Speciale God of War Ascension - Multiplayer

Approfondimento al multiplayer dell'ultimo God of War.

speciale God of War Ascension - Multiplayer
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

God Of War Ascension è un tripudio di grafica e tecnica, una maestosa eredità che il team di Santa Monica ha deciso di lasciare nelle mani dei propri fan in attesa della prossima generazione. Nonostante le insistenti voci che davano per finito lo Spartano, incapace di superare le meraviglie della sua terza avventura, Ascension spazza via ogni dubbio, settando nuovi standard di eccellenza e allo stesso tempo sperimentando interessanti novità che possono fungere da solide basi per le prossime produzioni. Prima fra tutte l'introduzione del tanto discusso multiplayer, un'idea coraggiosa che la casa di sviluppo ha voluto portar avanti con caparbietà, sicura di poter fare un buon lavoro e di evitare allo stesso tempo lo snaturamento del gameplay. A prodotto ultimato è impossibile non lodare l'impegno dei programmatori nell'aver creato una modalità multigiocatore divertente e intuitiva, ricca di buone idee (alcune forse ancora un po' acerbe) in grado di catturare ed appassionare anche i videogiocatori più diffidenti.

Scegli il tuo Dio

Nei primi minuti di gioco, quando Kratos è impegnato nell'epica battaglia contro il Centimane, si nota un detenuto fortunato che durante lo scontro riesce a liberarsi dalle catene e, invocando l'aiuto degli Dei, a salvarsi da quel luogo di morte. Una volta selezionata la modalità multiplayer non farete altro che riprendere la storia di quel prigioniero senza nome, salito sul Monte Olimpo al cospetto delle più potenti divinità dell'antica Grecia, pronto a sceglierne una da servirne fino alla morte. Un espediente senza dubbio ingegnoso per assicurare un punto di contatto tra la campagna in singolo e la competizione online, evitando di lasciare spaesato il giocatore. Sulla vetta più alta della montagna sorgono gigantesche statue di Ares, Ade, Zeus e

"L'eroe è totalmente anonimo: senza capelli, cicatrici o tatuaggi - uno tra i tanti combattenti che vissero e morirono nella Grecia Antica. Non è possibile dunque modificare la fisionomia del protagonista, se non cambiandone le origini"

Poseidone che circondano il protagonista: in base alle abilità desiderate e al differente approccio in battaglia, dovrà scegliere a chi giurare fedeltà, affidandogli la propria anima. Ognuno di questi Dei garantirà specifiche capacità combattive, in aggiunta ad unico tipo di arma che inizialmente potrete brandire. Ares vi prometterà la gloria eterna, facendo di voi il più grande dei guerrieri, dotato di una forza fisica straordinaria e capace di domare la magia del fuoco incrementando la potenza degli attacchi e spezzando le difese avversarie; con la protezione di Ade diventerete dei letali assassini, in grado di assorbire l'energia nemica e muovervi più agevolmente per evitare gli attacchi pesanti; il padre di tutti gli Dei, Zeus, non è da meno, e grazie alla sua straordinaria potenza magica sarete trasformati in abili incantatori, destreggiandovi con la magia del tuono in grado di stordire i nemici e rafforzare le difese. Poseidone, infine, riuscirà a rendere l'avatar più resistente ai danni, garantendogli poi bonus ulteriori per i compagni di squadra.
Questa prima scelta è importantissima, in quanto permetterà una specifica evoluzione dell'avatar esclusivamente basata sulle caratteristiche fisiche e magiche del proprio Dio. Una volta decisa la strada da seguire, un breve tutorial diviso in due parti darà accesso alle tecniche di base per affrontare uno o più avversari, facendovi prendere confidenza con i comandi (del tutto simili alla configurazione del single-player) e insegnandovi ad utilizzare i vostri poteri. Ogni arma e attacco speciale possiede caratteristiche uniche che influiscono in maniera importante sull'approccio ad ogni battaglia. Le armi da scegliere sono tre: la Spada, connubio perfetto di potenza e agilità che permette di infliggere un danno moderato e creare facili combo; il Martello, lento ma devastante a distanza ravvicinata; e la Lancia, capace di colpire anche i bersagli più lontani. Se non doveste trovarvi troppo a vostro agio con l'arma selezionata, avrete la possibilità di cambiare prima della creazione definitiva del vostro alter-ego. Ci si rende subito conto che il numero degli attacchi disponibili è stato adattato alle dinamiche del multiplayer: una parte di questi sarà infatti sbloccabile solo salendo di livello, ma sarà sempre proibito creare combo troppo lunghe, onde evitare -ad esempio- di bloccare l'avversario in aria con le juggle esasperanti. Fortunatamente le sensazioni pad alla mano sono tutte positive: lo stile di God Of War è sapientemente ricalcato anche nel multigiocatore e nonostante non vi sia la stessa profondità che caratterizza il gameplay in single player, non si può che rimanere soddisfatti del risultato finale. In God of War Ascension servirà una buona dose di tempismo, pazienza ed ottimi riflessi. La parata, in tal senso, risulterà fondamentale, in quanto capace di bloccare la maggior parte degli attacchi interrompendo combo pericolose e allo stesso tempo dandovi l'opportunità di contrattaccare. Concatenare più attacchi sarà poi un ottimo modo per non lasciare spazio di manovra al nemico, costringendolo a rifugiarsi dietro lo scudo, in attesa che la vostra frenesia sanguinaria si plachi. Una volta caricata, sarà infine possibile rilasciare la potenza della barra dell'ira, che renderà le combinazioni ancora più micidiali per un breve periodo di tempo. E così, con l'avversario in punto di morte, potrete infliggergli un'esecuzione personalizzata (in base all'arma scelta) che vi farà guadagnare qualche punto extra.

