Speciale Gran Turismo 5

Quattro chiacchiere con Yamauchi in occasione dell'evento di lancio a Madrid

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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L'uscita di GT 5 è di certo un evento memorabile. Atteso con impazienza da milioni di Fan in tutto il mondo, è una di quelle occasioni da celebrare in grande stile. E Sony lo sa bene, dal momento che ha allestito un sontuoso evento in quel di Madrid. L'occasione, per gli appassionati del mondo delle quattro ruote, era ghiottissima. Nella City Hall della capitale spagnola era di fatto allestita una piccola esposizione automobilistica, e mentre le livree scintillanti delle più belle auto del mondo si lasciavano ammirare dai presenti, postazioni di gioco permettevano di mettere le mani sull'ultimo “masterpiece” di Poliphony Digital. Tutta la città, nei giorni precedenti, ha ospitato varie Gaming Station, in cui volante alla mano era possibile sfrecciare proprio sui circuiti madrileni, digitalizzati con piena perfezione digitale.
L'evento serale è stata l'occasione per una breve presentazione del titolo e della serie: una serie che, secondo le parole di Kazunori Yamauchi incarna e simboleggia la passione per l'automobile e per la corsa, in un modo che nessun altro videogioco ha mai saputo fare. “Gran Turismo 5 non è solo un gioco: è un movimento”. Un movimento piuttosto corposo, aggiungeremo noi, a giudicare dai numeri che ogni episodio è in grado di smuovere, e di certo, nonostante alcune incertezze di questo capitolo, un movimento che rappresenta ed identifica pienamente il gusto dei videogiocatori europei in fatto di Racing Game.
L'uscita del gioco è stata poi salutata da vari esponenti di spicco del settore automobilistico, e non è mancata una breve apparizione del sindaco di Madrid, che ha svolto in maniera eccellente il suo ruolo di ospite in una cornice così preziosa.
Ma al di là della parte “mondana”, l'occasione è stata ghiotta per scambiare quattro chiacchiere con Yamauchi in persona, nel corso di una piccola conferenza stampa organizzata la mattina successiva.
Facendo il punto su alcuni controversi aspetti di GT5, e sulle caratteristiche basilari della serie stessa, queste chiacchiere “pre-lancio” ci sembrano perfette per accompagnare l'arrivo del titolo nei vostri negozi.

Intervista

Mister Yamauchi, pensa che l'interesse per il mondo dell'auto sia diverso nelle varie nazioni, e che Gran Turismo in qualche modo si dedichi ad un'utenza precisa? Magari soprattutto giapponese, vista la meticolosa attenzione per i dettagli?
Yamauchi: Sicuramente il modo di vivere ed apprezzare le quattro ruote cambia molto, di zona in zona. Ad esempio, ci sono alcuni utenti a cui piace l'aspetto legato alla spettacolarità, al rumore mediatico, al culto della prestazione. Di certo GT non si dedica a questo tipo di persone. Gran Turismo vuole invece farsi apprezzare da chi ama l'eleganza delle forme, a chi si interessa della meccanica interna del motore e delle componenti. E non direi che questo puntiglio sia solo giapponese. Penso ad esempio che questo senso del gusto sia tipico anche degli Italiani. E basti vedere che Giappone ed Italia sono gli unici due paesi in cui esistono riviste specializzate legate al mondo delle quattro ruote.

Giocando alle prime fasi di Gran Turismo 5, qualcuno ha puntato il dito contro una evidente diminuzione del coefficiente di difficoltà. La “soglia d'ingresso” appare molto più accessibile, in questo episodio. Si tratta di una virata in direzione del pubblico casual?
Yamauchi: Assolutamente no. Vedrete che anche GT5 saprà conquistare i giocatori più esigenti: si tratta di un titolo da scoprire gradualmente. E ci tengo a precisare che da un episodio all'altro di GT, non ci sono veri e propri “stravolgimenti”: dal momento che sono da sempre alla direzione del progetto, potete vedere quella di GT come una serie in continua evoluzione. Quando le tecnologie lo permetteranno, probabilmente, lanceremo un titolo in qualche modo “definitivo”, che riceverà poi aggiornamenti in formato digitale.

