Speciale Nintendo, datti agli smartphone!

La casa di Mario vanta un catalogo di videogiochi e sviluppatori di grande successo. Ecco come potrebbe servirsene.

speciale Nintendo, datti agli smartphone!
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

La notizia clou della scorsa settimana videoludica è stata la presentazione da parte di Nintendo dei dati finanziari relativi all'anno 2013. In breve, né Wii U e neppure Nintendo 3DS hanno raggiunto le aspettative di vendita e questo ha mandato in allarme gli azionisti della compagnia nipponica.
La questione è puramente finanziaria: per eccesso di zelo o meri errori di calcolo Nintendo puntava a vendere molte più console di quelle che effettivamente ha piazzato nei vari mercati. Le stime alla fine sono state corrette in ribasso ipotizzando 13,5 milioni di Nintendo 3DS entro il prossimo Marzo contro i 18 milioni attesi ed appena 2,8 milioni di Wii U rispetto ai 9 milioni attesi. Quisquilie?
Che la situazione non sia esattamente idillica come gli anni di Wii e DS ce ne siamo accorti da un bel pezzo.
Giusto stamane il Presidente Satoru Iwata ha tenuto l'annuale Corporate Management Policy Briefing, un appuntamento assolutamente incravattato durante il quale sono emersi significativi dettagli circa la direzione che intende intraprendere una delle realtà più amate del mondo dei videogiochi.
Tra queste figura l'ipotesi di esplorazione di un mercato mobile popolato di smartphone e tablet che in Giappone sta conquistando uno spazio assai rilevante, mentre in Occidente è tutto fuorchè trascurabile.

Piccole risorse

Esattamente un anno fa Satoru Iwata aveva avviato una profonda ristrutturazione degli studi interni a Nintendo, di cui avevamo discusso approfonditamente in questo articolo. A 12 mesi di distanza la situazione è ancora turbolenta: mentre a Kyoto si continua ad erigere il nuovo edificio dove si dovrebbero sviluppare nuove IP videoludiche ed Intelligent System sta traslocando verso una nuova sede, in quel di Tokyo si portano avanti i Mario 3D, tutto ciò che riguarda i Pokémon ed anche il nuovo Super Smash Bros.
Attorno a questi palazzoni dove lavorano alcuni dei migliori game designer del Sol Levante, gravitano una serie di software house dalle dimensioni più modeste che da molti anni supportano Nintendo. Parliamo delle cosiddette Second Party che in anni recenti hanno rimpolpato alla grande la line up del Nintendo 3DS: Camelot con Mario open Tennis, AlphaDream con Mario & Luigi: Dream Team Bros, Nintendo SPD (la divisione perlopiù deputata al supporto di esclusive terze parti) con Tomodachi Collection ed Artoon con Yoshi's New Island in uscita tra un paio di mesi.
Sono tutti team mono-progetto, composti da una ventina massima di sviluppatori, i quali spesso devono appoggiarsi a studi altrettanto piccoli per rispettare gli standard qualitativi del publisher Nintendo e anche la data di uscita prevista. Molti di questi si sono nel corso degli anni specializzati attorno ad alcuni generi videoludici come Camelot che è maestra nelle simulazioni tennistiche e golfistiche, oppure attorno ad alcune saghe come gli RPG di Mario & Luigi per Alpha Dream: eccellere in tali campo ha irrigidito le loro competenze e tarpato le ali alla loro volontà di proporre qualche nuova IP per le piattaforme Nintendo. A loro mancano probabilmente le risorse finanziarie ed il personale per innescare progetti inediti, mentre la casa di Mario preferisce dirigere dall'alto quando si tratta di dare vita a nuove IP e semmai decide lei se coinvolgere qualcuno di questi piccoli team.
Alcuni di questi grazie a Wii Ware ed eShop hanno potuto sfogarsi, ipotizzando ambientazioni e gameplay alternativi ai soliti Mario e Zelda. Ed è qui che Iwata dovrebbe guardare per aprirsi al mercato degli smartphone, i cui costi di sviluppo sono assai bassi (come lo sono i ricavi del resto) ed è il gameplay ciò che conta maggiormente.
Gli esempi virtuosi sono già emersi nemmeno a farlo apposta grazie al 3DS. Vanpool ad esempio mentre aiutava Intelligent System a sviluppare Paper Mario Sticker Star ha dato vita ai due episodi di Dillon's Rolling Western, un tower defense 3D con protagonista un armadillo cowboy. Poi c'è Mitchell che dopo una militanza ventennale nei puzzle game tra Pang, Puzzle Loop e Polarium, ha proposto lo strambo Tokyo Crash Mobs in cui scompaginare le code alle Poste. Infine abbiamo Genius Sonority che su Gamecube aveva ricevuto una certa fama grazie a Pokémon Colosseum e Pokémon XD: Tempesta Oscura, prima di riciclarsi con successo nel dungeon crawler a Realtà Aumentata Denpa Men.