La lunga strada dell’eroe

Dopo aver superato un primo impatto alquanto dispersivo sarete pronti per iniziare la personalizzazione del profilo, andando ad ultimare tutte le modifiche necessarie a fare del prigioniero un vero e proprio gladiatore. L'eroe è totalmente anonimo: senza capelli, cicatrici o tatuaggi - uno tra i tanti combattenti che vissero e morirono nella Grecia Antica. Non è possibile dunque modificare la fisionomia del protagonista, se non cambiandone le origini (il colore della pelle). Si potrà però scegliere l'armatura, divisa in tre parti distinte (elmo, corazza superiore ed inferiore) ognuna delle quali intrisa di un potere magico che donerà all'alter ego bonus vantaggiosi. Potrete aggiungere una reliquia per i bonus passivi e un oggetto da utilizzare durante le battaglie per ottimizzare le condizioni. Ogni parte dell'equipaggiamento, in base alla durata e alla frequenza dell'utilizzo, acquisirà esperienza e salirà di livello, migliorando le caratteristiche o sbloccandone di nuove. Ruolo importante avranno in questo senso le Imprese dell'Eroe, una lunga lista di sfide che serviranno non solo a ricevere esperienza extra, ma anche ad impadronirsi delle parti di equipaggiamento più rare. Dati i problemi di bilanciamento tra i giocatori di alto e basso livello, completare qualche sfida vi consentirà di ottenere armi e armature leggendarie con cui poter finalmente tenere testa ai combattenti più esperti.

"Nei primi minuti di gioco, quando Kratos è impegnato nell'epica battaglia contro il Centimane, si nota un detenuto fortunato che durante lo scontro riesce a liberarsi dalle catene e, invocando l'aiuto degli Dei, a salvarsi da quel luogo di morte. Una volta selezionata la modalità multiplayer non farete altro che riprendere la storia di quel prigioniero senza nome"

