Speciale Heroes of the Storm - Rexxar e Kharazim

Alla scoperta degli ultimi due personaggi entrati a far parte del roster dell'apprezzatissimo MOBA di Blizzard, ovvero il Monaco Kharazim e Rexxar, il potentissimo Campione dell'Orda.

speciale Heroes of the Storm - Rexxar e Kharazim
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Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

L'Eterno Conflitto che ci ha accompagnati negli ultimi mesi tra un duello e l'altro nel Nexus sta per volgere al termine, e con esso la lunga parentesi di eroi strappati al mondo di Diablo che hanno rimpolpato il roster dell'ormai famosissimo moba made in Blizzard. Kharazim sarà, a quanto sembra, l'ultimo eroe di Sanctuarium che vedremo per un po', ed è infatti giunto il momento di dare il benvenuto a un noto personaggio del mondo di Warcraft: Rexxar il cacciatore. In preparazione al successivo evento a tema Starcraft, che ci terrà compagnia con Artanis, il Medico e altri ancora (riscaldando i motori per il successivo lancio di Legacy of the Void) abbiamo fatto un bagno di teamfight tra orsi, cinghiali e mantra, domando allo stesso tempo i cattivissimi Punitori degli Altari Infernali...

Per la gloria di Ivgorod

L'elemento che subito colpisce di Kharazim è la possibilità di scegliere al primo livello il tratto con cui affrontare il match, che di conseguenza prenderà una piega differente in base alle nostre preferenze. Ogni terzo attacco base, infatti, il monaco potrà curare il bersaglio più vicino con meno vita, eseguire un colpo critico o recuperare del mana, il tutto senza interrompere la propria azione o consumare risorse. Abbinando questo effetto all'Allungo Mortale, che fa eseguire una rapidissima serie di attacchi in sequenza, è possibile attivare i bonus molteplici volte in successione: ciò rende il personaggio una letale macchina da guerra o un supporto che tenga in piedi i compagni anche nelle situazioni più disperate. Completano l'offerta anche un'abilità per la cura istantanea attorno a sé (Soffio Celeste) e un teletrasporto da effettuare su amici e nemici (Slancio Irradiante), utile tanto per scappare da trappole mortali quanto per infliggere il colpo definitivo a un avversario in fuga.

Duplice anche la disponibilità per quanto riguarda le finali, molto diverse e quindi da scegliere a seconda della composizione del team. Palmo Divino permette di salvare un alleato dalla morte, ma richiede un buon tempismo: protegge infatti un eroe con uno scudo della durata di 3 secondi che lo fa tornare in vita, con buona parte della salute, nel caso in cui i danni letali gli siano stati inflitti durante questo lasso di tempo. Il Colpo delle Sette Direzioni, all'interno di un'area delimitata, ferisce per 7 volte gli eroi al suo interno (dando priorità a quelli con più salute), rimuovendo ad ogni colpo il 7% della vita massima. Nonostante la presenza di una così vasta scelta, nei nostri test Kharazim si è sempre dimostrato fedele alla sua classe di appartenenza, risultando un guaritore efficiente piuttosto che un letale assassino. Anche in team nei quali era già presente un supporto, la scelta del talento curativo ha consentito ai giocatori di sopravvivere in maniera ancor più agevole e senza particolari sforzi, guarendo in alcuni casi più dei due healer avversari messi insieme. In sintonia con la build, anche Palmo Divino si è rivelato particolarmente utile, consentendo ai giocatori di buttarsi nella mischia senza preoccuparsi troppo delle conseguenze e garantendo dei veri recuperi estremi che, prima dell'arrivo di Kharazim, erano consentiti solo a Rhegar. Tutta questa efficacia paga però il prezzo di un'elevata percentuale di rischio per Kharazim, che, nelle situazioni più concitate, è costretto a rimanere nel mezzo del teamfight per poter continuare ad attaccare e, di conseguenza, a curare. Riuscire a bilanciare bene le cure attive e quelle passive diventa più semplice col progredire della partita, ma la sicurezza che gli altri healer top-tier garantiscono è purtroppo un miraggio. Per quanto riguarda la build danno, il guadagno in termini di dps si è dimostrato davvero irrisorio, a fronte di un caldo drastico nelle cure effettuate. Bisogna anche considerare l'estrema semplicità di evasione del Colpo delle Sette Direzioni, che può essere schivato semplicemente allontanandosi dall'area d'effetto. Ancora meno incisiva la scelta del recupero mana, che, se escludiamo i primissimi minuti del match, difficilmente può essere esaurito del tutto, anche a fronte di uno spam compulsivo del Soffio Celeste. In definitiva, Kharazim si è dimostrato un supporto estremamente divertente da giocare, nonché una delle nostre scelte preferite anche una volta terminato il test sul campo: se giocato con la build giusta e con un team in grado di beneficiare dell'enorme potere curativo che solo questo eroe può liberare, il Monaco del mondo di Diablo è un personaggio davvero interessante.

