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La prima era di Arda e il suo protagonista: Feanor, Spirito di Fuoco.

Partiamo alla scoperta di Feanor, il fulcro dell'intera Quenta Silmarillion ed anche il motore degli eventi di tutta la prima era di Arda.

speciale La prima era di Arda e il suo protagonista: Feanor, Spirito di Fuoco.
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Fëanor, spirito di fuoco.
Il più possente dei Noldor, dalle cui gesta vennero sia la loro massima nomea, sia le loro più tristi sventure.
Quando si parla di Arda, della sua storia e delle figure fondamentali che la hanno attraversata, il primo nome che viene in mente, a chi ne scrive e a chi legge, è quello di Fëanor. Persino nei nostri stessi speciali, quello sulla storia di Sauron e sugli elfi, quel nome è saltato fuori spesso, e a ragione pure: Fëanor non solo è di fatto il fulcro dell'intera Quenta Silmarillion (la parte centrale del Silmarillion), ma anche il motore degli eventi di tutta la prima era di Arda, quella più turbolenta e caratterizzata sia dai picchi più alti delle civiltà di Ainur e elfi, sia da quelli più bassi.
Figlio di Finwë (ricordate? Re supremo dei Noldor in Aman e uno dei tre ambasciatori che convinsero gli elfi a migrare da Cuivienen alla terra dei Valar) e Míriel, il suo nome è già tutto un programma: Fëanor è infatti la traduzione Sindar di Fëanaro, che in Quenya sta a significare "spirito di fuoco". Dopo la sua nascita la madre, che aveva dato tutto per portarlo alla luce, si sentì talmente prosciugata di energia vitale che il suo stesso spirito si staccò volontariamente dal corpo. Come prodromo per un'esistenza vissuta come un incendio costantemente alimentato, che lo porterà sì a creare Silmaril e Palantìr ma anche a far maledire la sua intera stirpe, insomma non c'è male.
Ma forse è il caso di andare con ordine.

Fingolfin, Feanor, Finarfin - FromMidWorld

Dopo la morte della madre il padre sposò Indis, da cui ebbe Fingolfin (tra le altre tante cose, bisnonno di Eärendil), Finarfin (Re di Tirion e padre di Galadriel), Findis e Irimë, con cui però non riuscì mai a legare e da cui anzi cercò sempre di mantenere una certa distanza. Il suo continuo peregrinare per Aman gli fece conoscere Nerdanel, figlia di Mahtan (a sua volta discepolo del Vale Aule), da cui ebbe sette figli: Maedhros, Maglor, Celegorm, Caranthir, Curufin, Amrod e Amras. Curufin, tra l'altro, è il padre del Celebrimbor protagonista con Talion de L'ombra della Guerra, il che fa di Fëanor suo nonno paterno. In questi anni il più importante tra i Noldor crebbe a dismisura in perizia e conoscenza, arrivando a forgiare i Silmaril, gemme strepitose (benedette dagli stessi Valar) che racchiudevano in loro la luce di Laurelin e Telperion, i due Alberi che per un'intera era furono la fonte di luce dell'intero mondo (Funfact: dopo aver creato Telperion, Yavanna ne creò un altro, chiamato Galathilion, in tutto e per tutto uguale al primo tranne che per il fatto che questo non emanasse luce. Da Galathilion, piantato a Tirion, nacque Celeborn di Tol Eressëa, il progenitore di Nimloth, l'albero bianco di Númenor che Aragorn ripiantò a Gondor grazie all'aiuto di Gandalf).
Nel mondo tolkeniano i Silmaril sono gli artefatti più potenti mai creati, che nemmeno i Valar, gli dei di Arda, sarebbero stati in grado di forgiare. Un po' come l'Unico Anello per Gollum, l'ossessione di Fëanor per i Silmaril arrivò al punto dal portarlo al limite della paranoia, facilitando non poco l'opera di corruzione che Melkor, nel frattempo liberato dai Valar dopo la prigionia, aveva in essere nei suo confronti e dei Noldor tutti. Il Signore Oscuro era infatti riuscito in tre obiettivi che si rivelarono a posteriori fondamentali: far costruire armi ai Noldor, allontanandoli dai valori di pace e armonia di Valinor, e mettere contro Fëanor e Fingolfin, sostenendo che il secondo volesse usurpare al primo il diritto di successione, e sopratutto instillare il dubbio che i Valar fossero gelosi dei Noldor, e che li tenessero vicini a loro perché invidiosi spaventati dal loro potere.

