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Speciale Il ritorno dell'uomo Xbox

Robbie Bach racconta nel libro "Xbox Revisited" i primi 10 anni di Xbox. L'ex presidente parla della sconfitta di Xbox e del riscatto con Xbox 360...

speciale Il ritorno dell'uomo Xbox
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Robbie Bach non visitava i padiglioni dell'E3 da 5 anni. Molto è cambiato nella sua vita in questo lasso di tempo, anzitutto ha abbandonato Microsoft e la guida della divisione Xbox: se nel 2010 il suo cartellino di espositore riportava "President of Microsoft's Entertainment & Devices Division", nel 2015 è un comune visitatore come migliaia di altri.
Nei nostri giorni a Los Angeles abbiamo visto Phil Spencer, colui che ha nel frattempo assunto la sua posizione, correre da una parte all'altra del booth Xbox One, tastando gli umori dei giornalisti e soffermandosi a dialogare con gli sviluppatori, specie quelli di terze parti. Robbie Bach invece si è comportato più come un vagabondo, girovagando a lungo ai booth Nintendo, Activision, Sony e Ubisoft. Ha guardato quello verde di Microsoft da lontano, un misto di nostalgia per le tante sfide e vittorie di Xbox 360, ma anche un certo disgusto per gli interminabili meeting con partner e retailer ai tempi della prima Xbox, per nulla incantati dalle meraviglie tecnologiche del monolite rispetto a PS2.
Il suo ritorno nel circuito dell'industria dei videogiochi e la sua presenza in quel di Los Angeles coincidono con la presentazione del libro di memorie da lui scritto, intitolato Xbox Revisited, in uscita negli Stati Uniti a Settembre. Il sottotitolo, però, chiarifica che l'avventura di Microsoft nel settore console non sarà il protagonista assoluto: A Game Plan for Corporate and Civic Renewal, infatti, sottintende come nel futuro di Robbie Bach ci sia tanto spazio per la consulenza all'interno dell'industria dell'entertainment, ma anche per un impegno politico in qualche istituzione americana.
Ma la circostanza dell'E3 ha aperto Bach come un libro sulla sua carriera in Microsoft, la nascita di Xbox e Xenon (nome in codice di Xbox 360), gli errori di Xbox One e la sua ricetta per correggerli in corsa. A partire da un'intervista pubblicata su Polygon abbiamo deciso di ragionare sulla figura di Bach ed il viaggio di Microsoft nell'industria dei videogiochi.


Xbox o l'insanità mentale di Microsoft

"E' una delle idee più stupide che io abbia mai sentito". Ecco la prima cosa che Robbie Bach esclamò sul finire degli anni '90 la prima volta che un collega gli disse dell'intenzione di sua signoria Bill Gates di entrare nel mercato delle console per videogiochi. Un'obiezione a suo tempo condivisibile: Microsoft aveva fatto la sua fortuna grazie al software, al sistema operativo Windows ed alla suite Office, che impegnava lo stesso Bach da una decina d'anni, da quando dopo una laurea in economia decise nel 1987 di unirsi all'azienda di Seattle. Non aveva le risorse per mettere insieme una divisione hardware, doveva convincere non poche software house a sviluppare videogame per loro anzichè Sony, Nintendo o Sega; ma ormai zio Bill aveva deciso: dopo aver conquistato milioni di uffici valeva la pena lanciarsi alla conquista dei salotti, rivaleggiando con i giganti dell'entertainment a stelle e strisce, anch'essi accortisi di come gli incassi dei videogame avevano appena superato quelli del cinema e della musica.
Un veloce flash forward porta Bach la sera prima della conferenza Microsoft all'E3 2001, il palcoscenico dove Xbox sarebbe stata rivelata al mondo e con essa i primi videogiochi. Bach è ora a capo della divisione Entertainment & Devices, una qualifica appuntatagli al petto da Steve Ballmer, socio di Gates, per via della grinta dimostrata nelle partite a tennis mattutine al Pro Sport Club di Bellevue.
Quella conferenza di debutto fu un completo disastro. Microsoft aveva dato appuntamento alla stampa per le 8.30 di mattina, ma Sony furbescamente la sera prima aveva convinto non pochi giornalisti a trattenersi per qualche drink dopo la conclusione della sue conferenza. Risultato? Molti disertarono e chi c'era sbadigliava più del dovuto: d'altra parte che aveva da dire la novellina americana rispetto a mostri ormai sacri come Sony e Nintendo?
Poco o nulla in effetti: Halo da solo non sembrava bastare per ringalluzzire una line-up derivata dal PC e dalla diaspora di videogame Sega. Inoltre i prototipi delle console mostravano qualche problema, si bloccavano e scattavano. Non il migliore dei debutti.
In effetti alla fine della generazione come sappiamo Microsoft riuscì solamente a staccare Nintendo di qualche milione di console in più, ma al netto di quasi 1 miliardo di dollari persi per strada, un mercato giapponese ed in parte europeo freddo ed un rapporto con la rivale designata Sony di 6 a 1. Bach in effetti ricorda come lo scontro frontale con Playstation 2 fu cercato anche e sopratutto per intimidire Sony stessa, che si pensava prossima ad un massiccio ingresso nel settore PC, combinando la linea Vaio ad un proprio sistema operativo.

