Speciale OUYA

Arriva la prima console casalinga open-source!

speciale OUYA
Articolo a cura di
Adriano Della Corte Adriano Della Corte Da quando ha ricevuto in regalo il suo primo Gameboy all'età di 5 anni, non ha mai smesso di giocare. Grande appassionato di platform e di epiche avventure. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Con l’arrivo degli smartphone e dei tablet, il mercato del gaming si è ampliato notevolmente, convergendo su due binari paralleli. Da una parte troviamo Microsoft, Sony e Nintendo, che continuano sulla strada delle home console viste come il baluardo dell’intrattenimento “a 360°”, con esperienze di gioco esaustive, che da ormai trent’anni si vivono di fronte ad uno schermo e con un pad in mano; sull’altro fronte, le piattaforme mobile trasbordano di titoli semplici, intuitivi, spesso acquistabili a pochi centesimi (se non addirittura scaricabili gratuitamente), e che hanno rimodellato certi usi dei giocatori, abituati adesso a prodotti veloci, minuterie quasi istantanee, da godere nei brevi momenti liberi della quotidianità.
Due realtà essenzialmente molto diverse, che tuttavia sempre più frequentemente tendono ad incontrarsi: le console introducono funzioni social ed si connettono ai nostri dispositivi mobile, mentre su questi ultimi il progresso tecnologico sta aprendo le porte ad una nuova generazione di videogiochi che non sfigurano affatto se messi a confronto con le loro controparti casalinghe.
Non c’è da stupirsi dunque che qualcuno abbia pensato alla creazione di un dispositivo ibrido, capace di unire la comodità di giocare sul proprio divano ad un'offerta di prodotti immediati, di facile utilizzo, adatti per ogni tipologia di videogamer. Il tutto eliminando la barriera degli costi piuttosto alti degli smartphone e delle home console.
Lo scorso luglio nasce così OUYA: una una console basata su Android, decisa a proporsi con un prezzo molto economico (appena 99 dollari), e intenzionata a portare la vastissima offerta di videogiochi mobile fuori dagli schermi a 4 pollici dei vostri cellulari, sulle TV HD. La campagna di raccolta fondi su Kickstarter fu un vero successo: più di 63mila finanziatori appoggiarono l’idea, 8,5 milioni di dollari entrarono nelle casse della compagnia americana, e nove mesi dopo la piccola console Android è pronta (o quasi) a fare il suo debutto sul mercato.
OUYA sarà venduta ufficialmente negli USA dal prossimo 25 Giugno, ma i primi sostenitori hanno ricevuto in anticipo la piccola scatola di metallo.

La console

OUYA ci è giunta in una semplice scatola di cartone nero con il logo impresso sopra: una volta aperta, sotto ad un banner che ci ringrazia per aver creduto nell’idea, troviamo la console, un cubo i cui lati misurano solo 7 cm, ed il controller blutooth. Sul fondo della scatola un cavo HDMI, due batterie stilo per il pad, il cavo d’alimentazione completo di adattatore per la spina italiana, e una piccolissima guida per lo start-up completano la dotazione per iniziare a giocare.
Una volta presa in mano, OUYA si presenta compatta, dal design essenziale: i lati in alluminio non presentano nessun fronzolo, se non il logo sul fronte e la lista dei sostenitori più generosi della campagna crowd-founding, mentre la base, con gli angoli arrotondati, e la superficie su cui troviamo il tasto d’accensione e quattro viti esagonali esposte per poter aprile il case ed accedere all’hardware, sono in plastica nera lucida.
Sul retro troviamo tutte le porte: l’ingresso dell’alimentatore, una porta USB ed una mini-USB, l’uscita HDMI, e l’ingresso Ethernet (ma la console ha al suo interno anche il modulo WiFi b/g/n).
Appoggiata sul mobile della TV, OUYA è davvero discreta e la posizione di tutti gli ingressi ed uscite permette facilmente di nascondere i cavi.
Il cuore di OUYA rinchiuso nel piccolo case metallico è essenzialmente un processore Tegra 3 da 1.7GHz, quad-core a pieno regime. Per il resto le specifiche prevedono con 1 GB di RAM, Bluetooth 4.0, Wi-Fi, ed 8 GB di memoria, a nostro avviso un po’ pochi considerando che alcuni titoli su smartphone Android raggiungono anche dimensioni ragguardevoli di 1 GB.
Già da queste specifiche possiamo subito capire come OUYA sia molto più vicina ad uno smartphone di fascia media che ad una home console tradizionale: c’è tutto per poter potenzialmente accedere a qualsiasi titolo attualmente disponibile su piattaforme Android, ma chi guarda al futuro, sognando una generazione di titoli per smarphone all’avanguardia, potrebbe rimanere deluso dalle prospettive di questa console. D’altro canto questa scelta ha permesso al team di OUYA di vendere l’hardware al di sotto della soglia psicologica dei 100$: uno dei punti cardine della strategia di mercato della piattaforma.

