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No Man's Sky - Primo Contatto

Le prime nove sorprendenti ore con il gioco Hello Games sfatano paure e azzittiscono i detrattori per partito preso. Ma basterà nel lungo periodo?

speciale No Man's Sky - Primo Contatto
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

"Ok, è abbastanza", mi dico. "Chiudo l'applicazione" ma non spengo la console (non si sa mai mi rivenisse voglia), per poi buttare un occhio all'orologio. Follia, non è possibile! Sono passate nove ore da quando ho iniziato a giocare a No Man's Sky. Nove ore ininterrotte di gioco, solcando pianeti e stelle, e senza accorgermene mai davvero. Sì, un'idea me l'ero fatta: per ben due volte la Tv ha cercato di spegnersi da sola attraverso il timer automatico, segno che era da un bel pezzo che nessuno toccava più il telecomando. Lo sapevo di aver giocato tanto, certo che lo sapevo, ma così tanto? Incredibile. Del resto il mio No Man's Sky parte anche con una piccola delusione, che avevo già intuito da solo attraverso i vari streaming di questi giorni: tutti iniziano con la stessa arma e la stessa astronave. Tutto è creato proceduralmente e poi questo? Un po' fa storcere il naso, potevano anche rendere il colore di questa rudimentale attrezzatura iniziale simile a quello del pianeta di partenza, questo sì sempre diverso; e invece pistolina e navicella rosse per tutti. Ma il rospo è stato facile da ingoiare. Presto ho scoperto che l'anonimo pianeta in cui mi trovavo non era affatto così anonimo, ma ai piedi delle sue montagne, guardando bene, era possibile scorgere l'ingresso di dozzine di caverne, che dopo un'occhiata ravvicinata si sono rivelate essere tutte "bocche" dello stesso tentacolare intestino. Wow! E così, armato di pazienza, coraggio e intuito, mi sono buttato nell'esplorazione, uscendone fuori solo ore ed ore dopo. Non a tutti però va così bene come è andata a me: al mio amico che sta giocando proprio in questo momento, il gioco ha riservato come pianeta iniziale uno scoglio scivoloso costantemente bagnato da una fitta pioggia acida (ma almeno la temperatura è quella della Florida), e con delle sentinelle robot molto più suscettibili del normale; tanto che dopo pochi passi è stato costretto a rintanarsi sotto un pendio per fuggire dai loro laser punzecchianti.

Esperienze diverse per giocatori diversi, è per questo che nel caso di No Man's Sky ho deciso di riadottare dopo tanto tempo il metodo Miyamoto: non solo gioco in prima persona, ma invito gente a caso per osservarla giocare. E no, non è la stessa cosa che guardare emeriti sconosciuti su Twitch, perché nel mio caso posso interagire con loro senza filtri, senza sgomitare tra mille commenti, faccine, trollate. Ragazzi, capitemi: mi servono feedback, e me ne servono tanti, perché giudicare un titolo come No Man's Sky è davvero difficile. E infatti non troverete un voto alla fine di questo articolo (non ancora!), ma solo buone speranze. Perché una cosa ve la posso già dire: le prime nove ore con No Man's Sky sono state davvero un ciclone di inaspettata potenza. Chiariamo, da adesso in poi il gioco potrebbe improvvisamente mostrare tutte le sue pecche, tutti i suoi limiti, e precipitare in un mare di noia: per No Man's Sky, insomma, il difficile viene adesso. Ma le prime ore di gioco, cari lettori, sono assemblate proprio come un orologio, dove ogni elemento si muove in perfetta sincronia. Esplorazione, sopravvivenza, crafting; in No Man's Sky è un costante costruire, tenere d'occhio, spingersi oltre, capire. Ecco: capire! Zinco, ferro, uranio... è così pieno di materiali, oggetti e tecnologie che prima di prenderne le misure e sentirsi finalmente a proprio agio ci vuole del tempo, specialmente per chi non è avvezzo a questo genere di gameplay.

