Speciale L'idraulico con l'iPhone

Nintendo si allea con DeNA per non trovarsi impreparata di fronte alla crescita del mobile gaming

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Trapela poco, anzi pochissimo, dalla conferenza stampa congiunta che Nintendo e DeNA hanno condotto ieri mattina. Inchini profondi da parte dei due CEO, Satoru Iwata e Isao Moriyasu, slide bianchissime e nessuna immagine. Non è tempo di annunci concreti, ma di manovre finanziarie che emergono dopo almeno 5 anni di trattative sotto traccia. C'è l'ufficialità che le due compagnie faranno qualcosa insieme, c'è stato un reciproco acquisto di quote societarie a siglare il non trascurabile orizzonte di questa collaborazione. L'una è l'intramontabile Nintendo, regina incontrastata del gaming nipponico, l'altra è DeNA, colosso del mobile che sui videogiochi e servizi collaterali ha costruito la propria (recente) fortuna.
Ma se qualcuno si aspettava Iwata alzarsi in piedi e sventolare un iPhone con sopra un Super Mario che saltella, beh: quel giorno non è ancora arrivato. Ma chissà, magari basteranno dodici mesi per vedere l'idraulico adattarsi alla mania dei touch screen capacitivi; dopotutto proprio il Presidente di Nintendo ha proprio detto che qualsiasi IP Nintendo è candidata ad arricchire la rosa videoludica di DeNA.
Ma cerchiamo di capire meglio tutti i risvolti dell'accordo e le implicazioni sopratutto per la casa di Kyoto.

Nintendo, datti agli smartphone! #Parte 2

Brutta razza, gli azionisti! Ad ogni riunione le orecchie di Iwata devono aver sentito da svariati anni a questa parte questa litania: "le console dedicate sono morte! Avete visto che boom questi smartphone? Perchè non ci sviluppate dei videogiochi?".
Uno che è in questo circo dai tempo del NES dichiarazioni sulla morte del gaming consolaro deve averle sentite a bizzeffe, ma come il bambino ripetutamente redarguito dai genitori, dopo che glielo si dice qualche centinaio di volte, alla fine si mette in riga.
Nintendo ora come ora non se la passa malaccio, perchè ha ancora una certa rendita dai mega-successi di Wii e Nintendo DS ed il Nintendo 3DS sta vendendo mediamente bene. Potrebbe stare tranquilla, ma in realtà la minaccia di smartphone e compagnia per lei è molto pressante: al contrario di Microsoft e Sony i suoi ricavi provengono solamente dai videogiochi, anzi come Wii U insegna le sue console si sostentano quasi esclusivamente con i videogame prodotti internamente, dato che le terze parti preferiscono snobbarle più o meno apertamente.
Se nell'arco di qualche anno i consumatori decidessero di rinunciare a qualsiasi dispositivo che permette solo e soltanto di giocare, a quel punto la casa di Mario non saprebbe dove piazzare i propri giochi. Anzi dovrebbe bussare dalle parti dei concorrenti, Sony, Microsoft, ma anche Apple e Google, che invocherebbero margini di guadagno importanti, lasciando a Nintendo le stesse briciole che ad oggi vengono lasciate ai vari sviluppatori indipendenti. Una perdita di indipendenza fiscale sarebbe un duro colpo per una simile fucina creativa, tant'è che lo spauracchio Sega sarebbe uno scenario molto plausibile a quel punto.
Proprio perchè non vuole farsi trovare impreparata dinnanzi ad un futuro così cupo, Nintendo si è avvicinata in punta di piedi a DeNA, colosso mobile nipponico. Figlia del Web 2.0, DeNA è stata fondata nel 1999 ed ha costruito il proprio successo inizialmente sulle aste online sulla falsariga di eBay: durante questa prima fase ha incrociato anche Index, la mega-corporation che ora è parte di Sega-Sammy-Atlus. La svolta avviene nel 2006, anno in cui viene aperto uno store mobile dedicato interamente ai videogiochi: il suo nome è Mobage e forse ne avete sentito parlare, dal momento che su tale piattaforma sono apparsi in Giappone alcuni spin-off di Monster Hunter, Rage of Bahamut e molti altri. Con 30 milioni di utenti sparsi in Asia e la forte volontà di espandersi in Europa, Mobage rappresenta una piattaforma sicuramente interessante nel panorama mobile. Su di essa Nintendo è disposta a pubblicare alcuni suoi videogiochi, ma -sottinteso- pretende un'esposizione dignitosa, che deriva dal possedere il 10% di DeNA, abbastanza per scaldare una poltrona in consiglio di amministrazione e in caso di qualche sgarbo alzare la cornetta e chiedere del CEO Moriyasu-san.
Un punto cruciale che non ha chiarito Iwata nella conferenza di oggi è quale sarà la IP con cui debutterà su Mobage e sopratutto se manterrà lo sviluppo interno oppure lo appalterà a qualche software house esterna, che vanta una maggiore dimestichezza con il panorama mobile. Puzzle and Dragons: Super Mario Bros. Edition in uscita a Maggio anche in Europa è un interessante esperimento che unisce Nintendo EAD e GungHo.
Iwata è timoroso principalmente del fatto che "molte compagnie che hanno avuto successo su mobile lo devono ad un singolo gioco. Una delle mie ambizioni, ora che stiamo sfidando noi stessi e le nostre IP, è realizzare molteplici titoli che possano avere successo su smartphone". Non so voi, ma io tra le righe ci leggo: per avere successo su mobile occorre una gran botta di culo, se la si ha si diventa miliardari con un singolo gioco, eppure scordatevi di poter campare di seguiti come noi facciamo da più o meno gli anni '80.
Il panorama mobile, animato tra l'altro dal complicato business model freemium, sovverte le regole tradizionali e non offre molto spazio a seguiti/sperimentazioni. Per conquistare 30 milioni di persone occorrono idee semplici, partite brevi e minime variazioni alla formula: a quanto pare gli utenti mobile desiderano il Candy Crush ora con la frutta ed ora con l'aggiunta di Soda, non di sicuro il Mario metallo, il Mario con lo SPLAC, il Mario ape...

