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Speciale NGP - Next Generation Portable (PSP2)

Tutte le informazioni sulla nuova portatile di Sony, e le nostre impressioni

speciale NGP - Next Generation Portable (PSP2)
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Senza troppo rumore, arriva l'annuncio tanto vociferato. Nel corso di una conference dimessa, attesa, largamente anticipata. Eppure PSP 2 (o, come la chiamano i portavoce Sony, NGP - Next Generation Portable), fa tanto scalpore da riempire nell'arco di poche ore ogni pagina della rete. Stampa specializzata e generalista, blog e social network, sono stati letteralmente invasi da specifiche tecniche, speculazioni e rumor sui prezzi e sulle funzionalità. Vediamo dunque di fare un po' di chiarezza sulla situazione, commentando i dati in nostro possesso per capire quale sia la direzione di un progetto ambizioso ma dai contorni ancora sfumati.

Stile e Design

Chi si aspettava un restyle completo, uno chassis più elegante, o una macchina dalle dimensioni meno cospicue (che seguisse magari la strada intrapresa da PSP Go), rimarrà forse deluso nel constare l'estrema somiglianza di NGP con il vecchio modello del portatile Sony. La strada intrapresa dal colosso nipponico, quindi, è quella della continuità. Una scelta che, agli occhi di noi occidentali potrebbe sembrare in qualche modo rischiosa. Del resto, non è un mistero che nel vecchio continente come in terra d'America, Playstation Portable non sia stata lusingata dal pubblico e dai dati di vendita. Eppure, basta dare un'occhiata ai dati di vendita per il mercato Giapponese, per capire che PSP è stata tutt'altro che un fallimento commerciale ed economico, per Sony. Consegnare al “suo pubblico” una console dalle forme familiari e metabolizzate, che appaia chiaramente come la natura evoluzione del vecchio Hardware, è dunque una strategia più che comprensibile. In barba all'ergonomia, verrebbe da dire. Ma del resto, anche Nintendo, sul fronte 3DS, non ha certo rischiato troppo in fatto di Design, anzi recuperando le forme sgraziate del primo modello (Fat) per il suo 3Ds.

Controllo Totale

Dietro un modello dal look piuttosto noto, si nasconde comunque una totale revisione sul fronte dell'interfaccia e della componentistica interna.
Per quel che riguarda il sistema di controllo, PSP 2 non si fa mancare davvero nulla. Finalmente implementa un secondo stick analogico, ponendo fine ad una tortura videoludica durata quasi sei anni. Ma non solo: l'ampio schermo frontale (Oled) supporta la tecnologia multitouch, avvicinandosi in tal maniera all'iPhone di Cupertino. E ancora, a sorpresa, Playstation Portable implementa un Touchpad sull'ampia superficie posteriore. Quali siano le possibilità di questa espansione dell'interfaccia di controllo è presto detto. Anzitutto migliorerà notevolmente la navigabilità nei menù della console, laddove il Touchscreen capacitivo garantirà l'immediatezza tipica degli smartphone e il touchpad l'eventuale precisione di un mouse. Ma al di là di questo, sarà il gaming vero e proprio a beneficiare delle nuove introduzioni. Passare senza soluzione di continuità dal controllo tramite pulsantiera a quello tattile rappresenta senza ombra di dubbio una possibilità interessante. Pure il Nintendo Ds, agli albori, aveva provato a garantire una fruizione del genere, grazie ad un “Thumbstrap” miseramente abbandonato a se stesso, frustrato dalle limitazioni dello schermo resistivo. Senza voler veicolare una vera e propria rivoluzione, dal momento che l'interazione tattile è stata pienamente sdoganata da Apple e dal suo iPhone, PSP2 si assicura insomma che all'utente non manchi proprio niente. Interessante anche l'implementazione del touchpad retrostante. In Uncharted questo viene utilizzato per arrampicarsi un una corda, mentre il Gameplay di Little Deviants sembra essere basato tutto sul suo utilizzo: spostando il dito sul retro della console si creano degli avvallamenti lungo i cui fianchi rotolano gli sferici protagonisti, e “pizzicare” la console con pollice e indice permette di tirare come un elastico le malleabili creaturine.
Ma NGP (ci perdonerete la confusione degli acronimi), include anche giroscopi e accelerometri, replicando la tecnologia “Six-Axis” già sperimentata dai Pad Playstation 3. E a spianare la strada per il loro utilizzo, è ancora un volta l'IP regina di Sony: nell'Uncharted portatile, abbondantemente mostrato in video, imbracciando un fucile da cecchino era possibile mirare utilizzando i sensori di movimento, e -appesi ad una liana dondolante- persino l'oscillazione del protagonista era gestita inclinando l'Hardware.
Ma, inutile girarci intorno, quello che più fa gola ai giocatori d'esperienza, è il doppio analogico. Un'estensione naturale e desiderata dai tempi del lancio della prima Playstation Portable: finalmente NGP non sarà più una console “monca”. Sarebbe giusto chiedersi, adesso, come mai proprio Nintendo, all'atto di lanciare sul mercato una console tecnicamente molto prestante (e quindi ben più adatta ad ospitare titoli 3D del suo predecessore), abbia invece intrapreso la via non certo sicura del singolo Stick.
Tralasciando le questioni da Console War, pare che la pluralità del sistema di controllo e interazione rappresenti il vero punto di forza di PSP2. In questi ultimi tempi si è fatto un gran parlare delle nuove direzioni del gaming portatile, soprattutto in relazione all'espansione senza precedenti di Apple e delle applicazioni ludiche sul suo AppStore. Che gli Smartphone abbiano di fatto conquistato un posto d'onore anche nel settore videoludico è innegabile, ma al di là di qualche prodotto particolarmente indovinato (Cut The Rope, Angry Birds, Fruit Ninja), sembra che il Gaming più impegnato ed elitario, nel tentativo di colonizzare Android e iOS, debba vivere di rinunce, compromessi e privazioni. Fra FPS non sempre intuitivi e un Infinity Blade che ha scelto di rinunciare ad un gameplay complesso, il titolo “Hardcore” più riuscito è quel Rage HD che troppo somiglia ad un on-Rail Shooter. PSP 2 non avrà certo questi problemi. Anzi, proponendo una molteplicità di approcci invidiabile (e neppure auspicabile per i prossimi modelli di iPhone e competitor), la nuova console Sony sottolinea in maniera netta e decisa il fatto che il suo scopo principale, la sua “Raison d'Etre”, è il gaming più spinto.

