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Gamescom 2015

Speciale Microsoft - Conferenza Gamescom 2015

Microsoft approfitta della Gamescom di Colonia per togliere i veli a tre titoli attesissimi: Quantum Break, Crackdown 3 e Scalebound, indiscussi protagonisti del media briefing della casa di Redmond.

Xbox One GamesCom Press Conference

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Xbox One GamesCom Press Conference
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il programma della Gamescom si apre come di consueto con la conferenza Microsoft, ma quest'anno il colosso di Redmond ha davvero campo libero. Mentre Nintendo continua a saltare l'evento tedesco da un po' di anni, la decisione di Sony di "boicottare" la principale fiera europea ha permesso ad Xbox One di avere puntati su di sé tutti i riflettori. Un'occasione che l'azienda non poteva sprecare, soprattutto in un territorio storicamente problematico per il brand: l'obiettivo era non solo quello di confermare le ottime qualità della line-up autunnale, ma anche di mostrare qualcosa in più sulla proposta del 2016, come Phil Spencer aveva promesso.

Futuro Remoto

L'evento è cominciato quindi con il botto, grazie all'ormai nota tripletta composta da Quantum Break, Scalebound e Crackdown 3. A dire il vero è stato il nuovo progetto dei creatori di Alan Wake l'unico che davvero ha stupito senza riserve: la demo del Third Person Shooter di Remedy ha lasciato a bocca aperta per la vivacità dell'azione, il dinamismo delle sparatorie e dei poteri speciali, l'utilizzo impeccabile e creativo degli effetti speciali legati alle distorsioni visive e temporali. Se è vero che all'alba della scorsa generazione fu Gears of War a ridefinire gli standard degli sparatutto in terza persona, questo ruolo potrebbe toccare oggi a Quantum Break, roboante e cromato, meraviglioso per concept e costruzione. Che poi, dietro, c'è anche la "penna" di Remedy, per una narrazione che sembra già oggi avvolgente e ottimamente diretta. Quantum Break è, senza mezzi termini, la vera bomba dell'evento, un gioco che si mostra ogni volta più vibrante e meglio concepito. Persino la serie di filmati in Live-Action che accompagnerà la produzione, nonostante appaia un po' "fuori contesto" dopo la chiusura degli Xbox Entertainment Studios, ha sciorinato un cast eccezionale, che potrebbe persino riuscire a farci chiudere un occhio sulla fotografia "patinata" già vista in Halo: Nightfall. Troppo acerbi, di contro, i lavori su Crackdown 3 per poter allestire una presentazione davvero convincente. Il trailer mostrato all'evento è stato abbastanza fumoso e poco chiaro, assemblato con materiale pre-alpha tutt'altro che esplosivo dal punto di vista tecnico. Esplosivo sembra invece esserlo il gioco vero e proprio, soprattutto in multiplayer: il comparto Online di Crackdown 3 sarà probabilmente il primo esempio di come il cloud computing può essere usato in maniera virtuosa, "accollandosi" il calcolo delle reazioni fisiche per supportare una distruttibilità sostanzialmente integrale. Il titolo di Reagent Games dovrà in ogni caso farsi conoscere meglio nei prossimi mesi, così come dovrà farlo Scalebound, nuovo progetto di Platinum Games che ha suscitato impressioni davvero molto contrastanti. Da Kamiya ci aspettavamo tutto fuorché quello che ci siamo trovati di fronte: immaginavamo un action dai ritmi frenetici, un titolo eccessivo come Bayonetta o martellante come Wonderful 101. E invece Microsoft ci ha presentato una sorta di Action RPG open world, che per ritmi, struttura, ispirazioni e persino caratura artistica sembra "collidere" con Final Fantasy XV. Il combat system appare leggermente più elaborato, ma per il momento l'aggettivo "tecnico" -l'unico che avremmo voluto usare per descrivere la nuova proposta dei Platinum- va messo da parte. Ammettiamo di non essere rimasti particolarmente impressionati dall'esordio di Scalebound, ma mai come in questi casi è bene sospendere il giudizio: la varietà ludica di un RPG e la sua estensione vanno valutate con attenzione, dopo prove un po' più circostanziate.

