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Speciale HoloLens

Uno sguardo più ravvicinato al visore olografico HoloLens. La caccia a Oculus Rift è aperta.

speciale HoloLens
Articolo a cura di
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

C’è qualcosa di magico nella tecnologia che ieri Microsoft ha svelato al mondo. Qualcosa di speciale, di visionario, qualcosa che ti aspetteresti da un film o un libro, non certo dall’evento che ha alzato definitivamente il sipario su Windows 10. HoloLens, il visore olografico che ha rubato la scena, è il futuro che diventa realtà, è la dimostrazione che in Microsoft c’è qualcuno che sta immaginando il nostro domani, che questa società è ancora capace di innovare, di imboccare nuove strade. A dispetto dei facili pregiudizi e dei vari “non è più la Microsoft di una volta”, HoloLens è potenzialmente qualcosa di davvero rivoluzionario. Certo, è il caso di smorzare facili entusiasmi. Per quanto chiunque abbia provato HoloLens ha solo commenti entusiastici, non dobbiamo dimenticare che la data di uscita è ancora avvolta nel mistero, così come le specifiche tecniche di questo piccolo computer nascosto dentro un paio di occhiali. Senza contare recenti delusioni come Kinect, annunciato come qualcosa di rivoluzionario e in realtà rivelatosi molto meno “poderoso”. Tuttavia, questa volta il bicchiere sembra davvero mezzo pieno. Anzi, quasi trabocca.

HoloLens del Capitano, data astrale 2015

Ma cosa è esattamente questa strana periferica con un nome che sembra uscito da una puntata di Star Trek? In Microsoft la definisco come il primo “computer olografico” al mondo. Non visore, ma computer. Il motivo è che all’intero di questi strani occhiali c’è una CPU, una GPU e anche una HPU, ovvero un terzo chip dedicato solo alla gestione degli ologrammi. Microsoft tiene la bocca serrata sulle specifiche tecniche: sappiamo che sfrutta Windows 10 e che per funzionare non ha bisogno di un computer esterno o di uno smartphone. HoloLens preferisce ballare da solo. Non sappiamo però la potenza, la memoria, se c’è un hard disk o se avviene tutto via Cloud: insomma, fondamentalmente sappiamo davvero poco. Non sappiamo ovviamente il prezzo, né la data di uscita anche se Microsoft ha detto che arriverà “nella finestra temporale di Windows 10”. L’HoloLens, fondamentalmente, è in grado di creare delle immagini di fronte ai nostri occhi, oggetti tridimensionali che si sovrappongono con la realtà. In una delle demo mostrate alla stampa, ad esempio, su un tavolo compariva un castello creato con Minecraft. Girando intorno al tavolo si poteva esplorare il resto del castello, esattamente come se fosse un oggetto reale e non virtuale. Si può proiettare un immagine su un muro, magari un film o la partita di calcio. Si può anche fare una videochiamata su Skype, che vi accompagna mentre voi andate in giro per casa. Skype inoltre è interattivo: l’utente collegato con voi può interagire con il vostro mondo, in tempo reale. Per spiegare come funziona, Microsoft ha realizzato una demo in cui bisognava collegare dei fili di un interruttore, aiutati da un tecnico collegato con l’HoloLens via Skype. Il tecnico poteva disegnare cerchietti e frecce nel nostro mondo, indicando dove andavano avvitati i fili per ottenere la corrente. In un’altra demo si veniva trasportati su Marte, con un modello in scala 1 a 1 del Mars Rover che si poteva esplorare e “toccare” con mano. Sono applicazioni semplici, ma che lasciano intravedere un potenziale davvero enorme. Un esempio? Avete presente la demo di PT, il trailer giocabile di Silent Hills che ci ha terrorizzato qualche tempo fa? Con HoloLens potrete giocare a casa vostra. Aprendo le porte del vostro bagno potreste trovare l’orrore, quella figura spettrale potrebbe comparire in fondo al vostro corridoio, quello dove camminate ogni giorno. Non male, no? E questo pensando solo a un videogame, ma le applicazioni nella vita di tutti i giorni sono praticamente infinite. Immaginate, ad esempio, di essere di fronte alla vostra moto. Avete smontato la carena anteriore e siete indecisi come colorarla, oppure se cambiarla con una carena di forma diversa. Con HoloLens potrete sovrapporre immagini al modello reale, per controllare così se viene più bella rossa o gialla, con gli adesivi Martini o senza. Immaginate le possibili applicazioni nel campo dell’architettura, dell’ingegneria o della modellazione 3D. Siamo davvero di fronte a un nuovo tipo di interfaccia, un nuovo modo di concepire un computer.

