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Speciale Il Miglior Gioco della Generazione

Al via i primi sondaggi per eleggere il miglior gioco della generazione

Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

E' sempre un momento straniante, quello in cui una generazione si consegna alla storia per far posto alla nuova. Per noi videogiocatori, coincide generalmente con uno strano rituale che si ripete ad intervalli regolari: con fare un po' melanconico, andiamo alla ricerca di scatole gettate chissà dove più di cinque anni prima, dentro cui gli involucri di cellophane e i manuali di istruzioni si conservano ancora intatti, come sfuggiti alla morsa del tempo. E così gli imballaggi, che un tempo avevano visto sorgere gli hardware ancora lucidi e scintillanti, si trasformano nei sepolcri di una macchina che dovrà conoscere il lento gocciare di giorni tutti uguali, nelle soffitte o in chissà quale scatolone.
E' un momento serio, pensoso, toccante: perchè in quelle scatole che i più attenti sigillano con cura finiamo per riporre anche i ricordi più belli che ci hanno accompagnato, indissolubilmente legati a questa o quella console. E' un vortice di storie, smarrimenti, emozioni: la prima volta che siamo entrati in copertura nei panni di Marcus Fenix, quell'unico momento di vaga rilassatezza in cui Nathan Drake si ferma ad accarezzare uno Yak, o il primo salto interplanetario di Mario, quando Galaxy rivela i suoi strabilianti giochi gravitazionali. Non sappiamo se anche questi ricordi sopravviveranno ai decenni, come hanno fatto quelli delle passate generazioni; oppure se svaniranno in una nuvola di pixel, svelando la fragilità dell'impalcatura che ha sorretto il modello produttivo del gaming moderno e lasciando solo un vuoto incolmabile. Ma per il momento quello che conta è che separarsi da una console è in qualche modo doloroso, perchè assieme a lei si allontanano ore dense, vitali, attraversate ancora da una passione che non smette di animarci dagli anni '80.
Quasi dodici mesi fa fu Wii a percorrere il viale del tramonto e tornare assieme a WiiMote e Nunchuck nei cassettini blu della sua confezione. Oggi tocca invece a molte Xbox360 e Ps3 (la terrà ancora attiva chi aspetta l'imminente Gran Turismo 6). Noi di Everyeye.it abbiamo salutato le nostre vecchie console ed i videogiochi ormai finiti, e sguazziamo soddisfatti nella Next-Gen. Vogliamo però salutare questa generazione nel migliore dei modi, coinvolgendovi in un'iniziativa che ci porterà ad eleggere il miglior videogioco della scorsa generazione: un gigantesco sondaggio in cui sarete voi a scegliere qual è il titolo più bello degli ultimi sette anni.

LINK AL TOPIC PER LE VOTAZIONI

Sondaggi

Visto il numero letteralmente strabordante di titoli che sono pietre miliari di questa generazione, abbiamo deciso di strutturare il sondaggio per eleggere il “Gioco della Generazione” in due turni. Nella semifinale attualmente in corso i giochi sono stati suddivisi nelle “quattro stagioni” di questa generazione eterna. Per ogni biennio, quindi, potrete indicare le vostre preferenze: i primi due classificati di ogni sondaggio accederanno alla finale, in cui si sfideranno otto capolavori. Vediamo insieme le nomination.

In molti si lamentano delle Line-Up con cui Xbox One e PlayStation 4 si sono presentate sul mercato. Forse non ricordano che ai tempi d'esordio della vecchia generazione c'erano Resistance e Kameo, Perfect Dark Zero e Lair. I primi anni di Xbox 360, Ps3 e Wii sono stati abbastanza travagliati, fatti di esperimenti non sempre riusciti (Red Steel), proposte Cross-Gen (Quake 4 e GUN), titoli vuoti e poco interessanti.
Poi sono arrivate le prime soddisfazioni: da una parte Nintendo ha schierato quel Super Mario Galaxy che una volta di più aveva riscritto le regole del platform 3D, dall'altra Capcom proponeva i primi titoli veramente capaci di sfruttare la potenza della console, con Dead Rising a fare da apripista. Poi arrivarono anche Gears of War e Uncharted: il primo fu una rivoluzione così potente da rimanere, negli anni, ancorato alla formula che ne aveva decretato il successo, il secondo rappresentò invece un titolo ancora un po' acerbo, che solo con l'arrivo del secondo episodio ha saputo trovare una formula generalmente perfetta.
Il biennio che arriva fino al 2007, in ogni caso, è stato senza dubbio un periodo di formazione importantissimo, che ha visto l'esordio di saghe-culto come Modern Warfare, Assassin's Creed, Mass Effect. All'epoca lo sparatutto di Infinity War rivoluzionò il genere, e chi avrebbe immaginato che negli anni si sarebbe creata una spaccatura così profonda fra i dati di vendita e l'affetto dei giocatori.
Anche il free roaming di Ubisoft sarà sempre ricordato per i tanti “cuori infranti” che con ferocia lo attaccarono al tempo dell'uscita: eppure Assassin's Creed era davvero un titolo nuovo, un prodotto che non sarebbe potuto esistere prima dell'epoca in cui è stato concepito, ed un titolo culturalmente smisurato.
Fra gli altri, troviamo uno dei primi tie-in veramente riusciti (The Darkness), il capitolo che ha segnato la fine della prima trilogia di Halo (aprendo poi un periodo abbastanza tormentato per la saga), e l'incredibile Portal, capolavoro di Valve che ha riscritto il paradigma dei puzzle game.
Ecco quindi il link per votare, correte a scegliere i giochi che più vi sembrano rappresentativi di questo periodo.