Cross Media Bar

Nella stessa direzione (quella di una piattaforma esplicitamente votata al Gioco) si muove la meticolosa revisione delle funzionalità della Cross Media Bar. Abbattendo finalmente il “muro” che separava il suo sistema portatile da quello casalingo, NGP supporterà le funzionalità legate alla lista amici ed ai Trofei. Non solo: spingendo (come la diretta concorrente) sul pedale della connettività, PSP2 introduce “Near”: sfruttando la connessione 3G ed il GPS, "Near" permetterà ad esempio di visualizzare gli utenti PSP2 nei paraggi, confrontando con loro statistiche e attività. Il sistema mostrerà i software utilizzati recentemente dai giocatori e permetterà di interagire virtualmente con loro.
Interessante anche l'introduzione di Live Area: si tratta di un Activity Log inserito in ogni software, che permetterà di informarsi sulle ultime novità legate al gioco in questione. E non soltanto per quel che eventuali DLC o aggiornamenti, ma soprattutto sul fronte delle attività degli utenti inseriti nella propria lista amici. Un sistema del genere ha già dimostrato le sue potenzialità: l'Autolog dell'ultimo Need For Speed, ad esempio, stimola una sana competizione e invoglia l'utente a confrontarsi (anche indirettamente) coi propri amici. Il fatto che PSP trasformi una funzionalità del genere in uno standard, oltre a darci una piccola anteprima di quello che potremo aspettarci dalla nuova Home Console Sony, è un vantaggio importante rispetto all'ancora embrionale Game Center di Apple.

