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Speciale L'invasione delle Rane

Come le Rane hanno conquistato il mondo dei videogame

speciale L'invasione delle Rane
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo tanti anni passati a lavorare nel settore videoludico, uno pensa di avere delle certezze. La media voti del nuovo Call of Duty, la qualità della trama dei picchiaduro (anche se Dead or Alive 5 raggiunge inaspettate bassezze), la legge dei Tie-In. Ed il fatto che l'App Store sia ormai il territorio degli uccelli.
Di quelli arrabbiati di Rovio, ovviamente, divenuti vera è propria icona del Mobile Gaming, piaccia o non piaccia ai gamer “di professione” (a me, FYI, non piace). I pennuti svolazzanti della software house finlandese sembrano davvero aver colonizzato, oltre all'ultima frontiera dello spazio, la piattaforma di distribuzione digitale di Apple, stabilmente adagiati nelle Top 25, staccando di diverse lunghezze sia i colleghi piumati di Andrea Illiger (Tiny Wings), sia tutti gli altri animali che cercano un posto sull'Arca di Cupertino: alligatori e ornitorinchi in primis.
E invece no: spulciando i cataloghi della sezione ludica dell'App Store, si scopre che c'è una bestiaccia con cui gli Angry Birds proprio non possono rivaleggiare. Viscido, infido, infame, questo essere si moltiplica a dismisura e infetta iPad e iPhone di dolci donzelle e disperati casual gamer. Non fatevi ingannare dai suoi occhi grandi e dalla sagoma a cuoricino: si tratta di una creatura pericolosa, molle. Umida.
La Rana.

Piovono Rane

Quello della Rana è un genere di anfibi anuri appartenenti alla famiglia delle Ranidae. Comprende 48 Specie distribuite in tutto il continente europeo. E sull'App Store.
L'ignaro giocatore che non conosce l'entità della piaga ha i primi contatti con la Rana quasi distrattamente, sfogliando nei pomeriggi oziosi i cataloghi delle App gratuite.
Una delle più quotate ultimamente è Tap The Frog, piccola raccolta di minigiochi tutti piuttosto limacciosi. Una rana dolcissima ci accoglie nel menù iniziale, per farci vivere le sue mille peripezie. Mentre si lava, gioca a palle di neve, impara le addizioni. Il successo riscosso da questa App ha convinto i suoi creatori a proporre un sequel diretto, ad un prezzo leggermente maggiore rispetto al classico zero-settantanove. Volevamo seriamente investire nella fondazione per il sostentamento degli anfibi videoludici, ma poi abbiamo dato un'occhiata alle immagini promozionali, che declinano in maniera abbastanza esaustiva l'esperienza di gioco con Tap The Frog 2 HD: “Dipingi la Rana”, “Fai volare la Rana”, “A spasso con la Rana”.
Un altro fenomeno da Tablet è il famoso Pocket Frogs: simulatore lacustre che ci permette di allevare un'infinita varietà di rane maculate dai colori più disparati, facendole accoppiare per produrre ibridi sgargianti.

Sono così tante le combinazioni che su App Store si trova anche il Froggydex per avere sempre a portata di mano una guida esaustiva sulle tonalità cromatiche degli esseri salterini.
E' possibile che questa passione per la Rana abbia radici profonde? Antropologiche, magari? In effetti nelle culture di molte civiltà primordiali la rana ed il rospo vengono sempre menzionati in relazione all'atto stesso della creazione del mondo. La Rana vista come Dea Madre, custode della fertilità, torna in molte delle civiltà pre-indoeuropee, mentre in una leggenda Azteca Quetzalcoatl e Tezcatlipoca crearono il cielo e la terra dalle due metà di una rana che galleggiava nel mare primordiale. E persino per gli egizi la divinità originaria era una Rana: altro che gatti.

Se per noi videogiocatori l'essere primordiale è la stanghetta (quella di Pong, o di Arkanoid), bisogna ammettere che la Rana ci ha accompagnati fin dalle origini.
Il Frogger del 1981 è probabilmente l'esempio più lampante. Qualsiasi giocatore che si rispetti ha visto almeno una volta le speranze di quel pixelloso animaletto saltante schiacciate dal peso insostenibile di un tir.

