GDC 2011

Speciale NGP - Next Generation Portable

Alla GDC 2011 di San Francisco vengono svelati numerosi dettagli sulla nuova console portatile Sony: NGP.

speciale NGP - Next Generation Portable
Articolo a cura di
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Durante la GDC di San Francisco Sony ha mostrato nuovamente la nuova generazione di console portatile -attualmente ancora sotto il nome di NGP- durante un incontro a metà tra il tecnico e il divulgativo, in modo da cercare di far luce sulle sue vere potenzialità e parlando delle numerose funzionalità aggiuntive, annunciate ma non ancora del tutto definitive. Scopriamo quindi tutti i segreti di una console portatile che si preannuncia come una rivoluzione.

Il nuovo hardware

Il layout della console è ormai in versione praticamente definitiva, con una forma tendente all’ovale che si allontana dallo standard a cui siamo ormai abituati con PSP. Da una prima valutazione lo spessore sembra aumentato ma la struttura rimane comunque snella e piacevole da vedere. Sotto al cofano batte il cuore del device, rappresentato da una CPU a quattro core di tipo Arm9, tre dei quali dedicati alle applicazioni mentre uno si occupa di gestire le periferiche e il sistema operativo sottostante, richiamabile in ogni istante.
L’architettura prevede l’implementazione hardware di algoritmi avanzati di predizione dei salti, una gestione che garantisce la coerenza dei contenuti delle cache presente nei vari core e un motore di calcolo per gli interi e i numeri rappresentati in virgola mobile particolarmente performante. Sul fronte video è presente una GPU della famiglia POWERVR, anch’essa multicore, dotata di un balancer dinamico per il carico computazionale e con un motore di rendering avanzato che tenta di valutare il più rapidamente possibile quali sono i pixel non visibili all’interno della scena, in modo da diminuire i calcoli per poter mettere a video un frame. A queste funzionalità si aggiunge la gestione via hardware di numerosi codec per la riproduzione dei formati audio e video più comuni, offrendo quindi un media player portatile completo. Queste caratteristiche avvicinano NGP alla Playstation 3 in termini di potenza, limitata solamente per via del consumo energetico che, altrimenti, sarebbe risultato troppo gravoso, compromettendo l’autonomia globale. Si tratta, comunque, di un’architettura che richiama quella dei moderni PC e console casalinghe, con il supporto agli shader programmabili e alla possibilità di caricare le texture e i dati dei vertici che compongono la scena tridimensionale anche nella RAM di sistema.

Schermo e sistema di controllo

Lo schermo di NGP si colloca a metà strada tra quello di PSP, alla risoluzione di 480x272 pixel, e quello di Playstation 3, che supporta il celebre formato 720, quindi di 1280x720 pixel. Il nuovo portatile Sony garantisce una risoluzione di 960x544 pixel che, grazie anche al supporto all’anti-aliasing di tipo MSAA, dovrebbe garantire immagini di grande impatto, soprattutto su un display di dimensioni così contenute. I sistemi di controllo di NGP sono anch’essi un netto passo avanti rispetto a PSP, a partire dalla presenza del doppio stick analogico, sempre invocato dall’utenza della console. A complemento troviamo i classici tasti frontali ormai marchio di fabbrica per Sony, così come i dorsali, presenti anche sulla console precedente.
La vera novità, però, risiede nuovamente nello schermo, ora sensibile al tocco e con il supporto al multi-touch, affiancato da un pannello posteriore, anch’esso utilizzabile direttamente con le dita. Si tratta di una novità che potrebbe a prima vista risultare poco utile ma gli esempi d’uso fatti durante la presentazione hanno fugato ogni dubbio: scorrere verso il basso il dito della mano destra sul dorso della console, semplicemente impugnandola, potrebbe far ricaricare l’arma corrente, mentre spostare i due indici sul touch panel posteriore, compiendo un movimento che li avvicina o li allontana, sarebbe perfetto per gestire lo zoom di un’eventuale mappa di gioco. Ovviamente toccherà agli sviluppatori trovare un modo per sfruttare il pannello touch posteriore, con però una semplicità in più: non essendo uno schermo non c’è il problema di andare a coprirne una parte fondamentale utilizzando le dita.

Altre funzionalità

I sensori di movimento presenti sul DualShock 3 di Playstation 3 vengono riproposti anche all’interno di NGP: il rilevamento avviene su sei assi, tre dei quali gestiti tramite accelerometri e i restanti tre grazie all’uso di un giroscopio.
Sono poi presenti due fotocamere che possono scattare immagini in alta risoluzione, una delle quali posta sulla parte superiore, rivolta quindi verso il giocatore, mentre l’altra è sul dorso, come accade in tutti gli smartphone. La prima potrà essere sfruttata in modi del tutto particolari, come quello nel quale la console scatterà una foto al giocatore, utilizzando poi il volto come un indicatore di danno: più ferite e cerotti saranno presenti sul viso, minore sarà l’energia disponibile rimasta al proprio avatar di gioco. La fotocamera posteriore, invece, verrà utilizzata soprattutto per i titoli che supporteranno la realtà aumentata, andando ad inquadrare eventuali marker da sfruttare per istanziare elementi di gioco tridimensionali attraverso una rappresentazione del mondo reale creata sfruttando la fotocamera. Entrambi gli obiettivi possono essere utilizzati anche per registrare degli spezzoni video, in modo da poter rapidamente caricare sul web i filmati ottenuti.

