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Heroes of the Storm: Xul

Il roster di Heroes of the Storm si arricchisce di un nuovo eroe: Xul il negromante è ben più di un tributo allo storico Diablo II, è il ritorno di una delle classi più amate e desiderate dai giocatori del titolo Blizzard.

speciale Heroes of the Storm: Xul
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Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

Il ristretto numero di specialisti presenti nel Nexus è ormai un dato di fatto con il quale tutti i giocatori di Heroes of the Storm sono abituati a fare i conti. A distanza di un anno esatto dall'uscita della temibile Sylvanas, capace di bloccare istantaneamente qualsiasi fortificazione nemica grazie alle proprie frecce, le richieste della community sono state ascoltate, scaraventando nella mischia un altro personaggio del regno di Sanctuarium per permettergli di gestire al meglio le corsie in autonomia. Xul il negromante è ben più di un tributo allo storico Diablo II: è il ritorno di una delle classi più amate e desiderate da tutti i giocatori degli hack ‘n slash made in Blizzard e oggi, finalmente, anche noi abbiamo potuto liberare il nostro esercito di non-morti contro gli increduli avversari.

Ossa e veleno

Nonostante la piuttosto marcata reinterpretazione stilistica che Xul ha subito rispetto al passato, gran parte delle sue abilità e talenti strizzano l'occhio alle loro controparti originali nate nel 2000, offrendo più di un'occasione di gioia a tutti coloro che temevano di vedersi stravolta la filosofia di questo personaggio. Falce Spettrale è un attacco in linea retta che fa apparire la nostra arma in un dato punto, per poi farcela tornare in mano dopo aver lacerato ogni nemico si trovasse lungo il tragitto, rendendola perfetta nell'early game contro i minions, ma anche durante gli scontri più affollati. Colpi Maledetti è un buff agli attacchi base, che per 4 secondi infliggeranno danni ad area, rallentando al contempo i movimenti dei nemici del 50% e permettendo, anche in questo caso, tanto di gestire al meglio le corsie, quanto di punire severamente una squadra troppo compatta. Prigione d'Ossa è un'abilità da lanciare su un bersaglio singolo, il quale finirà bloccato a terra dopo un paio di secondi in balia degli attacchi nemici: utile per esporre avversari in procinto di tornare invisibili, ma anche per impedire fughe o isolare bersagli chiave. La prima finale è Nova Velenosa, un attacco ad area che parte dal negromante e colpisce a 360° con una serie di devastanti colpi che infliggono danni nel tempo e lasciano ben poca speranza, soprattutto ai bersagli più vicini. La seconda finale è Maghi Scheletrici, capace di creare un muro di spiriti ossei che attaccano qualsiasi bersaglio a tiro con un danno moderato, ma rallentando notevolmente e impedendo qualsiasi tipo di ritirata veloce (a meno che non li si riesca ad uccidere in fretta). Tutto ciò è condito dal tratto distintivo di Xul, Scheletri Risorti, che consente ai minion avversari caduti di rinascere sotto forma di scheletri (fino a un massimo di 4), aiutando a spingere la corsia qualora si desideri prendere alla lettera la mansione di specialista. Infine, ma non meno importante, il negromante può contare su Corazza d'Ossa, un'utilissima abilità di difesa che genera uno scudo pari al 25% della salute e aggiunge degli effetti particolari in base alla scelta del primo talento. Dati alla mano, Xul sembrerebbe essere il vero erede di Azmodan, in grado di mantenere la linea per tutto il tempo necessario, supportato da inarrestabili scheletri e attacchi ad area per annientare in pochi secondi un'ondata di minions anche ai livelli più bassi. In realtà nei nostri test ciò si è rivelato vero solo in parte e a determinate condizioni. Nella costruzione del personaggio abbiamo inquadrato essenzialmente due vie intraprendibili: una orientata al mantenimento della linea e l'altra indirizzata al teamfight nelle sue declinazioni. Cercare di gestire una corsia autonomamente è un compito che richiede l'impiego di ben 4 talenti su 7, in quanto è necessario trarre beneficio in ogni modo dai propri scheletri, aumentandone la quantità e i benefici ricevuti ad ogni spawn (salute e mana per l'eroe).
Così facendo però si sancisce la quasi automatica esclusione dai teamfight, poiché vengono a mancare molti attributi che diventano fondamentali specialmente in lategame, rischiando di essere pressoché inutili negli scontri e, al contempo, di non spingere a dovere le linee mentre il team avversario è occupato altrove. Si tratta di una scelta coraggiosa e concepibile solo in un match strutturato con altri 4 alleati che sappiano gestire la partita con un membro in meno, quasi fungendo da esca affinché Xul possa agire indisturbato tutto il tempo. Per contro, la build orientata al teamfight ha avuto risultati decisamente migliori nelle nostre partite, ponendoci spesso e volentieri in cima alla classifica dei danni agli eroi e garantendoci una vittoria abbastanza semplice in vari casi. Orientare i propri talenti per rendere il negromante un assassino è stato un vero piacere, secondo solo al gusto di vedere un teamfight ben riuscito grazie all'uso sapiente di Nova Velenosa e Prigione d'ossa, grazie alle quali in molti hanno incontrato la morte a causa della troppa avidità o sprovvedutezza. Attivare nel giro di pochi attimi tutte le proprie abilità, specialmente quando l'intero team avversario si trova in formazione ravvicinata, equivale molto spesso a decretare la morte di almeno un paio di nemici, anche se inizialmente provvisti di una barra piena di salute. Se è vero che gli attacchi base di Xul richiedono un pericoloso avvicinamento, è altrettanto significativo come una Corazza d'Ossa esplosiva con Falce Spettrale e Colpi Maledetti abbia un potenziale distruttivo invidiabile, specialmente in accoppiata con un stun di gruppo da parte di Uther o E.T.C. grazie alle loro finali. Per contro bisogna ricordare sempre l'assenza di vere e proprie escape da parte di Xul, che potrebbe ritrovarsi costretto a combattere (ironia della sorte) fino alla morte per cercare quantomeno di portarne il più possibile nella tomba con lui.

