Speciale GTA 5 - Los Santos

Rockstar ci racconta una realtà lontana attraverso il videogioco

speciale GTA 5 - Los Santos
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Come abbiamo detto nella nostra recensione di GTA 5, l'ultima creatura Rockstar Games non è solo un videogame. Si tratta infatti di un'esperienza a tutto tondo in una realtà socio-culturale lontana dalla nostra: quella della California ed in particolare quella di Los Angeles. Le sfaccettature sono tantissime: dalla "semplice" ricostruzione geografica dei luoghi e dei panorami agli aspetti culturali di una metropoli tra le più vibranti al Mondo. Le esperienze si mescolano e vengono proposte al giocatore in un potpourri estremamente eterogeneo ma così ben integrato nell'esperienza videoludica da non sembrare affatto abbellimento collaterale. All'esperienza di Grand Theft Auto 5 sottende poi la parodistica rivisitazione di mode, vizi e fissazioni della società occidentale moderna, anch'essi perfettamente localizzati in quella che è una delle capitali mondiali della stravaganza.
Tutto funziona così bene proprio perché altamente contestualizzato ed integrato nell'avventura, tanto da spingere continuamente ad esplorare, a rallentare, e a confrontarsi con i propri amici sugli scorci di Los Santos, su quanto è accaduto in una determinata situazione o sugli ultimi siti internet visitati dall'iFruit di Michael.
Di tutto questo incredibile e vastissimo impianto, impostato da Rockstar con maestria assoluta, abbiamo appena accennato nella nostra review. In questo speciale cercheremo di scendere un po' più nel dettaglio, inquadrando suggestioni e manie della moderna Los Santos.

Meltin Pot

L'ultima volta siamo partiti dagli evocativi paesaggi della Contea, per descrivere Los Santos; oggi faremo l'inverso. L'avventura in GTA 5 inizia infatti nel cuore della Downtown di Los Santos, a Strawberry. Franklin vive a qualche isolato dalla Maze Bank Arena (corrispettivo della storica L.A. Arena), tra Groove Street e Davis Avenue. E' uno dei tipici quartieri periferici di Los Santos: ai lati delle strade principali campeggiano Car Rental ed officine fatiscenti, soventemente intervallate da negozietti aperti 24/7, parcheggi rigorosamente abbandonati e Fast Food di ogni genere. Inoltrarsi nelle viuzze limitrofe è un buon modo per saggiare la vita locale, tra i murales a simboleggiare i territori delle gang e le muscle car anni '60 in cerca di chissà quale pusher, oppure per farsi ammazzare. Basta avvicinarsi troppo ad una delle possy che si aggregano ai margini delle strade, o sfiorare per sbaglio una delle ragazze decisamente poco vestite che rientrano a casa, per scatenare un inferno di piombo. Nonostante il pericolo, soprattutto al calare della sera, questo è uno dei posti che vale la pena visitare: non solo per il Vanilla Unicorn, rinomato strip club delle eloquenti locandine "Seeing is believing", ma anche per conoscere il vero cuore di Los Santos, quello dei cartelloni al neon che illuminano debolmente i parcheggi e degli homeless accampati sotto le enormi Highway.
Prima o poi è comunque meglio prendere il largo, imboccare Innocent Avenue verso nord-ovest e, passando attraverso la Downtown commerciale, raggiungere Vespucci Beach. Già il tragitto mostra una netta differenziazione tra gli stili di vita. Per quanto il lusso di Rockford Hills sia a qualche chilometro ancora di distanza, i grattacieli a specchio e i buisnessman ben vestiti ci danno immediatamente l'impressione di trovarci in un diverso micro-cosmo. Non c'è tempo per l'aggregazione ai bordi delle strade: tra un Café ed un'elegante Tavola Calda si concludono affari importanti, e i gentiluomini in doppio petto schizzano nei loro uffici a sbrigare le pratiche burocratiche. Il traffico stesso cambia radicalmente. Alle sgangherate auto del ghetto si sostituiscono un treno di utilitarie tutte uguali e qualche berlina di lusso, ad intasare una zona altamente trafficata a qualunque ora del giorno, simbolo che la vita finanziaria di Los Santos, nonostante la recessione, non dorme mai. I Taxi si trovano ad ogni angolo e le sirene della polizia e delle ambulanze appaiono un ricordo quasi lontano.
Un paio di piccole deviazioni, poco prima di Vespucci Boulevard, e ci ritroviamo immersi in un nuovo calderone culturale. Attraversiamo prima un tipico quartiere latino, dove musica ad alto volume e vociare dei passanti ci fa venir voglia di abbassare la capotte della nostra auto, oppure di scendere e prendere a pugni il primo baffuto negoziante che incrociamo (e magari derubarlo). E' poi la volta di Seul Town, a due passi da uno dei più bei parchi in città. Anche in questo caso ad attirare la nostra attenzione sono le tantissime utilitarie che si muovono alacremente assieme -questa volta- ai bus, tanto per testimoniare ancora di più l'incredibile pluralità di situazioni di questo GTA 5. Il quartiere, una strada dopo l'altra, è letteralmente zeppo di cliniche dentistiche a basso costo, centri massaggi e studi d'improvvisati chirurghi che offrono protesi al seno o alle labbra per soli 99$. Inutile girarci attorno: questa è proprio Los Angeles!

