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Overwatch: le novità sul bilanciamento e il travagliato momento di Mercy

Le polemiche per il rework di settembre non si sono ancora placate e Blizzard pensa già ad altre modifiche per il personaggio di Mercy.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

L'hero shooter targato Blizzard è uscito da poco più di un anno e, in tutto questo tempo, non ha mai smesso di ricevere nuovi contenuti. Proprio in questi giorni, come saprete, si sta svolgendo la nuova edizione dell'Halloween Terror, che ci solletica con le immancabili skin leggendarie (da avere a tutti i costi) e una pletora di altri oggetti estetici disponibili solamente per un tempo limitatissimo. Overwatch, insomma, è un prodotto figlio del nostro tempo. Si inserisce appieno nel nuovo corso dell'entertainment videoludico, diretto a proporre un'esperienza di gioco "always online". Questa trova sempre più la propria ragion d'essere non solo in ricompense esclusive, microtransazioni ed eventi a tempo limitato ma, soprattutto, nella viva competizione tra giocatori. Blizzard, riguardo a quest'ultimo punto, è stata la prima azienda a intuire le enormi potenzialità del modello che abbiamo appena citato, decidendo di investire pesantemente e maturando, nel corso del tempo, ottimi risultati in termini di introiti, partnership e supporto da parte della community.

Il pomo della discordia

Ciò su cui vogliamo soffermarci è una questione finita in questi ultimi tempi al centro di non poche polemiche: il bilanciamento degli eroi. Da che mondo è mondo, ogni titolo competitivo ha sempre dovuto fare i conti con interventi di chirurgia correttiva da parte del team di sviluppo, tesi a migliorare o, al contrario, rendere più debole uno o l'altro combattente. Il tutto, chiaramente, in nome di un supposto equilibrio dell'esperienza di gioco complessiva. Un lavoro di routine, che punta a mantenere il titolo il più trasparente (e interessante) possibile in ambito competitivo e "fair" per la maggior parte dell'utenza (termine, quest'ultimo, che racchiude ogni archetipo di giocatore). Overwatch non è stato da meno e molti eroi presenti nel roster sono finiti sotto i ferri. Famosi, tra gli altri, sono l'uncino di Roadhog, l'assetto di Bastion, l'Hack di Sombra e, ancora, D.Va e Genji. Quindi, se è così "normale", perché parlarne? Beh, in realtà Blizzard ha recentemente operato un restyling abbastanza pesante delle abilità di un eroe che ha mandato in subbuglio l'intera community. Stiamo ovviamente parlando della povera Mercy che, a quanto pare, non ha ancora finito di soffrire. Meglio, dunque, andare con ordine.

Gli eroi muoiono, a volte

Qualche settimana fa, la guaritrice svizzera in forza alla squadra Overwatch è stata oggetto di un primo intervento di bilanciamento che ha stravolto dalle fondamenta l'assetto dell'eroina. L'ha resa addirittura più potente (ovviamente se messa nelle mani di gente abile) ma, per certi versi, ingestibile per la gran parte dei giocatori. Resurrezione, la sua Ultra originale (tanto efficace quanto estremamente antipatica all'atto pratico per gli avversari), se n'è andata per sempre o, meglio, si è involuta in qualcosa di più "normale". Questo in favore di un'Ultra nuova di zecca (Valchiria) che la rende una macchina da guerra per venti secondi. Ora, nello stato Ultra l'eroina può curare un bersaglio più efficacemente (nonché tutti quelli nelle sue immediate vicinanze), si rigenera anche sotto attacco e, una volta estratto il Caduceo Punitivo, può contare su un caricatore infinito e non ha bisogno di ricaricare. Niente male per una semplice guaritrice la cui unica peculiarità sembrava legata all'abilità di rianimare in un sol colpo il gruppo.

Resurrezione, dicevamo, è stata declassata ad abilità comune: può rianimare un compagno caduto entro cinque metri di distanza, con un cooldown di 30 secondi. La vecchia Ultra è, insomma, divenuta una skill molto più tattica da usare, in quanto Mercy deve per forza avvicinarsi fisicamente allo scontro e scegliere con estrema cura chi rianimare e quale priorità dare ai diversi membri del team. Mercy è più aggressiva, ma anche più difficile da padroneggiare in quanto serve una certa dose di abilità e senso strategico per riuscire fornire il supporto agli eroi alleati. Il rework, insomma, ha punito il pressapochismo del giocatocasual che attendeva solo il caricamento della Ultra per rendesi utile. Una scelta precisa da parte degli sviluppatori, dettata dal fatto che nell'ambiente competitivo tale eroe creava più di qualche malumore e i pro player, facendo la voce grossa, sono riusciti a costringere Blizzard ad intervenire per rifare il trucco a Mercy.