Xbox 360: togli il più possibile e avrai successo

Xbox 360 fu il momento per Bach di rimediare agli errori di Xbox, dovuti più che altro all'inesperienza di Microsoft nel campo hardware. Bill Gates riconfermò Bach e la sua squadra (ricordiamo Ed Fries, J Allard, il rivale interno di Bach, e Peter Moore), dando loro modo di imparare dagli errori. Anzitutto il lancio in anticipo nel Novembre 2005, una finestra temporale di un anno in cui i giocatori videro sulla piattaforma Microsoft cosa significava giocare in Alta Definizione.
Poi non dimentichiamo il prezzo. Sony parlò del fattore economico all'E3 2006, quando Xbox 360 già si trovava sugli scaffali dei negozi: disse che il modello base di Playstation 3 sarebbe costato 500 euro, 100 in più della console Microsoft nella versione con hard disk. Un'autogol per Sony, un momento "dammi il cinque" per Bach, che ricorda come dovette "letteralmente scrivere a qualcuno presente alla conferenza per ottenere una conferma. Lo streaming non era il massimo. Pensammo che qualcosa fosse successo alla trasmissione live. 'L'hanno detto davvero?'. Esatto, dissero proprio così".
100/200 euro in più per console alla fin fine dalla caratteristiche paragonabili era veramente troppo, anche per il giocatore più fedele a Sony. Microsoft aveva fatto tesoro del costo maggiore di Xbox rispetto a Playstation 2: se su entrambe le console giravano gli stessi giochi, la differenza di prezzo appariva ingiustificata. Playstation 3 giocò la carta lettore Blu Ray, una componente che fece senz'altro lievitare i costi di produzione per singolo modello. Bach ed il suo team meditarono a lungo sulla possibilità di inserirlo anche in Xbox 360 (o al massimo il rivale di Toshiba, l'HD-DVD), ma poi decisero per la possibilità più avanti di inserire una funzionalità di streaming in HD di film attraverso Xbox Live. Una scelta coraggiosa e lungimirante, specie perchè Sony comunicò molto bene Playstation 2 come un lettore DVD a buon mercato.


Xbox One e la spina nel fianco di Kinect

Robbie Bach abbandonò Microsoft ed Xbox nel 2010. Sembra che un virus di carità e beneficenza prima o poi contagi la dirigenza Microsoft, o almeno quanti stabiliscano le loro mega-dimore sulle rive del lago Washington, e est di Seattle; Bach sommò a questo impegno sociale una partecipazione nel comitato olimpico USA, in memoria di quando giocava a tennis all'università.

Xboy o Xphone?

Nel libro Bach discute anche della possibilità o meno di entrare nel mercato delle console portatili. La dirigenza Microsoft a più riprese spinse affinchè la cosa si realizzasse, dopotutto era la strada che Sony stava percorrendo: Bach alla fine si convinse a costituire un piccolo team esplorativo, il quale realizzò diversi prototipi, incluso un tablet a due schermi tattili, alcuni dei quali riuscirono anche ad emergere dai laboratori di Microsoft.
Ma lato business era un'idea che distoglieva risorse, energie e spazio sugli scaffali all'Xbox casalinga. "C'era questa teoria secondo la quale un handheld richiedeva meno risorse perchè i giochi sarebbero stati gli stessi. Beh questa era una bugia, i giochi non sarebbero stati gli stessi. Allora il canale di vendita sarebbe stato lo stesso. Una mezza verità. Ma era sempre un'altra unità di business (SKU) da piazzare sugli scaffali. I rivenditori ci dissero: 'possiamo concedervi dello spazio, ma lo toglieremmo da quello dei giochi per Xbox' ".
Sony lanciò PSP nel 2004, 3 anni più tardi Apple presentò il primo iPhone. Ecco, quest'ultima sarebbe stata un'idea vincente: Bach pensa che se gli ingegneri di Microsoft avessero realizzato non un prototipo di Xboy, bensì un Xphone, un cellulare-console con schermo touch screen, le cose forse sarebbero andate in maniera totalmente differente. Ma forse semplicemente il flop dell'Ngage aveva rivelato che per il momento quella strada ibrida era difficile da percorrere...


Il 2010 è stato l'anno di Kinect, una scommessa che Microsoft è riuscita a vincere contro ogni aspettativa su Xbox 360 e perdere invece su Xbox One. Lo stesso Bach ammette di aver sottovalutato l'avanzata dei controller di movimento: era in seconda fila durante la conferenza che Satoru Iwata di Nintendo tenne al Tokyo Game Show e durante la quale presentò al mondo il Wiimote. Il suo primo pensiero che ebbe fu: "qualcuno migliore di me mi spieghi perchè questo non è un gigantesco problema [per Xbox]". Si rivelò essere un gigantesco problema, tale da costringere Sony e Microsoft a correre il prima possibile ai ripari. Sony lo fece con una scopiazzatura palese dell'idea di Nintendo, Microsoft commercializzando una tecnologia all'avanguardia, ma decisamente poco avvezza al videogioco.
Come ricordate Xbox One fu lanciata in bundle con una nuova versione di Kinect, ad un prezzo di 100 euro superiore alla rivale Playstation 4. Qui Bach scuote la testa: il problema non è tanto l'inserimento di Kinect, perchè un certo tipo di pubblico ha dimostrato di apprezzarlo (è il pubblico di Just Dance per intenderci), quanto piuttosto quei 100 euro in più a listino. Un errore a suo avviso veramente grossolano quello compiuto dalla dirigenza Xbox: ma come, la buona partenza di Xbox 360 rispetto a Playstation 3 non ha insegnato niente? Il Blu-Ray non fu in grado di giustificare il prezzo maggiorato e così Kinect ed i suoi comandi vocali non bastarono per giustificare la differenza di prezzo rispetto a Playstation 4.
Bach chiosa dunque con un postulato: "se hai uno svantaggio di prezzo di 100 euro sulla versione base della tua console, sei destinato a perdere. E' pura economia. Non è così difficile da comprendere".
Adesso però, appianata la questione del prezzo e con una line-up più concreta, cosa succederà?