E3 2013

Speciale Microsoft Press Conference

Microsoft apre l'E3 con una conference incredibile

speciale Microsoft Press Conference
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ci sono voluti otto anni -gli otto anni di questa generazione eterna, minuto più minuto meno - per vedere una press conference come quella di Microsoft all'E3 2013: semplicemente perfetta.
Dopo gli inciampi di un reveal event che non aveva convinto i videogiocatori, il colosso di Redmond arriva all'E3 e travolge tutto, galvanizzando la platea con ritmi eccezionali ed un numero di esclusive semplicemente imbarazzante.
Nell'arco di novanta condensatissimi minuti, Microsoft ribalta l'immagine di Xbox One, guadagnando un serio vantaggio a livello comunicativo e strategico, grazie alla promessa di una Line-Up come non se ne sono mai viste. Un concentrato di nuove IP, vecchi brand, idee originali, supportato da una politica di acquisizioni che rinfresca persino il vivaio di team interni marchiati Microsoft Game Studios. L'E3, e la generazione che sarà ufficialmente inaugurata questo Novembre, non potevano cominciare in maniera migliore.

Abbiamo vinto la guerra

L'attacco della conference è di quelli belli forti. Il primo videogame con cui Microsoft apre le danze è niente meno che Metal Gear Solid 5: The Phantom Pain. Un segnale importante, un messaggio chiaro e deciso: un brand storicamente legato alle console Sony, con un quarto capitolo che ha rappresentato una delle ultime esclusive terze parti importanti per Ps3, passa nella lista dei multipiattaforma e lo fa aprendo l'evento di Xbox One.
Che poi quando gli occhi si posano sulle prime sequenze In-Game, esplode in un attimo tutto l'amore sopito per i lavori del visionario Kojima. La magia che era mancata all'evento Pre-E3 di Konami esplode potentemente quando uno Snake a cavallo, attraversando le aride distese di un deserto afghano, riporta alla mente degli spettatori il John Marston di Red Dead Redemption. La svolta Open Word di Metal Gear 5 incuriosisce non poco, e rappresenta l'ultima frontiera di un processo creativo con cui Kojima ha cercato di portare le dinamiche stealth della sua creatura in ambienti sempre più vasti, meno rassicuranti, meno lineari. I fast forward del trailer si fermano nei punti giusti, per farci vedere sezioni d'infiltrazione alla vecchia maniera, basate sull'osservazione dell'ambiente, sul calcolo dei tempi di percorrenza di guardie e fasci luminosi. Una presentazione eccellente, che torna a focalizzarsi, piuttosto che su attori e motion capture, sui colpi di testa di Hideo, e sull'insistita epicità che ha sempre fatto la fortuna del brand.
Mentre Kojima viene salutato dagli applausi, si apre una piccola parentesi probabilmente inattesa da molti giocatori. Pur concentratissima sull'aggressiva strategia di lancio di Xbox One, Microsoft non dimentica la sua attuale console, ed anzi, seguendo il modus operando che Sony ha avuto nel sostenere la sua Ps2 nonostante il nuovo monolite fosse già sulla piazza, rilancia l'hardware annunciando un nuovo modello, un aggiornamento della dashboard e tre titoli in arrivo. Di questi, uno è il già conosciuto Dark Souls 2 (che sarà con tutta probabilità un prodotto Cross-Gen), mentre gli altri sono novità: la versione console di World of Tanks - coraggioso esperimento dei bielorussi di Wargaming.net - ed un sequel tridimensionale della serie “Max and the Magic Marker”: un po' Limbo e un po' Trine, questo action platform potrebbe rivelarsi interessante, mescolando sequenze classiche ad enigmi “fisici” risolvibili grazie agli evidenziatori magici del protagonista, che possono materializzare oggetti nel mondo di gioco.
I minuti concessi a Xbox 360 terminano quasi subito (per fortuna): giusto il tempo di annunciare una novità per gli abbonati al Gold. Da oggi fino all'arrivo della nuova console, Microsoft regalerà a tutti gli abbonati due titoli, avvicinandosi quindi alla strategia di Sony con il suo Playstation Plus. Per il momento l'offerta è palliduccia e sottotono: Assassin's Creed 2 e Halo 3 non strappano un applauso al pubblico. Ma Microsoft sembra aver capito che il suo servizio premium ha bisogno di una scossa, e siamo sicuri che arriveranno future novità.