Haters Gonna Hate

Il confronto con lo iPhone, più volte accennato in questa sede, appare di fatto inevitabile, nella misura in cui le ultime evoluzioni del mercato hanno sbiadito i netti confini che fino a poco tempo fa separavano le console e gli Smartphone. Il primo Device che di fatto ha proposto una strana ibridazione, spingendo sul pedale delle funzionalità multimediali, è stato proprio Playstation Portable. Al tempo della sua uscita, in molti rimasero davvero incantati delle dichiarazioni sulla poliedricità di una console che di fatto sembrava poter far tutto: riprodurre video, funzionare da perfetto lettore Mp3, da album fotografico digitale, da Navigatore GPS.
In verità PSP è stata smontata su tutti questi fronti, surclassata da prodotti decisamente più comodi e congeniali per la fruizione di file audio e video. Nei lunghi anni in cui PSP è rimasta sul mercato, l'arrivo del Melafonino ha di fatto distrutto tutte le pretese dell'Handheld Sony, palesemente inadeguato come lettore audio, come navigatore, come guida interattiva, come macchina fotografica. E con in più la Spada di Damocle di un sistema di controllo “dimezzato”. La volontà di tornare a concentrarsi sul gaming nudo e crudo va letta di fatto come un'ammissione delle proprie colpe. Anche se, è bene ribadirlo, NGP non sembra volersi privare del tutto di una certa espandibilità su questo fronte. La presenza di due fotocamere, la connettività 3G, del microfono incorporato, possono far pensare che PSP 2 voglia in qualche modo conservare questo suo “futilissimo dinamismo”. Di fatto, se le intenzioni di Sony sono quelle di assaltare gli Smartphone e scavare una nicchia nel mercato Hi-Tech per questo suo Hardware, non c'è affatto da stare tranquilli. Scomoda e poco versatile sul fronte dell'ergonomia e della “portabilità totale”, NGP ne uscirebbe di certo con le gambe rotte. Per fortuna, il fatto che la presentazione ufficiale non si sia in nessun modo concentrata su questi aspetti, sembra far presagire una politica più saggia.
Così com'è stata saggia la decisione di abbandonare l'obsoleto formato degli UMD: delle Flash Card sul modello di quelle del Nintendo DS sono assolutamente più versatili e adeguate ai tempi. Ma continuando a percorrere la via del Digital Delivery (assolutamente più adeguata ad una piattaforma portatile), Sony ha già confermato che il software verrà distribuito contemporaneamente in due versioni: sullo store Online, in formato digitale, e direttamente nei negozi. Speriamo che, anche grazie alla presenza del Touch Screen, la versione “Portable” del Playstation Store subisca un notevole restyle, in modo da risultare una vetrina più funzionale per i prodotti, spingendo semmai sul pedale dei Minis per garantire qualche soddisfazione anche a chi cerca titoli rapidi e immediati, dal prezzo contenuto.

Xperia Play

Dopo l'annuncio di PSP2, resta da fare chiarezza sulla questione “Playstation Phone”. Additato inizialmente come in successore di Playstation Portable, poi come un progetto parallelo, il telefonino sviluppato da Sony Ericsson galleggia attualmente nel magma mellifluo del suo futuro incerto. Che posto troverà nel mercato questo prodotto? Gli ultimi scatti evidenziano un Touchpad frontale che di fatto potrebbe sostituire i due analogici di NGP. Ma nessuno ha parlato delle caratteristiche dello schermo o della presenza di un altro Touchpad sul retro della scocca, che potrebbero garantire la stessa dotazione di controlli del nuovo portatile. Considerando anche le inarrivabili specifiche tecniche di NGP, pare più logico pensare che Xperia Play sia una sorta di “continuatore” di PSP. Forse dedicato esplicitamente ad un mercato dove la console (anche nella sua versione Go!, che ha palesemente ispirato il design di Xperia Play) ha avuto un discreto successo. Impensabile infatti auspicare per PSP un “lifetime” prolungato come quello di Playstation 2, che continua a vendere anche 4 anni dopo la sua “morte cerebrale”: all'arrivo della nuova console, nonostante l'assenza di retrocompatibilità con gli UMD (una mancanza di cui, guarda caso, nessuno sente il peso), Playstation Portable svanirà dal mercato come una nuvola di vapore. Allora perchè azzardarsi a lanciare uno Smartphone ibrido che si focalizza proprio sulle sue accessorie velleità ludiche? La risposta, forse, si nasconde nei meandri oscuri degli usi e costumi di un popolo sfuggente. Magari, in Giappone, Xperia Play ha senso di esistere, soprattutto grazie all'arrivo di nuovi prodotti “popolari” sullo store digitale, che di fatto lo invaderanno all'uscita della nuova console. Nella speranza che i titoli per il “PSN portatile” non abbiano intenzione di sfruttare il potenziale tecnico di NGP.

