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Resoconto sull’asta delle IP (ingiustamente) dimenticate del publisher californiano

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Articolo a cura di
Carlo Cicalese Carlo Cicalese respira, mangia e sogna mondi videoludici dal 1995, aspira a diventare uno dei migliori comunicatori italiani del settore e migliorare la percezione del medium videoludico nel grande pubblico. É un fanboy di Warhammer 40.000, quindi lanciategli un "For the Emperor!" su Facebook e Twitter per farvelo amico.

Nella serata di ieri sono stati annunciati i risultati dell’asta che coinvolgeva gli asset invenduti di THQ, ovvero le IP e i diritti di pubblicazione rimasti senza un acquirente all’indomani della prima vendita all’incanto, tenutasi lo scorso 23 Gennaio.
Secondo quanto riportato da Joystiq, la maggior parte dei titoli è stata acquistata da Nordic Games, parent company del publisher austriaco JoWood Entertainment (conosciuto per aver pubblicato serie come Spellforce, Gothic (dal secondo capitolo in avanti) e il primo Torchlight, oltre a classici del recente passato come la serie Aquanox e Arx Fatalis). Gearbox Software si è inaspettatamente aggiudicata il lotto contenente i diritti sul franchise Homeworld (come anticipato ieri sera) e, infine, 505 Games ha acquisiti i diritti sui titoli per Nintendo DS Drawn to Life e Drawn to Life: The Next Chapter.

Il destino dei reietti di THQ

Per chi non avesse seguito attentamente la vicenda, vi ricordiamo che, in seguito alla prima asta degli asset creativi di THQ, in cui sono stati venduti gli studi Relic Entertainment, Volition Inc. e THQ Montrèal (rispettivamente a SEGA Sammy, Koch Media e Ubisoft), sono rimasti invendute molte delle tante IP create o acquistate dal publisher californiano nella sua ultraventennale storia. E non stiamo parlando solo dei titoli su licenza legati a Spongebob, ma anche di produzioni di alto livello come le serie Red Faction, MX vs ATV, Darksiders, Titan Quest, Supreme Commander ed il classico Homeworld.

Queste IP “dimenticate” sono state riunite in sei lotti dal tribunale fallimentare che ha curato il caso di THQ, e messe all’asta dall’1 al 15 Aprile scorso; in queste ore il tribunale ha finalmente aperto le buste e annunciato le offerte pervenute, evidenziando quelle “potenzialmente vincitrici”, in attesa dell’approvazione definitiva.


Inutile dire che il chiaro vincitore di quest’ultima “svendita” dell’eredità lasciata da THQ sembra essere proprio Nordic Games, il cui CEO Lars Wingefors ha recentemente dichiarato “Prima di tutto siamo molto felici di questo accordo, che costituisce anche un nuovo corso per il Nordic Games Group. Nel lungo periodo cercheremo di cooperare con i creatori originali o i migliori sviluppatori alternativi disponibili per la creazione di sequel o contenuti aggiuntivi per questi titoli.”
Pur avendo salvato dalla bancarotta il publisher JoWood Entertainment nel 2011, trasformandolo successivamente nel suo ramo distributivo principale, alla Nordic Games certamente non navigano nell’oro, né tantomeno possono permettersi di finanziare subito Darksiders 3, Red Faction 5 o Supreme Commander 3.
Un punto molto importante per noi è non gettarci subito a capofitto in diversi progetti multi-milionari autofinanziati, ma piuttosto continuare la nostra analisi approfondita di tutti i titoli acquisiti, e selezionare differenti metodi di finanziamento per lo sviluppo delle nuove iterazioni.

In ogni caso, il publisher sembra aver già espresso il suo interesse verso la serie Darksiders, affermando che, pur non avendo ancora preso contatto con gli sviluppatori originali (assunti da Crytek in uno studio americano, creato quasi appositamente per loro dopo il dissolvimento di Vigil Games in seguito alla chiusura di THQ e la mancanza di offerte di acquisizione durante l’asta di Gennaio), sarebbe felice di poter sviluppare un nuovo titolo della serie insieme a loro, soprattutto se dimostreranno di essere in grado di realizzarlo. Certo che, con la dipartita del Co-fondatore e Direttore Creativo dello studio Joe Madureira, le cose potrebbero rivelarsi un po’ più complesse di quanto auspicato.

Gearbox ha già distrutto il Duca. Lascerà in pace un altro pilastro videoludico degli anni '90?



Con quest’ultima asta si conclude forse del tutto la storia legata al publisher THQ che, dopo un avvio piuttosto anonimo nel 1989 e un passaggio di millennio da “sviluppatore di tie-in di Spongebob”, si è distinta nell’ultimo decennio per l’unicità e il carattere di titoli come Darksiders, Saints Row e Metro, stabilendosi nel cuore degli appassionati di strategici in tempo reale grazie alle produzioni di Relic Entertainment come Company of Heroes e la serie Warhammer 40.000: Dawn of War.
È vero che nessun franchise pubblicato da THQ ha mai realizzato dati di vendita esorbitanti, nessuno di questi ha fatturato milioni di dollari per l’azienda, ma va anche fatto notare che non sempre i fondi della compagnia sono stati investiti al meglio: nel 2011, infatti, i risultati mediocri di Red Faction: Armageddon e il mezzo flop di Homefront hanno inciso non poco sulle finanze dell’azienda, ma probabilmente è stata l’insistenza della dirigenza a investire milioni di dollari nella produzione e nella campagna pubblicitaria della versione per console HD di uDraw GameTablet a segnarne il definitivo declino.
Il fallimento nell'inseguire gli evidentemente irraggiungibili obiettivi commerciali di uDraw, per cui sono stati prodotti pochissimi titoli neanche troppo entusiasmanti e il mancato rientro dell’esorbitante investimento fatto, ha siglato la fine di THQ, cominciata con l’istanza di fallimento lo scorso Dicembre e terminata in queste ore, con la (s)vendita delle ultime gloriose IP presenti nel suo portfolio, inspiegabilmente ignorate dai “grandi” dell’Industria videoludica.