Ne abbiamo la conferma giunti finalmente a Vespucci Beach, dove possiamo abbandonare la macchina e noleggiare una bicicletta. Il giro sul "lungomare" ha sempre il suo fascino; ancor più se si trova il tempo per trascorrere il loco un'intera giornata. Così facendo otterremo una chiarissima idea di cosa Rockstar intenda per "città viva". Alle prime ore dell'alba la zona di Vespucci è semi deserta. Possiamo sederci sul molo (magari vicino al caratteristico Luna Park) ed osservare tranquilli il sorgere del sole in attesa che la zona si popoli. Piano piano inizieranno ad arrivare i primi temerari, dediti al jogging ed al perfezionamento del proprio fisico; poi skater e biker (sulle fide BMX) ad occupare le half-pipe presenti a ridosso della spiaggia. Infine i turisti, centinaia di turisti ad affollare le vie pedonali dove fare shopping e godersi le performance di qualche artista di strada. E' un brulicare di persone con le loro necessità e le loro abitudini. Un'immagine che, quando il sole cala e tutti cominciano a ritirarsi, lascia veramente il segno.
La sera è il momento ideale per raggiungere la parte alta della città: Vinewood e Rockford Hills. Ancora una volta sono luci e colori a cambiare completamente il panorama della città. I neon fiochi, quasi spenti, della Downtown "malfamata" sono solo un ricordo: Vinewood Boulevard è illuminata dai fari dei locali che vomitano musica a volume altissimo tutta la notte. Le auto di lusso schizzano sulle strade ormai libere e le code fuori dai molti locali scandiscono i ritmi di una vita notturna non-stop. Ma i quartieri alti, Rockford Hills su tutti, non sono soltanto sinonimo di party e divertimento notturno; parlano prima di tutto di un lusso sfrenato in contrapposizione e contraddizione rispetto alla recessione economica che ha colpito un po' tutta Los Santos. Ci troviamo dunque letteralmente circondati da boutique alla moda come Ponsonbys e Suburban, dove l'abito tagliato su misura è all'ordine del giorno. Strade ed edifici (all'interno come all'esterno) mostrano una precisione sempre più asettica: praticelli curati, pavimenti lustrati e ville da mille e una notte ci sovrastano letteralmente mentre saliamo in collina. Sensazioni di meraviglia e caustrofobia si alternano mentre percorriamo le tortuose strade e strettissime strade che ci portano fuori Los Santos, giusto in tempo per salutare la mitica scritta Vinewood, che troneggia fiera sulla città. Da qui il panorama è bellissimo. Grazie ad un field of view incredibilmente ampio Rockstar ci mostra in un colpo tutta Los Santos, che illuminata di notte toglie letteralmente il fiato! Se già ci sentivamo "piccoli" raggiungendo le Hills "minacciati" dai villoni che ci squadravano dall'alto, ora siamo letteralmente atterriti.
Frastornati dalle luci di città il miglior rimedio e salire attraversando i canyon e le montagne, un'ardua scelta considerando la vista meravigliosa della strada che si affaccia sul Pacifico. In mezzo al verde, però, ci sentiamo protetti, circondati da una calma quasi surreale acuita dalla leggera nebbiolina mattutina che precede un piccolo acquazzone (una vera rarità in California). I boschi nei dintorni offrono diverse opportunità per escursioni e battute di caccia improvvisate, ma anche semplicemente per ammirare la natura in sella ad una bicicletta - o magari gettarsi con il paracadute per una bella panoramica dall'alto. Preferiamo passare, per questa volta, e dirigerci direttamente verso Blaine County.