Nomination:
- Assassin's Creed (Ubisoft Montreal)
- Bioshock (Irrational Games)
- Call of Duty 4: Modern Warfare (Infinity Ward)
- Dead Rising (Capcom)
- Gears of War (Epic Games)
- Halo 3 (Bungie Studios)
- Mass Effect (Bioware)
- Portal (Valve)
- Super Mario Galaxy (Nintendo)
- The Darkness (Starbreeze Studios)
- The Elder Scrolls IV: Oblivion (Bethesda)
- Uncharted: Drake's Fortune (Naughty Dog)


Non sappiamo esattamente quando il modello produttivo delle Major si è “rotto”. Quando, cioè, i publisher hanno cominciato a puntare quasi esclusivamente su progetti dal rendimento sicuro, su titoli conosciuti, in grado di attirare le masse dei giocatori solo grazie al nome. A giudicare però dall'elenco di titoli arrivati sugli scaffali nel biennio successivo a quello iniziale, diremmo che fra il 2008 ed il 2009 ancora si investiva in creatività.
Ci sono, è vero, molti sequel che compaiono nella lista, ma anche tanti nomi mai visti. All'epoca Electronic Arts non era ancora sprofondata nella crisi che l'ha vista adagiarsi su un modello produttivo un po' troppo tipizzato, ed anzi se ne uscì con il coraggiosissimo Mirror's Edge e con l'altrettanto interessante Dead Space, simbolo della rinascita horror che si opponeva allo smarrimento delle altre saghe culto del genere, come Resident Evil e Silent Hill.
E sempre sotto etichetta EA uscì Dragon Age: Origins, probabilmente l'ultimo lavoro di una Bioware in stato di grazia, prima della catastrofe (mitigata in linea di massima dai risultati tutt'altro che disprezzabili di Mass Effect 2).
Sul fronte Sony c'era il sequel di Uncharted (finalmente senza le spigolosità del primo episodio) ed un Metal Gear Solid che si sforzava in ogni modo di ristrutturare le regole dello stealth. Ma c'era anche quel LittleBigPlanet che rappresenta un monumento alla creatività ed il definitivo sdoganamento degli user generated content, nonché il lascito della visione (un po' schizzata?) di Phil Harrison. Dall'altra parte della barricata, invece, troviamo il conservativo Gears of War e Lost Odyssey, ultima traccia delle politiche di avvicinamento al Giappone che Microsoft tentò con sincera convinzione. Menzione d'onore per lo sconvolgente Arkham Asylum, diventato un classico nel giro di pochi mesi.
Ecco quindi il link per votare.

Nomination:
- Assassin's Creed 2 (Ubisoft Montreal)
- Batman: Arkham Asylum (Rocksteady Studios)
- Dead Space (EA Redwood Shores)
- Dragon Age: Origins (Bioware)
- Fallout 3 (Bethesda)
- Gears of War 2 (Epic Games)
- Grand Theft Auto IV (Rockstar North)
- LittleBigPlanet (Media Molecule)
- Lost Odyssey (Mistwalker)
- Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots (Kojima Productions)
- Mirror's Edge (DICE)
- Uncharted 2: Among Thieves (Naughty Dog)


