Speciale Nintendo 2DS

Nintendo annuncia una nuova versione del suo 3DS... senza il 3D

speciale Nintendo 2DS
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo aver praticamente schivato l'appuntamento videoludico più importante d'Europa (quella Gamescom dove Nintendo ha portato le solite demo dell'E3 in uno stand dimesso e poco appariscente), senza nessun preavviso la casa di Kyoto annuncia una nuova console.
Come un fulmine a ciel sereno, piove in redazione il comunicato stampa che presenta il Nintendo 2DS, versione “essenziale” del ben più noto 3DS, che sarà in circolazione dal prossimo 12 Ottobre.
Portando alle estreme conseguenze una strategia comunicativa sicuramente “asciutta”, Nintendo non aspetta neppure il prossimo Direct, e rilascia il comunicato quasi distrattamente, come fosse una disattenzione.
Ovviamente la notizia fa il giro del web in pochi istanti, scatenando nelle community reazioni piuttosto convulse. Il primo impatto non è dei più positivi, e nei commenti non si sprecano le lodi al design.
Perchè diciamoci la verità: il Nintendo 2DS, da vedere, non è poi questo granché. Il design che il publisher si ostina a chiamare “essenziale” a noi sembra tutto sommato un po' bruttino, con quella forma a cuneo ed una superficie anteriore grossa e troppo vuota. Sulla plastica grigia (che sembra la stessa dell'XL) navigano i due schermi (della stessa grandezza di quelli del 3DS “regolare”) ed i tasti, ma la forma molto particolare, oltre all'occhio, sembra parecchio invisa all'ergonomia.
Ovviamente si tratta di impressioni da confermare: per fortuna già domani potremo mettere le mani sulla nuova console, per farvi sapere se il 2DS si tiene in mano comodamente, e quanto pesi questo nuovo portatile.
Al di là della retorica d'agenzia, comunque, l'idea alla base di un nuovo Restyle è quella di proporre una versione più economica dell'handheld. Perduta la cerniera della chiusura a conchiglia, trasformato l'audio da stereo a mono, ed eliminata la stereoscopia -il 3DS- il 2DS vede ridottissimo anche il prezzo, che per la versione americana è fissato a 130 dollari: ben 40 dollari in meno rispetto al prezzo di listino dell'edizione classica e 70 rispetto alla versione XL).

Una strategia che può funzionare? Sicuramente in certi mercati il 2DS si venderà come il pane. Soprattutto in Europa ed in America il prezzo può ingolosire ampie fasce di pubblico, che già sbavano di fronte al catalogo interminabile di software. Una cosa che Nintendo ci tiene a ribadire è infatti la retrocompatibilità con i titoli DS.
Per molti hardcore gamer e per tanti dei nostri lettori, il fatto che la casa madre tiri fuori nuovamente questa feature poco sfruttata potrebbe risultare misterioso. Bisogna però capire che certe masse difficilmente comprendono fino in fondo le implicazioni dell'evoluzione tecnologica fra le due generazioni di console portatili, e vedono l'ultima solo come una versione stereoscopica della precedente. Insomma, certi genitori proprio non capiscono come mai dovrebbero pagare di più per far giocare “in 3D” i propri figli.
Se per altro fosse davvero il popolo dei giovanissimi il target specifico di questa macchina, l'eliminazione della cerniere sarebbe un enorme punto a favore: una delle problematiche più frequenti con il design a conchiglia era proprio la fragilità dei cardini, e le rotture accidentali. Il Nintendo 2DS sembra invece così solido: un blocco unico tenace e giocattoloso, capace di resistere ad urti e sollecitazioni.
Inquadrato da altre prospettive, però, l'annuncio del 2DS non può essere accolto con troppi entusiasmi. Passi anche per i più pignoli la riduzione della qualità nella riproduzione del suono, ma l'abbandono della stereoscopia può sembrare come un clamoroso passo indietro, che fa sorridere se si pensa a quanto la campagna marketing ha insistito in passato su questa feature, a cui adesso persino Nintendo dimostra di poter rinunciare.
Anche il cambio di nome rischia di creare un pasticcio comunicativo non da poco, soprattutto nelle stesse masse che Nintendo sembra voler conquistare con questa edizione economica. Il trailer di presentazione rilasciato contestualmente all'annuncio, fra l'altro, sembra davvero troppo indulgente nei confronti di una macchina difficile da inquadrare fuori dai contesti di cui si è detto.
Comunque sia, in attesa di una prova diretta, prendete il Nintendo 2DS per quel che è: la versione a prezzo ridotto di una console che vende ancora benissimo, e che proprio in virtù di questo “price cut” potrebbe vendere ancora meglio. Ci sono certe fasce di utenti che sono dispostissime a sacrificare la qualità acustica e la “meraviglia passeggera” del 3D per risparmiare.
Che il 2D non sia una console per giocatori “di professione”, è chiaro; ma del resto loro non erano neppure interessati al Wii Mini, che pure è servito a spingere le vendite in certi mercati.
Soprassedete dunque voi che volete un'esperienza di gioco impeccabile, e cercate di capire che non solo attorno a voi sono delineate le strategie di un'azienda.
A partire dal 12 Ottobre, proprio in concomitanza con l'uscita del nuovo Pokemon, sapremo come gli utenti recepiranno questa nuova versione della console.