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Speciale Il fenomeno Amiibo

Le Minifigure di Nintendo hanno fatto impazzire i giocatori.

speciale Il fenomeno Amiibo
Articolo a cura di
Davide Leoni Davide Leoni I videogiochi entrano nella sua vita alla fine degli anni ’80, ai tempi del primo incontro con Super Mario Bros, e ancora oggi ne fanno stabilmente parte, dopo più di 20 anni. Pregi e difetti: riesce a terminare Super Mario Bros 3 in meno di otto minuti ma non ha mai finito Final Fight con un credito... ci sta ancora provando. Lo potete seguire su Facebook e su Google Plus

Con le statuine Amiibo Nintendo sembra aver trovato una nuova gallina dalle uova d’oro: i dati più recenti diffusi dalla casa di Kyoto parlano di oltre 5.7 milioni di pezzi distribuiti dal lancio (avvenuto lo scorso novembre) alla fine del 2014, cifra che sarà sicuramente salita in maniera vertiginosa negli ultimi mesi. In pochi avrebbero scommesso sul successo di questi personaggi interattivi, eppure le statuine degli eroi Nintendo hanno conquistato grandi e piccini, esattamente com’è successo qualche anno fa, col picco del fenomeno Skylanders.

Potere agli Amiibo

Nintendo è riuscita a inserirsi da protagonista nel settore dei giocattoli interattivi, un segmento di mercato non particolarmente affollato ma che vede lottare due competitor molto agguerriti come Disney Infinity e il già citato Skylanders. La casa di Kyoto però ha mischiato le carte in tavola, grazie ad una trovata elementare: le statuine possono essere utilizzate in vari giochi (anche di terze parti, come vedremo nel prossimo paragrafo) e non solo in un titolo specifico, cosa che rende gli Amiibo molto versatili, a fronte di un investimento piuttosto contenuto per l’acquisto dei singoli personaggi. Inoltre, non è necessario acquistare costosi Starter Pack contenenti basette e portali del potere, gettoni e card, abbattendo così i costi d’ingresso nel mondo Amiibo. Al momento le statuine funzionano perfettamente con Wii U e New 3DS/3DS XL, mentre i possessori di 3DS/3DS XL/2DS dovranno attendere la messa in commercio dello speciale adattatore, in arrivo indicativamente durante l’estate. Punto di forza degli Amiibo, come abbiamo detto poco sopra, è la piena compatibilità con vari giochi, prodotti non solo da Nintendo ma anche dalle terze parti. Per il momento solamente Bandai Namco ha annunciato titoli compatibili con Amiibo ma in futuro le cose potrebbero cambiare, considerando il sempre crescente successo di questi personaggi.
A cosa servono esattamente le statuine, vi starete chiedendo? La risposta giusta è “dipende”. La casa di Kyoto ha ben pensato di diversificare l’offerta, e ogni eroe può essere usato in più giochi anche con scopi diversi: ad esempio per sbloccare costumi extra, armi esclusive e altri contenuti bonus. Una mossa sicuramente interessante che spingerà i giocatori a procurarsi determinate statuine per ottenere oggetti esclusivi. E' bene chiarire però che ogni prodotto “Powered by Amiibo” potrà essere utilizzato liberamente senza dover comprare giocattoli e personaggi aggiuntivi: gli Amiibo permettono di ottenere piacevoli “goodies” ma si tratta comunque di un surplus non necessario per godere del gioco completo.

Super Smash Bros Wii U ha dato sicuramente una grossa mano alla diffusione di queste minifgure, non a caso la società giapponese ha lanciato i due prodotti sul mercato in contemporanea, scelta che sembra aver ripagato, almeno a livello commerciale. Il picchiaduro Nintendo tra l’altro utilizza gli Amiibo nella maniera più completa possibile: ogni personaggio potrà essere utilizzato in battaglia come assistente, inoltre continuando a lottare si guadagnano punti esperienza che serviranno per l’evoluzione e la crescita del proprio eroe. Ogni “Personaggio Statuetta” è dotato di varie abilità (Attacco, Difesa, Velocità ecc) che cresceranno ogni volta che il lottatore aumenterà di livello, inoltre le statuine riceveranno premi, oggetti e ricompense speciali durante le battaglie. I progressi restano ovviamente memorizzati e ogni giocattolo avrà insomma un profilo unico.

