Nioh: storia e folklore secondo il Team Ninja

Nioh arriverà l'8 febbraio su PlayStation 4: abbiamo esplorato l'affascinante mescolanza di storia e folklore a cui il Team Ninja si è ispirato.

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  • PS4
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Dopo dieci anni di sviluppo a singhiozzo, l'attesa per l'ultima fatica targata Team Ninja sta per concludersi. Tra circa una settimana potremo finalmente gettarci in un'esperienza ludica che promette di deliziarci con nottate insonni e un grado di sfida che appagherà ogni estimatore della letale formula "souls like". Giusto un paio di settimane fa abbiamo avuto modo di provare il titolo nella sua forma definitiva, il quale non poteva che accoglierci con sadica brutalità e amabile cattiveria. Nioh sembra, insomma, presentarsi in gran forma al fatidico appuntamento dell'otto febbraio. Cosa sappiamo, però, del samurai dai capelli biondi? Mossi da una innata curiosità abbiamo voluto approfondire l'affascinante mescolanza del sostrato storico e folkloristico appartenente alla tradizione del Sol Levante, da cui lo studio di sviluppo ha attinto a piene mani.

William Adams, samurai d'Occidente

Il samurai dalla bionda chioma di cui vestiremo i nobili panni è conosciuto con il nome di William. Le sue fattezze appaiono indubitabilmente occidentali ma, stranamente, indossa una tradizionale Yoroi - armatura molto popolare nell'Epoca Sengoku - e impugna una katana. La versione giapponese del titolo fa riferimento a questo personaggio come "Miura Anjin", il Timoniere di Miura. Un passato da marinaio, quindi, lasciato intendere già da quegli abiti indossati durante la demo provata nell'agosto scorso.
Da dove proviene, dunque, William/Anjin? Per caratterizzare il protagonista della sua ultima fatica, Team Ninja ha tratto ispirazione da una figura storicamente esistita: William Adams, primo inglese a raggiungere le coste del Sol Levante, nel 1600, nonché uno dei pochissimi a diventare samurai. Il director Fumihiko Yasuda ha dichiarato che il team è rimasto affascinato da Adams considerandolo un "real badass", per questo non esiste alcuna customizzazione relativa all'aspetto del personaggio (tranne, forse, per la componente online). L'epopea del marinaio britannico, in effetti, è degna del miglior romanzo d'avventura e comprendiamo per quale motivo la sua figura è così popolare anche in Oriente.
Adams trascorse i primi anni dell'età adulta per mare, dapprima al servizio di Sir Francis Drake (durante la guerra contro la Spagna) e poi - secondo alcune fonti mai confermate - in una spedizione lungo il circolo polare artico, alla ricerca di un passaggio più breve per l'estremo Oriente. Attratto dalle prime rotte commerciali transoceaniche, le quali consentivano al Vecchio Continente di godere di ricchezze esotiche come spezie e tessuti, nel 1598 il marinaio britannico si imbarcò in una spedizione di cinque vascelli sovvenzionata da un gruppo di mercanti olandesi. La società non era altro che il nucleo primitivo di quella che, qualche anno dopo, diverrà una super potenza dai tratti sovranazionali: la Compagnia delle Indie Orientali.

Tracciata la rotta verso ovest, in oltre diciannove mesi di navigazione i membri degli equipaggi delle cinque navi dovettero subire sofferenze d'ogni sorta come privazioni, epidemie, naufragi, attacchi da parte dei nativi e delle potenze nemiche (Portogallo e Spagna). Agli inizi del 1600 l'unica nave superstite gettò l'ancora nella baia di Kyushu, nel sud del Giappone.

Il contesto: Giappone feudale

Nonostante la terra nipponica non fosse il primo obiettivo della spedizione, Adams e i suoi compagni furono costretti ad approdare nell'isola dagli eventi avversi che abbiamo riassunto poco fa. Il destino, probabilmente, stava giocando le proprie carte, perché per Adams questo rappresentò un'imprevista svolta nella propria vita. In più occasioni, come videogiocatori, abbiamo potuto esplorare la situazione in cui versava l'arcipelago giapponese agli inizi del 1600. Produzioni come Total War: Shogun, Samurai Warriors, Nobunaga Ambitions ci hanno tutte presentato un Giappone feudale suddiviso in una costellazione di clan belligeranti la cui riunificazione (intrisa di sangue per la brutalità di Oda Nobunaga) fu opera del Clan Tokugawa, che reggerà lo shogunato sino alla seconda metà del XIX secolo.