Benvenuto Nintendo X

Come a rassicurare gli utenti storici Iwata ha voluto annunciare anche il nome in codice della prossima console Nintendo, ovvero NX. Oddio, non è nemmeno detto che si tratti di una console, vista anche la giovinezza di Wii U ed il recente lancio del New Nintendo 3DS. Iwata l'ha buttata lì per solleticare la borsa di Tokyo, ma concretamente se ne parlerà almeno nel 2016 con un lancio forse forse a fine 2017.
Se mi dovessi sbilanciare, mi piacerebbe che Nintendo X fosse in realtà il debutto della nuova business unit da tempo chiacchierata, quel terzo pilastro oltre alle console portatili e casalinghe che è al momento denominato "Quality of Life". Nelle intenzioni dovrebbe espandere le intuizioni avute con Wii Fit ed i controlli di movimento, rivolgendosi ad un mercato nettamente casual e forse nemmeno interessato ad una console dedicata: membri da tutti gli studi della casa di Kyoto sono confluiti nel "QOL Business Development Department", che riporta direttamente ad Iwata.
Anche qui Nintendo si avvarrà di DeNA, che offrirà sopratutto supporto tecnologico per offrire finalmente una infrastruttura online comoda e funzionante, legata ad un unico account e non incardinata negli hardware posseduti (chi ha recentemente trasferito i salvataggi dal vecchio 3DS al New 3DS sa a cosa mi riferisco!). Se vuole sviluppare anche un nuovo business Nintendo deve disperatamente lasciare un po' in disparte i videogiochi tout court ed un partner tecnologico (ma con uno zampino nel gaming, al contrario dei passati Panasonic e Motorola) può essere una scelta azzeccata!