Come ha detto alla conferenza di ieri, Gran Turismo è una serie che punto in qualche modo a rendere sempre più sottile la linea di separazione fra reale e virtuale: è un titolo che vuole rapportarsi col mercato dell'auto. Ci può spiegare esattamente cosa intende? A noi viene da pensare ad esempio alla presenza di un Marketplace integrato che permetta agli utenti di acquistare vetture reali direttamente dalla casa produttrice. Se ne era già parlato, mi pare.
Yamauchi: L'integrazione di un negozio “reale” è qualcosa di tecnicamente possibile, ma ancora non pianificato. I tempi ancora non sono maturi, probabilmente. Quando parlo di relazioni con il mondo dell'auto, mi riferisco alla stratta collaborazione che nasce fra i designer del gioco e i produttori. Sono spesso collaborazioni solo commerciali, ma a volte c'è qualcosa di più. Qualcosa che ha portato, ad esempio, alla creazione del prototipo Red Bull X1. Altri rapporti particolari sono nati ad esempio con Lamborghini e Ferrari. Lavorando con loro ci sentiamo quasi in famiglia: riceviamo informazioni sulle nuove vetture ad uno stadio molto arretrato dello sviluppo, e abbiamo modo di seguire da vicino l'evoluzione dei modelli.

Parlando degli sponsor. Quant'è l'ammontare degli ingressi che arrivano dalla pubblicità In-Game?
Yamauchi: non riceviamo alcun compenso dagli sponsor. Loro sanno che GT è un'ottima vetrina, noi abbiamo bisogno dei loro nomi per presentare un prodotto realistico e di qualità.

GT5 è uno dei titoli con cui Sony intende spingere di più sul pedale della visione stereoscopica. Il progetto è nato con in mente uno sfruttamento così intensivo del 3D?
Yamauchi: Ovviamente no. All'epoca delle prime righe di codice il 3D non era così famoso. Tuttavia, come sempre, non abbiamo preso l'impegno alla leggera, ed abbiamo passato oltre due anni ad ottimizzare GT5 per offrire un'esperienza 3D senza paragoni.

Cosa può dirci delle critiche che avete ricevuto sul sistema di danneggiamento?
Yamauchi: Soltanto che il sistema di danni riceverà molti aggiornamenti in futuro.

Quando è nata la sua passione per il mondo dei motori, e qual'è stata la sua prima auto?
Yamauchi: Penso che la mia passione per l'auto sia nata in età molto tenera. Forse a 3 anni: mi assicurano che guardavo davvero ammirato mio padre mentre muoveva il volante ed il cambio. Scherzi a parte, direi che nel 1975 (quando avevo 15) iniziai a guardare i primi show legati all'automobilismo. Non ce n'erano troppi, all'epoca, ma io ero letteralmente rapito.
Per quel che riguarda la mia prima macchina... Penso fosse una scalcinata Crown Victoria di una mia ragazza dell'epoca, con alle spalle oltre venticinquemila chilometri.

Qual'è l'auto che vorrebbe guidare, e quale invece l'auto dei suoi sogni, che ammirerebbe volentieri nel suo garage?
Yamauchi: Direi che la Mc Laren F1 è l'auto che più mi piacerebbe guidare in pista. Ma per quel che riguarda la mia collezione la Ferrari F40 è senza dubbio la mia preferita.

Ci può dire qual'è il suo tempo migliore sul Nurburgring?
Yamauchi: Mi sembra d'aver fatto 9:48 minuti alla guida di una Lexus IS-F. Ma quando ho utilizzato il prototipo Red Bull X1 sono sceso sotto i quattro minuti.

Cosa dobbiamo aspettarci in futuro da GT5?
Yamauchi: Sicuramente grandi cose, ma è difficile essere più specifici. L'integrazione fra mondo reale e mondo digitale è, come ho detto, una delle nostre priorità, e questa strada offre una grandissima varietà di possibilità. L'importante è essere flessibili, aperti, e porre attenzione ad ogni possibile occasione per migliorare quello che consideriamo un prodotto nato dall'amore per l'auto, in tutte le sue forme.

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