sono innumerevoli (collisioni, movimenti, visibilità, apparizione...) ma naturalmente è solo intervenendo attraverso il coding e lo scripting che si possono ottenere risultati profondi e strutturati per il gameplay, per le interfacce di gioco e via discorrendo.

Pensare di poter creare un'applicazione realmente raffinata senza metter mano al Game Maker Language (un linguaggio interpretato) è impresa decisamente ardua, ma le potenzialità del software spingono gli utenti più intraprendenti ad approfondire le proprie conoscenze e va sottolineato che dopo qualche ora di studio anche il GML risulta piuttosto intuitivo, almeno rispetto ai linguaggi comuni e ben più complessi. Il rischio che le reali potenzialità del software restino incomprese ai più è comunque decisamente elevato; basti pensare alla possibilità di creare effetti particellari attraverso l'uso delle DLL o all'integrazione della grafica tridimensionale. Solo padroneggiando tutti questi elementi si possono sviluppare FPS, MMO, giochi gestionali ed altri generi che richiedono molto tempo e dedizione.

Game Maker Game Maker Studio è un interessante tool di sviluppo per videogiochi (ma non solo) dedicato a principianti ed esperti, grazie ad un praticissimo editor visuale con sistema ad icone drag&drop ed alla possibilità di integrare i propri progetti con codice di programmazione e librerie esterne. Semplice nelle dinamiche di base ed affascinante in quelle più complesse, è un prodotto dalle grandi potenzialità per i creativi e per chi vuol provare l'ebbrezza dello sviluppo senza conoscenze (o quasi) di complessi linguaggi informatici. La prova della versione gratuita di base è consigliata a tutti gli appassionati di videogames con un minimo di interesse nello sviluppo, per chiunque invece volesse gettarsi nella realizzazione di un proprio progetto consigliamo la Professional, dotata di tutte le funzioni e soprattutto della modularità necessaria per esportare facilmente i lavori su altre piattaforme, come ad esempio Smartphone e Tablet.