Anche il penultimo biennio, in verità, è piuttosto movimentato. Se da una parte cominciava ad intravedersi la standardizzazione del mercato che ha scontentato parecchi giocatori, portando negli ultimi tempi ad un ritorno di fiamma del mercato indie, dall'altra bisogna ammettere che, pur con ritmi meno regolari, qualche software house ha tentato di calcare nuove vie. E' il caso, ad esempio, di Quantic Dream, che ha proposto il suo Heavy Rain scommettendo su una formula particolarissima, tutta concentrata sulla narrazione interattiva, ma anche di Remedy, che con Alan Wake ha voluto proporre una sorta di Thriller episodico, puntando moltissimo su sceneggiatura e atmosfera.
Questo biennio è anche quello in cui si è riscoperto il piacere della difficoltà e del tecnicismo. Forse l'accoppiata Dark Souls e Demon's Souls (due titoli arrivati a stretto giro) è quella che meglio rappresenta l'urgenza che in molti hanno sentito di ridefinirsi hardcore gamer, cercando esperienze letteralmente estreme. Ma anche Bayonetta, con le sue esagerazioni, sembra un titolo esplicitamente dedicato a quei giocatori che cercano una sfida degna di tale nome.
In questa nostra “terza stagione” arriva inoltre il monumentale Red Dead Redemption, e l'incredibile Skyrim, che ha stregato tutti gli appassionati di RPG orientali. Quelli che invece preferivano l'approccio “nipponico” potevano per fortuna giocarsi quel capolavoro intramontabile di Xenoblade Chronicles.
Per il resto, oltre a qualche conferma (Mass Effect 2, Portal 2, Arkham City), bisogna segnalare la degna ripartenza di una saga che si spera non tardi a tornare sulle nostre console: parliamo ovviamente di Deus Ex, che dopo i fasti dei primi capitoli ha saputo ritrovare una sua cifra con Human Revolution.
Ecco il link per votare.

Nomination:
- Alan Wake (Remedy Entertainment)
- Batman: Arkham City (Rocksteady Studios)
- Bayonetta (Platinum Games)
- Dark Souls (From Software)
- Demon's Souls (SCE Japan Studio, From Software)
- Deus Ex: Human Revolution (Eidos Montreal, Square Enix)
- Heavy Rain (Quantic Dream)
- Mass Effect 2 (Bioware)
- Portal 2 (Valve)
- Red Dead Redemption (Rockstar San Diego)
- The Elder Scrolls V: Skyrim (Bethesda)
- Xenoblade Chronicles (Monolith Soft)


E siamo quindi giunti alla fine. Fiaccati ma felici. Negli ultimi due anni il nostro media ha raggiunto ormai una fortissima consapevolezza dei suoi limiti e dei suoi strumenti espressivi, portando alle estreme conseguenze entrambe le sue anime: da una parte quella immobilista, paludata, decisa a sfruttare fino all'ultimo il triviale successo commerciale di un brand; dall'altra la tendenza ad inseguire -se non il nuovo- una certa maturità nei temi e nell'esposizione, magari accompagnata da un'idea forte a livello di gameplay. E' ovvio che nella nostra classifica non trovino posto tutti quei blockbuster senza originalità che pure hanno costellato il mercato, e invece si facciano spazio prodotti come Dishonored e Catherine: sono questi il simbolo di un mercato che non ha mai voluto arrendersi completamente alla standardizzazione.
Ma proprio in quest'ultimo biennio vanno registrate tante altre soddisfazioni: il Journey di ThatGameCompany, chiusura splendida di un'ideale trilogia iniziata con Flow; e quel Bioshock Infinite così contrastato, ma dotato di un impianto narrativo unico e profondissimo.
Anche nei più riusciti reboot (Tomb Raider), insomma, questo periodo sembra caratterizzato dall'attenzione smodata per il racconto, che si manifesta in maniera tangibile in quella “graphic novel interattiva” che è il The Walking Dead di Telltale Games.
Certo, c'è anche chi preferisce aderire in maniera molto diretta alla logica di genere, come Rayman Legends e Far Cry 3: il primo per il platform, e l'altro per gli shooter, entrambi hanno determinato un evidente salto qualitativo nell'ambito della categoria di appartenenza.
Ma forse le soddisfazioni più grandi sono arrivate proprio in extremis, con la coppia che -crediamo- meglio caratterizza quest'ultimo biennio: The Last of Us e GTA V sono i due titoli che rappresentano la summa di un'esperienza videoludica durata quasi un decennio. Si tratta di due prodotti profondamente diversi: uno sceglie di puntare tutto sull'estensione, l'altro sulla focalità. Un dualismo che attraversa l'intera generazione e che la chiude, come ad indicare che di qui in avanti le due concezioni potrebbero pure incrociarsi, in titoli allo stesso tempo immensi e densissimi.
Ecco il link per votare.

Nomination:
- Beyond: 2 Souls (Quantic Dream)
- Bioshock Infinite (Irrational Games)
- Catherine (Atlus Persona Team)
- Dishonored (Arkane Studios)
- Far Cry 3 (Ubisoft Montreal)
- Grand Theft Auto V (Rockstar North)
- Journey (Thatgamecompany)
- Mass Effect 3 (Bioware)
- Rayman Legends (Ubisoft Montpellier)
- The Last of Us (Naughty Dog)
- The Walking Dead (Telltale Games)
- Tomb Raider (Crystal Dynamics)