All About the Games

Sbrigate le formalità con Xbox 360, Don Mattrick avverte il pubblico che tutto il resto della conferenza sarà focalizzato sulla nuova console. Ma nessuno si aspetta che il resto della conferenza sia così ricco e ritmato. Microsoft non perde un colpo neppure quando porta sullo stage i contenuti potenzialmente più noiosi. L'integrazione con Smart Glass, quindi, diventa un'occasione per mostrare il gameplay del nuovo Killer Instinct, annunciato poco prima e accolto dalla platea con incredibile entusiasmo (del resto è un brand che manca dai tempi del Nintendo 64).
La revisione del sistema di acquisto per i contenuti in digital delivery, con il definitivo abbandono dei Microsoft Points in favore della valuta reale, e poi l'aumento del limite di amici che spezza l'attuale soglia dei 100, sono novità che vengono annunciate in fretta, quasi fossero miglioramenti dovuti e naturali. E persino all'applicazione Studio, che permette di eseguire l'upload dei propri video sui server Microsoft, viene lasciato poco spazio, così come all'annuncio di una partnership con Twitch Tv che garantisce la possibilità di mandare in live streaming le proprie sessioni di gioco: eppure si tratta di una vera e propria rivoluzione del social sharing, che supera persino le funzionalità del tasto Share della concorrente Ps4.
Ebbene: tutti questi aspetti tutto sommato “contingenti” alle esperienze di gioco vere e proprie restano, nell'economia di una conference tenuta in maniera perfetta, del tutto marginali. I protagonisti, sul palco, sono i giochi e le nuove IP. E sono così tante che si fa fatica a contarle.
Apre le danze il Ryse di Crytek, opportunamente rinviato a questa generazione, e per fortuna allontanato da quell'attrezzo infernale che è Kinect (a proposito: in questa conference non si è visto neppure per un attimo: niente titoli di fitness o di sport, niente Dance Centra, niente di niente. Gaudemus). Nonostante il sistema di combattimento ci sia sembrato un po' troppo legato ai QTE, Son of Rome è un action brutale e grigio, cattivo, che recupera le atmosfere di 300 e le innesta in un sistema ibrido, mescolando strategia e azione. Confermando l'eccellenza tecnica dello studio tedesco, Ryse si presenta anche (assieme a Forza Motorsport 5) come uno dei prodotti visivamente più impressionanti, quando si considera la mole di personaggi a schermo, la fluidità, il field of view ed il tripudio di particellari.
E' poi la volta di Killer Instinct, tirato fuori dal cilindro di Rare, annunciato prima con un trailer e poi giocato dal vivo. Un picchiaduro che non dimentica il gusto esagerato e surreale che ne fece la fortuna, e vuole riproporre sequenze di colpi dalla lunghezza umiliante e personaggi tremendamente stilizzati. Un po' di contaminazione dai toni grotteschi di Street Fighter IV c'è e si riconosce, ma la speranza è quella che il nuovo Killer Instinct sappia mantenere e valorizzare il suo carattere peculiare (ancora è molto presto per dirlo).
Solo concettuale è invece la presentazione di Sunset Overdrive, nuova produzione di Insomniac Games che prova ad uscire dall'impasse creativa che ha condotto il team fino alla disfatta di FUSE. Il trailer risulta in qualche maniera interessante, soprattutto perchè coniuga l'esagerazione tipica degli shooter del team con un look colorato e fumettoso (sembra quasi quello del vecchio PAIN). Ma di sequenze in-game neppure l'ombra.
La palla passa poi a Turn 10 (“heavily sponsored by” McLaren), che lascia tutti di stucco con le sequenze in real time del suo Forza Motorsport 5. Che il team avesse guadagnato l'upper hand nel mondo dei simulatori di guida era chiaro dopo le incertezze di GT6, ma questo nuovo simulatore sembra semplicemente strabiliante. Non solo per il colpo d'occhio, quanto per il nuovo concetto di Drivatar, che sfrutta il cloud computing per scrivere e far evolvere l'IA dei piloti virtuali (il comportamento di ciascuno dei quali viene scolpito sulla base delle performance di un giocatore in carne ed ossa). Sicuramente un esempio brillante di come l'Always Online ed il Cloud possano spingere certi generi verso nuovi orizzonti.
Meno pregnante l'annuncio di un'edizione Xbox One per Minecraft, che sparisce quasi subito dallo schermo per lasciar spazio a Quantum Break. La sequenza mostrata, in real time, non aiuta in ogni caso a capire nulla di più del gameplay, ma almeno rivela un carattere (anche grafico) abbastanza interessante, sebbene molto meno cupo rispetto ai passati lavori del team. A dirla tutta, nonostante l'amore per le nuove IP e la costante ricerca di prodotti originali, da Remedy avremmo preferito un Alan Wake 2 che potesse superare i limiti concettuali del primo capitolo.
Di D4 e Crimson Dragon si può dir poco. Il primo è il nuovo progetto del visionario creatore di Deadly Premonition, che a giudicare dal trailer sembra sfruttare Kinect in qualche sequenza d'azione, ma che non rinuncia a quello spirito completamente surreale che caratterizza le opere di Swery76. Dell'altro sapevamo già molto, dal momento che doveva uscire su 360: lo spostamento sulla console Next Gen non sembra aver giovato molto a livello tecnico e concettuale.
Applausi smorzati anche per Project Spark: una sorta di editor che permette, nella visione del team di sviluppo, di creare mondi, giochi e avventure. Nonostante il sistema di creazione della mappa sembri molto intuitivo, già la parabola discendente di Little Big Planet 2 proietta qualche ombra sul futuro di un titolo particolare, una sorta di Sandbox adatto solo ai più creativi, per altro caratterizzato da uno stile che, diversamente da quello del titolo Media Molecule, non buca lo schermo. Proporzioni e ambizioni di Project Spark sono immensamente maggiori rispetto a quelle del platform “concorrente”, ma non sappiamo quanto spazio potrà trovare il titolo sul mercato.
E' il turno di Dead Rising 3, che torna in esclusiva su console Microsoft ed ha lo stesso identico impatto che ebbe il primo capitolo ai tempi della 360. Le proporzioni della mappa di gioco sono semplicemente incredibili, il numero di zombie a schermo ha dell'incredibile, la solita esagerata leggerezza del titolo Capcom sollazza la platea che assiste alla creazione di armi improponibili e stravaganti. La deriva Free Roaming di Dead Rising salva il brand dopo le pallide performance del secondo capitolo e del suo spin-off ufficiale, mettendoci di fronte ad uno dei top title della conferenza.
Già a quest'altezza di tempo la conferenza Microsoft è, in termini di esclusive, una delle più ricche di sempre. Ma l'azienda non si ferma, rilancia, esagera. Annuncia un progetto di Black Tusk (purtroppo misteriosissimo), il poetico Below (la comunione d'intenti con Capibara Game è una delle scelte più azzeccate per rinverdire il vivaio di studi interni), mostra le prime sequenze in-game di The Witcher 3, scherza con il pubblico quando annuncia un nuovo Halo. Quello che poteva sembrare un “clone realistico” del Journey di Thatgamecompany, si svela come il nuovo episodio del franchise più identificativo di Microsoft, sviluppato sempre da 343 Industries.
La parte finale della conference, però, è dominata da Electronic Arts, che ammalia con due prodotti eccezionali. Il livello giocato di Battlefield 4 spazza via, a livello tecnico, quasi tutto il resto dei prodotti visti sul palco, e distrugge concettualmente il rivale Call of Duty che ieri ha fatto una presentazione davvero sottotono, e che pure in occasione della conference precedente non aveva certo mostrato i denti. Invece l'FPS firmato DICE allarga a dismisura il campo di battaglia, traccia strade e approcci alternativi, punta forte su una spettacolarità visiva puramente nextgen, e su un militarismo meglio ricostruito rispetto a quello di Ghosts.
Ma è forse Titanfall il titolo migliore, nell'economia di un evento inarrivabile. Il nuovo progetto di Respawn Entertainment esibisce con fierezza una varietà di situazioni allucinante, mentre procede a passo spedito. Arrampicate alla Mirror's Edge, interazione ambientali ai massimi livelli, spunti tattici e strategici, ritmi forsennati, colpo d'occhio pieno, art e mech design con un carattere forte e deciso. Un colpo grosso per Microsoft e per EA, che propongono il titolo che riscriverà i paradigmi degli sparatutto competitivi, smussando fra l'altro i confini fra Single e Multiplayer grazie ad un approccio ibrido, che infila sul campo di battaglia nemici umani e bot controllati dall'IA, e si “impossessa” di molte soluzioni narrative tipiche di un'avventura in solitaria nonostante si stia giocando una partita online. Un gioco roboante, spettacolare, e la degna chiusura per una conferenza spettacolare.

