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Speciale Mediaset Infinity

Vediamo come se la cava la piattaforma Mediaset sulle console Sony

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Articolo a cura di
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il sistema televisivo italiano non può essere considerato tra quelli più all'avanguardia, sia per quanto riguarda la qualità dell'offerta che per la dinamicità con la quale si dovrebbe adattare alle mutazioni imposte dall'affermarsi del web. Se quindi i contenuti più ghiotti, sia per quanto riguarda il cinema che nell'ambito delle serie televisive, si sono spostati su Sky, le reti tradizionali arrancano, riuscendo ormai molto difficilmente a fidelizzare l'utenza.
Parte di questa mutazione è dovuta anche all'avanzare dei servizi di streaming digitale che, a fronte del pagamento di un canone mensile, permettono la fruizione di pellicole di ogni genere e anno, senza dover necessariamente scaricare alcun file in maniera preventiva.
Il grande assente per quanto riguarda l'Italia è Netflix, servizio ormai affermato soprattutto negli Stati Uniti ma sbarcato ormai in svariati paesi europei con buoni risultati.
I ben informati giurano che il 2014 sarà l'anno dello sbarco di Netflix anche in Italia, e non stupisce quindi scoprire che i due principali colossi della televisione del nostro paese, Sky e Mediaset, siano corsi rapidamente ai ripari, con buona pace di RAI, spesso in ritardo sui tempi.
A tagliare il primo traguardo è quindi proprio Mediaset, con il lancio di Infinity avvenuto proprio a cavallo della fine dell'anno, con una campagna pubblicitaria a supporto tutto sommato non così massiccia.
Complice la disponibilità del client per entrambe le console casalinghe di Sony attualmente sul mercato, abbiamo provato a fondo la piattaforma.

Il film giusto

Per accedere ad Infinity è sufficiente creare un proprio profilo utente sul sito ufficiale oppure da una delle app installate su un dispositivo compatibile. La lista è discretamente lunga e oltre al canonico PC include anche svariate tipologie di tablet (su tutte, le varie generazioni di iPad), alcuni televisori di LG e Samsung e infine Playstation 3 e Playstation 4.
Proprio sulle console Sony abbiamo provato Infinity più a lungo, in quanto gli utenti di Everyeye molto probabilmente saranno possessori di una delle due, magari una Playstation 4 acquistata in concomitanza con il lancio europeo o nelle settimane successive, come regalo di Natale.
In ambito console l'app si scarica normalmente dal Playstation Store e si installa rapidamente all'interno del software di sistema, nella sezione video per quanto riguarda Playstation 3 e tra le icone della fila inferiore, quella che contiene anche i videogiochi, su Ps4.
Per quanto riguarda iPad l'iter è molto simile, con l'app presente sull'App Store di Apple in download completamente gratuito.
Una volta avviata è possibile effettuare il login con il proprio account, sul quale verrà addebitato il pagamento dei 9,99 Euro mensili per l'uso del servizio e che danno accesso alla stragrande maggioranza dei contenuti disponibili.
La ricerca di un film da poter vedere avviene soprattutto per via grafica, con le locandine delle varie pellicole organizzate in una struttura a griglia, con un pannello sovrapposto sul lato destro della schermata che fornisce svariati dettagli sul film attualmente evidenziato: anno di produzione, regista, parte del cast e una breve sinossi aiutano quindi nella scelta, limitando però in parte la rapidità della navigazione, in quanto tutte queste informazioni vengono caricate di volta in volta scorrendo la libreria e passando da un titolo all'altro.
Altrimenti è possibile utilizzare tutta una serie di categorie predefinite, organizzate non solo per genere di appartenenza ma anche con criteri più ingegnosi, come tutti i film che hanno vinto almeno un Oscar o quelli che sono stati presentati alla Mostra del Cinema di Venezia. In questo modo è possibile non solo cercare un film in maniera più rapida ma anche accrescere la propria cultura in materia, mentre si va a caccia della pellicola giusta con la quale trascorrere la serata.
La ricerca classica da effettuare digitando una parola chiave è comunque sempre presente, sebbene sia lasciata un po' in disparte proprio per favorire una navigazione maggiormente visiva.

