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Speciale Hearthstone - Lega degli Esploratori: Road to Review

Abbiamo giocato le prime due ali della nuova avventura, tra tempi maledetti e idoli misteriosi. Ecco le nostre impressioni sugli scontri, sulla meccanica del Discovery e sulle carte introdotte finora.

speciale Hearthstone - Lega degli Esploratori: Road to Review
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Tommaso Tommaso "Todd" Montagnoli è un maniaco e devoto videogiocatore da più di vent'anni, feroce appassionato di RPG, strategici e tutto il resto. Le poche ore che non spende giocando le passa fra fumetti, cinema, brit rock e snowboard. Lo trovate su Facebook, Twitter e su MORLU TOTAL GAMING.

Volete sapere qual è la caratteristica che amiamo più di Hearthstone? non smette mai di riempirci di contenuti! Oramai pare proprio che sia diventato un appuntamento fisso, e infatti, a poca distanza dalla chiacchieratissima espansione Il Gran Torneo, il gioco di carte targato Blizzard torna a far parlare di sé, è questa volta ci trascina in un'avventura davvero irresistibile. Preparate la frusta e il tirate fuori il vostro Fedora migliore, perché andremo a caccia di tombe in compagnia della Lega degli Esploratori! Mandate in vacanza il solito fantasy dunque: qui non ci sono lich o draghi vulcanici. Al loro posto, un'allegra combriccola di archeologi spericolati alle prese con trappole, templi pericolanti e miniere infestate dai Trogg.
Lo stile alla Indiana Jones non è però l'unica novità. Sepolte fra le rovine si celano infatti ben 45 nuove carte, boss super-bizzarri e addirittura una meccanica inedita denominata Discovery (Rinvenimento). Insomma, sui tesori nascosti di Azeroth c'è molto da discutere, e questa è solo la prima parte della nostra avventura. Volete sapere se il Bastone della Creazione finirà mai in un museo? Non vi resta che continuare a leggere...

KALI-MAAA!

Proprio così: "Indiana Jones e il Tempio maledetto"; non c'è modo migliore per descrivere l'ambientazione della Lega degli Esploratori. Fra idoli funesti e città fatiscenti il nostro scopo sarà cercare di recuperare il Bastone della Creazione, un antico artefatto dal grande potere che è stato però diviso in quattro parti, disperse a loro volta in altrettante location. Non saremo soli ovviamente: a farci da Cicerone, questa volta, ci sarà il simpatico quartetto di archeologi composto da Reno Jackson, Brann Barbabronzea, Elise Cercastelle e Ser Pinnus Mrrgglton, che poi corrispondono alle ghiottissime leggendarie che collezioneremo durante il nostro viaggio. L'avventura in questione si compone di quattro ali, ognuna acquistabile singolarmente al prezzo di 5,99€ (700 gold), oppure tutte insieme sborsando 17,99€. Oltre a introdurre due nuove board, ci regaleranno anche un nuovo dorso esclusivo, ma solo se riusciremo a venire a capo della terribile modalità eroica.

La prima ala, disponibile dal 13 Novembre, prende il nome di Tempio di Orsis e, oltre alla leggendaria Reno Jackson, contiene tre interessanti boss-fight. A difficoltà normale i primi due, ovvero il djinn Zinaar e lo sciacallo del sole Phaerix, sono scontri divertenti ma abbastanza semplici, e servono soprattutto ad introdurre la nuova meccanica del rinvenimento. In poche parole, giocando una delle nuove carte, ci verrà data la possibilità di inserire nella nostra mano un'ulteriore carta di classe, che dovrà essere scelta fra tre proposte casualmente (proprio come la magia Tracciamento del cacciatore). Mettiamo per un attimo da parte il Discovery: quello che ci interessa ora è l'ultimo dei tre match, che non è un vero e proprio boss, bensì un endurance, in cui dovremo resistere per dieci turni all'interno del tempio che sta per crollare. In pratica bisognerà raggiungere l'uscita, cercando -nel frattempo- di far fronte ad una marea di ostacoli che, a volte figli del subdolo RNG e volte grandi come un Molten Giant, cercheranno di eliminarci in malo modo. Questa tipologia di scontro ci è piaciuta moltissimo proprio perché è qualcosa di completamente nuovo per Hearthstone, e per saggiare al massimo il suo potenziale vi consigliamo di provarla nella sua veste eroica (magari in compagnia del vostro migliore frozen-mage).
Una volta entrati nella seconda ala, Uldaman, troveremo ad accoglierci il capotribù Scarvash e il suo amico Archaedas: due boss molto corazzati e piuttosto impegnativi da fronteggiare soprattutto nell'early game, ma che sapranno ricompensarvi con due delle carte più forti dell'intera avventura. C'è poi un altro scontro di quelli atipici, molto simile alla fuga dal tempio di cui vi parlavamo prima, ma con l'aggiunta di un paio di particolari. Ci ritroveremo ancora a resistere per dieci turni, stavolta in una miniera con tanto di carrello, dove però disporremo di 2 soli cristalli di mana e di un mazzo speciale precostituito. Lasciamo a voi il piacere della scoperta, ma a nostro avviso si tratta di una delle boss-fight meglio riuscite di tutto Hearthstone; un altro esempio di come Blizzard non intenda fossilizzarsi sulle meccaniche da card game, ma cerchi sempre di sperimentare il più possibile; e questo, a noi di certo non dispiace.

To be continued...

Per ora abbiamo fatto messo le mani solo su 22 delle 45 carte previste per quest'avventura, ed è ancora un po' presto per dire come si comporterà il meta nel prossimo futuro; eppure, qualche indizio c'è già. Con la nuova meccanica Rinvenimento gli sviluppatori sembrano voler accelerare l'early game di alcune classi, soprattutto di quelle che soffrono l'attuale sovraffollamento di mazzi aggro. Molte delle carte interessate, infatti, presentano un costo in mana piuttosto basso, e ciò permetterà sia di riprendersi da un eventuale bad-mulligan, che di cambiare strategia in corso d'opera, magari elaborando una tattica a lungo termine. Come al solito, alla base di tutto c'è un mix fra RNG (Random Number Generator) e strategia, il che potrebbe non piacere a tutti, ma di certo fornisce un gran numero di nuove opzioni anche a basso costo che non fanno mai male in un free-to-play. Ad oggi, le nostre carte preferite restano sicuramente il Trogg delle Gallerie(1/1/3), perfetto per sveltire ancora un po' il mid-range Shaman, e il Raptor Riesumato (3/3/4), che grazie alla sua possibilità di duplicare i rantoli di morte potrebbe dare nuova vita all'ormai sbiadito Tempo-Rogue. Ovviamente, non possiamo dimenticarci del grande Reno Jackson, la 6/4/6 leggendaria che -da sola- è in grado di creare una nuova variante del sempreverde Handlock, il mazzo che tutt'ora stiamo giocando con più successo. Le incognite più grandi restano sicuramente Sir Pinnus e la stravagante combo che ruota attorno alla Scimmia Dorata, ma del resto c'è ancora tempo per quello, e dobbiamo ancora scoprire dov'è nascosta l'ultima parte del bastone...