Nonostante le ovvie polemiche scatenatesi e la guerra nel forum a colpi di post piccati tra utenti e sviluppatori (cosa che ha provocato anche la reazione di Kaplan, facendo volare ban), Blizzard continua dritta per la propria strada. Ha dato infatti avvio a una nuova fase di test nel PTR per l'ennesimo ritocchino che riguarda ancora una volta Mercy (e, in minima parte anche Lucìo). Riguardo a quest'ultimo punto, i nuovi esperimenti vanno a toccare principalmente la Ultra Valchiria dell'eroina. Valchiria, infatti, pare non aumenterà più il raggio d'azione di Resurrezione ma, come "risarcimento" per questo nerf, fornirà ai giocatori una "carica gratis" dell'abilità da usare durante i venti secondi in cui la Ultra è attiva. Inoltre, Resurrezione non dovrebbe più azzerare il cooldown dell'abilità Angelo Custode. Infine, Mercy potrà beneficiare di un boost nel movimento utilizzando Angelo Custode in combinazione con il salto.

Questione di tatto

Insomma altre modifiche che, come dicevamo, giungono in un momento delicato ed estremamente "caldo" per il futuro del titolo (vi ricordiamo che a dicembre prenderà finalmente il via anche la prima Overwatch League). Le polemiche per il rework di settembre non si sono mai placate e il modo in cui il colosso di Irvine sta gestendo l'affaire non può dirsi esattamente specchiato. A latere del dibattito sul rework è infatti sorta una questione di estrema importanza, impossibile da ignorare. In questo caso, però, non c'entra la tossicità della community (che ha costretto Jeff Kaplan a pubblicare un lungo intervento sull'argomento), bensì riguarda, a un livello superiore, la stessa politica comunicativa del colosso di Irvine. Sembra, in effetti, che Blizzard si stia muovendo su piani distinti, spaccando la community in due popolazioni che purtroppo parlano lingue ben diverse. Da un lato ci sono i pro player, da accontentare per via del giro d'affari multi-milionario che riescono a muovere attorno al titolo. Dall'altro lato della barricata si trovano, invece, i casual player (o, comunque, i giocatori "normali") con cui Blizzard intrattiene un rapporto che potremmo definire unilaterale. Dunque, la sensazione è che, in questo momento, a mancare sia proprio la capacità (o volontà) di comunicare in modo diretto e trasparente con la community.
Quindi, più che i cambiamenti a Mercy sembra che sia stato proprio questo ad aver provocato la feroce reazione di una community, che si sente inascoltata.

A caricare di tensione un'aria già abbastanza pesante, come ricordavamo poc'anzi, ci ha pensato lo stesso Kaplan, che ha messo in pratica la linea dura inaugurata qualche settimana fa. I ban (temporanei) comminati ad alcuni utenti per via delle loro esternazioni nel forum, non fanno altro che evidenziare ancora una volta la carenza di dialogo tra le parti, acutizzando al contempo i toni dello scontro. Inoltre, a infastidire l'utenza potrebbe essere anche il "modo" con cui Blizzard appronta e pubblica le patch e i cambiamenti al proprio titolo. Infatti, dall'annuncio del rework di un eroe, al test nel PTR sino alla definitiva pubblicazione, trascorrono poche settimane, durante le quali pressoché nulla di rilevante viene comunicato all'utenza (pensate, ad esempio, a una road map in cui vengono spiegate le ragioni che hanno condotto a una determinata modifica). Ora, non nutriamo alcun dubbio che per l'hero shooter targato Blizzard si prospetti un futuro ricco di sorprese e momenti memorabili. Overwatch , però, ha ancora molta strada da fare prima di raggiungere la piena maturità ed è auspicabile che Blizzard faccia un passo per volta senza ignorare l'utenza che ha sempre sostenuto voler ascoltare. Il rischio è che l'atteggiamento di estrema intransigenza dimostrato dalla compagnia in queste settimane possa acuirsi ulteriormente, producendo solo danni.

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