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Speciale L'eredità del Wii

Salutiamo la console Nintendo, e riflettiamo su cosa ci ha lasciato

speciale L'eredità del Wii
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il 30 Novembre 2012 si esaurirà nei negozi di tutta Europa la nuova console firmata Nintendo.
Wii U è pronta ad entusiasmare tutti i fan della grande N e gli utenti incuriositi dall'esperienza di gioco con il Gamepad. Nei forum di tutto il mondo sono in corso dibattiti accesi sulla price policy, sulla qualità della Line-Up di lancio, sulla capienza dell'hard disk e sull'abbonamento Premium che permetterà di avere sconti per l'acquisto dei titoli in digital delivery. Se volete una panoramica completa su tutti questi aspetti vi consigliamo di dare uno sguardo al nostro speciale. In questa sede non ci interessano però diatribe tanto animose.
Oggi, del resto, abbiamo fatto posto sul mobile del televisore, e ci sentiamo un po' sentimentali. I cavi arrotolati attorno all'alimentatore grigio, la base di plastica riposta nell'alloggiamento laterale dalla scatola, la Sensor Bar di nuovo avvolta nell'abbraccio setoso degli involucri anti-urto.
Wii si prepara a tornare in quella zona grigia e polverosa della casa dove albergano i ricordi e le console che non si utilizzano più: cantina, soffitta, o l'anta laterale di un grosso armadio.
Dopo tanti anni insieme è quasi naturale voltarsi a guardare che cosa ci ha lasciato Wii.
Si tratta, vogliamo premetterlo, di uno sguardo molto intimo e personale. Una panoramica che non è fatta di verità assolute, di riscontri incontrovertibili: è l'elenco un po' trasognato di quello che nella visione del sottoscritto Wii ha lasciato a questa generazione di console, fra le mura del salotto e nel ripiano sconsolato dello scaffale sotto alla Tv.

I postumi della rivoluzione

Wii ci ha lasciato il ricordo di tanti pomeriggi nervosi. Passati a dibattere sulle pagine di Forumeye se questo focus motorio di Nintendo fosse o non fosse una “rivoluzione”. Col senno di poi, bisogna ammetterlo: lo è stata.
Lo è stata per vari motivi, molti dei quali culturali, ma in linea di massima lo è stata perchè ha cambiato il volto dell'industria. Ed è questo che fanno le rivoluzioni: sovvertono, scompongono, riscrivono.
Al sottoscritto l'idea di puntare potentemente sul motion controller non è mai andata troppo a genio. Inutile girarci intorno. Del resto le esigenze di ogni videogiocatore sono diversissime, e come non tutti si sentono appagati dall'aderenza ad una certa logica di genere, dalla tendenza alla spettacolarizzazione tipica di troppi titoli usciti ultimamente, dal trascinarsi stanco di questa o quella saga ben oltre il limite della decenza, chi scrive non è mai entrato in sintonia con il Wiimote. E neppure con la sua versione Plus, fra l'altro poco sfruttata dai titoli che hanno visto la luce dopo il suo rilascio.
Non si pensi che sia una questione di preferenze: neppure Move e Kinect mi hanno mai soddisfatto fino in fondo. Per contro la tecnologia touch che abbraccerà pure il Wii U mi sembra più precisa, immediata, intuitiva, responsiva, ed in generale legata a molti meno compromessi. Lo ha dimostrato, penso, la coppia di console portatili Nintendo, distillando negli anni una line-up freschissima ed eccezionale, con pochi momenti di stanca.
Ma le preferenze personali non impediscono di accettare una semplice verità: Wii ha tracciato nuove strade, proposto nuovi modi di giocare, aperto possibilità. In molti, e non solo le nuove leve del gaming, hanno trovato nell'approccio motorio inaugurato da Nintendo curioso e vitale, brillante e nuovo, fuori dal coro. A loro Nintendo ha regalato qualcosa che sempre più raramente si trova in questo mercato: la creatività. Inseguita disperatamente dalle rivali, che mai hanno raggiunto i suoi risultati in termini di inventiva e lungimiranza, la casa di Kyoto ha saputo distinguersi, proporre, innovare.

Tanti, mai troppi

Wii ha fatto anche un altro regalo all'industria, espandendo a dismisura i suoi confini. E' facile guardare alle classifiche di vendita e girare la testa schifati, imputando le prestazioni impensabili dei long seller all'assalto cieco dei Casual Gamer.
Wii ha raggiunto fasce di mercato e tipologie di utenti che mai si sarebbero sognati di toccare con mano un videogioco. Sia stato merito della campagna marketing, del passaparola, o di tutti quei prodotti “extracurricolari” tanto in odio ai giocatori “duri e puri”, non lo sappiamo con esattezza.
Ma questa crescita è fondamentale per l'industria. L'errore di molte software house, che si sono trovate pericolosamente vicine a passare grossi guai finanziari, è stato quello di pensare che la velocità e l'entità di tale espansione potessero rimanere costanti. Fra i milioni di nuovi utenti che si sono avvicinati al videogioco con Wii, molti l'han fatto per bizza e curiosità, mollando il colpo dopo aver esaurito gli stimoli del nuovo. Altri, invece, hanno scoperto una passione. Altri ancora, più grandicelli, hanno capito il punto di vista delle nuove generazioni, accettando di fatto il videogioco come un prodotto d'intrattenimento con una propria identità. Fra questi, molti torneranno a giocare: non necessariamente con Wii U, non necessariamente con continuità. Alcuni evolveranno i loro gusti, passando dall'entusiasmo iniziale all'indigestione di prodotti-fotocopia, per esplorare poi le nuove vie dello sviluppo indipendente e vagliare le proposte della distribuzione digitale. Altri, resteranno estasiati dai kolossal e dai blockbuster, e camperanno solo di quelli. In entrambi i casi, l'industria del videogioco vivrà anche grazie a loro.

