Speciale GT Academy

Sesta edizione della Gran Turismo Academy, che trasforma i migliori giocatori di Gran Turismo in piloti professionisti.

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  • Ps3
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

È finita subito, alla prima curva. Un attimo e la ruota anteriore destra della Nissan 370 Z di Riccardo Massa è volata via, mentre l’auto scivolava nel brecciolino della via di fuga. Riccardo, 21 anni, era il finalista italiano della sesta edizione della GT Academy, il talent show dove non si balla, non si canta, ma si spinge a fondo l’acceleratore. Una strada che Riccardo aveva imboccato qualche mese fa, ad Aprile, quando è uscita la demo GT Academy su PlayStation 3. Stessa pista, stessa auto: i migliori tempi accedono alle finali nazionali.
Qui i ragazzi vengono valutati non solo come piloti di Gran Turismo, ma anche come piloti reali, con una prova di abilità alla guida di una 370Z, un test fisico e un’intervista in inglese, come le star della Formula Uno dopo una gara. Riccardo è stato tra i sei finalisti italiani ad accedere alla finalissima di Silverstone, una settimana di corsi intensivi, prove su pista al volante di auto da corsa di ogni tipo: dalla Nissan GT-R ai prototipi, dalle monoposto a veloci dune buggy per testare la loro abilità sul fango. Alla fine Riccardo è stato il migliore degli italiani e, nella gara finale che assegnava, di fatto, il titolo della GT Academy, partiva coi favori del pronostico. “E’ sicuramente uno dei più veloci, un po’ incostante ma ha il talento per farcela. Però deve vincere la gara”, ci diceva René Arnoux, leggenda della Formula Uno e uno degli istruttori della GT Academy, poco prima del via.

Sullo stesso rettilineo dove ogni anno partono Alonso e compagni, Riccardo Massa scattava dalla seconda posizione. Di fianco a lui l’altro favorito, il ragazzo olandese. I due arrivano alla curva appaiati, ma dalle retrovie lo spagnolo, partito velocissimo, affianca l’olandese all’interno. Con tre auto così ravvicinate, lo scontro è inevitabile: quando Riccardo imposta la curva, non accorgendosi della presenza dello spagnolo all’interno, finisce contro la macchina al centro e perde la ruota anteriore sinistra. Gara finita, subito, nello stupore generale. Anche lo spagnolo è costretto al ritiro e l’olandese, uscito di pista, lascia la prima posizione a Gaetan Paletou, che vince facilmente la gara e diventa il campionato della GT Academy 2014. Ora la vita di Gaetan cambierà completamente. Inizierà una lunga fase di preparazione che lo porterà a correre la 24 ore di Dubai, gara valida per il campionato del mondo endurance, il prossimo inverno al volante di una Nissan GT-R GT3. Poi chissà, magari seguirà le orme dei suoi predecessori, che oggi sono tutti piloti professionisti.

Qualche esempio? Wolfgang Reip, trionfatore nel 2012, corre nel campionato super GT in Giappone. Lucas Ordonez, spagnolo vincitore della prima edizione, ha centrato il podio per due volte alla 24 ore di Le Mans. Ancora più promettente è il futuro di Jann Mardenborough, primo classificato nel 2011 a soli 19 anni. Jann è davvero veloce, tanto che quest’anno Nissan ha deciso di farlo compiere nel campionato del mondo GP3, l’anticamera della Formula Uno (in mezzo c’è solo la GP2). “Jann è davvero veloce, ha un talento naturale. Quando è arrivato da noi non aveva alcuna esperienza in pista, eppure è più forte di tanti piloti che hanno molta più esperienza di lui”, ci racconta Darren Cox, direttore di Nissan Motorsport. “Oggi in Formula Uno ci sono piloti che corrono solo perché hanno i soldi, o solo perché Ecclestone decide che vuole un pilota di un certo paese per allargare il pubblico. Per questo abbiamo un pilota russo, ad esempio”, prosegue Cox.
Jann sarebbe sicuramente più veloce, può arrivare in Formula Uno”, conclude il manager inglese. Insomma, da un “semplice” videogame a una carriera da sogno, la GT Academy è uno degli eventi più affascinanti e incredibili legati al nostro mondo. Un sogno che diventa realtà. Peccato che, ancora una volta, a coronare questo sogno non sia stato un italiano.

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