È forse questo il fardello più pesante di deriva "specialistica" contro cui un giocatore potrebbe scontrarsi, poiché, per quanto lo si possa buildare come assassino, questo eroe rimane ancorato alla propria classe di appartenenza, nel bene e nel male. Le nostre maggiori perplessità riguardano in particolare il tratto distintivo Scheletri Risorti, che ci è sembrato abbastanza inutile col progredire della partita in quanto i minion hanno davvero poca vita per impensierire un nemico e troppa poca longevità per arrivare alle strutture rivali. Sembra trasparire l'idea di un continuo rinnovamento nelle proprie fila, con Xul a fare da apripista per spingere il gioco sul confine nemico, ma si tratta di una strategia che semplicemente non paga già a partire dal livello 10, in cui c'è bisogno di tutta la "forza lavoro" per aspirare al trionfo finale. Può suscitare quindi un po' di tristezza il fatto che, quello che ci è stato presentato come il primo specialista da un anno a questa parte, in realtà sia un buon assassino con un accenno di possibilità nel gestire la corsia durante le prime fasi del gioco. A tal proposito va inoltre sottolineato un discreto sbilanciamento in favore di Xul, che risulta decisamente forte per essere un non-assassino, specialmente con la finale Nova Velenosa, che è in grado di ribaltare da sola le sorti di uno scontro con la semplice pressione di un tasto in mezzo alla mischia. In realtà tale situazione non è nuova in Heroes of the Storm e i giocatori più assidui avranno iniziato a notare che non è la prima volta che un personaggio viene immesso nel roster con poteri fenomenali per poi finire nerfato nel giro di un paio di settimane. Tanto Mantogrigio quanto Li-Ming hanno subìto questo triste destino e Xul probabilmente non farà eccezione. Se è vero che eseguire dei test accurati prima del lancio di un eroe richiede molto tempo e che una migliore visione d'insieme si può avere con il feedback diretto dell'utenza, sarebbe auspicabile per il futuro un lancio meno sensazionalista degli eroi, che miri a darne un'immagine realistica e non esagerata. Così facendo, anche gli utenti più impazienti non rischierebbero di trovarsi tra le mani un eroe significativamente diverso rispetto a quello giocato nelle prime settimane di vita. Il nostro consiglio (almeno per quanto riguarda il bilanciamento al momento dell'uscita) è insomma quello di considerare Xul più per le sue doti di assassino che per quelle di specialista, tenendo bene a mente le esigenze del team sul lungo periodo prima di scegliere dei talenti immediatamente buoni, ma inutili nel lategame.

Delle 3 opzioni iniziali per la Corazza d'Ossa ci è piaciuta molto la versione esplosiva che rimuove il 15% della salute massima agli avversari, ma contro nemici come Raynor, Thrall e Kerrigan anche la variante che consente di schivare gli attacchi base potrebbe essere una buona scelta. Una potenziale build accentrata sull'uso della Falce Spettrale con cooldown ridotti, rallentamento, estensione di portata e riduzione delle cure nemiche ricevute è una via percorribile, ma costituisce una scommessa a tratti rischiosa qualora si dovesse mancare del tutto quell'unico, cruciale, colpo. Poco da dire sulle finali: Nova Velenosa vince a mani basse sui Maghi Scheletrici, poiché, a meno di inevitabili nerf, infligge punizioni davvero severe al team nemico. Anche Prigione d'Ossa è un'abilità potente che merita di essere supportata con il buff a livello 16 che applica debilitazione al bersaglio colpito, anche se siamo più che sicuri che la semplicità d'esecuzione di tale skill sarà una delle prime cose che andranno riviste nell'immediato futuro. Un grande ritorno al livello 20 con Lancia d'Ossa, abilità ripresa direttamente da Diablo II che torna qui come danno di supporto eseguibile senza pensare troppo alle conseguenze e ideale per gli inseguimenti, forse uno dei pochi contesti in cui Xul risulta davvero inutile se troppo lontano.

Heroes of the Storm Le nostre aspettative per Xul erano molto alte, sia per ciò che il negromante rappresenta nell’universo di Diablo, sia per il fatto di poter nuovamente sperimentare l’ebrezza del solo-lane con uno specialista. Purtroppo non tutto è andato come sperato. Questo nuovo eroe è un eccellente assassino, divertente da giocare e in alcuni casi davvero sbilanciato rispetto ad altri suoi colleghi, ma in quanto a controllo del campo e delle corsie c’è ancora da lavorare, poiché non è realisticamente possibile immaginare una partita di alto livello con Xul che rimanga a svolgere autonomamente il proprio dovere. A questo punto tutto sarà nelle mani di Blizzard, che opererà con buona probabilità un ribilanciamento delle sue abilità, speriamo facendo pendere l’ago della bilancia più sul versante dello specialista. Non ci resta quindi che attendere fiduciosi l’annuncio dei prossimi eroi in arrivo, speranzosi che questo 2016 continui a regalarci altre soddisfazioni nel Nexus.

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