La Route 56 ci porta verso quello che ha tutta l'aria di essere, almeno esteticamente, un gioco totalmente differente. La giungla di cemento di Los Santos lascia spazio ad un ambiente molto meno congestionato, arioso. Gli insediamenti umani si contano sulle dita di una mano: troviamo un gruppo di casupole qui, una stazione di servizio ed un immancabile AmmuNation lì e via di questo passo. Si respira l'aria dei viaggi Coast to Coast, anche se non stiamo andando da nessuna parte, e ci viene voglia di accendere l'autoradio e sintonizzare una stazione che trasmetta musica country. Sarà la sabbia lasciata ai margini della strada da un sopravanzante deserto, o gli abitanti locali con i loro trattori e le dune buggy, ma qui non ci sentiamo più a Los Santos: ci sentiamo liberi! Ed è subito palese perché Trevor insista per vivere all'addiaccio in una roulotte, disperso tra questi inospitali deserti. I ritmi di vita sono distesi, la popolazione gioviale. La tecnologia, qui, la conoscono a malapena; infatti, a volersi dare un'occhiata in giro, osserviamo una serie di enormi ricevitori satellitari e nulla più. Tutto il resto sono le pompe per l'estrazione petrolifera e le torri eoliche, che, al calare del sole, ci coccolano con i loro movimenti lenti e cadenzati, quasi ad indurci a prendere tutto con molta più tranquillità. I panorami evocativi, comunque, non devono trarci in inganno, dato che anche qui i passatempi non mancano. Tra loschi bar dove sfidare gli avventori a freccette e strade sterrate da percorrere in moto (o quad) a tutta velocità, arrivando a sfidare persino i treni merci di passaggio, non ci sarà di che annoiarsi.
E, semmai sentissimo la nostalgia della civilità, potremo sempre dirigerci a Nord-Est, verso l'Hangar McKenzie, prendere i prestito un elicottero o un fascinoso bimotore e tornare a Los Santos solcando le acque dell'Alamo Sea.

Grand Theft Auto 5 GTA 5 è un prodotto dalle mille sfaccettature. Come abbiamo visto oggi, da un’avventura fatta di rapine e sparatorie può facilmente trasformarsi in un viaggio alla ricerca delle peculiarità socio-culturali di un popolo, di parte di una Nazione. Dalle acide luci al neon e dal traffico cittadino siamo passati alle calde atmosfere paesane della Contea, lasciandoci coccolare da una serie di spunti paesaggistici e culturali di grande valore, per i quali il lavoro di Rockstar merita grande rispetto. Il nostro viaggio all’interno di Grand Theft Auto 5, in ogni caso, è solo all’inizio. Nei prossimi giorni vi porteremo a scoprire come Rockstar ha reinterpretato la società Occidentale e come GTA 5 rappresenti un punto di riferimento anche in fatto di suggestioni sonore. Rimanete sintonizzati sulle nostre pagine per scoprire fino a dove si è spinta Rockstar per rendere questo il suo perfetto addio ad una generazione!

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