BlizzCon 2014
BlizzCon 2014 Dal 07/11/2014 al 08/11/2014

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Speciale Hearthstone World Championship - L'avventura di Kaor

Un italiano alle finali mondiali di Anaheim

speciale Hearthstone World Championship - L'avventura di Kaor
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Marco Marco "Marsala" Salemi sviluppa la sua passione per i videogame negli anni '80, di pari passo con quella per per la musica. Nel 2005 crea il suo alias Marsala e fonda i Rock'n'lol, una community di World of Warcraft oggi presente in molti altri titoli. Sempre nello stesso anno comincia a scrivere e cantare canzoni-parodia dedicate ai giochi targati Blizzard, che trovate sul suo Canale YouTube o su Facebook.

Il Blizzcon 2014 è terminato da qualche giorno e ha decretato il primo campione del mondo di Hearthstone: è americano e il suo alias è Firebat. Nessun particolare clamore (siamo abituati a vedere giocatori americani sul tetto del mondo degli e-sport), se non fosse che sul suo cammino, esattamente ai quarti di finale, Firebat ha dovuto sudare non poco per eliminare colui che è stato definito la sorpresa di questo primo mondiale: si chiama Riccardo, è italiano, e gioca con il nick di Kaor. Ed anche se non è arrivato in finale, a questo Blizzcon ci ha fatto in qualche modo sognare.

Cosa ti porta da una città come Palermo, nel profondo sud italiano, alle fasi finali del Campionato Mondiale di Hearthstone? Impegno, dedizione e anche un pizzico di audacia. Ho chiesto a Kaor di spiegarmi il suo percorso e vi assicuro che è tutt'altro che una passeggiata: si 'comincia' diventando Rank Legend nelle partite classificate, a quel punto viene assegnata una posizione in classifica europea. Per salire nella parte alta di questa classifica bisogna vincere tantissimi match di seguito, a volte anche 10 o più per incrementare di un solo posto, e basta una sola sconfitta per perdere anche 10 posizioni. Superato anche questo scoglio, si riceve un invito per partecipare alla fase finale del campionato europeo e lì comincia un altro modo di giocare.
Alle fasi finali di questi tornei non si gioca più una partita secca come avviene normalmente, ma si gioca al meglio delle 3 o delle 5 partite; ogni giocatore ha a disposizione più mazzi e può scegliere di "bannarne" uno all'avversario che non potrà usarlo contro di lui.
A Stoccolma Kaor ha sorpreso tutta la comunità di questo gioco qualificandosi per la fase finale del mondiale, sconfiggendo avversari ben più noti e che si fanno conoscere al pubblico attraverso lo "streaming" delle loro partite. Approdato in California, dove si è svolta alcuni giorni prima del Blizzcon anche la prima fase del torneo mondiale, Kaor ha battuto altri avversari, tra cui il numero 1 asiatico Nicolas.
Questa vittoria è da sottolineare non solo perché ha messo Kaor tra i primi 8 giocatori a livello mondiale ma anche perché ha visto il primo vero utilizzo di un bluff in un gioco come Hearthstone, che ha ben poco a che fare con l'inganno e sembra molto più adatto a chi dialoga con la statistica.
Non entrerò nell'aspetto tecnico di questo bluff, sappiate solo che l'utilizzo di un "emote" (una delle pochissime frasi che possiamo far dire al nostro personaggio in gioco e che l'avversario può vedere) ha mandato totalmente in tilt il campione cinese Nicolas, inducendolo a credere una cosa per un'altra, e facendogli fare un errore che gli è costato la partita.
Ancora audacia ai quarti di finale: Kaor ha subito deciso di confondere il suo avversario comunicandogli in anticipo quale classe gli avrebbe bannato: Firebat è andato in confusione a tal punto da indirizzare il suo "ban" verso la classe meno preferita da Kaor, facendogli così un involontario favore.

Purtroppo (o per fortuna?), in un gioco come Hearthstone conta anche la sorte e Firebat si è portato sull'1 a 0 con quello che in gergo si chiama "lucky topdeck" (pescata fortunata senza avere carte in mano). A questa è seguita una tiratissima partita 'druido contro druido', che ha visto prevalere di nuovo Firebat. Poi, con uno scatto d'orgoglio e con il suo mazzo 'Prete', Kaor è riuscito a portarsi sull'1 a 2. A quel punto sembrava ormai un'impresa fattibile: a Firebat erano rimasti mazzi 'stregone' e 'cacciatore', generalmente tutt'altro che imbattibili dal mazzo 'prete'. Lo stregone di Firebat, invece, non ha lasciato scampo a Kaor e ha risposto ad una straordinaria apertura dell'italiano con una strabiliante giocata, che gli ha aperto la strada, in pochi turni, alla vittoria finale. Il percorso di Firebat si è concluso poi con successo: una semifinale combattuta ed un match conclusivo che lo ha visto trionfare 3 a 0 contro Tiddler Celestial.
Onore quindi al campione del mondo ma, soprattutto, onore a Kaor, che ha portato l'Italia così in alto nel mondo degli e-sport.