Speciale Gface e il Social Gaming

Una panoramica sul social network creato da Crytek e sul futuro del social gaming.

speciale Gface e il Social Gaming
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Che il mondo dei videogames si stia avvicinando sempre di più ai social network è un dato di fatto. Sia Xbox 360 che Playstation 3 possono interagire direttamente con la nostra timeline di Facebook o con i post di Twitter, postare contenuti relativi ai giochi che giochiamo o agli obiettivi che abbiamo conseguito durante le nostre sessioni di gioco. Il recente Sony Playstation Meeting di New York ci ha fatto capire che l'integrazione social è uno degli aspetti principali attorno al quale ruotaranno i network del prossimo futuro, con strumenti integrati che ci permetteranno di registrare video o scattare immagini, condividendole con i nostri amici via web, con la semplice pressione di un tasto. Molti si sono dichiarati disinteressati a questo genere di funzionalità, ma il dilagante fenomeno di videocapturing che possiamo vedere ogni giorno su Youtube dimostra chiaramente che l'utenza è in realtà fortemente affine alla condivisione di contenuti: ci basta osservare il quantitativo di screenshot quotidianamente catturati e postati dagli utenti di Steam, per farsi una chiara idea del traffico di dati giornaliero in tal senso. Ma non sono solo le aziende produttrici di home console ad accorgersi di questa rivoluzione, un fenomeno già in atto su computer da diverso tempo. Ecco perché la tedesca Crytek si butta a capofitto nella mischia, per un progetto del tutto originale relativo ad una piattaforma social che fa del videogame il suo fulcro e la sua anima. Gface, così si chiama il nuovo servizio offerto da Crytek, dove la G sta per Game e il face simboleggia l'identità dell'utente, è pronto per cambiare il modo di fruire il videogame.

PIÙ DI UN SEMPLICE SOCIAL NETWORK

Molti se lo ricorderanno dai tempi di Crysis 2, quando saltando da un palazzo e l'altro in una New York distrutta dagli alieni, dei giganteschi manifesti pubblicitari recavano la scritta verde a caratteri cubitali “Gface”. I giocatori più attenti avevano subito capito che non si trattava della solita finta pubblicità inserita al fine di rendere più realistico il contesto della città americana, ma che era un vero e proprio invito di Crytek ad informarsi su un nuovo servizio web in dirittura d'arrivo. Gface non è un tradizionale social network come lo sono Facebook o Twitter, lidi digitali nei quali possiamo condividere pensieri o fotografie sulla nostra vita quotidiana e su quello che abbiamo fatto durante un soleggiato weekend. Gface pone al centro della sua esperienza il videogioco e la socializzazione che ruota attorno ad esso, quindi la possibilità di condividere il nostro intrattenimento elettronico con i nostri amici, con pochi e semplici click del mouse. Il motto del nuovo social network ideato da Crytek è “Play, Together, Live”, tre parole che riassumono e sintetizzano gli aspetti fondamentali racchiusi nell'idea che incarna Gface.

" Gface è l'anello mancante tra il classico gaming come lo conosciamo ora, e i cloud service."

L'interfaccia di Gface ricorda molto da vicino quella dei social network a cui siamo già abituati, in particolare Facebook, con la sua semplicità di condivisione dei contenuti, e Google Plus per quanto riguarda le interazioni sociali e la gestione dei contatti. Questi ultimi sono suddivisi e racchiusi in quelle che il sistema definisce “Social Cloud”, dei contenitori molto simili alle Cerchie del social network della grande G, che possiamo creare e plasmare a piacimento sulla base del rapporto e degli interessi che abbiamo con i nostri contatti. Il social network verde prende quindi le distanze da Facebook e dalla sua idea di social gaming, legata a piccoli giochini interattivi, cosiddetti “scaccia noia.” Nella parte inferiore c'è una piccola barra degli strumenti che permette di sfogliare il catalogo dei giochi disponibili, quindi la chat per comunicare e interagire con la lista amici e i potenziali giocatori. Prima di iniziare una partita dobbiamo aggiungere un gioco al nostro tavolo e invitare gli amici al party per creare la giusta compagnia e condividere un po' di divertimento, proprio come se ci trovassimo intorno ad un tavolo a condividere un gioco in scatola. È possibile comunicare con la voice chat direttamente integrata nella piattaforma Gface. Condividere immagini, video e pensieri è semplice proprio come lo è sui social network ai quali siamo abituati. Anche se al momento possiamo provare Gafce solo su personel computer, Crytek ha progetti per portare la piattaforma anche su tablet e smartphone.

QUATTRO CHIACCHIERE CON CEVAT YERLI

Vista la particolarità del progetto, abbiamo fatto qualche domanda al presidente e fondatore di Crytek, Cevat Yerli, per sapere cosa si nasconde dietro questo particolare e ambizioso progetto di social network.

Everyeye: Qual è esattamente la posizione di Crytek sul fronte dei giochi free-to-play e di Warface? E' un esperimento, un progetto a lungo termine o il futuro dell'azienda?