Corporate Management Briefing 2014

La mia convinzione e passione non sono state compromesse". Così stamane Iwata ha parlato a lungo con gli azionisti in occasione dell'annuale Corporate Management Policy Briefing, cercando di convincere loro a rinnovare la fiducia all'azienda nipponica.
Nel corso dell'anno Wii U accoglierà Mario Kart 8 (l'episodio per Wii è stato il videogioco più venduto sulla console), emulerà alcuni videogiochi per DS e lavorerà con partner esterni per espandere i propri franchise in nuove direzioni.
Quasi nessuna menzione per quanto riguarda gli smartphone, mentre sulla scia di Wii Fit U la strategia per gli anni 2015 e 2016 si concentrerà sulla "qualità della vita".
Il discorso di Iwata e le slide a corredo le trovate a questo indirizzo (in inglese).

Una (ripida) scalata digitale

Nintendo insomma sta sfruttando i propri store digitali per dare la possibilità di esprimersi a quei sviluppatori che non sono più competitivi sulla scena retail. E sopratutto da fiducia a quelli sviluppatori che scelgono tali canali, promuovendo seguiti (Denpa Men è arrivato al terzo capitolo) e conversioni da 3DS a Wii U e viceversa. L'approccio al sistema di distribuzione digitale non è affatto confuso e la strategia è accuratamente gestita dalla casa di Kyoto attraverso la divisione Nintendo System Development.
Nata nel 1997 ha seguito ogni passo condotto dalla casa di Kyoto nel panorama online, lavorando su hardware e software: da questi 100 ragazzotti sono usciti il Satellaview, l'adattatore online del Super Nintendo, e relativa (ridotta) line-up, la console poké Pokémon Mini, l'e-Reader per Game Boy Advance (mai commercializzato in Europa), il Pokéwalker, il contapassi abbinato ai remake di Oro e Argento su Nintendo DS.
Nel 2011 Masaru Shimomura ha riconfigurato il Nintendo System Development, suddividendolo in due divisioni: una dedita allo sviluppo dei kit di sviluppo per le console Nintendo ed un'altra ai servizi online. Quest'ultima ha messo in piedi l'eShop per 3DS ed il Miiverse, nonchè tutti i servizi correlati.
Qualche malalingua sottolineerà come l'infrastruttura online della grande N sia terribilmente arretrata rispetto a quella di Microsoft e Sony: il down dei server sotto Natale ed i ritardi nell'inaugurazione del servizio PokéBanca sono solo l'ultimo episodio che denota la fragilità dei servizi online. Eppure le peculiari competenze hardware e software incrociate del Nintendo System Development possono essere una marcia in più nella strategia di Nintendo su smartphone, in cui la giocosità si unisce ad opzioni semplici ma chiare.
Unendo quanto di buono ha saputo fare Nintendo con l'eShop del portatile a due schermi con un sapiente lavorio sui sistemi operativi iOS e Android, lo sbarco della compagnia su smartphone potrebbe rivelarsi un successo e spronare le vendite delle console sul mercato. Come abbiamo scritto in precedenza, i margini di guadagno su smartphone sono alquanto risicati e di sicuro Nintendo non sceglierebbe una simile strada per migliorare la propria situazione finanziaria.
Questa tipologia di publishing è già stata a dire il vero tentata da Sony con Playstation Mobile, line up di software condivisa da Playstation Vita e smartphone Xperia. A dire il vero nei 2 anni di Playstation Mobile i videogiochi proposti non sono stati affatto eccezionali, l'ecosistema si è rivelato troppo chiuso e limitato ad una manciata di device, mentre il marketing di Sony ha dedicato poche attenzioni a tale possibilità di publishing. Nintendo però avrebbe ben più motivazioni e tutto l'interesse a lanciarsi con successo nel nuovo mercato...