Specifiche e Line Up

A lasciare assolutamente basiti sono infatti le specifiche tecniche del nuovo portatile Sony. Senza scendere troppo nel dettaglio (ma vi basta leggere la nostra News), NGP monta sia una CPU Quad Core che una GPU (scheda grafica) altrettanto performante. Otto Core nel palmo di una mano, per un oggetto tanto potente che alcuni analisti americani lo hanno definito “il futuro del gaming portatile”. Non è facilissimo, in verità, condividere tutti gli entusiasmi della stampa d'oltre oceano (ma si sa quanto ai nostri colleghi piaccia la filosofia “Bigger and Better”). Anzitutto perchè sappiamo in questo ambito le performance grafiche lasciano il tempo che trovano. I “Million Seller Digitali”, su Appstore, sono titoli semplici e immediati, bidimensionalissimi. Ed il successo incredibile del Nintendo DS non ha risentito minimamente delle specifiche tecniche che di fatto perdevano su tutta la linea se confrontate con quelle di PSP. La filosofia del Pick up And Play, l'immediatezza, la portabilità sono i valori che dovrebbe abbracciare un videogioco portatile.
L'ossessivo puntare sulla tecnologia, apre poi la strada ad altri dubbi: sulla durata della batteria (si vocifera 4 o 5 ore, ma con il 3D attivo anche la concorrente non avrà vita semplice), sul costo della macchina. Il range stimato varia da 300 a 350 Dollari, e forse è un prezzo un po' troppo elevato per un portatile. Ma in effetti il mercato potrebbe essere ricettivo per un Handheld di fascia alta, se si considerano le spese folli per gli “oggetti del desiderio” made in Cupertino, o il gap non troppo marcato con il costo del 3DS (che tuttavia può contare su una fama inarrivabile).
Le questioni sul prezzo, in ogni caso, sono abbastanza futili, ad oggi, non supportate da dati certi e impossibili da confrontare con l'offerta ludica di PSP2.
Proprio sulla qualità della Line-Up e dei titoli rilasciati dovrà lavorare Sony per sostenere la sua nuova console. La strategia attuale sembra in qualche modo sensata. Da una parte i grossi nomi (Uncharted, Resistance), dall'altra una serie di nuove IP (Little Deviants, Broken). Sony non è mai stata un'azienda che si è fatta scrupoli a lanciare nuovi brand: Loco Roco e Patapon su Psp servano d'esempio, se non il rinnovamento di alcune serie di punta al passaggio da Psx a Ps2 a Ps3 (da Crash a Jak, approdando poi ad Uncharted). La gestione, da questo punto di vista, sembra anzi vitale e opportuna. Ma quel che è certo è che Sony deve anche allontanare dagli utenti l'idea che NGP sia una console destinata ad ospitare Porting e riedizioni. A tal proposito, la comparsa di Kojima sul palco con una Tech demo di Guns of The Patriot, è quasi un Autogol: potremmo anche esser contenti che i titoli NGP siano paragonabili ai primi videogame usciti su Ps3, ma questo non deve aprire la strada all'arrivo di cloni e adattamenti. Sappiamo tutti che Kojima dedica molta attenzione alle specifiche di ogni piattaforma, e di certo non è interessato ad adattare MGS4 per la portatile, ma il punto è che l'immagine di NGP deve assolutamente liberarsi da questa “sindrome da sorella minore”. I giocatori non vogliono un altro capitolo di Uncharted, o un nuovo episodio di Resistance, nella misura in cui questi titoli offrono un'esperienza già ampiamente vissuta sugli schermi casalinghi, e neppure troppo adeguata a sessioni di gioco veloci. E Sony deve spingere non solo in prima persona, ma anche affinchè le terze Parti garantiscano un supporto più vitale e originale. La lista di sviluppatori che hanno garantito il loro impegno nello sviluppo di titoli NGP è enorme. Vedremo quali saranno le loro soluzioni: nella speranza di scoprire una scena ludica ricca di IP inedite.

Scheda Playstation Vita E' presto per dire se PSP2 sia davvero la Next Generation Portable. Un acronimo non basta per fare una rivoluzione, così come non bastano specifiche tecniche fuori dall'ordinario (assolutamente impressionanti, dobbiamo ammetterlo, per una piattaforma portatile). Quello che questo nuovo portatile deve garantire, è soprattutto Software all'altezza delle aspettative, ed una Line Up ricca di grandi nomi e nuovi Brand. Che sappia sfruttare soprattutto l'eccellente interfaccia utente, ricchissima di soluzioni, fra Touchpad, Touchscreen e doppio analogico. Per avere successo, NGP deve lasciare in secondo piano le sue funzionalità multimediali, e tornare a concentrarsi sul gaming più spinto (come, a onor del vero, ha fatto anche Playstation Portable negli ultimi anni). Grazie alla connettività con gli altri giocatori, agli aspetti “Sociali” di “Near” e “Live Area”, e ad una piattaforma di distribuzione si spera più ricca e funzionale, NGP potrebbe farsi amare da molti. La strada intrapresa, per ora, è quella giusta: fra i titoli citati appare qualche IP inedita, presentata ufficialmente sul palco della conference assieme ad un capitolo di Uncharted che, oltre a lasciare a bocca aperta per quel che riguarda l'aspetto grafico, sfrutta abbondantemente le nuove possibilità della console. Eliminando le grandi scelleratezze della vecchia portatile (l'assenza del doppio stick e l'UMD), NGP ha di fatto ingolosito tanti utenti. Restano i dubbi sul prezzo, nella mente di tanti risparmiatori videoludici. All'arrivo di informazioni più precise, assieme magari a qualche Playtest, sapremo senz'ombra di dubbio dirvi di più.