Face is the Place

Direttamente dagli incubi di tutti coloro che si sono piegati di fronte ai Face Hunter in Hearthstone, l'ultimo arrivato in casa Heroes of the Storm è Rexxar, un eroe che inaugura l'innovativa classe del Guerriero a Distanza. Coerente con le sue origini di cacciatore, questo personaggio si avvale dell'aiuto dell'orsa Misha, che è il vero cuore dell'azione di gioco grazie all'enorme quantitativo di vita e alle discrete possibilità in ambito di controllo del teamfight. Il suo padrone deve infatti impartirle ordini in maniera continuativa per sopravvivere, alternando la modalità aggressiva e quella difensiva in modo da evitare una fine prematura a entrambi (fermo restando che la morte del compagno animale è indipendente da quella dell'eroe, ma non viceversa). Misha Carica! è il modo migliore per far entrare nella mischia la nostra orsa, che allo stesso tempo può stordire tutti i nemici che incontra in linea retta, mentre la Cura Famiglio è funzionale a sostenerla nelle battaglie più prolungate senza rubare mana e attenzione ai supporti del team.

Per rallentare gli eroi e, all'occorrenza, eliminare grandi quantitativi di minions, la Picchiata Spiritica può essere un altro grande aiuto del cacciatore, il quale può salvarsi dalla morte esclusivamente continuando a contrastare attivamente i nemici che decidano di inseguirlo. Sguinzaglia i Cinghiali è la prima finale a disposizione, e scatena un branco che insegue tutti i nemici nelle vicinanze e li rallenta per alcuni secondi, rendendo molto difficile ogni fuga avversaria alla fine di un teamfight. La seconda finale è Ira Bestiale, che potenzia temporaneamente la nostra Misha, garantendole danni aumentati per le situazioni più concitate o per un ingresso ad affetto per abbattere i nemici più coriacei. Abbiamo avuto modo di provare abbondantemente Rexxar in partita rapida, ma (a differenza degli esiti ottenuti con Kharazim) le prestazioni non sempre si sono rivelate all'altezza della situazione, con un guerriero che difficilmente è riuscito a tenere a bada la prima linea nonostante il supporto del compagno animale. Puntare tutto sul proprio pet non è mai stato semplice, specialmente perché ogni avversario ha sempre cercato di aggirarlo mirando direttamente al padrone, dotato di un quantitativo di salute a nostro avviso troppo basso. L'intelligenza artificiale che muove Misha inoltre è da rivedere, poiché è capitato troppo spesso di allontanarci per recuperare salute con al nostro seguito l'unico baluardo che avrebbe dovuto tenere a distanza i nostri inseguitori. Anche in modalità aggressiva, la nostra orsa si è rivelata troppo imprevedibile e l'impossibilità di eseguire manovre calcolate al millimetro ci si è ritorta contro in ben più di un'occasione. Sorprendentemente, invece, Rexxar è un ottimo jungler, capace di radere al suolo da solo campi di mercenari (facili e difficili), nonché il boss, così da liberare l'intera squadra dalla necessità di convogliare le proprie forze in alcuni momenti cruciali dei match. Pur non funzionando in tutte le mappe, la possibilità di fare il giro completo dei campi si è rivelata un'arma vincente contro team poco attenti o ben distratti dai nostri compagni di squadra, ma tale strategia comporta un alto tasso di rischio e richiede sangue freddo e una continua scommessa contro il caso. Sicuramente nelle prossime settimane sarà possibile approfondire ulteriormente la conoscenza di questo nuovo eroe, creando combinazioni sempre più efficaci anche sul versante tank, ma, ora come ora, Rexxar sembra più un incrocio tra uno specialista e un off-tank che un vero guerriero. Il nostro consiglio è di giocarlo in modalità prova prima di acquistarlo, poiché implica un tipo di combattimento che non a tutti potrebbe risultare divertente.

