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Speciale Next-Gen: Anno Uno

Lo scenario dopo il primo giorno di Gamescom

speciale Next-Gen: Anno Uno
Articolo a cura di
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La battaglia tra le grandi sorelle del videogioco continua senza esclusioni di colpi, evento dopo evento, conferenza dopo conferenza. Quelle della Gamescom si sono appena concluse, senza vere sorprese se non l'assenza di Nintendo, che preferisce continuare per la sua strada senza dare troppo nell'occhio, e la silenziosa rimonta del PC come macchina da gioco, che qui in Germania non ha mai davvero smesso di macinare numeri. E così il cerchio si stringe, ancora una volta attorno ai due attori più chiassosi, ovvero Sony e Microsoft.

Il gigante di Redmond, dopo il claudicante lancio di Xbox One, continua a rincorrere la concorrenza, ma il fiato inizia a scarseggiare, come anche la voglia e la capacità di reagire. Microsoft va sul sicuro, lambisce il mondo indie senza particolare foga, preferendogli esclusive senza dubbio interessanti, ma da sole incapaci di fare la differenza. In pieno stile Bill Gates, per un colpo di coda al novantesimo, apre il portafogli e si assicura l'esclusiva temporale del prossimo Tomb Raider di Square-Enix. Il risultato è più un omaggio a chi già ha acquistato Xbox One invece di PlayStation 4, piuttosto che un reale incentivo per convincere gli indecisi.
Quantum Break di Remedy è il vero asso nella manica della console Microsoft, mentre Sunset Overdrive, nella sua coloratissima bellezza, sembra non avere presa su quell'importantissima fetta di pubblico che ha stravolto i botteghini negli ultimi dieci anni (ed è un grandissimo peccato, fatevelo dire). Ma di più, forse, non si poteva davvero fare. Un taglio di prezzo, dopo aver ucciso Kinect, sarebbe stato prematuro, e avrebbe intaccato irrimediabilmente l'immagine della console, o forse ancora peggio: avrebbe distrutto la percezione del suo reale valore.
Senza contare che in Europa, Xbox One costa già di meno, e mentre in Italia la versione con la telecamera delle meraviglie viene venduta su Amazon a 399 Euro, qui in Germania la versione liscia viene accompagnata da ben due giochi in omaggio. Il risultato rimane ancora scarso, al punto che diventa lecito chiedersi se sarà mai possibile uscire da un pantano che ha riportato Microsoft in Europa ai numeri del primissimo Xbox, quando il brand era ancora sconosciuto e aveva ancora tutto da dimostrare. Da Microsoft serve chiarezza, non tanto per convincere i videogiocatori, ma soprattutto le software house ancora in bilico. La nuova dirigenza sembra dare l'impressione di trattare la divisione entertainment come un peso, da tenere in vita solo perché vendere è meglio che uccidere, specialmente dopo l'acquisto pazzo di Nokia. Non basta quindi un segnale forte, ne serve uno fortissimo.

Sony ci è andata molto più pesante, non si può certo dire che la sua ottima conferenza sia stata anche un'ottima presentazione, ma l'impressione che se ne ricava è quella di una secchiata di giochi in faccia. I titoli presentati da Sony sono infatti tantissimi, tutti diversi tra loro e soprattutto trasversali e quindi perfettamente in linea con i trend del mercato. La cosa migliore per Sony, è che il successo, come sempre ma ancora di più in questo particolare caso, chiama altro successo. Intanto il primo colpo: sono ben dieci milioni le console vendute (e non distribuite) in tutto il mondo. Una cifra spaventosa, destinata ad aumentare vertiginosamente in concomitanza dei "black friday" di tutto il pianeta (e successive festività). Un traguardo che ha svegliato anche i piccoli grandi del mondo PC, con tanto di debutto di nomi come Paradox e Bohemia (che promette di portare su Ps4 addirittura DayZ - confermato ora anche per Xbox One - ma ci permettiamo ancora di dubitare sulla conversione).
Se il presente è in fiamme e il futuro a portata di Morpheus, è il passato rappresentato da PlayStation Vita a farne le spese. Con il suo ultimo portatile Sony sembra davvero brancolare nel buio, e per quanto l'ondata di indie game abbia dato dei connotati originali alla macchina, è a dir poco scandaloso che Vita venga liquidata anche durante questa conferenza in un piccolo angolo buio frequentato esclusivamente dagli hardcore gamer più convinti. Quanto potrà durare ancora? In questo caso, in questo unico caso, lo deciderà soltanto il Giappone.

Nel mentre, sullo showfloor della fiera, è possibile assaporare un atmosfera che non si respirava da molti anni, e tutto questo grazie ai personal computer, nuovamente in grado di differenziare l'offerta come non accadeva da almeno quattordici anni, quando tra MMORPG e rivoluzioni tridimensionali, i compatibili rappresentavano non solo una valida alternativa al mondo delle console, ma un vero e proprio mondo a parte, che ora sembra tornato pesantemente in voga, e non senza i suoi buoni motivi.

E Nintendo? Da Iwata, Miyamoto e soci nessuna sorpresa, solo la naturale prosecuzione di ciò che è stato presentato all'ultimo E3. Se sarà abbastanza per tenere dietro Microsoft e Xbox One è ancora presto per dirlo, ma se si vuole cercare una sfida per cui entusiasmarsi, forse è proprio verso questi due competitor che bisogna puntare lo sguardo.