L'unificazione dell'arcipelago e l'inizio dell'Epoca Edo videro, tra le figure di primo piano del nuovo regime, anche l'occidentale Adams.
Forse, ne fu involontariamente l'artefice. Egli infatti, come gesto distensivo, donò a Ieyasu Tokugawa diciannove cannoni di bronzo che, secondo molte fonti, vennero sfruttati dal generale nipponico nella battaglia di Sekigahara, considerata come il punto di svolta per la definitiva pacificazione del Giappone. Ad ogni modo, all'inizio venne comunque imprigionato assieme ai propri compagni nel castello di Osaka a causa dell'ostilità dei missionari gesuiti portoghesi presenti alla corte del futuro Shogun, Ieyasu.
Quest'ultimo, però, incuriosito da Adams volle parlargli. Ne rimase impressionato tanto per la sua storia quanto per la grande conoscenza delle tecniche di navigazione e di costruzione navale che l'occidentale poteva vantare, al punto da concedergli la libertà. Adams poté, quindi, mettersi al servizio del nuovo Shogun sfruttando le proprie conoscenze ingegneristiche e nautiche per la costruzione di navi di fattura europea che potessero non solo combattere la pirateria lungo le coste nipponiche, ma anche affrontare attraversate oceaniche, data la volontà di Ieyasu di stringere amicizia con i sovrani occidentali.
Col tempo le relazioni tra i due si fecero via via più strette, tanto che lo Shogun concesse proprietà e privilegi sempre più prestigiosi all'ex marinaio inglese, il quale divenne uno dei consiglieri più fidati (e ricchi) del nuovo Imperatore. Per questo, durante l'avventura del William Adams digitale, faranno la loro comparsa personaggi del calibro di Ieyasu Tokugawa e Hattori Hanzo, maestro samurai fedele alleato del Clan Tokugawa. Nell'ultimo trailer, inoltre, possiamo apprezzare quello che dovrebbe essere il principale antagonista in Nioh.

Ci viene presentato come Edward Kelley, un essere dotato di poteri sovrannaturali e capace di trasmutare il proprio corpo. Il mistero che ancora avvolge l'intreccio narrativo sembra infittirsi durante la conversazione in inglese avvenuta tra i due. Effettivamente è esistito un - quasi - contemporaneo di William Adams identificato con quel nome, ma soprattutto conosciuto per essere stato un personaggio ambiguo, dedito all'occultismo e all'alchimia che millantava di poter dialogare con il mondo angelico e trasmutare i metalli in oro, attraverso l'immancabile pietra filosofale. Ovviamente i due, nella realtà, non si sono mai incontrati; ma siamo davvero curiosi di scoprire in che modo il Team Ninja è riuscito a giustificare la loro conoscenza e la presenza di Kelley in terra nipponica.

Un samurai dai capelli d'oro è più raro di uno yokai

Come ben sapete, nel corso delle sue peripezie, il samurai occidentale non dovrà vedersela solo con briganti, reietti e qualunque altro avversario "mortale", gli si parerà davanti. Abbiamo già visto, ad esempio, che l'antagonista principale può contare su una potenza sovrannaturale capace di destabilizzare il nostro alter ego dai capelli biondi. Inoltre Adams, da quanto abbiamo potuto vedere, potrà contare sull'aiuto di spiriti guardiani che ne preserveranno il Ki e gli doneranno svariate abilità con cui modificare le proprie caratteristiche. La strada da percorrere, infine, sembra essere costellata da una ricca schiera di creature provenienti direttamente dal folklore nipponico e conosciuti come "yokai". Queste manifestazioni sovrannaturali provengono dalle più disparate credenze e superstizioni locali e possono vantare una lunga e ricca tradizione che li vede protagonisti in letteratura come in film, manga, anime e videogiochi. Questi spiriti possono assumere le più svariate forme e sono tutti dotati di qualche potere: possono esistere spiriti dalle fattezze umane, animali o ibride, come il Tengu (creatura metà uomo e metà uccello), ma possono assumere anche le sembianze di un qualsiasi oggetto. Inoltre, tali spiriti vengono suddivisi in categorie a seconda di come appaiono nel mondo dei mortali. Ne esistono sedici, in tutto. Essi possono essere manifestazioni benevole anche se, molto più spesso, costituiscono un pericolo per l'uomo. Ve ne sono talmente tanti che risulterebbe impossibile conoscerli ed elencarli tutti. Ciononostante, possiamo vederne alcuni che appariranno in Nioh principalmente sotto forma di bossfight.

Possiamo annoverare Hinoenma, demoniaca seduttrice dedita a succhiare il sangue di uomini sprovveduti per poi ucciderli senza alcuna pietà; Nue (letteralmente "uccello notturno", a causa dei versi che emette), yokai dalle fattezze animali (un miscuglio di scimmia, procione, tigre e serpente) molto popolare e conosciuto per essere uno spirito malvagio portatore di innumerevoli disgrazie e malattie; Umibozu, invece, è uno yokai marino molto simile all'ombra di un monaco buddista che si diletta a rovesciare le imbarcazioni di chi osa disturbarlo. Il team di sviluppo, insomma, non ha fatto altro che attingere da una tra le mitologie più ricche del mondo e trarre ispirazione, per il design delle terrificanti creature, da un bestiario pubblicato a metà dell'ottocento e chiamato Ehon Hyaku Monogatari (che potremmo tradurre in "Libro illustrato di centinaia di storie"). Tale opera è fondamentale per la cultura giapponese in quanto costituisce il punto di riferimento per tutto l'immaginario moderno associato agli yokai. Dal canto nostro, non vediamo l'ora di poter affrontarli tutti, ovviamente preparandoci a morire malamente. Nell'attesa, se volete immergervi nelle affascinanti atmosfere feudali nipponiche potete sempre recuperare il romanzo Shogun, scritto da James Clavell (in alternativa esiste anche la relativa serie televisiva e un film). Le vicende sono narrate da un navigatore britannico chiaramente ispirato a William Adams.

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