Il culmine dell'eterno conflitto

Anche l'elenco dei livelli ha ricevuto un importante aggiornamento nelle ultime settimane, con l'introduzione della seconda mappa dedicata all'Eterno Conflitto chiamata Altari Infernali. Questa tri-lane, ambientata in un setting che ancora una volta fa riferimento all'universo di Diablo, è istantaneamente diventata una delle nostre preferite a causa degli epici scontri che sono nati grazie all'ormai immancabile evento a tema. Questa volta ognuna delle linee è stata dotata di un altare che si accende secondo un ordine casuale (ma mai più di uno alla volta), nel quale è necessario uccidere 30 minion generati a raffica dal momento dell'attivazione prima che riesca a farlo la squadra avversaria. Al raggiungimento dell'obiettivo si apre un varco dal quale esce il temibile Punitore: un gigante pericolosissimo che, per la prima volta in Heroes of the Storm, darà la priorità all'uccisione degli eroi piuttosto che alla distruzione di strutture. Avvicinarsi a una creatura del genere è quindi molto difficile, non solo per la presenza dell'immancabile team nemico a fargli da spalla e dei continui e ripetuti stun a danno del malcapitato di turno, ma anche per i tre effetti speciali di cui si avvalgono gli infernali per fare piazza pulita della concorrenza. Ghiaccio, bombe a mortaio e raggi arcani sono le tre possibilità, probabilmente con un rischio di morte maggiore in presenza di questi ultimi. Per il resto poi abbiamo gli stessi mercenari già visti nei Campi di Battaglia Eterni, quindi niente Boss: probabilmente in coppia con il Punitore sarebbe stato eccessivamente svantaggioso per il team uscito sconfitto dall'evento a tema.

Ciò che ci ha colpito di questa nuova mappa è la capacità di canalizzare per un lungo tempo consecutivo tutti i giocatori di entrambi i team alla ricerca dell'attacco ad area perfetto per spazzare via tutti i minion in un solo colpo. In questo alcuni eroi si sono trovati chiaramente in vantaggio, come Leoric, Arthas, Jaina e Kael'thas, ma in più di un'occasione il caos della mischia ha permesso di prendere il sopravvento alla squadra apparentemente in svantaggio: sicuramente un punto a favore della varietà strategica. Allo stesso tempo, soprattutto nei primi 2-3 spawn, l'esigenza di mantenere dei giocatori nelle linee per continuare a ottenere esperienza e un vantaggio sul lungo periodo è stata una tentazione e una scelta sempre molto ardua, quasi ai livelli della Valle Maledetta. Il bilanciamento ci è sembrato buono, anche se, come da abitudine Blizzard, l'evento prende un po' troppo il sopravvento sulla strategia generale e permette di vincere con facilità nel caso in cui si riescano a ottenere 2-3 Punitori (ammesso che non vengano istantaneamente rasi al suolo dagli avversari). Più in generale abbiamo notato la mancanza di veri e propri spunti per creare trappole che non fossero legate all'evento principale, riducendo molti dei teamfight a scontri frontali in cui la composizione del team ha un peso molto grande. Un livello quindi piacevole e frenetico, nel quale il rischio di abbandonarsi al caos infernale è elevatissimo e sono necessari nervi saldi per non buttarsi nella mischia mettendo da parte il buon senso.

Heroes of the Storm Le ultime settimane hanno portato molte novità a Heroes of the Storm e i giocatori che frequentano il Nexus non avranno scuse per non connettersi e provare cosa sia cambiato con gli aggiornamenti e quali segreti nascondano i nuovi eroi. Kharazim si è dimostrato un buon supporto, dedicato a coloro che non vogliono perdersi il gusto della mischia pur rendendosi utili al resto del team, ferma restando la difficoltà di rimanere vivi al centro dell’azione. Rexxar, dal canto suo, è un eroe ancora da scoprire, che inaugura una nuova categoria ed è il segnale di quanto Blizzard voglia cercare di rendere unico il proprio moba rispetto alle scelte della concorrenza. Un ciclo si è concluso e un altro sta ormai per aprirsi, con l’arrivo delle legioni di Starcraft che, a partire dal prossimo mese, rinfoltiranno il roster dei nostri account iniziando dal Medico di Starcraft. Non possiamo quindi far altro che attendere trepidanti questo nuovo evento, consigliandovi di riscaldarvi nel frattempo tra un assalto di cinghiali e una raffica di pugni.

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