Feanor minaccia Fingolfin - The Drawing of the Sword - Jenny Dolfen

Il lavoro ai fianchi di Melkor si tradusse con la minaccia (armata) di Fëanor a Fingolfin, che gli costò l'esilio a Formenos, dove si portò famiglia, Silmaril e il padre Finwë, facendo diventare così Fingolfin Re di tutti i Noldor ad Aman. In esilio Fëanor fece due cose degne di nota: sviluppò un amore ancora più viscerale e contorto per le sue creazioni (tema questo ricorrente nel fantasy tolkeniano, nel quale il rapporto con il potere è sempre pericolosissimo) e sopratutto respinse i tentativi di Melkor di portarlo allo scontro totale con il fratello. Che nelle azioni di Fëanor ci fosse molto di Melkor era chiaro anche ai Valar, che decisero intanto, per non saper né leggere né scrivere, di sguinzagliargli contro Tulkas (ricordate? Il loro campione mandato dallo stesso Iluvatar ai tempi delle prime ere del mondo), e poi di organizzare una grande festa utile a riconciliare i due fratelli e revocare l'esilio.
Fingolfin si riappacifica quindi del tutto con Fëanor, ma mentre tutto sembra poter volgere per il verso giusto, il Signore Oscuro fa la sua mossa: si allea con Ungoliant (una Maiar dalle fattezze di ragno dalla quale discende la Shelob del Signore degli Anelli), distrugge i due Alberi dei Valar e poi va a Formenos dove uccide Finwë e ruba i Silmaril. Apriti cielo: la pace di Aman è infranta e il primo sangue, quello di Finwë, versato nella terra santa dei Valar.

Melkor e Ungoliant

Questo è il momento in cui Fëanor si allontana definitivamente degli Ainur: dopo la distruzione dei due Alberi Yavanna (compagna di Aüle, il signore della terra e il creatore dei Nani) gli chiede di poter usare i Silmaril per ripristinarli, in modo da annullare l'azione di Melkor, ma Fëanor, che ancora non sa che i gioielli sono stati rubati e il padre ucciso, si rifiuta, continuando a scavare quel solco che lo allontanerà per sempre dalla (letterale) grazia divina.

"Che sia amico o nemico, dannato o innocente,
progenie di Morgoth o luminoso Vala,
Elfo o Maia, o Creatura ancora non vivente,
Uomo ancora non nato sulla Terra di Mezzo,
né leggi, né amore, né legioni di spade,
né terrore, né perigli, né il Fato stesso,
difenderanno da Fëanor, o dalla stirpe di Fëanor,
colui il quale giammai nasconda, possieda, afferri,
trattenga o porti via seco un Silmaril.
Questo giuriamo tutti insieme:
morte gli daremo, fino alla fine dei Giorni,
sventura, fino al collasso del mondo!
Ascolta le nostre parole, o Eru, Padre-di-tutti!
Alla Tenebra Eterna condannaci, se mancheremo ai nostri propositi.
Il Sacro Monte ci ascolti in testimonio,
e ricordate il nostro voto, o Manwë e Varda
!"
(Il giuramento di Fëanor, Il Simarillion)

Con queste parole, a cui seguì la rottura del suo esilio e l'arrivo a Tirion, Fëanor mobilita l'intera nazione Noldor che da questo momento in avanti si divise per seguirlo nella sua caccia a Melkor, che proprio lui rinominò Morgoth, "Oscuro male del mondo". Dopo aver arringato quindi il suo popolo, e averne convinto la maggior parte a seguirli, partì verso Alqualondë, la capitale dei Teleri guidati da Olwë, per chiedere loro le navi per per raggiungere Morgoth sulla Terra di Mezzo. Quando questi si opposero però, perché Fëanor era in diretta contrapposizione con i Valar, i Noldor li attaccarono per impossessarsi delle imbarcazioni, versando il primo sangue fratricida e tirando in mezzo nella sciagura anche Fingon e Fingolfin, che arrivati in un secondo momento aiutarono i propri fratelli credendo che fossero stati i Teleri ad attaccare per primi.