Una passeggiata su Sunset Boulevard

Un'altra cosa che ci ha lasciato Wii è stata una discreta quantità di videogiochi indimenticabili.
Senza ombra di dubbio l'escalation di platform bidimensionali e non, partita da Super Mario Galaxy e arrivata fino a Donkey Kong Country Returns è stata una delle poche a saziare gli amanti del genere, rimasti un po' delusi dalla scorsa generazione. Fino all'arrivo di Rayman Origins, Wii è rimasta l'unica console a disposizione dei puristi del salto (con Legends che tornerà ad essere un'esclusiva Nintendo la storia è destinata a ripetersi?).
Nel mezzo ci son stati tanti altri prodotti memorabili. La coppia di Red Steel, l'indimenticabile No More Heroes, il violentissimo Mad World. Titoli a loro modo unici e originali, che per questo motivo sono rimasti nel cuore di molti appassionati.
Uno dei rimpianti più grandi è stato quello di non aver potuto vedere un nuovo Pikmin, ma Wii U è pronto (o quasi) a mettere una pezza. Ed in linea con lo stile del titolo Nintendo, su Wii abbiamo avuto uno dei più grandi capolavori di questa generazione: Little King's Story. Bando alla versione PsVita in arrivo a breve, il titolo Cing è per chi scrive il più grande prodotto uscito sulla console Nintendo, davvero capace di sconvolgere generi e convinzioni, abbattendo barriere di ogni tipo: ludiche, emotive, artistiche. Se ve lo siete perso, ora che molte Wii andranno a rimpolpare il settore dell'usato di catene e negozietti, fateci seriamente un pensiero.
Proprio nell'ultimo periodo di vita della console sono arrivati altri pezzi da '90. Skyward Sword, ad esempio, che resta uno fra gli Zelda più contrastati di sempre. Fa innamorare a prima vista, e poi si tira un po' indietro, smussando forse quella tensione vibrante che animava il sorriso di Zelda, riportandoci troppe volte sui nostri passi. Xenoblade è invece uno di quei capolavori senza tempo che credevamo perduti da troppi anni. E resta forse l'esempio di un po' di rammarico per una potenza computazionale della macchina non certo al top: dopo tanti anni i limiti tecnici hanno cominciato a farsi sentire, anche per gli sviluppatori, costretti a tenere necessariamente a freno le loro creazioni. Basta emulare Xenoblade su un PC dalle buone prestazioni, per scoprire che “nascoste” nel codice del gioco ci sono texture ad altissima risoluzione, che cambiano il volto del titolo Monolith.
Tutti ricorderanno poi la parentesi dei titoli On-Rail. Dead Space Extraction, The House of the Dead Overkill, due Resident Evil Chronicles, vari remake dei cabinati da sala. Persino (in qualche strana maniera), Dragon Quest Swords: c'è stato un periodo in cui l'avanzamento incatenato ai binari sembrava la soluzione prediletta dai team di sviluppo di mezzo mondo. Anche i più tenaci estimatori del genere (con il sottoscritto, che ha giocato qualsiasi prodotto “su binari”) hanno cominciato a scherzarci su, bonariamente o meno.
Fra gli altri, ricordiamo con estremo piacere Sin & Punishment 2, sicuramente non per tutti ma assolutamente apprezzabile.
Altalenanti invece gli stimoli dalla digital delivery, che pur senza una evidente continuità ci ha proposto veri e propri capolavori. I due Lost Winds, World of Goo, Megaman 9, Contra Rebirth.

Nintendo Wii Non ci siamo dimenticati dei tanti altri grandi titoli che ci hanno accompagnato in questi anni, da Metroid Prime 3 al terzo Monster Hunter, passando per Super Smash Bros Brawl: fare un elenco completo non fa parte delle finalità di questo nostro viaggio nella memoria. Nel mucchio di esclusive e conversioni, non tutti i prodotti risaltano alla stessa maniera. E quando viene il tempo di riporre una console, sono le bizze delle nostre passioni che stilano le liste. Ovviamente aspettiamo di leggere anche le vostre, perchè possano incontrarsi e salutare come si deve la bianca ammiraglia Nintendo. Adesso, sul ripiano di legno scuro del nostro mobile, c'è uno spazio vuoto. Ed è pieno di possibilità e speranze. Il 30 Novembre (forse un po' prima, per noi della stampa) arriverà a riempirlo Wii U, che senza perdere tempo affianca al party game NintendoLand alcuni di quelli che saranno i perni della sua offerta nel periodo di lancio. Sul ripiano, in questo momento, Rayman dorme spalla a spalla con Mario, entrambi incuranti degli zombi apatici, immobili in attesa del contagio. Ci sono attorno gli eroi già consumati da altre battaglie, pronti a presenziare anche l'arrivo della nuova console. Si sgranchiscono le gambe, si guardano intorno. Sanno già che ben presto saranno assaltati dai commenti pungenti degli utenti insoddisfatti, dalla nenia degli Haters, da promozioni e bocciature delle nostre review. Ma loro stanno lì, con solo un desiderio: farci giocare. Facciamogli un favore, dunque: giochiamo.