Il Controller

Aspetto importante di OUYA è il suo controller, soprattutto perchè parliamo di un hardware che si impegna a portare le esperienze ludiche basate principalmente sull’utilizzo del touch-screen sugli schermi dei nostri televisori. Purtroppo il pad di OUYA non è esente da alcune problematiche legate al suo design. Il layer di base è molto simile al controller Xbox 360, con i due stick analogici in posizione asimmetrica e facilmente raggiungibili dai pollici, i tasti frontali a croce, un d-pad, un tasto centrale “U” che è utilizzato per il pairing del pad e per riportarvi nella home se tenuto premuto a lungo, e due paia di grilletti.
Il controller OUYA ha due pannelli rimuovibili per ogni lato, ciascuno nasconde l’alloggio per una batteria. Una delle difficoltà iniziali del setup della console è stato capire come rimuovere i due pannelli: non era indicato che i due pannelli sono tenuti uniti al corpo del controller attraverso dei magneti, e che basta fare forza all’attaccatura dei grilletti per sollevarli. Una soluzione davvero eccentrica, e forse non proprio ottimale: il pad non trasmette una sensazione di solidità strutturale. Esercitando una lieve pressione superficiale, i due pannelli continuano a muoversi su è giù sotto le nostre dita. A dare maggiori problematiche è soprattutto il pannello di destra. Il margine sinistro taglia a metà la circonferenza dello stick analogico e, spesso e volentieri, durante la rotazione, si sente lo scalino presente tra il pad ed il pannello. Inoltre l’utilizzo dei magneti non basta a garantire una perfetta aderenza, e capita che premendo i quattro tasti frontali questi rimangano incastrati sotto la scocca.
Il D-pad risponde sufficientemente bene alla pressione, ma non si raggiunge il livello di precisione di altri controller, come quelli di Nintendo e Sony. Gli stick analogici si comportano meglio: offrono una resistenza adeguata, e scorrono con fluidità sotto le nostre dita, che aderiscono bene alla superficie ruvida simile ad Dualshock.
Tasto dolente invece per i grilletti. Quelli superiori sono troppo sottili, anche per dita di normali dimensioni, mentre quelli inferiori sono piatti e con gli angoli arrotondati, e spesso le dita tendono a scivolare verso il bordo inferiore. Inoltre la plastica utilizzata non sembra particolarmente resistente, così come le molle che garantiscono la resistenza ed il ritorno: davvero troppo leggere. Avremmo insomma preferito un feedback decisamente più solido.
Come il nuovo Dualshock 4, il controller di Ouya ha un trackpad posizionato sotto la superficie centrale. Sfiorandolo, appare un cursore, che risulta utile per la navigazione dei menù di sistema e la selezione rapida delle voci; per quanto riguarda invece il suo utilizzo nei giochi, al momento risulta ancora poco sfruttato.