Cevat Yerli: Per essere del tutto sinceri tutte e tre le cose (ride). E' di fatto un progetto sperimentale a lungo termine, con l'intento di avere un grosso impatto all'interno di un'industra in cerca di qualcosa di nuovo. Abbiamo speso davvero molto tempo in questo progetto, circa cinque anni, e investito molte risorse sia sul fronte di Gface che per quanto riguarda Warface, il primo gioco che verrà reso disponibile sulla nostra nuova piattaforma, uno shooter in prima persona dalla forte componente social. Sebbene il nostro gioco possa apparire simile ad un tradizionale FPS, quello che abbiamo fatto con Warface è profondamente differente, e pone la socialità e l'interazione con gli altri utenti davvero al centro di tutto. Gface è, di fatto, una piattaforma pensata per supportare i giochi free-to-play del prossimo futuro, quelli che non trovano nella socializzazione un semplice pretesto, ma che si fondano prima di tutto sull'interazione con amici e giocatori da tutto il mondo.

Everyeye: Che tipo di giochi potremo giocare su Gface, una volta che sarà aperto al pubblico?

Cevat Yerli: I giochi che vogliamo proporre con Gface devono avere tre cose, quelli che noi definiamo i tre pilastri: free-to-play, qualità e funzionalità social. Non è facile avere tutti e tre questi elementi. Con Warface i tempi di sviluppo si sono allungati rispetto a quanto pianificato all'inizio, specialmente perché essendo qualcosa di assolutamente nuovo non sapevamo come procedere su alcuni e spinosi aspetti della produzione. I due progetti, Gface e Warface, sono sempre andati avanti parallelamente, per comprendere al meglio le rispettive esigenze dei due progetti. In cinque anni le cose sono cambiate molto e noi abbiamo avuto modo di trovare sempre nuovi spunti e nuove idee da applicare a quanto avevamo in cantiere. Non si tratta più solo di giocare, ma di catturare l'essenza del social gaming. Con Gface non è più solo Tu e il videogame, bensì tu, i tuoi amici e il videogame: questo è quello che deve avere un gioco per essere affine alla filosofia del nostro social network.

Everyeye: Vi sentite in competizione con i social network tradizionali e famosi, come Facebook?

Cevat Yerli: Quando iniziammo a programmare Warface ci guardammo in giro per capire chi fosse disposto a divulgare il nostro particolare progetto. Steam è sostanzialmente un retailer, un venditore, pertanto non ha interesse a costruire qualcosa intorno alla socializzazione stessa. Xbox Live e PlayStation Network sono dei servizi senza dubbio migliori sotto il profilo dell'online gaming, ma il free-to-play non è nell'interesse di Sony e Microsoft. Visto che i canali tradizionali non sembravano adatti allo scopo, ci siamo voltati verso un diverso tipo di fruizione del videogioco. Facebook è un social network quindi idealmente più adatto a costuire qualcosa intorno alla “social experience”. Tuttavia il colosso avrebbe faticato a mettere in risalto Warface e a dare il giusto peso al nostro lavoro. La soluzione quindi era lì, semplice, davanti a noi: creare una nostra piattaforma, plasmata intorno alle esigenze nostre e del gioco che stavamo realizzando. Per rispondere alla vostra domanda quindi dirò che non ci sentiamo molto in competizione con Facebook e gli altri social network.

Everyeye: Che target d'utenza avete per Warface, il primo titolo offerto dalla piattaforma Gface?

Cevat Yerli: Il nostro target iniziale era l'utenza core, ma gli anni di sviluppo, le fasi di beta testing e il rilascio del gioco in territorio orientale e in Russia, ci hanno permesso di ottenere suggerimenti e migliorare costantemente la nostra proposta ludica. Il risultato è quello che potete provare oggi: un gioco adatto ad un pubblico davvero eterogeneo, dal giocatore alle prime armi, fino al gamer appassionato in cerca di nuove sfide.

Everyeye: Avete già dei piani per il futuro? Nuovi giochi in arrivo su Gface?

Cevat Yerli: Spero che il nostro lavoro possa essere una spinta per le software house oggi al lavoro nel settore del free-to-play, affinchè possano creare dei giochi che pongano la socialità al centro di tutto e prima di ogni altra cosa. Noi vogliamo rendere disponibile non solo la piattaforma Gface ma anche tutti gli strumenti di CryEngine per realizzare dei giochi di grande qualità. Al momento non abbiamo nomi da dare, ma possiamo garantirvi che il catalogo dei giochi si espanderà e proporrà videogame per tutti i gusti ed esigenze.

Warface Non è ancora ben chiaro cosa sarà in grado di offrire Gface e verso quali fronti potrà spingersi la nuova piattaforma realizzata dalla software house tedesca, qui alle prese con un progetto ben diverso da quelli realizzati in ambito gaming. Quel che abbiamo potuto saggiare ha dimostrato le potenzialità di un servizio rapido, comodo e in grado di offrire intrattenimento accessibile a tutti da ogni parte del mondo e con qualunque dispositivo, dal PC al telefono. In uno scenario nel quale risulta ancora difficile proporre dei servizi cloud veramente validi e affidabili, per problemi legate alla qualità delle connessioni e alla potenza delle infrastrutture, Crytek calca un nuovo sentiero e intraprende un viaggio che potrebbe effettivamente rivelare un nuovo mondo. Potremmo considerare Gface come l'anello mancante tra il classico gaming come lo conosciamo ora, e i cloud service. Gface è attualmente in fase closed beta, con un ristretto numero di utenti che può sfidarsi sui server di Warface, l'unico gioco al momento disponibile sulla piattaforma e realizzato dalla stessa Crytek.