Se non l'ha fatto nei primi anni '80, avrà avuto sicuramente a disposizione tutto il primo decennio del 2000, in cui l'operazione di rilancio della rana Konami ci ha consegnato quasi una ventina di titoli su tutte le piattaforme principali (dalla prima PlayStation all'Xbox360). Anche al di fuori dell'App Store, insomma, il viscido anfibio ha una predisposizione commerciale mica male.
Tornando ancora a ritroso, troviamo quella che è forse l'origine della carriera videoludica della Rana. Si tratta di Frogs, uscito nel 1978 e pubblicato da Sega-Gremlin. E' un arcade davvero basico, in cui si devono acchiappare gustose lucciole e falene saltando da una ninfea all'altra. Frogs è il capostipite di un vero e proprio sottogenere videoludico, che a partire dal 1982 -anno di rilascio di Frog and Flies- ha imperversato fino ai giorni nostri. Unendo al gameplay da pozzanghera di Frogs l'opzione per il multiplayer competitivo, Frog and Flies (o Frog Bog, nella versione per Intellivision) fece veramente faville. Tanto che persino su Jaguar se ne trovano degli emuli (Frog Feast), e i possessori di uno smartphone con sistema operativo Android possono scaricare il rinnovato “A Frog Game”.

Bufo Bufo

Stupiti da questa moderata originalità nella selezione dei titoli? Evidentemente, e c'è poco da farci, le rane vendono. “Frog” sarà forse una delle Hotkeys di Google?
Nel corso della storia videoludica ci sono stati anche anfibi meno “politically correct”. Il Bufo Vulgaris è il protagonista indiscusso del mitico Battletoads, capolavoro immortale di una Rare ancora acerba (vi prego: lasciate gli avatar 360 e tornate ai rospi). Uscito su NES nel 1991, Battletoads fu convertito per tutte le principali piattaforme dei primi anni novanta: un picchiaduro a scorrimento bello come pochi, addirittura insignito del premio come “Least Terrible Teenage Mutant Ninja Turtles Rip-Off”. I tre rospi protagonisti dell'avventura hanno avuto anche il piacere di incontrare gli eroi di Double Dragon, in uno dei Cross Over più improbabili della storia (e voi pensavate che fosse esagerato a Capcom vs Tatsunoko?).
Qualcuno ha pure pensato di produrre una serie di cartoni animati, mai andata oltre l'episodio pilota: DiC Entertainment ci avrebbe riprovato anni dopo con gli Street Sharks.
Rospi erano pure le malvagie eminenze grige del losco Toad Empire a cui si opponeva il roditore Bucky O'Hare (1992, Konami), ma qui ci addentriamo in meandri molto scuri.

Videogiochi Le Rane ed i Rospi, insomma, ci accompagnano fin dagli albori. Uscite dal fango quasi ne fossero state generate, emerse dalle acque per camminare sulla terra e popolare il globo, queste creature sono magiche e divine. L'associazione del rospo con la fertilità, l'ossessione per la rana dei popoli antichi, l'uso costante di questi anfibi nel culto stregonesco, sono evidenze certe. Che poi i rospi si possono anche leccare, ma in quel caso tutto questo nostro “trip” potrebbe diventare ben più allucinato di così. Presenti anche agli albori della cultura videoludica, sono rimasti nascosti per lunghi decenni, per tornare a colonizzare il mondo dei videogame dove non ce lo aspettavamo: sulle piattaforme mobile. Oltre agli esempi che abbiamo fatto, ricercate “Frog” su iPhone e iPad e troverete di tutto. Puzzle Game ispirati alla dama cinese (King of Frogs), improbabili action game (Ferro Frog HD), tremendi strategici (Frog Jump Game), Quiz (Gli Enigmi di Frog), e tante altre App che sembrano davvero uscite dalla fanghiglia (Froad, Frog Toss, Froggy Jump...). C'è persino Blow the Frog, ma non fatevi strane idee. E' chiaro che si tratta di una piaga. All'iperpopolamento anfibio del mercato bisogna in qualche modo reagire. Noi accendiamo il nostro Diablo III, e selezioniamo l'infido Witch Doctor. Nel delirio di abilità legate la crowd control, giochiamo con le rune, e spappoliamo addosso ai nemici questi animali dalla pancia gonfia. Esplodo in nuvole di viscere umide, piovono dal cielo e schizzano in chiazze di sangue (come Frogger). Attenti però a non sbagliare: con la runa sbagliata sul campo di battaglia appare un rospo enorme, gargantuesco, come quelli votivi delle civiltà centroamericane. Spalanca le sue fauci sdentate, gronda fango. Ci guarda con gli occhi lucidi, apatici. Si gonfia un po' di più ad ogni copia di un Frog Game che viene distribuita sull'App Store. Non ha emozioni. Inghiotte tutto.