THE WRATH OF KORVAX

In queste nove ore ho scalato montagne, ho esplorato gli abissi, mi sono immerso in angoli di spazio fluorescenti, ed è stato bellissimo. In questo lungo lasso di tempo sono morto ben tre volte: la prima sbranato da delle iene cornute mentre scendeva la notte e i gradi centigradi toccavano i meno cento; la seconda rispondendo a un mayday nello spazio che mi ha messo contro una dozzina di navi nemiche, e l'ultima contro dei pirati a cui faceva gola il mio equipaggiamento.

Nello spazio però ho vinto anche un emozionante battaglia due contro uno, ma solo grazie a un nuovo tipo di laser che avevo fortunatamente deciso di installare nonostante i grandi sacrifici richiesti; un laser in grado di dare degli spazioschiaffi davvero efficienti, anche se forse po' lenti. Ciò che più mi ha sorpreso è il fatto che No Man's Sky, almeno fino a dove ho giocato, non ti lascia mai davvero solo, ma è sempre prodigo nel fornire nuovi obiettivi e spunti, senza però apparire petulante o costringendoci a fare quello che vuole lui. Ed è una bella sensazione, di un gioco che scorre, avanza, e non di un oceano statico come spesso danno la sensazione di essere altri esponenti di questo genere. Ho anche delle lamentele da fare, non temete! Per esempio non mi convince questa cosa che è impossibile schiantarsi a terra, anche se poi ho trovato utile viaggiare con velocità di crociera puntando il muso dell'astronave verso il suolo, come un elicottero, per meglio osservare panorami e punti d'interesse. Penso invece ci sia un errore nel modo in cui il gioco gestisce la nuotata, visto che è impossibile rimanere a galla per un tempo sufficiente a ricaricare le riserve d'ossigeno, e per respirare l'unica soluzione è dare una bella sgasata di jetpack per poi rituffarsi in acqua con i polmoni di nuovo pieni. Al contrario, mi hanno colpito in positivo certe interazioni con gli alieni: non solo imparare le diverse lingue è un'idea geniale (e già mi aveva esaltato ai tempi di Final Fantasy X), ma soprattutto perché in quei dialoghi c'è qualcosa di particolarmente geniale, che rende l'apprendimento dei diversi idiomi fondamentale per non cadere in certe trappolone, e per sfruttare alcune ghiotte occasioni. Mi sono anche ritrovato davanti ad alcuni enigmi matematici, progressioni numeriche non sempre semplicissime, che non mi sarei mai aspettato in questo gioco, e questo dimostra ancora una volta quanto No Man's Sky sia intelligente, e di conseguenza in grado di sorprendere e spiazzare con particolare efficacia. Quello che proprio non capisco è come abbiano fatto molti a credere che il gioco andasse a 60fps, quando la versione PlayStation 4 galleggia chiaramente attorno ai trenta frame al secondo, e con qualche sporadico calo di tanto in tanto. Ma torniamo a noi... Quanto durerà questo mio entusiasmo è ancora troppo presto per dirlo. I mondi che ho esplorato fino ad ora sono stati quasi tutti sorprendenti (quello in cui mi trovo proprio adesso, su cui svettano abnormi formazioni di roccia quadrate, mi mette addirittura i brividi), e le battaglie in cui sono stato coinvolto, benché un po' troppo semplici nel loro svolgimento, hanno lasciato un buon retrogusto generale.

Pure il sistema di crafting rappresenta ancora una novità, ma quando tutto questo diventerà routine No Man's Sky dovrà saper dare di più, e forse allo stato attuale potrebbe non riuscirci. Ma per il gioco Hello Games si prospetta sempre più un futuro alla Minecraft, con una costante evoluzione del gameplay attraverso patch gratuite che secondo i buoni propositi di Sean Murray, il creatore del gioco, porteranno tra le altre cose nuovi mezzi terrestri, navi sempre più grandi e addirittura la possibilità di costruirsi una propria base. In questo contesto diventano più chiare anche le incertezze sul multiplayer: oggi non c'è, questo è poco ma sicuro, ma domani è un altro giorno; magari quello giusto per la nostra recensione.