Speciale Halo - 10 Anni

Dieci anni dopo il primo annuncio...

speciale Halo - 10 Anni
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

God said: “Let the Light be”. And all was Halo.
Ci perdoni Alexander Pope se gli abbiamo storpiato la citazione (inizialmente dedicata a Sir Isaac Newton), ma al di là del gioco di parole (che coglieranno, forse, solo gli anglofili) l'aforisma biblico ci sembrava piuttosto pertinente.
Halo, capolavoro Bungie uscito sulla prima Xbox, fu a suo tempo quasi un messia. Un titolo emanato per mandato divino, pronto ad illuminare il panorama dell'Home Gaming con una nuova verità: ai First Person Shooter si poteva giocare anche su console.
Prima di Halo gli FPS dovevano accontentarsi di riedizioni e porting stentati, in un'era in cui Action/Adventure e Platform Game dominavano incontrastati, mentre lo strife laterale era ancora legato a quattro tasti (WASD) e i frag più belli si giocavano in punta di mouse.

Cosa si cela dietro uno sconvolgimento di tal portata, non è facile da immaginare. Talento e passione, diremmo, ma anche un meticoloso lavoro creativo, intervallato da ripensamenti e ricadute, e cambi di rotta importanti. L'articolo che state leggendo vuole fare da piccolo, brevissimo controcanto ad un post apparso sul sito ufficiale di Bungie, per celebrare i dieci anni dal primo annuncio del loro prodotto.
È interessante dare un'occhiata agli screenshots preparatori, e ricordare con amara nostalgia quello che Halo (o Monkeynuts?) avrebbe dovuto essere. Presentato niente meno che da Steve Jobs (il 21 Luglio 1999, appunto) e pensato per girare su Mac, Halo ha trasformato poi la sua struttura, ed ha cambiato barricata, fino a diventare l'immagine lampante del brand Xbox ed il simbolo della supremazia tecnica della console di Redmond.

Combat Evolved

Ci sono pochi titoli, nella storia recente del videogaming, capaci di dimostrare una diffusione così capillare, di raggiungere un successo della portata di Halo. Tutt'oggi, la fede incrollabile di migliaia di fan e l'interesse per i prodotti di Bungie, mostrano dei caratteri particolari, che vanno ben oltre il semplice meccanismo dell'Hype. Si tratta di una fiducia quasi decennale, di un patto di sangue stretto nel 2002, quando non solo fu rivisitato (magistralmente) il canone della Science Fiction, ma fu sconvolto anche il mondo dell'online gaming, per il prodotto che resta quello più giocato in rete di sempre.



In ogni caso, questo pezzo non vuole essere (solo) un tributo entusiastico. Piuttosto un bagliore luminoso che rischiari, per qualche istante, i giochi della sorte. Le immagini postate sul Blog degli sviluppatori strappano, oggi, un sorriso, ma al tempo delle presentazioni ufficiali lasciavano davvero stupefatti. Come fece, poi, “Combat Evolved” al tempo della sua uscita. Il 14 Marzo del 2002 fu una giornata chiave non solo per la storia degli FPS, ma anche per la console Microsoft. Xbox arrancava pesantemente di fronte al predominio mediatico della concorrente, una console che aveva una base installata gigantesca (per l'epoca) ed il cui nome era ormai sulla “bocca di tutti”, dato il fortissimo impatto della prima Playstation sul mondo videoludico.
Halo è stato un po' il testo sacro degli utenti Microsoft, un prodotto che ha saputo tenere a galla, con gli impressionati risultati di vendita e con la risonanza ottenuta, l'intero apparato ludico organizzazo dal colosso di Redmond. Il punto era che gli utenti Microsoft avevano bisogno di un motivo per poter continuare a credere nella console; avevano bisogno di una prova per poter difendere la supposta superiorità tecnica e, di conseguenza, la validità del loro acquisto.
Halo fu anche questo: una splendida giustificazione. Bungie ha settato, con il suo prodotto, gli standard grafici per gli engine 3D del tempo, sfruttando tecniche avanzate che davano un look incredibile al rendering: shader delle superfici e bump mapping assicuravano una solidità senza pari, mentre un utilizzo incredibile del Mip Mapping faceva in modo che anche i “close look” fossero d'una bellezza incredibile. La fisica realistica si intrecciava brillantemente con il gameplay, incentivando di fatto qualsiasi produzione a venire a venire a lavorare sulla verosimiglianza delle reazioni.
Chi scrive ricorda ancora i “meme” che girellavano, al tempo, su Internet, diffusi ad uso e consumo dei tanti detrattori di Xbox. “Avete solo Halo”, dicevano. Il fatto è che Halo bastava. Bastava per poter continuare a credere nell'azienda e nella forza del brand Xbox, certo (e davvero, parte del rilievo che ha avuto nella community, dipende dal fatto che la community aveva bisogno di un profeta, di fronte alla scarsa personalità della line up). Ma bastava anche per togliere il predominio al Personal Computer, prepotentemente indaffarato a difendere il suo monopolio in decadenza. E' venuto un periodo, nella storia recente (prima del ciclone Gears of War), in cui il First Person Shooter sembrava essere il genere più facile da produrre e diffondere. Prima di Halo era il contrario: solo con lo studio dei Bungie, che si applicarono per creare un sistema di controllo adatto al Pad, e non per adattarne uno preesistente, si ottenne quella configurazione perfetta diventata poi uno standard, perfettamente bilanciata anche dal punto di vista della sensibilità. Ma c'era anche di più: impossibile non citare la coopertativa per due giocatori in split screen, feature senza precedenti.



