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Let's Play: Una nuova prospettiva sul mondo videoludico

Abbiamo visitato Let's Play! Festival del Videogioco: ecco il nostro reportage sulla prima edizione dell'evento romano.

speciale Let's Play: Una nuova prospettiva sul mondo videoludico
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Il 15 marzo ha aperto i battenti Let's Play, Festival del Videogioco, nuova espressione fieristica a tema videoludico, che ha visto e vede (terminerà oggi, domenica 19 Marzo) al centro dell'iniziativa un'attenzione nuova per l'industria di settore. Una prima edizione ricca di audaci intenti, che vuole mettere l'accento sul valore del medium, dei suoi contenuti, dell'economia che muove e delle possibilità future di una realtà creativa che non conosce crisi. In un Paese etichettato continuamente come ritardatario, alcuni virtuosi hanno spinto invece sull'acceleratore per mettere in evidenza una verità sempre più diffusa: in Italia il videogioco si gioca, si fa e il mondo che ci ruota intorno cresce a velocità impressionante.
Ecco che allora dallo sforzo dell'Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani viene fuori una sorprendente lettura dei dati, che tra arte e cultura hanno dato vita a un'intensa cinque-giorni.Partiamo dai contenuti permanenti ai quali si può accedere per tutta la lunghezza dell'evento: gli stand. Svoltato l'angolo subito dopo l'ingresso in quel di Guido Reni District ci si trova immersi in una marea di colori.
Come aprifila troviamo Nintendo, dove ad accoglierci c'è la raccolta di sfiziosi minigiochi di 1-2 Switch, che intrattiene con sorprendente efficacia con le sfide di abilità più disparate. Al suo fianco quattro 3DS ospitano Yokai Watch 2 e Mario Sports Superstars. Subito dietro Mario Kart 8 Deluxe attende di poter rovinare amicizie con quattro allettanti postazioni per una sfida rapida in LAN. Seguono due chicche, le postazioni di prova di Splatoon 2 e Arms, titoli di prossima uscita che inizieranno a dare volume alla line-up della nuova console Nintendo. A completare il complesso, l'angolo interamente dedicato alla star del momento, il nuovissimo Zelda Breath of the Wild, dove era possibile provarlo declinato in tutte le varianti di comodità offerte da Switch, dalla canonica sessione di fronte alla tv fino all'amaca scacciapensieri, dove la resa della versione portatile dà il meglio di sé.
È il turno di Microsoft, dove una Mustang nera tirata a lucido invita i curiosi a provare Forza Horizon 3. Al suo fianco postazioni PC dove girano Battlefield 1 e Halo Wars 2 pronte a far fuoco e più in fondo, a chiusura, Titanfall 2.

La parte finale del percorso è occupato invece interamente dal pantone blu Sony. Un complesso dominato da un corridoio di postazioni dedicate alle migliori esclusive: Nioh, The Last Guardian, Uncharted 4, Gravity Rush 2 e il gioiello nostrano di prossima uscita su anche sulle principali console, The Town of Light, un viaggio tra gli orrori dei manicomi italiani degli anni ‘30 e che vanta una direzione artistica decisamente ispirata. A cinta di questa carrellata una fila di VR experience con alcune delle più interessanti implementazioni, postazioni interamente dedicate al titolo di punta del momento Horizon Zero Dawn e una fetta consistente di schermi su cui girano le ultime fatiche di Ubisoft: For Honor e Ghost Recon Wildlands.

Subito affianco due titoli di prossima uscita a portata di test: Tekken 7, previsto per questa estate, dà mostra dei suoi muscoli e delle sue fluidissime botte da orbi, affianco, perla in piena controtendenza, Little Nightmares, titolo partorito dalle stesse menti brillanti dietro Tearaway Unfolded e Rag Doll Kung Fu: Fist of Plastic, e che a questo giro danno sfogo alla loro vena dark, mantenendo comunque salda la presa sul loro punto forte: un'esperienza platform visivamente ottima e dalla fisica sorprendentemente realistica. Completano il quadro altri angoli minori dove si può provare Overwatch, Destiny, Lego Worlds; insomma, c'è l'imbarazzo della scelta, per tutte le età e per tutti i palati. Ma il vero fiore all'occhiello dell'evento è la componente culturale. Una fitta agenda scandisce lo scorrere del festival, con incontri e workshop che spaziano dall'analisi delle opportunità per il territorio, al confronto con l'offerta formativa del settore. Passa per l'osservazione della crescita del medium fino ad arrivare agli interventi delle figure che lo rendono unico, esempio su tutti la testimonianza di Takeshi Furukawa, composer della colonna sonora di The Last Guardian. La valorizzazione del made in Italy poi, è assicurata da un padiglione interamente dedicato agli sviluppatori indie. Saltano agli onori della cronaca alcuni titoli particolarmente intriganti: Daymare 1988, l'erede spirituale di Resident Evil che, nonostante abbia mancato il traguardo di raccolta fondi prefissato, resta in piedi grazie alla passione dei ragazzi di Invader Studios.
L'esperienza VR Six Feet Under, una sorta di Tetris dove lo scopo è demolire quanti più blocchi possibili per sfuggire al seppellimento. Red Rope dei ragazzi di Yonder e RayBibbia, irriverente e geniale shoot'em up in pixel-art che si distingue dalla concorrenza per la necessità di scrivere i comandi tra una schivata e l'altra: nel ruolo di un esorcista dovremo infatti sconfiggere il demonio dando via ai rituali attraverso la digitazione su tastiera delle caratteristiche preghiere latine.
Tutto intorno tornei, archeologia del videogioco e retrogaming, eventi-raduno che coinvolgono la scena Youtube nostrana, una sezione dedicata ai fablab, incubatori di idee...

Un incontro per professionisti, appassionati e curiosi. Questo è la prima edizione del Let's Play: un bilanciamento accorto di materia ludica e artistica al quale si affianca il valore aggiunto della quinta edizione del Drago d'Oro, un premio tutto italiano per le eccellenze del settore.
La serata di assegnazione dei premi era parte integrante del festival. L'edizione del 2017 condotta da un irriverente Rocco Tanica e da Lucilla Agosti, ha visto ospiti internazionali del calibro di Fumito Ueda, vincitore di due premi (Premio alla carriera e miglior personaggio con Trico, The Last Guardian), Takeshi Furukawa, Composer della colonna di The Last Guardian che insieme al Music Director Tommy Kikuchi ha ritirato il premio per la miglior colonna sonora e Hajime Tabata, Game Director di Final Fantasy XV insignito del premio per il gioco dell'anno. Assegnazioni speciali inoltre per i titoli italiani che hanno visto i ragazzi di 34BigThings vincere il premio miglior titolo italiano con Redout, omaggio a classici dell'arcade racing come Wipeout, l'avventura grafica Little Briar Rose come miglior Game Design, il già citato The Town of Light come miglior realizzazione artistica e il racing game Valentino Rossi: The Game come miglior realizzazione tecnica.
Un'esperienza possibile solo grazie alla ricercatezza di una qualità se non maggiore sicuramente diversa dagli standard nostrani, che risponde all'esigenza di creare un'alternativa ai già noti appuntamenti annuali. E se questi sono i risultati della prima edizione, ci attende un futuro decisamente stimolante.