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E3 2016

Microsoft - Conferenza E3 2016

Microsoft si presenta all'E3 2016 con una line-up interessante che include titoli come Gears of War 4, ReCore, Sea of Thieves e Halo Wars 2.

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Microsoft - Analisi Conferenza E3

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Microsoft - Analisi Conferenza E3
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ne abbiamo viste raramente di conferenze così perfette sotto il profilo del ritmo, dell'intensità e della continuità. Microsoft non interrompe la serie positiva cominciata un paio di anni fa, allestendo uno show davvero impressionante: una magistrale lezione di comunicazione che tutti i publisher dovrebbero interiorizzare. Dopo l'annuncio della versione Slim di Xbox One (2 Terabyte di memoria, alimentatore interno, nuovo pad e uscita video in 4K), sul palco del Galen Center non si sono fermati un momento, tempestandoci con un numero impressionante di produzioni. E praticamente ogni prodotto che si è palesato lo ha fatto mostrando qualche sequenza di gameplay, in presa diretta oppure grazie a trailer d'impatto. Dopo i due eventi di Bethesda ed Electronic Arts, è un sollievo vedere uno show così concentrato sul nucleo ludico dei prodotti che raggiungeranno il mercato nei prossimi mesi. Nella prima parte dello show, paradossalmente, il titolo meno convincente è stato proprio Gears of War 4: spettacolare sul fronte tecnico, traboccante di effetti speciali, ma davvero molto tradizionale per quel che riguarda le meccaniche di gioco. La produzione di The Coalition ha sollevato entusiasmi solo moderati, strappando qualche applauso quando un Marcus Fenix ormai vecchio e stanco ha chiuso il filmato di presentazione. È invece Forza Horizon 3 che ha reclamato di prepotenza le attenzioni del pubblico: che il gioco sarebbe stato annunciato era praticamente certo, ma le sue atmosfere seducenti ed una impareggiabile varietà di ambienti hanno lasciato a bocca aperta la platea.

Il ritorno di racing game che punta tutto sull'immersività e sulla componente emotiva della guida, insomma, non può che essere accolto con entusiasmo. Messa da parte la futile parentesi dedicata a Minecraft (davvero troppo estesa e francamente molto noiosa), sono arrivati poi il traboccante Scalebound (che ha eclissato il "rivale" Final Fantasy XV), Halo Wars 2, un ReCore ispiratissimo, Sea of Thieves (presentato troppo in fretta e ancora molto inconsistente); e soprattutto State of Decay 2, seguito dell'ottimo Survival a base di Zombie che ha saputo costruirsi una community di tutto rispetto, grazie allo smisurato valore ludico che ha eclissato gli evidenti limiti tecnici. Insomma, basta contare il numero di prodotti tirati in ballo per capire quanto efficace e massiccia sia stata la mobilitazione di Microsoft. Bisogna ammettere che è mancata una nuova IP -un annuncio "esotico" e inaspettato- ma va bene così: in questo momento Xbox deve accorciare il gap che ancora la separa da Ps4, e per farlo deve affidarsi a produzioni note, brand di richiamo, titoli d'impatto. Cercando di inquadrare la conferenza sotto questa luce, il colosso di Redmond non ha sbagliato davvero nulla. Persino la capacità di portare sul palco tre grandi publisher orientali (Bandai-Namco, Capcom e Square-Enix) è un segnale importante. La "sfilata" di Final Fantasy XV, Tekken 7 Fated Retribution (purtroppo rimandato al 2017) e Dead Rising 4 (un altro dei nuovi annunci di questa conferenca) dimostra che Microsoft ha ancora la forza commerciale per attirare le terze parti e stringere accordi esclusivi (così come quelli legati a Battlefield 1 e The Division), ma soprattutto che non ha la minima intenzione di mollare il colpo neppure sul fronte in cui sembra faticare maggiormente. Ottimi anche tutti gli annunci "secondari": lo spazio dedicato agli indie, ad esempio, ha fatto scendere in campo alcune delle produzioni più ispirate degli ultimi tempi. Inside di PlayDead (i creatori di Limbo), Cuphead, ma soprattutto We Happy Few, che finalmente ha conquistato la notorietà che merita. Anche il lento ma costante lavorio su Xbox Live è importantissimo per mantenere la piattaforma al passo coi tempi, introducendo alcune funzionalità che possano rinsaldare la community e rendere più facile trovare gruppi con cui giocare. Tutto è andato davvero alla grande, insomma, anche se la vera "bomba" della conference non riguarda un annuncio videoludico. L'aspetto che più dovrebbe far riflettere è il completamento ormai avvenuto di quella convergenza fra Xbox e Windows 10 che è cominciata esattamente un anno fa. Chi pensava che fosse l'inizio della fine per la console targata Microsoft ha sbagliato di grosso: adesso l'hardware casalingo deve "condividere" le esclusive con il PC, ma lo fa nella maniera più virtuosa possibile, ovvero attivando opzioni di cross-save e cross-buy.