L’abbandono dell’UMD e la connettività

Il formato UMD è ormai solo un ricordo: già con PSPGo Sony ha deciso di abbandonare il dischetto ottico, in quel caso per passare ad una console completamente basata sul digital delivery. Per NGP la strategia è differente in quanto i giochi verranno distribuiti sia in forma digitale sia su schede di memoria di capacità variabile, tra i due e i quattro gigabyte, con una parte della memoria, quantificata tra il 10 e il 15%, disponibile anche in scrittura, in modo da poter ospitare i salvataggi, le configurazione delle opzioni ed eventuali patch scaricabili dal Playstation Network. Sono poi state confermate anche le configurazioni della console in termini di connettività: come accaduto per iPad anche NGP sarà lanciata sul mercato in due diversi modelli, uno senza connettività 3G, che offrirà quindi la sola connessione WiFi, mentre un modello più completo supporterà entrambi gli standard di comunicazione. In entrambi è poi presente un’antenna GPS per la localizzazione, che risulterà ottimizzata in presenza di connettività 3G, grazie allo sfruttamento della comunicazione con le celle dedicate ai telefoni cellulari, mentre nel caso di mancanza del modulo si potrà comunque accedere alle reti WiFi per poter rendere più preciso il processo.

Il software di sistema

Il sistema operativo di NGP è completamente nuovo e poco ha da spartire con quello disponibile su PSP.
La prima cosa che si nota è il redesign globale, con l’abbandono dell’ormai celebre XMB in favore di un layout più comodo da utilizzare con lo schermo sensibile al tocco. Una sezione amici decisamente completa permette di innescare meccaniche social non più solo basate sul confronto tra trofei ma con il supporto a svariate tipologie di messaggi, grazie anche alle funzionalità di ricerca fornite dalla geolocalizzazione: si potranno cercare persone che nelle immediate vicinanze stanno giocando, in modo da sfidarle o semplicemente andando ad incontrarle. Grazie alla realtà aumentata sarà poi possibile organizzare cacce al tesoro cittadine, con forzieri e premi virtuali in maniera simile a quanto avvenuto con Kingmaker, titolo per dispositivi mobili basato sull’uso del GPS e lanciato all’interno della campagna di marketing di Fable 3. Grande attenzione è stata poi dedicata al supporto alla realtà aumentata, con la possibilità di sfruttare qualunque tipologia di marcatore: la dimostrazione è avvenuta senza utilizzare carte particolari, come nel caso del Nintendo 3DS, ma semplicemente scattando una fotografia ad una confezione di un gioco per Playstation 3, nella fattispecie l’edizione nipponica del nuovo Ape Escape compatibile con Move, e scegliendola come base per il modello 3D con cui interagire: una scimmietta perfettamente animata.

Le demo di gioco

Durante la conferenza sono state mostrate tre differenti demo, tutte decisamente interessanti ed indicative per quanto riguarda le potenzialità della console. La prima è ad opera di Bigbig Studios ed è stata chiamata Little Deviants. Si tratta di una demo tecnica nel quale è stato mostrato un modo di gioco in 3D navigabile sfruttando una pallina simile ad un Katamari. L’ambiente è alterabile in real time agendo sullo stick analogico destro, potendo quindi deformare valli e colline in tempo reale. E’ poi possibile agire direttamente sul touch screen per poter imprimere dei colpi alla pallina con le stesse movenze da utilizzare quando si gioca con le biglie sulla spiaggia, utilizzando il dito indice per muoverle di scatto. Non è stato confermato se Little Deviants diventà mai un gioco commerciale o se si è trattato di un esperimento.
La seconda demo ha avuto come grande protagonista la realtà aumentata: è stato mostrato un modello tridimensionale di dinosauro, molto simile a quelli presenti nei vari episodi di Dino Crisis. E’ bastato inquadrare un foglio posto per terra con disegnato uno degli enormi esseri per vederne comparire sullo schermo le zampe imponenti. Muovendo quindi la console verso l’alto, sfruttando il giroscopio, è stato possibile inquadrarne tutto il corpo e la testa, andando a visualizzarne la corporatura completa, alta quanto il soffitto della sala conferenze del Moscone Center. La terza versione dimostrativa è invece quella dell’ormai celebre Uncharted Portable, prodotto non ancora confermato come gioco completo da rilasciare sul mercato e che andremo ad analizzare in un articolo a parte.

Scheda Playstation Vita NGP dimostra di essere un device particolarmente potente e versatile, in grado di trasmettere un “senso di futuro” decisamente allettante: molte delle funzionalità sono già presenti in vari altri device disponibili sul mercato ma mai concentrati un un’unica console portatile, con uno stile decisamente riuscito e un layout dei controlli che offre finalmente un buon numero di modalità di interazione, tutte da scoprire per gli sviluppatori e, di conseguenza, gli utenti. Non ci resta che attendere le fiere di settore in arrivo, soprattutto l’E3 di Los Angeles, palcoscenico che potrebbe sancire l’annuncio definitivo per quanto riguarda prezzi e disponibilità sui vari mercati.