Per quanto riguarda l'avatar l'avanzamento è piuttosto semplice e continuativo, anche in seguito alle prestazioni più fiacche. Tale "agevolazione" potrebbe sembrare un difetto, ma in realtà non è così. Dato che il numero di sbloccabili è altissimo ed i requisiti per riuscire in alcune sfide sono davvero ostici, la progressione costante vi fornirà continuo sostegno per mantenervi impegnati a lungo e con soddisfazione. Impegno che sosterranno soprattutto le modalità di gioco, ben quattro - tre competitive e solo una cooperativa. Oltre ai classici "Cattura la bandiera" e Tutti contro tutti" (chiamato qui Disputa dei Campioni), Santa Monica propone la modalità "Favore Degli Dei", dove due squadre da due o quattro giocatori sono chiamate a conquistare gli altari disposti in punti precisi della mappa, beneficiando così del favore della divinità. Una sorta di Dominio in salsa epica, che racchiude gran parte del divertimento derivato dal multiplayer di Ascension. Favore degli Dei è senza ombra di dubbio una delle modalità più divertenti, nonostante l'idea di fondo non sia così innovativa. Interessante la possibilità di attivare alcune crudeli trappole nei pressi degli altari, come aculei a scatto che spuntano dal terreno o lance affilate che escono dai muri rallentando i malcapitati di turno e approfittando del momento di debolezza per infliggere il colpo fatale. Manca, tuttavia, una vera componente di squadra, che in un certo senso dovrebbe giustificare la cooperazione. Quasi sempre vi ritroverete ad agire da soli, al di fuori di qualsiasi schema o strategia di gruppo; persino l'attivazione degli altari richiede un solo giocatore, quasi a voler incoraggiare -sbagliando- questo atteggiamento. Le stesse dinamiche le ritroviamo anche in Cattura la Bandiera, dove la particolare tipologia di gioco rende il tutto ancora più caotico e snervante. Risulta difficile -se non impossibile- riuscire a catturare una bandiera senza imbattersi in scontri dagli esiti sfavorevoli, a maggior ragione se non si può contare sull'aiuto dei propri compagni. Questa mancanza di teamplay non viene in alcun modo arginata (ad esempio con l'introduzione di bonus specifici) e finisce purtroppo per diventare la costante di (quasi) ogni partita, danneggiando il game mode.
Discorso totalmente diverso, invece, in Prova degli Dei, dove i due giocatori sono chiamati a eliminare ondate di nemici per guadagnare secondi preziosi da riversare nella clessidra dell'Olimpo (una sorta di Orda in salsa spartana). Ogni ondata è più ardua della precedente ed i nemici si fanno pian piano sempre più numerosi e resistenti. I combattenti dovranno aiutarsi l'uno con l'altro evitando di soccombere per superare le prove ed ottenere il premio finale. Sebbene sia la modalità online di gran lunga più riuscita, ben presto, proprio qui, l'esclusivo sistema di combattimento inizierà a mostrare i suoi limiti nei confronti dei nemici più forti. Utilizzare combo di soli 3 colpi si rivelerà molto irritante, rischiando di spezzare una kill-streak ben riuscita. Si tratta, fortunatamente, di un problema di gravità minore, considerando l'ottima strutturazione degli scontri e le giuste proporzioni con cui i mostri appaiono nell'arena.

Avanguardia tecnica

Contrariamente a quanto succede per la maggior parte delle produzioni odierne, God of War Ascension mantiene degli standard qualitativi eccezionali anche in multiplayer. Non solo la modellazione poligonale dei personaggi è impressionante, anche i vasti ambienti di gioco, ricchi di dettagli minuziosi, appaiono tutti perfettamente realizzati. Gli effetti luce-ombra sono di altissima qualità, il frame-rate è sempre stabile e garantisce una fluidità impareggiabile anche nelle situazioni particolarmente movimentate. E senza contare l'impatto visivo devastante degli scorci paesaggistici che fanno da sfondo alle arene. Pur non vastissime, queste mappe trasudano attenzione nei più piccoli particolari: il Deserto delle Anime Perdute è famoso per la presenza del ciclope Polifemo, che può essere ucciso da un intrepido guerriero ottenendo onorificenze speciali. La composizione del Labirinto di Dedalo può essere modificata in continuazione, costringendo i giocatori all'interno ad adattarsi a qualsiasi schema per non perire. Le Mura di Troia cadono sotto i colpi della battaglia che infuria senza tregua all'esterno, e nella Palude dei Dimenticati ancora echeggiano le urla disperate dei caduti. La cura riposta nella creazione delle mappe è straordinaria: la maggior parte è strutturata su più piani, accessibili attraverso gli appigli per i rampini o i portali dimensionali. In quasi tutte è presente poi un evento unico a cui accedere in tempo reale. In ogni quadro sono poi presenti diversi oggetti o armi speciali che, una volta raccolti, possono essere utilizzati a piacimento dai giocatori.
Tutto funziona piuttosto bene, e le arene per il combattimento lasciano sinceramente stupiti. Ne avremmo senz'altro gradito un numero maggiore -come abbiamo detto le dimensioni contenute a lungo termine possono costituire un problema- ma non è detto che nel tempo Santa Monica non ne rilasci di nuove tramite DLC.

God of War Ascension Santa Monica riesce nel difficile intento di rinnovare God Of War anche attraverso la nuova modalità multigiocatore. Questa colpisce nel segno, creando un sistema intrigante e ricco di possibilità, che amplia intelligentemente la longevità del titolo e allo stesso tempo offre nuovi spunti con piccole ma funzionali variazioni al gameplay. Un esperimento riuscito ma con riserva; qualche accorgimento in più avrebbe determinato una qualità generale davvero impressionante, e chissà che nel tempo (e con varie patch) non si raggiunga l’obiettivo. Santa Monica ha dimostrato ancora una volta che reinventare un brand non significa per forza stravolgerlo, né tantomeno inserire features di dubbia qualità. Auspichiamo che la saga di Kratos possa ancora contare su queste intuizioni, andando via via a perfezionare una formula già piuttosto valida.

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