Tra gli altri titoli compatibili troviamo Mario Kart 8, Hyrule Warriors, Mario Party 10, Captain Toad Treasure Tracker, Code Name S.T.E.A.M (in uscita a maggio) e One Piece Super Grand Battle X (pubblicato solamente nel paese del sol levante). Per quanto riguarda il futuro, è facile immaginare l’utilizzo degli Amiibo nei nuovi episodi “regolari” di Super Mario 3D World/Land, Animal Crossing, Star Fox, The Legend of Zelda, Pokemon, Fire Emblem e altri popolari franchise di Nintendo. Per il momento le feature sono limitate (ad esempio, in Ace Combat Assault Horizon Legacy Plus possiamo sbloccare alcune livree esclusive per i jet usando gli Amiibo), speriamo che in futuro gli usi possano aumentare, almeno dal punto di vista della varietà. E’ chiaro che un progetto di questa portata deve necessariamente evolvere per continuare ad attirare il pubblico, siamo certi che in questo senso le idee più creative arriveranno dalla stessa Nintendo. Pensiamo in grande e ipotizziamo una sorta di Amiibo World, simulatore in stile Animal Crossing; oppure a un gioco da tavolo interattivo, ad applicazioni per la realtà aumentata o magari a dei playset. Difficile capire quali sono i piani di Nintendo, che non si sbottona e si limita a dire di avere grandi prospettive per il brand Amiibo, che non sarà abbandonato in fretta e anzi dovrebbe diventare uno dei pilastri della società, insieme all’ancora misterioso progetto QOL (Quality of Life, piattaforma dedicata al benessere e alla salute).
Non bisogna dimenticare un secondo aspetto importante che ha contribuito alla massiccia diffusione degli Amiibo: il collezionismo. Sono tanti i giocatori che non possiedono una console Nintendo ma che nonostante questo hanno già acquistato decine di Amiibo semplicemente per esporli sulla mensola in cameretta o sulla scrivania dell’ufficio.

Collezionali tutti

I buffi personaggi di Skylanders hanno conquistato i giovanissimi (tanto che presto li vedremo anche in TV e al cinema), mentre non hanno mai suscitato particolare interesse nei più grandicelli. Colpa, forse, di un look coloratissimo e di un character design studiato per strizzare l’occhio ai più piccoli. La stessa sorte è toccata in parte al primo Disney Infinity, situazione poi risolta con l’arrivo dei supereroi Marvel che hanno conquistato anche gli adolescenti. Con gli Amiibo il problema del target semplicemente non esiste: i personaggi Nintendo sono iconici, conosciuti e apprezzati da un pubblico assolutamente trasversale. La casa di Kyoto poi ha dato spazio a tutti_ ci sono tutti i nomi più famosi e non mancano personaggi di nicchia che hanno avuto un vero e proprio boom tra i collezionisti.
Inevitabilmente, alcune statuine hanno avuto più successo di altre, costringendo l’azienda a ridurre i volumi di produzione in base alle richieste dei rivenditori, portando alla maggior diffusione di determinati pezzi; Nintendo tuttavia assicura che non si tratta di una situazione voluta ma semplicemente della naturale evoluzione del mercato.
Altro fenomeno di sicuro interesse è quello riguardante i modelli difettosi: addirittura prima del lancio ufficiale hanno iniziato a circolare sul web foto di Amiibo caratterizzati da difetti di produzione, tra i più noti ricordiamo Samus con due cannoni, Peach senza gambe, Marth con due teste e Luigi senza mano. Pochissimi pezzi venduti a cifre da capogiro su eBay (da poche centinaia a decine di migliaia di dollari), tanto che in molti hanno ipotizzato il diretto coinvolgimento della casa di Kyoto nell’operazione. Supposizioni, queste, che hanno dato molto fastidio a Shigeru Miyamoto e Satoru Iwata, tanto da dover smentire seccamente l’ipotesi durante varie interviste recenti. Fenomeno maggiormente sommerso è invece quello delle statuine custom, personalizzate dagli appassionati e rivendute su eBay a prezzi decisamente alti, cifre spesso giustificare dal fatto che si tratta di pezzi unici realizzati a mano da semplici appassionati.

Il collezionista “medio” può comunque accontentarsi dei pezzi ufficiali, realizzati con la massima cura sotto ogni aspetto, dal design generale alle singole pose, fino all’uso dei colori e alla qualità delle plastiche. Buono anche l’assemblaggio e il rapporto peso/dimensioni, con proporzioni di solito corrette.
Prima di concludere, segnaliamo che Nintendo ha intenzione di espandere la linea Amiibo pubblicando anche delle serie tematiche: la prima è quella dedicata a Super Mario Bros (disponibile dal 20 marzo) che includerà personaggi Luigi, Yoshi, Bowser, Mario, Peach e Toad ritratti però in pose diverse rispetto alle versioni standard. Possiamo quindi ipotizzare una manovra simile anche per altre serie come Pokemon, per esempio; non sono esclusi inoltre set e statuine a tiratura limitata destinati solamente a determinati paesi o esclusivi per alcuni rivenditori. Le possibilità sono infinite, adesso tocca a Iwata e soci capire come far esplodere definitivamente il fenomeno Amiibo.

Amiibo Gli Amiibo hanno conquistato in pochi mesi un pubblico veramente eterogeneo e i presupposti per un successo duraturo ci sono tutti. Gli Amiibo piacciono a grandi e piccini, adesso Nintendo dovrà riuscire a capitalizzare questo ottimo risultato. Il mercato deve essere alimentato e la continua uscita di nuovi personaggi contribuisce a mantenere vivo l’interesse dei consumatori. Non mancano però le incognite: al momento l’utilizzo delle statuine in-game è molto limitato, ci aspettiamo sicuramente qualcosa di più da Nintendo e dai suoi partner. Speriamo che in futuro il progetto possa essere abbracciato anche da altre compagnie: si potrebbero ad esempio creare contenuti specifici in collaborazione con il colosso nipponico, strada che Bandai Namco sta già percorrendo, dimostrando di avere piena fiducia in questo progetto.