Fratricidio di Alqualondë - The Kinslaying at Alqualondë - Ted Nasmith

Questo gesto, chiamato Fratricidio di Alqualondë, ebbe pesantissime conseguenze non solo sugli eventi successivi, ma sul destino di tutta la stirpe dei Noldor: dopo l'eccidio infatti, la prima vera vittoria di Morgoth (pur se indiretta) sugli Eldar, Mandos li maledisse condannandoli di fatto a un'esistenza di costante dolore e tormento e a una morte che non è in grado di portare pace. Spaventato e inorridito dal massacro, Finarfin decide di tornare indietro e chiedere perdono ai Valar, diventando così il Re Supremo dei Noldor in Aman.

"Lacrime innumerevoli voi verserete; e i Valar fortificheranno Valinor contro di voi e ve ne escluderanno, si che neppure l'eco del vostro lamento varcherà le montagne. Sulla Casa di Fëanor, l'ira dei Valar piomberà da Occidente fino all'Oriente estremo, ed essa sarà anche su tutti coloro che ne seguiranno i membri. Il loro Giuramento li impellerà, e tuttavia li tradirà, per sempre privandoli di quei tesori che hanno giurato di perseguire. A un'infausta fine volgeranno tutte le cose che essi ben cominciano; e questo accadrà per il tradimento dell'una stirpe verso l'altra, e per la paura di tradimento. Gli Spodestati, essi saranno per sempre. Voi avete sparso ingiustamente il sangue dei vostri fratelli e avete insozzato la terra di Aman. Sconterete il sangue col sangue, e fuori da Aman dimorerete nell'ombra di Morte. Ché, sebbene Eru vi abbia destinati a non morire in Eä e sebbene le malattie non vi assalgano, pure potete essere uccisi, e uccisi sarete: da armi e tormento e dolore; e i vostri spiriti raminghi verranno poi a Mandos. Ivi a lungo dimorerete bramando i vostri corpi, e troverete scarsa pietà sebbene tutti coloro che avete ucciso impetrino per voi. E coloro che perdureranno nella Terra di Mezzo e non verranno a Mandos, finiranno per essere stanchi del mondo come di un greve fardello, e deperiranno e diverranno quali ombre di rimorso agli occhi della razza più giovane che verrà. I Valar han detto."
(La Maledizione di Mandos, Il Silmarillion)

Feanor e Gothmog - Spirit of Fire - CKGoksoy

Anche così però il viaggio si rivelò complesso e lungo, e giunto all'estremo nord, ottenebrato dall'ira e dalla fretta, Fëanor tradì il fratello Fingolfin usando le navi dei Teleri solo per la sua famiglia e i più stretti seguaci, arrivando a bruciarle una volta arrivati nella Terra di Mezzo. Stretto tra la Maledizione di Mandos da una parte e il tradimento di Fëanor dall'altra, Fingolfin si trova con il suo popolo a dove attraversare a piedi l'Helcaraxë, cosa che decimò il suo seguito e lo rese protagonista di una delle maggiori imprese che i Noldor abbiano mai compiuto in Arda. La mossa però si rivelò controproducente anche per Fëanor: le fiamme dell'incendio furono viste anche da Morgoth, che gli scagliò contro il suo esercito in quella che è ricordata come la Dagor-nuin-Giliath, la Battaglia sotto le stelle, che però i Noldor riuscirono a vincere. Entusiasmato dalla grande vittoria, il figlio di Finwë si gettò a testa bassa verso Angband, staccando il resto del suo esercito e rimanendo vittima della sua stessa hybris: una volta solo infatti, Gothmog, signore dei Balrog, lo attacca e ferisce tanto gravemente che i suoi figli non possono fare altro che riportarlo all'accampamento nel quale il suo corpo, bruciato dal fuoco della sua anima, diventa cenere.

"ma non ebbe né tomba né sepolcro perché così focoso era il suo spirito che, come se ne staccò, il corpo cadde in cenere e fu spazzato via come fumo... Così finì il più possente dei Noldor, dalle cui gesta vennero sia la loro massima nomea, sia le loro più tristi sventure."
La morte di Fëanor, Il SIlmarillion

Fëanor muore nel 1497 della Prima Era degli Alberi, durante l'Ottenebramento di Valinor causato da Morgoth e Ungoliant, che segna di fatto l'inizio del declino di tutti gli Eldar in Arda. Tre anni dopo infatti, in concomitanza con il primo sorgere della Luna (e il conseguente inizio degli Anni del Sole), Valinor viene spostata su un altro piano fisico e sopratutto, nell'Hildórien, si destano i secondogeniti di Eru: gli Uomini.

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