Halo fu, insomma, un terremoto; la presa della Bastiglia per assaltare poi il canone dominante ed espandere i territori esplorati delle Home Console. Provarono in molti, a seguire le sue orme. Prima Darkwatch, poi Killzone (supposto Halo-Killer evidentemente ridimensionato dai risultati). Halo restò per molto tempo indiscusso re degli FPS più veloci e frenetici, recuperando una tradizione che veniva da Quake per affinarla e renderla eterna.

Halo Saga

Ovviamente Halo non si fermò. Non al primo capitolo: ed era impossibile presupporre altrimenti, proprio in virtù del grande successo di pubblico.
Halo 2 ebbe però qualche inciampo. Il secondo capitolo ha settato di fatto nuovi standard nel multiplayer online, ed ha definitivamente sancito l'importanza di Xbox Live, dimostrando l'estrema qualità del servizio Microsoft e giustificando il canone mensile. Eppure, se è vero che il successo di vendite fu eccellente, qualcuno credette di registrare i primi segni del declino, almeno dal punto di vista dello Story Mode. Halo 2 lasciò a tutti l'amaro in bocca per il finale aperto, ed al di là del divertimento online, non fu piacevole incontrare un downgrade grafico che ridimensionava il prodotto rispetto alle aspettative iniziali.

Halo 3 continuò questo approccio duplice e “schizofrenico”. Da una parte (online) l'eccellenza senza pari, dall'altra (Single Player) decisioni altamente discutibili. Leggerezze che il titolo occidentale più atteso di tutti i tempi non poteva forse permettersi. I molti fan trovarono algoritmi di matchmaking perfetti, un netcode comunque invidiabile (nonostante la supremazia dell'host), mappe e modalità, aggiunte tattiche e strategiche di spessore. I meno interessati al multiplayer una trama dal finale scontato, narrata frettolosamente nelle ultime battute.

Non sono bastate le incertezze a fermare la serie. Halo Wars è stato, anzi, il primo spin off (seguirà a breve ODST), un titolo strategico che ha guadagnato buoni consensi di pubblico e critica, ed ha venduto discretamente (forse per la promessa di rivelazioni inedite sull'universo sci-fi di Halo).

Ma al di là di questo piccolo esperimento, a dieci anni di distanza dalla prima presentazione ufficiale, l'Hype dell'utenza è stuzzicato da due altri prodotti. Da una parte il già citato ODST, che cerca recupera la struttura da FPS concentrandosi sulla presenza di una trama di rilievo (nel tentativo di solleticare le attenzioni di chi guarda al Singl Player), e dall'altra Halo Reach, un progetto ancora avvolto nel mistero. E' notizia di questi giorni che Halo Reach sarà proprio l'ultimo titolo di Halo sviluppato direttamente dai Bungie.
E noi siamo sicuri che vogliano lasciare il segno, prima di passare alla loro nuova, misteriosa IP.
Forse strutturando un MMOFPS: un mondo persistente in cui i giocatori si sfidino in continuazione, senza doversi confrontare con patemi narrativi che, evidentemente, non sono nelle corde del team di sviluppo.

Halo Mentre potete trovare sulle nostre pagine hands on e preview del capitolo di Halo in arrivo questo Settembre, speriamo che questa breve carrellata sul passato di Halo vi abbia in qualche modo divertito e ricordato i tempi che furono. Mentre si vocifera che Halo 4 sia in programmazione negli studi di un segretissimo team, è forse interessante guardarsi indietro, per capire da dove venga uno dei brand più famosi della recente storia videoludica.