Speciale Inafune vuole la next-gen!

Durante la presentazione milanese di Yaiba: Ninja Gaiden Z, abbiamo chiesto al papà di Megaman cosa ne pensa delle nuove console

speciale Inafune vuole la next-gen!
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Yosuke Hayashi, il boss di Team Ninja, tossisce ed appare visibilmente raffreddato. Lascia che sia il suo illustre socio Keiji Inafune a parlare in sua vece. E il papà di Megaman, volto leggendario della storica Capcom, attualmente imprenditore con la sua software house Comcept (Soul Sacrifice), non si fa affatto pregare e risponde con un'enfasi non comune tra i giapponesi alle nostre domande sul videogioco Yaiba: Ninja Gaiden Z, che insieme ad Hayashi supervisiona attentamente essendo in sviluppo presso i ragazzi californiani di Spark Unlimited.
Di Inafune colpiscono almeno 2 cose. La giovane età è la prima: a 48 anni d'età è una leggenda vivente dell'industria videoludica, creò Megaman quando non aveva ancora 25, mentre oggi si ritrova dietro di sè serie di successo come Street Fighter, Onimusha e Dead Rising. Con una carriera costellata di simili successi nemmeno Matteo Renzi lo rottamerebbe!
E poi lo stile sportivo nel vestire. Come dimostra la prova fotografica allegata, Hayashi ha una bella giacchetta ed una sobria camicia, mentre Inafune non si fa problemi a presentarsi in tuta rossa della Nike, jeans e borsello lungo i fianchi (!). Della serie: non prestare attenzione al mio abito, misura solo l'intelligenza delle mie idee!
In effetti le sue idee e le sue dichiarazioni hanno ispirato questo articolo, che prende le mosse da un paio di sue dichiarazioni circa l'alba della nuova generazione di console e la direzione intrapresa dal mercato, specie quello giapponese.

Dove stiamo andando?

"Parlando delle console next-gen, anche se il Giappone arriverà dopo il lancio occidentale, l'aspettativa è molto alta. Non è solo una questione di specifiche tecniche, ma è dovuta anche alla direzione e allo slancio che potrebbe avere l'industria dei videogiochi. I budget per i titoli tripla-A crescono sempre più, ma io mi aspetto un declino del loro numero nei prossimi anni; di contro i videogiocatori chiederanno a gran voce produzioni maggiormente originali e nuove IP. Il potenziale per quest'ultime produzioni assumerà sempre maggior rilievo nel futuro.
Prendendo ad esempio il lungo corso dell'industria del videogioco giapponese possiamo intravedere molti classici, in sala giochi così come su console casalinghe: sarebbe il caso di riprendere questo bagaglio e riproporlo in maniere aggiornate ed accessibili. Le console next-gen non vantano solamente hardware più potenti, ma si portano dietro tutta una serie di funzionalità, come ad esempio il pulsante Share, grazie al quale esplorare nuove direzioni all'interno dei videogiochi.
Ci sono immense opportunità là fuori e sono convinto che sfruttandole appieno potremmo raggiungere vette ancora inesplorate dal game design
".