L'interfaccia

L’arrivo di OUYA ai primi finanziatori della raccolta su Kickstarter è stato programmato dalla compagnia come “un’anteprima” del prodotto che verrà distribuito alla fine di Giugno. Un progetto in divenire, sicuramente non ancora del tutto completo, come abbiamo potuto constatare fin da subito navigando nei menù di sistema.
Il dispositivo arriva con Android 4.1 e un’interfaccia che si adatta allo schermo TV e che riprende vagamente lo stile minimalista della dashboard Metro di Xbox 360.
Ma il tutto sa ancora di incompleto: una sensazione confermata non appena mettiamo piede nel menù delle impostazioni. Qui il team di OUYA non ha ancora creato qualcosa di personalizzato, e ci ritroviamo con lo stile grafico di un qualsiasi smartphone Google.
Il menù principale è composto da quattro voci: Play, Discover, Make, e Manage. Le prime due sono il nostro catalogo giochi e lo store ufficiale. Il catalogo si compone di due file di icone rettangolari che occupano metà dello schermo. Questo menù, bello nell'aspetto, risulta purtroppo poco pratico ai fini organizzativi, soprattutto se abbiamo istallato decine e decine di applicazioni. Un sacco di spazio sullo schermo rimane inutilizzato, e non è presente nessuna voce per visualizzare diversamente i giochi in nostro possesso (un semplice elenco risulterebbe sicuramente più funzionale). Inoltre manca anche un motore di ricerca che eviterebbe di scorrere per diversi minuti prima di trovare il titolo che desideriamo avviare. Ma siamo certi che queste funzioni saranno aggiunte al più presto con i primi aggiornamenti di sistema.

Anche lo store è strutturato allo stesso modo (qui il motore di ricerca per fortuna funziona!), e qui sono presenti una serie di sottomenù, che raccolgono e categorizzano i titoli disponibili. "Featured" ad esempio è una vetrina che mette in primo piano i titoli più giocati dagli altri utenti. E’ possibile anche effettuare la ricerca per genere, e addentrarsi nelle alpha, beta e qualsiasi altra tipologia di work-in-progress realizzato dagli sviluppatori nella categoria “Sandbox”. Al momento, il catalogo di OUYA dispone di un centinaio di software, tra applicazioni e videogiochi veri e propri. Come confermato in passato, tutti sono scaricabili gratuitamente.
La voce Make è riservata agli sviluppatori, ed è dedicata ai test di debug delle app e build realizzate. Chiunque può diventare sviluppatore per OUYA e cimentarsi nella programmazione di software: in questo caso OUYA si trasforma in un vero e proprio dev-kit, ma ovviamente questa opzione non si rivolge al consumatore medio.
Infine Manage racchiude le impostazioni di sistema, che tuttavia risultano ancora parecchio limitate in numero. Oltre alla gestione dei collegamenti di rete, alla connessione del controller, e ad altre impostazioni legate ai pagamenti con carta di credito, non c’è molto altro con cui smanettare.
Aspetti importanti come la risoluzione video, le dimensioni dello schermo, le impostazioni audio, la gestione del proprio account ed il supporto di profili multipli non sono ancora presenti. Anche qui, confidiamo che il Team di OUYA introduca queste basilari opzioni con i prossimi aggiornamenti di sistema.

OUYA Il primo approccio con OUYA ci ha lasciato molti dubbi sulla natura del progetto. L’anteprima offerta ai primi finanziatori ha rivelato come la piattaforma sia ancora piuttosto acerba, lontana dal soddisfare le esigenze dei consumatori più esigenti. Certo, il prodotto mantiene intatte tutte le buone idee ed il suo potenziale: il traguardo resta quello di realizzare una piattaforma da salotto in grado di accogliere esperienze ludiche open-source, indipendenti e innovative, ma l'obiettivo è ben lontano dall’essere raggiunto. Il controller dovrebbe essere rivisto nel design, l’interfaccia ridisegnata per rendere l’accesso dei contenuti più semplice, ed l’intero sistema basato su Android progettato e ottimizzato ulteriormente per adattarsi allo schermo della nostra TV. L’arrivo di OUYA nei negozi è ormai vicino, e se questi punti non saranno risolti il prima possibile, nonostante il prezzo di vendita accattivante, questa console rischia di passare inosservata. OUYA, al momento, è un prodotto con poco carattere, inadeguata a confrontarsi da un punto di vista tecnico con le big dell’industria dell’intrattenimento (e con l’attesa Steam box di Valve), ma poco convinta anche nel confronto con gli attuali smarphone, con cui fra l'altro è già possibile giocare sul grande schermo tramite cavo HDMI.