Futuro Anteriore

Dopo un incipit ben movimentato la conferenza è purtroppo andata incontro ad una lunga fase di stanca. Lo spazio dedicato agli indie di ID@Xbox è stato forse un po' troppo, e sicuramente mal gestito. I nomi in ballo sono interessanti, ma sullo schermo si avvicendano poche sequenze di gameplay. Gli annunci delle (interessanti) funzionalità DVR, dell'arrivo ufficiale della retrocompatibilità e dei prodotti che hanno aderito al programma Preview (Ark: Survival Evolved è l'attrazione principale) hanno smorzato molto i ritmi, e per una buona mezz'ora lo show si è fatto singhiozzante. Non arriviamo a dire "soporifero", ma poco ci manca. La parte centrale della conferenza ha fatto il punto anche sulle funzionalità gaming di Windows 10 e sull'integrazione tra il nuovo sistema operativo di Microsoft e la piattaforma Xbox. Agrodolci sono le sensazioni che ne derivano: da una parte c'è l'entusiasmo per il Cross-Play, e addirittura l'esaltazione per le funzionalità Cross-Buy annunciate da Phil Spencer; dall'altra il timore sempre più strisciante che Microsoft stia spostando le sue attenzioni sull'ambiente PC, col rischio che in futuro la console venga un po' trascurata. Persino le esclusive adesso diventano "Xbox and Windows 10", ed in troppe schermate promozionali cominciano a spuntare i loghi del sistema operativo, comodamente adagiati su Laptop e Tablet. Attualmente la console casalinga sembra tutelata dalle grandi produzioni "only for" dell'autunno e del prossimo anno, ma quando Phil conferma che Windows 10 fa parte della visione che Microsoft ha del futuro del gaming, sembra di scorgere una piccola crepa in quel monumento dell'entertainment casalingo che Microsoft ha costruito in tre generazioni. Mettendo da parte questa lieve (e speriamo infondata) malinconia, arriviamo quindi all'ultima parte della conferenza, in cui Microsoft ribadisce una volta di più la solidità dell'offerta per l'anno in corso. Nonostante la surreale presentazione "sportiva" di Halo 5 (commentata in differita), lo sparatutto 343 Industries si presenta in gran forma: pronto a stuzzicare sia i fan di un multiplayer clinico e agonistico, sia gli appassionati di un online più movimentato e rombante. L'FPS sci-fi è in buona compagnia grazie a Forza 6 e Rise of The Tomb Raider, ma Microsoft non si ferma e ribadisce quanto distesi e proficui siano i rapporti con le terze parti. Sul palco della conference viene ri-presentato Homefront Revolution dopo il passaggio di consegne, arriva Just Cause 3 e persino l'ultimo Dark Souls (una piccola vendetta dopo Bloodborne). C'è anche Rainbow 6, ma soprattutto c'è FIFA 16, titolo che in Europa può fare davvero bene.

Scheda Xbox One Quest'ultimo “showoff” in chiusura di conferenza ha un sapore tutto nuovo, senza il solito “contraddittorio” di Sony. La scelta della casa nipponica di puntare tutto sulla Gamesweek parigina può essere considerata coraggiosa, ma di fatto permette a Microsoft di pavoneggiarsi un po'. Il colosso di Redmond, per altro, dimostra di non volersela prendere troppo comoda: dopo un E3 che ha ribadito l'eccellenza della line-up di quest'anno, Microsoft rilancia indicando un 2016 altrettanto luminoso, e più concreto rispetto a quello promesso da Ps4. Anche se l'entusiasmo per l'annuncio di Halo Wars 2 è appena moderato (però attenti: al timone c'è Creative Assembly!), tutti siamo insomma usciti dall'evento più che soddisfatti, dondolando la testa con un cenno di assenso. Magari non è stato un evento divertente, ritmato o incalzante, ma i contenuti non sono mancati. L'incognita più grande, ad oggi, resta quella di Scalebound: e ce ne fossero, di dubbi così!