Morale della favola: a Keiji Inafune la next-gen piace e piace veramente tanto. A suo dire non è tanto il passo avanti tecnologico, quanto piuttosto l'enorme semplicità odierna nel gestire più funzionalità contemporaneamente e porre le console al centro di una grande rete sociale e tecnologica.
Il passo avanti tecnologico è nettamente inferiore a quello intercorso tra le console 128 bit e Playstation 3 ed Xbox 360: primo perchè a questo giro il PC sembra avere una marcia in più e distanzia già le console in termini di frame rate e qualità delle texture (non dobbiamo attendere un paio d'anni per avere un titolo dall'impatto tecnologico paragonabile a Crysis visto che già ora i multipiattaforma sono migliori su PC), ma sopratutto non vi è stato affatto un upgrade in termini di definizione: i 4K sono ancora lontanissimi ed insomma la definizione raggiungibile da Xbox One può essere tranquillamente scambiata per quella della console precedente Microsoft.
Ha ragione quindi il papà di Megaman quando sottolinea come la vera discriminante della nuova generazione hardware ruota interamente attorno al tasto Share. Sony ha avuto una buona idea nel pensionare il vetusto Select ed introdurre una funzionalità in background che consente in qualunque momento di condividere un video di gioco o un proprio commento sui canali web come Facebook, Youtube e Twitch. Xbox One non a caso dedica un terzo del proprio processore a gestire il multitasking, facendo coesistere la possibilità di giocare e intanto far fare alla console dell'altro.
Certo Inafune qui tace su quali possano essere le reali implicazioni di un così vasto ventaglio tecnologico. Parla di di rispolverare i vecchi classici secondo questa filosofia, ma poi va a proporre un erede spirituale di Megaman quale Mighty n°09 che sembra molto più incentrato sul riportare in auge i bei tempi andati che dipingere un futuro radioso ed inesplorato. Ancora non sappiamo dove Comcept andrà a parare su Playstation 4, ma forse per il momento può valere a suo credito la bella prova di Dead Rising 3, che sebbene orfano della sua ispirazione ha dato un senso alla potenza bruta di Xbox One.

Come saranno i prossimi videogiocatori?

"Parlando di fan hardcore, essi sono decisamente eccitati per l'avvento delle nuove console. Tale categoria non è in declino: tutt'altro, dal momento che nel mercato europeo ed americano osserviamo moltissimi videogiocatori che sono entusiasti per la next gen. In Giappone i casual game stanno prendendo piede, configurandosi come esperienze veloci e di facile approccio: dobbiamo essere bravi ad intercettare anche questo pubblico. Gli hardcore gamer nipponici saranno i primi ad acquistare le console di prossima generazione, ma speriamo vivamente che i casual gamer li seguiranno prima o poi".

Ecco, il Giappone per la prima volta dai tempi dell'Atari VCS non è affatto il primo mercato ad accogliere i nuovi sistemi hardware. Playstation 4 arriverà a Febbraio con una line-up a misura di giapponese, mentre Xbox One si farà vedere nel 2014 ma non sembra molto convinta di poter giocare la partita. Che il Sol Levante non sia più la terra di riferimento dei videogiochi la generazione appena passata ce lo ha sempre più fatto presente: non ci aspettavamo, però, che in pochi anni molti più appassionati di videogame autoctoni potessero convertirsi alle esperienze provenienti dalle terre occidentali. I numeri parlano chiaro: Grand Theft Auto V è l'unico videogioco che nel 2013 ha venduto più di 1 milione di copie su Playstation 3, né Yakuza 5 e neppure Tales of Xillia 2 si sono avvicinati a questa cifra.
I tempi cambiano anche per il samurai Ryu Hayabusa, che dopo un tiepido terzo episodio cede il passo allo sboccato Yaiba e bussa alle porte di una software house occidentale quale Spark Unlimited per realizzare Ninja Gaiden Z. Keiji Inafune è anch'egli coinvolto in questo curioso caso di outsourcing al contrario: non ce lo dice, ma forse anche lui ha capito che se l'industria giapponese vuole sopravvivere e ritornare ad essere competitiva deve aprirsi all'esterno, far entrare il meglio della produzione gaijin e far uscire i concetti di game design nipponico ancora capaci di apportare nuove idee, ma forse incapaci di realizzarli su larga scala.
Gli hardcore gamer dagli occhi a mandorla faranno la fila al day one per accaparrarsi la nuova ammiraglia Sony, ma le famiglie e il pubblico di Puzzle & Dragon quando si convertirà alla next-gen? C'è il rischio concreto che non piazzeranno più ingombranti scatole nere in salotto, ma giocheranno con gli smartphone o le console portatili in treno e fuori da casa, portando dentro l'uscio al massimo una Playstation Vita TV.
La ricetta prevede pochi semplici ingredienti: intercettare il meglio delle software house americane ed europee, dialogare con loro e cooperare tra di loro, comprendere le esigenze di "velocità e facilità" richieste dai casual gamer e ricomporle facendo leva sul bagaglio culturale del videogioco nipponico.
Comuqnue vada sarà un successo: noi facciamo il tifo per te, Inafune-san!