Vedere, ma non toccare?

HoloLens permette di interagire con gli oggetti olografici in due modi: muovendo le mani e con la voce. Potrete far partire Netflix con un gesto del dito, semplicemente selezionando un’icona su un meno che compare di fronte a voi. Oppure potrete chiedere a Cortana di far partire l’applicazione di Minecraft, perché sicuramente ci sarà una versione di Minecraft per HoloLens. C’è però un problema: non potrete toccare quegli oggetti, e questo è davvero un peccato. Prendiamo ad esempio, ancora una volta, il buon Minecraft. Vedere quel castello sul tavolo, lì davanti a noi, ci porta in maniera naturale a interagire con lui toccandolo. Vogliamo cambiare la torre? Stacchiamo i pezzi con la mano e li risistemiamo. Questo, con HoloLens, non sarà possibile, non nella forma attuale almeno. I gesti riconosciuti sono al momento limitati e ci ricordano un po’ quelli di Kinect. Si stringono le dita per raccogliere l’oggetto e spostarlo, si muove la mano verso destra o sinistra per ruotarlo, e così via. Interazioni limitate: se speravate di fare come Tony Stark in Ironman quando progetta la sua tuta, purtroppo rimarrete delusi. È chiaro che se Microsoft vuole davvero fare di HoloLens la tecnologia del futuro, deve risolvere questo problema. Perché sia realmente efficace, bisogna che Microsoft ci permetta di usare le mani esattamente come faremmo nella realtà. Resta da capire come e se HoloLens sfrutterà controller esterni, e quali tipi di controller verranno realizzati o supportati. Ne sapremo di più probabilmente nei prossimi mesi, magari all’E3, quando probabilmente avremo modo di provare HoloLens. Una cosa è certo: il prodotto mostrato è quello definitivo nel design, quello che insomma acquisteremo nei negozi. Quindi non siamo molto lontani dalla data di uscita, che potrebbe avvenire molto prima di quanto si pensi. C’è, addirittura, chi dice che arriverà insieme a Windows 10 il prossimo autunno. Più probabile che dovremo aspettare qualche tempo in più, ma una cosa è certa: non ci vorranno anni.

Geek al potere

HoloLens è la dimostrazione, l’ennesima, che in Microsoft non è solo cambiato qualcosa, ma proprio tutto. Nadella avrà anche tagliato migliaia di posti di lavoro, ma ha pure sveltito i processi. Con l’acquisizione di Lumia ha reso Microsoft più agile, più simpatica: sembra di essere tornati agli anni della prima Microsoft, quella del Sidewinder e di Flight Simulator, quando era l’azienda a cui si guardava per il futuro della tecnologia. Prima di Apple e Google, c’erano loro e adesso Nadella vuole riprendersi quel ruolo. E per riuscirci ha deciso di affidare i ruoli chiave ai “geek” e ai “gamer”. Non è un caso che Phil Spencer sia salito sul palco per parlare dell’intregrazione tra Xbox e Windows 10, e non è un caso che l’abbia fatto indossando una maglietta da vero nerd, con il logo dei Battletoads (chi se li ricorda può picchiare una tartaruga ninja gratis). Xbox riveste un ruolo a dir poco fondamentale nelle strategie di Microsoft. Windows 10 è nato per integrarsi al massimo con Xbox One, e la possibilità di giocare in streaming da console a pc o tablet è solo l’inizio. Non è un caso che l’assistente vocale di Microsoft, rivale di Siri di Apple e di Google Now, si chiami Cortana. E non è un caso che il nuovo browser non si chiami più Explorer, ma Spartan. Abbandonare un marchio storico come Explorer in favore di Spartan, altro nome preso dall’universo di Halo, è un segnale fortissimo: addio vecchia Microsoft, benvenuta nuova e giovane e cool e xboxara Microsoft. Non è un caso, infine, che a capo del progetto HoloLens ci sia Alex Kipman, la stessa mente che ha dato vita al primo Kinect. Insomma, da Xbox con furore, sembra proprio che per Microsoft il futuro sia davvero un gioco. E noi non vediamo l’ora di giocare.