Convinti che il gaming con mouse e tastiera abbia ancora tratti diversissimi rispetto all'intrattenimento "da salotto", siamo ben felici di accogliere questa novità, che si trasforma in un grande punto di forza per il colosso di Redmond. A meno che Sony non voglia allearsi in qualche modo con Valve, recuperando un accordo messo in piedi con poca convinzione ai tempi di Portal 2, non vediamo come il publisher giapponese possa rispondere a questa scelta. Invece che una debolezza, l'idea di puntare su una piattaforma condivisa si è trasformata in un grande punto di forza per Microsoft, che adesso deve fare soltanto una cosa: nuclearizzare l'attuale store di Windows 10 e presentarsi con una piattaforma efficace e navigabile. Anche i prezzi dei giochi andranno allineati agli standard che si registrano su PC, e bisognerà fare in fretta, prima che Windows Store faccia la stessa fine della terribile etichetta Games for Windows. Vedremo nei prossimi mesi se Microsoft saprà davvero capitalizzare. Proprio alla fine della conferenza, poi, arriva la conferma ufficiale: prima del natale del 2017 arriverà una nuova console, nome in codice Scorpio.

Non sarà un salto generazionale, ma una versione più potente dell'hardware della famiglia Xbox, pensata per far girare versioni ottimizzate dei giochi. Supporto alla VR e soprattutto il sogno di una risoluzione nativa in 4K, che andrà soppesato una volta che avermo per le mani le caratteristiche tecniche. Nonostante anche Sony abbia già confermato che prenderà la stessa strada con PlayStation NEO, insomma, Microsoft è stata la prima ad annunciare il nuovo hardware con questa risolutezza, su un palcoscenico in vista come quello dell'E3. Lo ha fatto promuovendo lo slogan "Beyond Generations", con lo stesso coraggio di quando ci presentò una macchina "Always Online": cercando insomma di anticipare i tempi, e di additare un nuovo futuro per il gaming. Un futuro in cui non esistono più i balzi generazionali - quelle catastrofi commerciali che sconquassano il mercato, distruggono l'importanza della base installata e creano grossi problemi quando si parla di retrocompatibilità. Da oggi, il modello di sviluppo e distribuzione diventa fluido, in linea con quello di tanti altri prodotti tecnologici. Capire quanto importante sia questa novità per la sostenibilità dei modelli produttivi, è uno sforzo che anche gli utenti più conservatori dovrebbero fare. Cercando di capire che non sempre la console più potente è quella migliore: senza un pannello 4K, Project Scoprio avrà poco senso di entrare nei vostri salotti, e visto che non ci saranno esclusive per questa nuova console, il vecchio modello potrebbe restare per molti la scelta d'elezione. Far proprio questo approccio, evitare facili allarmismi e cercare di trarre il meglio da un mercato che sarà sempre più vario e stratificato, è il primo passo per godere della titanica line-up che Microsoft ci ha presentato, in un evento che resterà negli annali come uno dei più trottanti e densi che si siano visti in occasione dell'E3.