4 e 99

Nel marasma di nuove IP l'annuncio della data di lancio e del prezzo passa quasi in secondo piano. In verità è forse la parte più “critica” dell'evento, dal momento che il costo di Xbox One supera leggermente le prime stime. 499 Dollari è il prezzo ufficiale per il mercato americano, brutalmente tradotto per noi europei in 499 Euro (ma 429 Sterline). Un prezzo abbastanza alto, soprattutto se si considerano le specifiche tecniche di un hardware sicuramente performante, ma già incalzato da PC di fascia medio/alta. La somma non è comunque proibitiva, e dopo l'annuncio di una Line Up così forte siamo ben certi che ci sarà un boom dei preordini. La data precisa non è stata ancora annunciata, ma Xbox One arriverà “questo novembre in 21 mercati”. Probabilmente noi italiani dovremo aspettare qualche settimana in più dei giocatori americani: attendiamo conferme a riguardo.

Scheda Xbox One Usciamo dal Galen Center di Los Angeles ancora trepidanti. Esaltati di una conference perfetta nei ritmi e nei contenuti, piena, densissima. Senza ombra di dubbio, dal punto di vista di un giocatore, la migliore che si sia mai vista da otto anni a questa parte. Tralasciando noiosi dati di vendita, proiezioni e prospettive, e parlando finalmente alla sua “user base” più accorata, Microsoft ha aperto l'E3 2013 nel migliore di modi. Incuriositi dalla nuove IP, divertiti, entusiasmati da tante sequenze in-game, posiamo lo sguardo su un futuro roseo e rassicurante per Xbox One. Il colosso di Redmond ha dimostrato un'ottima visione del mercato, e le prospettive per un 2014 ludicamente eccezionale ripagano i fan degli ultimi mesi non propriamente brillanti. Sony dovrà lottare, stasera, per fare di meglio, ma francamente dubitiamo che possa portare sul palco così tanti prodotti e così tante esclusive. La mossa di apertura del colosso di Redmond è una di quelle che possono influenzare l'andamento di tutta la partita.