Luci spente e pop corn

Una volta trovato il film adatto basta la pressione di un tasto per iniziare la visione. Pochi secondi di schermo nero sono sufficienti per vedere i loghi introduttivi delle varie case di produzione, segno che lo streaming è efficiente, a patto di avere una connessione a banda larga.
La nostra prova è stata effettuata con un collegamento di tipo ADSL a 5 Mb, una qualità quindi nella media, non così bassa da inficiare qualsiasi tipo di streaming ma nemmeno così rapida, soprattutto se pensiamo alle migliori connessioni in fibra disponibili nei principali capoluoghi italiani.
Sia i contenuti in HD che quelli in definizione standard non hanno sofferto a causa della velocità limitata della linea, segno che 5 Mb bastano per potersi godere un film in streaming dai server di Infinity, come testimonia anche il test della connessione che è possibili effettuare dal pannello delle opzioni.
La qualità della visione è rimasta buona in maniera praticamente costante, con sporadici degradi che compaiono quando il flusso di dati diminuisce o la banda decresce temporaneamente, mentre la stabilità dell'app si è dimostrata ottima per quanto riguarda Playstation 4, mentre su Playstation 3 si è incorsi in un paio di casi nel quale la visione di un film si è fermata, con la necessità quindi di avviarla nuovamente dall'inizio per poi avanzare rapidamente fino al punto in cui si era interrotta, sfruttando un meccanismo che non permette l'avanzamento veloce ma solo salti a scatti che vanno da pochi minuti fino a mezz'ora.
La versione Playstation 3 dell'app è quindi leggermente più acerba e anche la navigazione della libreria dei contenuti è meno rapida, esattamente come accade nell'uso del Playstation Store rispetto alla nuova e fiammante Playstation 4, più scattate e reattiva.

L'imbarazzo della scelta

Il successo di un servizio di questo genere passa comunque dalla qualità dei contenuti a catalogo e non si può certo dire che il piatto offerto da Infinity sia così ricco.
A causa del meccanismo di sfruttamento dei diritti cinematografici utilizzato in Italia, il catalogo di film presenti su Infinity non è limitato in numero, con quasi cinquemila lungometraggi disponibili, ma non include pellicole troppo recenti: i film più nuovi sono infatti relegati nella sezione noleggio e per la visione è necessario un esborso aggiuntivo rispetto al canone mensile già pagato. Il resto dell'offerta è invece composta da pellicole che vanno dalla storia del cinema classico fino a qualche anno fa, includendo sì decine e decine di titoli di grande interesse, ma che ormai hanno fatto il loro tempo e che non rappresentano quindi un motivo così forte per sottoscrivere l'abbonamento.
Per fare un esempio: sarà semplice trovare i tre film che vanno a comporre la trilogia del Signore degli Anelli, così come si potrà rivedere Tom Cruise nei panni di un killer in Collateral, mentre avanzando con gli anni l'offerta si farà ben meno convincente, con Quasi Amici a capitanare il gruppo dei film più recenti, comunque risalente al 2011.
Altre trilogie sono comunque presenti ma solo il primo episodio è incluso nella sottoscrizione base, con i restanti due per i quali è richiesto un esborso ulteriore, come nel caso di Matrix e Transformers.
Il valore aggiunto può essere comunque rappresentato dal doppio audio, originale e italiano, presente per moltissimi film, con in più l'opportunità di attivare i sottotitoli. E' tuttavia l'offerta pura di contenuti a non soddisfare del tutto, quindi le funzionalità aggiuntive non possono da sole sorreggere il peso del canone mensile per l'uso del servizio.

Infinity Infinity si presenta come uno dei primi servizi di video on demand in Italia ad offrire una sottoscrizione mensile per fruire liberamente dei propri contenuti, ma nel farlo inciampa proprio sulla qualità degli stessi. Troppi sono i film datati o comunque che hanno praticamente ormai terminato la loro vita commerciale, mentre pochissime sono le pellicole davvero recenti, con un buco nell'offerta che viene colmato dalla sezione noleggio, con prezzi allineati ad altri servizi simili ma che comunque richiedono un pagamento aggiuntivo. Anche la mancanza di serie televisive di grande richiamo, ormai la vera alternativa al cinema, rappresenta un problema, con l'offerta composta da sole fiction italiane che francamente nessuno vorrebbe davvero vedere. Un servizio ben realizzato e funzionale, quindi, che però non è ancora in grado di offrire ciò che l'utenza sta cercando. Probabilmente solo Netflix potrà davvero portare una rivoluzione, anche se scardinare il sistema di gestione dei diritti vigente in Italia rimane comunque una sfida: anche per i contendenti la strada rimane tutta in salita, con buona pace di chi sarebbe ben disposto a spendere, a patto di ottenere l'accesso ad una libreria adeguata e allineata a quelle disponibili negli altri paesi europei.